Partner poco supportivo rispetto alle tensioni con gli amici: come parlarne?

Mi sento invisibile quando lui non dice niente
Vorrei solo sapere che la mia compagna è con me

Può capitare che durante una serata con amici qualcuno faccia un commento pungente, si crei una discussione spiacevole e il partner resti in silenzio. In quel momento può nascere una sensazione di solitudine difficile da ignorare, come se ci trovassimo a gestire tutto da soli.

Dietro la frustrazione che si prova in queste situazioni si nascondono spesso bisogni profondi, come il desiderio di sentirsi protetti, validati e di sapere che la persona che ci sta accanto è dalla nostra parte. Non si tratta di pretendere che il partner prenda sempre posizione in modo esplicito, ma di percepire una forma di vicinanza anche nei momenti più scomodi.

Parlare di questo tema con il partner, però, non è sempre facile, poiché può emergere la paura di sembrare esigenti, di metterlo in una posizione scomoda o di ricevere una risposta che sminuisca quello che proviamo. Eppure, affrontare questo discorso può fare una grande differenza per il benessere della coppia.

Le ragioni possibili

Cosa c'è dietro la sensazione di non essere supportati

Non capisco se è indifferenza o se non se ne accorge
Mi chiedo sempre perché non interviene mai

Capire perché ci sentiamo poco sostenuti dal partner nelle tensioni con gli amici è un passaggio importante e spesso può essere necessario affrontare questo tema con il supporto di uno/a psicologo/a, che può aiutare a far luce sui bisogni di ciascuno all'interno della coppia. Intanto qui, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di questa dinamica.

Modi diversi di vivere i conflitti sociali

  • Ognuno porta nella coppia il proprio modo di gestire le situazioni di tensione in gruppo e chi tende a evitare lo scontro potrebbe restare in silenzio non per mancanza di affetto, ma per timore di peggiorare le cose.
  • Le esperienze vissute in famiglia durante l'infanzia possono influenzare molto il modo in cui ci si comporta nei conflitti e, ad esempio, chi è cresciuto in un ambiente in cui si evitava il confronto potrebbe non percepire l'urgenza di intervenire.
  • Ciò che per una persona è diplomazia, per l'altra può sembrare disinteresse: il/la partner potrebbe non cogliere la differenza tra restare neutrale e apparire emotivamente assente.

Aspettative diverse su cosa significhi "supporto"

  • Quando non si parla apertamente di cosa significhi concretamente sentirsi supportati, ciascuno agisce secondo le proprie aspettative, che possono essere molto diverse da quelle dell'altro.
  • Per qualcuno il supporto è un intervento diretto nella discussione, per qualcun altro può essere un messaggio privato dopo l'episodio o anche solo un abbraccio una volta tornati a casa.

Il risentimento che cresce in silenzio

  • Quando i propri bisogni di protezione e alleanza non vengono espressi con chiarezza, si tende a rimuginare e ad accumulare frustrazione.
  • Questo può amplificare la percezione di distanza emotiva, rendendo ogni nuovo episodio più pesante del precedente.
Prospettiva clinica
Le relazioni sono fondamentali per la nostra salute biopsicosociale. Ma i legami tra le persone non sono statici: si evolvono e, a volte, si incrinano. Prevenire e risolvere problemi relazionali passa attraverso una chiara comunicazione dei propri bisogni emotivi. Imparare a parlare con gli altri in modo autentico è il primo passo per un equilibrio duraturo.
Esempi dalla vita quotidiana

Situazioni in cui ci si può sentire soli nella coppia

Ha riso con loro come se niente fosse
Mi ha detto che esagero e mi sono sentito solo

Riconoscersi in situazioni concrete può aiutare a dare un nome a quello che si prova. Ecco alcune circostanze in cui la sensazione di mancato supporto può emergere con forza.

Quando il silenzio del partner pesa

  • Durante una serata con amici comuni, qualcuno fa un commento svalutante nei tuoi confronti e il/la partner non interviene, non cambia discorso e non mostra alcun segnale di disapprovazione.
  • In una discussione di gruppo su un argomento che ti sta a cuore, il/la partner si schiera con gli altri o resta in silenzio, lasciandoti la sensazione di dover affrontare tutto da solo/a.
  • In una chat di gruppo o sui social, il/la partner mette like e commenta con entusiasmo le uscite di persone con cui hai un rapporto teso, senza considerare come questo potrebbe farti sentire.

Quando il partner minimizza quello che provi

  • Dopo una tensione avvenuta in gruppo, provi a parlarne e la risposta è qualcosa come "non era niente" o "sei troppo sensibile", che ti fanno sentire non compreso.
  • Racconti di esserti sentito escluso o trattato male da un amico comune e il partner cambia argomento o ti invita a lasciar perdere, senza un reale ascolto.
  • La partner continua a frequentare con entusiasmo gli amici con cui hai avuto un conflitto, senza mai chiederti come ti senti a riguardo o se hai bisogno di un momento per chiarire la situazione.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Strategie pratiche

Come aprire il dialogo con il partner in modo costruttivo

Ho provato a spiegarle cosa mi serve davvero
Abbiamo trovato un modo nostro per gestirla
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Scegliere il momento giusto per parlarne

Affrontare il discorso subito dopo l'episodio, quando le emozioni sono ancora molto intense, rischia di trasformare il dialogo in uno sfogo. Puoi provare ad aspettare un momento di calma, magari il giorno dopo, in un contesto privato e tranquillo, per riuscire a esprimerti con più lucidità.

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Parlare di come ti sei sentito, non di cosa ha fatto il partner

Usare frasi in prima persona può fare una grande differenza. Invece di dire "tu non mi difendi mai", potresti provare con qualcosa come: "mi sono sentito solo quando è successo quel momento nel gruppo, e avrei avuto bisogno di sentirti vicino", così da aiutare il/la partner a comprendere il tuo vissuto senza sentirsi accusato.

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Spiegare concretamente cosa intendi per supporto

Il/la partner potrebbe non sapere che per te basta un piccolo gesto, come un cenno di disaccordo, un cambio di argomento o un messaggio privato dopo l'episodio. Essere specifici su ciò di cui si ha bisogno rende più facile per l'altra persona capire come poterci essere.

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Ascoltare anche la prospettiva del partner

Dai spazio al/alla partner per raccontare il suo punto di vista, senza interrompere: potresti scoprire che non si è accorto/a della tensione, che non sapeva come reagire o che temeva di peggiorare le cose intervenendo.

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Pensare insieme a come muoversi in futuro

Potreste provare a concordare insieme qualche piccola strategia per le situazioni di gruppo, come un segnale discreto per comunicare il disagio o l'impegno a parlarne in privato subito dopo. Costruire un'alleanza condivisa può rafforzare il senso di squadra.

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Condividere quello che si prova con una persona fidata

A volte raccontare quello che si prova a un amico o a una persona di fiducia può aiutare a mettere ordine nei propri pensieri prima di affrontare il dialogo con il partner.

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Valutare un percorso di psicoterapia

Se questa dinamica si ripete nel tempo e il dialogo non sembra portare a cambiamenti, un percorso di psicoterapia, individuale o di coppia, può essere uno spazio prezioso per esplorare insieme le dinamiche comunicative e trovare nuovi equilibri. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare: è un'occasione di crescita e comprensione reciproca.

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Cura del legame

Costruire un'alleanza che funzioni anche fuori dalla coppia

Adesso so che posso chiedere quello che mi serve
Parlarne ci ha avvicinati più di quanto pensassi

Sentirsi supportati dal partner nelle dinamiche sociali è un bisogno legittimo, che rafforza il senso di sicurezza e di squadra all'interno della coppia. Il/la partner non è un avversario da convincere, ma un alleato da coinvolgere e spesso può bastare esprimere con chiarezza ciò di cui si ha bisogno per attivare una risposta di vicinanza.

Non esiste un unico modo di mostrare sostegno e il dialogo serve proprio a scoprire insieme quale forma funziona per entrambi, senza dare per scontato che l'altro debba saperlo intuire.

Definire insieme come starsi accanto anche nei contesti sociali è un atto di cura che protegge il legame nel tempo. E se sentite il bisogno di essere guidati in questo percorso, un/una psicologo/a può offrire gli strumenti per farlo con maggiore consapevolezza.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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FAQ

Domande frequenti

Quello che provi è assolutamente legittimo e più comune di quanto pensi. Quando qualcuno fa un commento pungente o si crea una tensione in gruppo, è naturale desiderare di sentire il/la partner dalla propria parte. Non si tratta di pretendere che intervenga sempre in modo diretto, ma di percepire una forma di vicinanza emotiva anche nei momenti scomodi.

Dietro questa sensazione ci sono spesso bisogni profondi di protezione e validazione e sentirsi soli proprio accanto alla persona con cui si condivide la vita può essere molto doloroso.

Più che domandarti se è "normale" provare questo, potresti provare a esplorare cosa senti davvero e di cosa hai bisogno. Questo può aiutarti a comunicare meglio con il/la partner e a trovare insieme un modo per starti accanto che funzioni per entrambi.

Ci possono essere diverse ragioni, e spesso non si tratta di indifferenza. Ogni persona porta con sé un modo diverso di gestire i conflitti sociali, influenzato dalle esperienze passate e dal carattere.

Il/la partner potrebbe restare in silenzio perché teme di peggiorare la situazione, perché non ha colto la gravità del momento o perché nel suo modo di vedere le cose restare neutrali è una forma di diplomazia.

Un altro aspetto importante è che spesso nella coppia non si parla apertamente di cosa significhi concretamente "supporto". Per qualcuno è un intervento diretto, per qualcun altro è un abbraccio una volta tornati a casa, ma senza questo dialogo, ciascuno agisce secondo le proprie aspettative, che possono essere molto diverse da quelle dell'altra persona.

Il modo in cui scegli di affrontare il discorso può fare una grande differenza. Un primo consiglio è evitare il momento caldo, perché parlarne subito dopo l'episodio, quando le emozioni sono ancora intense, rischia di trasformare il dialogo in uno sfogo.

Potresti provare ad aspettare un momento di calma e usare frasi che partano da come ti sei sentito. Invece di dire "tu non mi difendi mai", potresti dire qualcosa come: "Mi sono sentito solo in quel momento e avrei avuto bisogno di sentirti vicino". Questo aiuta il/la partner a comprendere il tuo vissuto senza sentirsi sotto accusa.

Può essere utile anche spiegare concretamente cosa intendi per supporto: un cenno di disaccordo, un cambio di argomento, un messaggio dopo l'episodio, così che l’altro possa capire come esserci.

Sentirsi dire "non era niente" o "sei troppo sensibile" dopo aver vissuto un momento di disagio può essere molto frustrante e aumentare la sensazione di distanza emotiva. È importante sapere che il tuo vissuto ha valore, indipendentemente da come l'altra persona interpreta la situazione.

Se il dialogo diretto non sembra portare a un reale ascolto, puoi provare a condividere quello che senti con una persona fidata per mettere ordine nei tuoi pensieri. Questo non sostituisce il confronto con il/la partner, ma può aiutarti a trovare le parole giuste.

Se questa dinamica si ripete nel tempo, potrebbe essere utile considerare un percorso con uno/a psicoterapeuta, individualmente o insieme. È uno spazio in cui imparare a comunicare i propri bisogni in modo più efficace e a costruire un ascolto reciproco più profondo.

Costruire un senso di squadra anche fuori dalla coppia è possibile e per poterlo fare serve una comunicazione intenzionale. Potreste provare a concordare insieme qualche piccola strategia per le situazioni di gruppo, come un segnale discreto per comunicare il disagio o l'impegno a parlarne in privato subito dopo.

L'importante è non dare per scontato che il/la partner debba intuire cosa serve. Definire insieme come starsi accanto nei contesti sociali è un atto di cura verso il legame.

Ricorda che non esiste un unico modo di mostrare sostegno e il dialogo vi aiuterà proprio a scoprire quale forma funziona per entrambi. Potreste scoprire che a volte basta un piccolo gesto, come un messaggio privato o un abbraccio tornando a casa, per sentirsi alleati e protetti.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

Assolutamente sì, non è necessario che ci sia una crisi profonda per iniziare un percorso di coppia. La terapia di coppia è uno spazio di crescita condivisa che può essere molto utile anche quando la relazione funziona bene ma ci sono dinamiche specifiche da migliorare.

Un/una terapeuta può aiutarvi a esplorare cosa si nasconde dietro la sensazione di mancato supporto, come bisogni non espressi, aspettative diverse, modi differenti di vivere i conflitti sociali. Spesso rendere visibili questi meccanismi può essere utile per attivare cambiamenti significativi.

Il percorso vi offre strumenti concreti per comunicare meglio i vostri bisogni e costruire quell'alleanza che desiderate anche fuori dalla coppia.

È una preoccupazione molto comune. Può aiutare presentare la terapia di coppia per quello che è davvero, cioè un'opportunità per conoscersi meglio e rafforzare il legame.

Potresti dire qualcosa come: "Mi piacerebbe che provassimo a parlare con qualcuno insieme, non perché le cose vanno male, ma perché vorrei che ci capissimo ancora di più su alcune cose che mi stanno a cuore". Partire dal desiderio di migliorare anziché da una critica rende il messaggio più accogliente.

Scegli un momento tranquillo per proporre l'idea, lontano da episodi recenti di tensione, ma se il/la partner ha bisogno di tempo per pensarci, rispetta i suoi tempi senza forzare.

Entrambi i percorsi possono essere preziosi, in quanto rispondono a bisogni diversi. Un percorso individuale ti permette di esplorare in profondità i tuoi bisogni, capire da dove nasce la tua sensazione di mancato supporto e lavorare sulle tue modalità comunicative.

Un percorso di coppia, invece, coinvolge entrambi e permette di lavorare insieme sulla dinamica relazionale ed è particolarmente utile quando il dialogo tra voi si blocca, quando le stesse situazioni si ripetono senza che nulla cambi o quando sentite di non riuscire a comprendervi a vicenda su questo tema.

I due percorsi non sono in competizione. Alcune persone scelgono di iniziare individualmente per poi coinvolgere il/la partner, altre partono direttamente dalla coppia. Uno/a psicoterapeuta può aiutarvi a capire quale sia il punto di partenza più adatto alla vostra situazione.

In una seduta di terapia di coppia su questo tema, il/la terapeuta crea uno spazio sicuro in cui entrambi possano esprimersi senza paura di essere giudicati, per poter comprendere il vissuto di ciascuno.

Potreste esplorare insieme cosa significa per ognuno di voi sentirsi supportati, quali bisogni profondi si attivano nelle situazioni sociali e come le vostre storie personali influenzano il modo in cui reagite ai conflitti di gruppo.

Il/la terapeuta può anche proporre esercizi concreti, tra cui modi nuovi di comunicare il disagio, strategie da usare insieme nelle situazioni sociali, tecniche di ascolto attivo. L'obiettivo è costruire un linguaggio comune e un'alleanza che vi faccia sentire squadra anche fuori dalla stanza di terapia.

Se noti che la stessa dinamica si ripete, che ne avete già parlato ma nulla sembra cambiare o che il risentimento sta crescendo in silenzio, potrebbe essere un buon momento per considerare questo percorso.

Altri segnali possono essere la sensazione di non riuscire più a parlarne senza litigare, la tendenza a evitare l'argomento per paura della reazione dell'altro o il fatto che ogni nuovo episodio con gli amici diventi più pesante del precedente.

La terapia di coppia è particolarmente efficace quando ci si arriva con la volontà di crescere insieme, non quando si è ormai esausti. È un investimento nel legame e nella qualità della vostra relazione, un modo per prendervi cura l'uno dell'altra con maggiore consapevolezza.

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