Quando la precarietà lavorativa influenza la scelta di sposarsi
Non ci sposiamo perché non ce lo possiamo permettere
Vorrei costruire qualcosa ma il lavoro non me lo permette
Contratti a tempo determinato, stage e periodi di disoccupazione fanno sì che l'instabilità lavorativa non condizioni solo il portafoglio, ma anche le decisioni più intime, come quella di sposarsi e costruire una famiglia.
Molte coppie desiderano il matrimonio, lo immaginano come un passo importante della propria vita insieme, eppure continuano a rimandare proprio a causa della precarietà lavorativa. Il motivo è Una stabilità economica che tarda ad arrivare e che viene percepita come necessaria per fare questo passo.
La precarietà lavorativa può creare un vero e proprio cortocircuito tra desiderio e realtà, perché si vorrebbe progettare un futuro a due, ma ogni ipotesi resta appesa a un se mi assumono o a un vedremo.
C'è spesso uno scollamento tra l'ideale e il reale. Da un lato il sogno di una vita condivisa, dall'altro stipendi insufficienti, impossibilità di accedere a un mutuo e una dipendenza prolungata dalla famiglia d'origine che pesa sulla percezione di sé e della relazione.
Radici dell'incertezza
Le ragioni dietro un matrimonio che si rimanda
Mi sento inadeguato a proporre di sposarci
Come faccio a pensare al futuro senza certezze?
Capire cosa spinge a rimandare il matrimonio può essere il primo passo per uscire da una situazione di stallo. In molti casi, esplorare queste dinamiche con il supporto di uno/a psicologo/a, anche in coppia, aiuta a distinguere gli ostacoli concreti dalle paure più profonde, quindi proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di questo rinvio.
L'impatto economico concreto
- L'assenza di un reddito stabile può rendere molto difficile accedere a un mutuo, sostenere le spese di una casa e pianificare il futuro, per cui Il matrimonio finisce per sembrare un traguardo sempre fuori portata, soprattutto quando si ha la sensazione di non potersi permettere di sposarsi senza una base economica solida.
- Quando non si riesce a garantire nemmeno la propria autonomia, pensare a una cerimonia, a un affitto condiviso o a un progetto familiare può sembrare prematuro, anche se il desiderio c'è.
Il ruolo dell'autostima e dell'identità
- L'instabilità lavorativa può minare la fiducia in sé. In una cultura che spesso lega il valore personale alla posizione professionale, sentirsi inadeguati a livello economico può bloccare anche la progettualità di coppia.
- Lo stress e la frustrazione generati dalla precarietà possono portare a stati di apatia e chiusura emotiva, che a loro volta intaccano la qualità della relazione e allontanano l'idea di un impegno a lungo termine.
La paura dell'impegno amplificata dall'incertezza
- Il timore di assumersi un impegno definitivo può essere amplificato dall'incertezza lavorativa. Quando il presente è instabile, il per sempre può sembrare ancora più difficile da immaginare.
- In alcuni casi, la crisi economica può diventare un motivo per evitare di affrontare paure più profonde legate alla responsabilità e al cambiamento. Non sempre è facile distinguere da soli tra ostacoli reali e timori personali.
Storie di vita quotidiana
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Ogni anno diciamo 'il prossimo', ma non cambia mai
Vivo ancora con i miei e ho trent'anni
La precarietà lavorativa si manifesta in modi molto diversi nella vita di coppia. Ecco alcune situazioni comuni in cui potresti ritrovarti.
Il matrimonio sempre rimandato
- State insieme da anni e parlate di matrimonio fin dall'inizio, ma alla domanda quando vi sposate? la risposta è sempre la stessa: l'anno prossimo, quando ci sarà qualche soldo in più. Le stagioni passano e il discorso si ripete in modo identico.
- Avete provato a fare dei calcoli, a immaginare una cerimonia più semplice, a valutare soluzioni diverse, ma ogni volta il conto in banca vi riporta al punto di partenza e il progetto resta fermo sulla carta.
La frustrazione professionale che entra nella coppia
- Hai una laurea, magari anche un master, eppure guadagni poco più di mille euro con un contratto che scade tra pochi mesi. La frustrazione di non riuscire a offrire ciò che vorresti al/alla partner ti porta a evitare qualsiasi discorso sul futuro.
- Lo stress lavorativo diventa così presente che anche i discorsi sul matrimonio iniziano a sembrare una pressione. Parlare del futuro insieme genera ansia invece che entusiasmo, e questo crea distanza nella coppia.
L'autonomia che non arriva
- Vivete ancora con le rispettive famiglie d'origine perché, pur desiderandolo, non potete permettervi un'autonomia economica insieme. Il matrimonio sembra un orizzonte lontanissimo se prima non si riesce nemmeno ad andare a vivere sotto lo stesso tetto.
- A volte il senso di incertezza porta a un distacco emotivo come forma di protezione, perché ci si prepara inconsciamente alla possibilità che la relazione non regga sotto la pressione dell'instabilità, e questo allontana ancora di più il pensiero di un progetto condiviso.
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Strategie pratiche
Piccoli passi per affrontare l'incertezza in coppia
Abbiamo iniziato a parlarne e mi sento più leggera
Forse il matrimonio perfetto non esiste, ma noi sì
Parlare apertamente di come ci si sente
Riconoscere insieme che la precarietà genera stress e frustrazione può fare una grande differenza. Potresti provare a condividere con il/la partner non solo le preoccupazioni economiche, ma anche le emozioni che ne derivano, come il senso di inadeguatezza, la stanchezza e lo sconforto. Parlarne insieme riduce il senso di isolamento e aiuta a sentirsi dalla stessa parte.
Distinguere gli ostacoli reali dalle paure
Può essere utile provare a chiedersi, con onestà, quanto del rimandare il matrimonio dipenda da difficoltà economiche concrete e quanto da timori più profondi. Non è un esercizio facile, e spesso non si riesce a farlo da soli, ma anche solo porsi la domanda è un primo passo.
Trovare un compromesso realistico
Potresti provare a ripensare il progetto di matrimonio in modo più flessibile. Forse il matrimonio che avevi immaginato non è realizzabile adesso, ma una versione diversa, più semplice e su misura, potrebbe esserlo. A volte lasciare andare l'immagine ideale apre spazio a possibilità concrete.
Costruire piccoli traguardi insieme
Invece di concentrare tutto sulla meta finale, potresti provare a condividere con il/la partner obiettivi più piccoli e raggiungibili: un primo conto in comune, una cifra da mettere da parte ogni mese, una ricerca di casa senza fretta. Ogni piccolo passo rafforza la sensazione di essere una squadra.
Coltivare la relazione anche nell'attesa
Quando le circostanze esterne non sono favorevoli, il rischio è di mettere in pausa anche il legame. Potresti invece provare a dedicare tempo e attenzione alla relazione: una cena, una passeggiata, un momento per ricordarsi perché ci si è scelti. Il matrimonio è un traguardo, ma la coppia si costruisce ogni giorno, anche quando le condizioni non sono ideali.
Cercare supporto nelle persone vicine
Condividere le proprie difficoltà con amici o familiari di fiducia può aiutare a sentirsi meno soli. A volte basta un confronto per ridimensionare le preoccupazioni o trovare soluzioni a cui non si era pensato.
Valutare un percorso di psicoterapia
Un percorso con uno/a psicologo/a, individuale o di coppia, può essere uno spazio prezioso per esplorare insieme le dinamiche che bloccano la progettualità e trovare nuovi modi di affrontare l'incertezza. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare: la terapia è uno spazio di crescita in cui sentirsi capiti e sostenuti.
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Guardare avanti insieme
Scegliersi ogni giorno, anche nell'incertezza
Abbiamo deciso di sposarci lo stesso, insieme
Ho capito che aspettare il momento perfetto non ha senso
La precarietà lavorativa è un ostacolo reale e significativo alla scelta di sposarsi, ma spesso si intreccia con paure più profonde legate all'impegno e alla responsabilità. Riconoscere questa complessità è già un passo importante.
Le difficoltà economiche, se affrontate insieme e con consapevolezza, possono anche diventare un banco di prova che rafforza il legame. Aspettare le condizioni perfette rischia di trasformarsi in un'attesa senza fine, e a volte il coraggio di fare un passo, anche piccolo, è ciò che permette alla coppia di crescere davvero.
Sposarsi in tempi di precarietà non è un atto di incoscienza. Può essere un atto di fiducia reciproca, perché scegliere di camminare insieme è già, di per sé, un modo concreto di rispondere all'incertezza.
Se senti che la situazione è difficile da affrontare da solo o in coppia, un percorso con uno/a psicologo/a può aiutarti a fare chiarezza e a ritrovare lo slancio per progettare il futuro che desideri.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
È normale rimandare il matrimonio per motivi economici?
Sì, è una situazione molto comune e diffusa, soprattutto tra le coppie che vivono condizioni di precarietà lavorativa. Contratti a termine, stipendi bassi e difficoltà ad accedere a un mutuo sono ostacoli concreti che rendono difficile pianificare un passo così importante.
Quello che può aiutare è chiederti non solo "possiamo permettercelo?" ma anche "come ci sentiamo rispetto a questa attesa?". A volte il rimandare genera frustrazione, senso di colpa o distanza nella coppia, e queste emozioni meritano attenzione tanto quanto il conto in banca.
Riconoscere che la situazione economica pesa sulle tue scelte non significa arrendersi: significa essere consapevole di ciò che stai vivendo. Da lì puoi iniziare a esplorare, magari insieme al/alla partner, quali piccoli passi sono possibili anche adesso.
La precarietà lavorativa può influenzare l'autostima e la vita di coppia?
Può succedere, ed è più frequente di quanto si pensi. In una società che spesso lega il valore personale alla posizione professionale, vivere una condizione di instabilità lavorativa può far sentire inadeguati, non solo sul piano economico ma anche in quello relazionale.
Potresti trovarti a evitare discorsi sul futuro, a sentirti in colpa per non riuscire a offrire ciò che vorresti, o a chiuderti emotivamente. Questo stress prolungato può creare distanza nella coppia, anche quando il legame è solido.
È importante ricordare che il tuo valore non dipende dal tipo di contratto che hai. Parlare apertamente con il/la partner di come ti senti può ridurre il senso di isolamento e aiutarvi ad affrontare insieme le difficoltà, senza che diventino un peso che porti da solo o da sola.
Come si fa a distinguere tra difficoltà economiche reali e paura dell'impegno?
Non è sempre facile, e spesso le due cose si intrecciano. La precarietà lavorativa è un ostacolo concreto, ma a volte può anche amplificare timori più profondi legati alla responsabilità, al cambiamento o al "per sempre".
Un modo per iniziare a fare chiarezza è chiederti con onestà: se domani avessi un lavoro stabile, ti sentiresti pronto o pronta a fare il passo? Se la risposta non è un sì immediato, potrebbe esserci qualcosa in più da esplorare.
Questo non significa che le tue preoccupazioni economiche non siano valide. Significa che a volte dietro il "non possiamo permettercelo" si nasconde anche un "ho paura", e riconoscerlo è già un atto di coraggio. Un percorso con uno/a psicoterapeuta può aiutarti a fare luce su queste dinamiche in modo protetto e senza giudizio.
Cosa possiamo fare concretamente come coppia se vogliamo sposarci ma non abbiamo stabilità economica?
Un primo passo è provare a ripensare il progetto di matrimonio in modo più flessibile. Forse la cerimonia che avevate immaginato non è realizzabile adesso, ma una versione più semplice e su misura per voi potrebbe esserlo. Lasciare andare l'immagine ideale può aprire spazio a possibilità concrete.
Può essere utile anche costruire insieme piccoli traguardi intermedi: un conto condiviso, una cifra da risparmiare ogni mese, una ricerca di casa senza fretta. Ogni piccolo passo rafforza la sensazione di essere una squadra e di muovervi nella stessa direzione.
Soprattutto, provate a coltivare la relazione anche nell'attesa. Il matrimonio è un traguardo, ma la coppia si costruisce ogni giorno: nei momenti di cura, di ascolto, di scelta reciproca. Non mettete in pausa il vostro legame in attesa che le condizioni esterne cambino.
Quando è il momento di chiedere aiuto a uno psicologo per questa situazione?
Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili. Se senti che la precarietà lavorativa sta generando un malessere persistente, che si tratti di ansia per il futuro, frustrazione, distacco emotivo dal/dalla partner o un senso di blocco che non riesci a superare, un percorso psicologico può essere uno spazio prezioso.
La terapia non serve solo nei momenti di crisi: è uno spazio di crescita e riflessione in cui puoi esplorare le emozioni legate all'incertezza, distinguere gli ostacoli reali dalle paure più profonde e ritrovare lo slancio per progettare il futuro che desideri.
Potresti considerarla anche se noti che il tema del matrimonio è diventato fonte di tensione nella coppia, se eviti di parlarne o se ogni conversazione sul futuro genera ansia invece che entusiasmo. Uno/a psicologo/a può aiutarti a fare chiarezza, da solo o da sola, oppure insieme al/alla partner.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
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Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
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Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
La terapia di coppia può aiutare in questo caso?
La terapia di coppia può essere utile se il problema principale è la precarietà economica?
Assolutamente sì. Anche se la precarietà lavorativa è un problema concreto che non si risolve in seduta, le emozioni e le dinamiche che genera nella coppia possono essere esplorate e affrontate in un percorso di terapia.
La frustrazione, il senso di inadeguatezza, la tendenza a evitare i discorsi sul futuro, la distanza emotiva: sono tutti aspetti che un/una psicoterapeuta può aiutarvi a riconoscere e gestire insieme. La terapia di coppia non vi troverà un lavoro stabile, ma può aiutarvi a comunicare meglio su ciò che provate, a non lasciare che lo stress economico eroda il legame e a ritrovare una progettualità condivisa.
È anche uno spazio in cui distinguere insieme gli ostacoli reali dalle paure più profonde, e scoprire risorse che come coppia avete già ma che magari non vedete.
Come posso proporre al mio/alla mia partner di iniziare un percorso di coppia senza che sembri un segnale di crisi?
Questo è un dubbio molto comune. Può essere utile presentare la terapia di coppia per quello che è: non un segnale che qualcosa si è rotto, ma uno spazio per crescere insieme e affrontare un momento complesso con più strumenti.
Potresti provare a dire qualcosa come: "Mi piacerebbe che parlassimo con qualcuno di come ci sentiamo rispetto al futuro, non perché stiamo male, ma perché ci tengo a noi e vorrei che affrontassimo questa fase insieme, con un po' di aiuto."
Scegli un momento tranquillo, senza fretta, e condividi anche le tue emozioni: il fatto che ti stia a cuore la relazione e che cercare supporto sia per te un atto di cura, non di resa. Se il/la partner non è pronto o pronta subito, rispetta i tempi senza forzare, e valuta eventualmente di iniziare un percorso individuale nel frattempo.
Qual è la differenza tra un percorso individuale e uno di coppia quando la precarietà pesa sulla relazione?
Sono percorsi diversi e complementari, e nessuno dei due esclude l'altro. In un percorso individuale puoi esplorare come la precarietà sta influenzando la tua autostima, le tue emozioni e il tuo modo di stare nella relazione. È uno spazio tutto tuo, in cui puoi fare chiarezza su paure e bisogni personali.
In un percorso di coppia, invece, il focus è sulla relazione: come comunicate rispetto al futuro, come gestite lo stress insieme, quali dinamiche si sono create intorno al tema del matrimonio rimandato. Il/la terapeuta lavora con entrambi per migliorare la comprensione reciproca e costruire strategie condivise.
Se senti che la precarietà ti pesa a livello personale, un percorso individuale può essere un ottimo punto di partenza. Se noti che il tema sta creando distanza o tensione nella coppia, la terapia di coppia offre uno spazio protetto per affrontarlo insieme.
Cosa succede concretamente durante una terapia di coppia quando si affronta il tema del matrimonio rimandato?
Non esiste un percorso uguale per tutti, ma in generale il/la terapeuta vi aiuterà prima di tutto a creare uno spazio sicuro in cui entrambi possiate esprimere liberamente ciò che sentite, senza giudizio e senza che la conversazione diventi un confronto.
Si esplorano insieme le emozioni legate all'attesa: la frustrazione, la delusione, il senso di colpa, ma anche i desideri e le speranze. Si lavora per capire se dietro il rimandare ci sono solo difficoltà economiche concrete o anche timori più profondi legati all'impegno, al cambiamento, alla responsabilità.
Il/la terapeuta può aiutarvi a migliorare il modo in cui comunicate su questi temi, a costruire obiettivi realistici e condivisi e a ritrovare un senso di squadra anche in una fase di incertezza. L'obiettivo non è decidere se sposarvi o meno, ma sentirvi più vicini e più capaci di affrontare insieme ciò che verrà.
La terapia di coppia può aiutarci anche se la nostra relazione funziona bene ma ci sentiamo bloccati sul futuro?
Certamente. Non serve che ci sia una crisi in corso per beneficiare di un percorso di coppia. Molte coppie che funzionano bene nella quotidianità si trovano comunque in difficoltà quando si tratta di fare il passo successivo, soprattutto se le condizioni esterne non sono favorevoli.
La terapia di coppia in questo caso è uno spazio per esplorare insieme il senso di blocco: cosa vi frena davvero, come vi sentite rispetto all'attesa, quali aspettative avete e come potete allinearle. È un'occasione per rafforzare ciò che già funziona e per trovare nuovi modi di progettare il futuro, anche quando le circostanze non sono ideali.
Pensala come un investimento sulla vostra relazione: non perché qualcosa non va, ma perché volete crescere insieme e affrontare questa fase con maggiore consapevolezza e complicità.
E ora?
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