Il dibattuto tema dell'efficacia della psicoterapia online incontra adolescenza e cambiamenti in un tempo in cui si sta abitando in modo diverso il mondo virtuale. Nasce così una domanda: gli interventi psicologici svolti online con gli adolescenti sono ugualmente efficaci rispetto a quelli in presenza?
Diverse ricerche hanno evidenziato risultati promettenti e, in alcuni casi, efficacia comparabile per gli interventi psicologici e psicoterapeutici erogati via Internet, anche nel trattamento di disturbi specifici come la depressione, i disturbi d’ansia e in presenza di patologie croniche; in particolare, le evidenze a supporto dell’uso di interventi computerizzati e online per trattare depressione e/o ansia in bambini e adolescenti sono in aumento (Stasiak et al., 2016).
Cosa succede quando l’adolescente va dallo psicologo?
Generalmente gli adolescenti possono mostrare alcune resistenze prima di accettare di incontrare uno psicologo. I principali motivi di questa difficoltà a chiedere aiuto sono:
- la paura di essere etichettati come "diversi" dai compagni;
- l'aspettativa di dovercela "fare da soli”;
- le preoccupazioni legate alla riservatezza;
- la scarsa conoscenza o accessibilità dei servizi di salute mentale sul territorio.
La resistenza dell’adolescente a rivolgersi a uno psicologo nasce anche dalla sua “transizione” evolutiva dallo stato di bambino a quello di giovane adulto. Etimologicamente, il termine transizione richiama il concetto di “passaggio”, attraversamento. L’adolescente attraversa, con le sue gambe, il suo corpo e la sua testa, un territorio inesplorato che prospetta trasformazioni, che rapidamente e inaspettatamente emergono dentro e fuori di sé.
Gli interrogativi dell'adolescente
Durante questo attraversamento emergono una serie di dubbi e incertezze:
- Cosa mi sta succedendo?
- Come sta cambiando il mio corpo?
- Come devo relazionarmi al mondo esterno? Cosa penseranno gli altri di me?
- Come posso essere me stesso e allo stesso tempo non deludere i miei genitori?
- Chi amerò e come lo farò? Com’è il sesso?
- Chi sono io?
Sono domande sul sé, sul mondo circostante, sui genitori, sulle relazioni affettive, che ci accompagnano diversamente durante tutta la vita e che, nella fase dell’adolescenza, possono scuotere intensamente l’equilibrio fino a quel momento raggiunto.
"L'adolescenza non è solo una stagione della vita, ma una modalità ricorsiva della psiche dove i tratti dell'incertezza, dell'ansia per il futuro, l'irruzione delle istanze pulsionali, il bisogno di rassicurazione e insieme di libertà si danno talvolta convegno per celebrare, in una stagione, tutte le possibili espressioni in cui può cadenzarsi la vita”. (Galimberti)
In questo attraversamento anche i genitori sono coinvolti come sistema famiglia, a cui viene richiesto di vedersi genitori “in crescita”. La famiglia inizia a guardare, grazie anche agli “occhi” del figlio adolescente, con modi alternativi la realtà esterna e interna del proprio sistema relazionale.
Il lavoro con gli adolescenti tiene conto di tutto questo, accogliendo l’evoluzione fluttuante e flessibile del setting psicologico, che si adatta alle richieste del cambiamento che sta prendendo nuova forma.

L’efficacia della terapia online con gli adolescenti
Gli studi sull’efficacia della terapia psicologica online con gli adolescenti hanno registrato risultati soddisfacenti. In molte ricerche su psicologia e adolescenza è emerso che i giovani manifestano un'alta preferenza per i trattamenti forniti tramite strumenti tecnologici, rispetto a quelli in presenza.
Anche dal punto di vista familiare, la soddisfazione è stata valutata come estremamente alta. Attraverso la somministrazione di questionari specifici è emerso che la qualità e l'accettazione delle famiglie per i servizi di telepsicologia e telepsichiatria di cui usufruiscono i figli è simile alla soddisfazione presente in percorsi di assistenza in presenza.
La letteratura scientifica ha evidenziato come la videoconferenza, gli interventi internet-based e altre tecnologie possano offrire informazioni più accessibili sulla salute mentale e servizi psicologici e psicoterapeutici più economici ed efficaci, con riduzione della sintomatologia e maggiori opportunità di prevenire l’evoluzione psicopatologica nei giovani.
In linea con questo potenziale, un trial randomizzato su adolescenti ha mostrato che la CBT online determina una riduzione significativamente maggiore rispetto alla lista d’attesa nell’esito primario, ossia il numero totale di diagnosi presenti e una maggiore frequenza di remissione completa da tutti i disturbi d’ansia e dell’umore (43,8% vs 20,9%) (Schniering et al., 2022).
I giovani possono partecipare attivamente ai trattamenti erogati tramite dispositivi tecnologici, aderendo alle sessioni e costruendo un’alleanza terapeutica efficace anche a distanza. Diversi studi suggeriscono potenziali benefici di programmi internet-based per una varietà di problemi, con evidenze più solide per ansia e depressione e dati ancora in consolidamento per altre condizioni:
- sintomi ansiosi e depressivi,
- la sindrome da stress post-traumatico,
- i disturbi del comportamento alimentare,
- la prevenzione delle ricadute depressive.
Cosa dice la ricerca: esiti clinici e alleanza terapeutica online
Quando si parla di efficacia della psicoterapia online in adolescenza è utile distinguere due piani: riduzione dei sintomi e qualità della relazione terapeutica.
Una meta-analisi su interventi psicologici erogati via tecnologia in età pediatrica e adolescenziale ha rilevato un miglioramento dei sintomi di ansia e depressione rispetto ai controlli, con effetti complessivamente piccoli-moderati (Ebert et al., 2015). In modo coerente, una revisione sistematica su interventi digitali per ansia e depressione in bambini e adolescenti ha trovato benefici soprattutto per l’ansia, con risultati più variabili per la depressione (Grist, Croker, Denne & Stallard, 2019).
Sul versante relazionale, una meta-analisi sull’alleanza terapeutica in psicoterapia online (prevalentemente su campioni adulti, ma con indicazioni trasferibili anche all’età evolutiva) ha mostrato che l’alleanza è in media paragonabile a quella in presenza e si associa agli esiti, come avviene nei percorsi tradizionali (Flückiger, Del Re, Wampold & Horvath, 2018).
In pratica: online non significa necessariamente “meno relazione”, ma una relazione che va costruita con attenzione al setting e alla comunicazione mediata dallo schermo.
Le videosedute con un professionista e i programmi internet-based non sono la stessa cosa: mentre le prime si fondano su una relazione terapeutica in tempo reale, i secondi comprendono interventi digitali spesso strutturati in moduli e con livelli di supporto variabili. In questo panorama, la presenza online di molti programmi non validati può rendere difficile per i pazienti orientarsi e ottenere informazioni chiare sul livello di evidenza dei singoli percorsi (Stasiak et al., 2016).

Dire “terapia online” può indicare modalità diverse, con evidenze e obiettivi non sovrapponibili. In adolescenza, le due forme più comuni sono:
- Videosedute sincrone (telepsicoterapia): incontri in tempo reale con psicologo/a. È la modalità più simile alla terapia in presenza e può permettere di lavorare su emozioni, relazioni, identità e sintomi mantenendo continuità e flessibilità.
- Interventi internet-based (spesso CBT guidata): programmi strutturati su piattaforme/app con moduli, esercizi e monitoraggi, talvolta con supporto di un clinico. Una revisione Cochrane sugli interventi digitali per depressione e ansia in bambini e giovani ha rilevato che, rispetto a controlli, possono ridurre i sintomi nel breve termine, ma con qualità delle evidenze variabile e necessità di più studi su follow-up e confronto con trattamenti attivi (Garrido et al., 2019).
Questa distinzione può aiutare anche le famiglie a scegliere: se serve un lavoro “su misura” e relazionale, la videoseduta è spesso una prima opzione; se l’obiettivo è allenare abilità specifiche con esercizi tra una sessione e l’altra, un percorso internet-based può essere un’integrazione utile quando supervisionato.
L’idoneità e la sicurezza della terapia online dipendono sempre da una valutazione clinica accurata: per molte persone può essere un’opzione efficace e accessibile, mentre in altre situazioni può essere più indicato integrarla con interventi in presenza e con il trattamento usuale, soprattutto quando il rischio clinico richiede un monitoraggio più stretto.
In questa prospettiva, alcune evidenze suggeriscono che l’integrazione tra terapia online e cure abituali possa produrre benefici significativi anche su esiti delicati: in uno studio con valutazione clinica in cieco, la terapia online associata al trattamento usuale ha mostrato una significativa riduzione della frequenza di comportamenti autolesivi non suicidari in adolescenti con diagnosi di NSSI disorder (vs 47% nel gruppo controllo) tra il pre-trattamento e un mese dopo (Bjureberg et al., 2023).
Quando è indicata la terapia online nell’adolescenza
La terapia online può rappresentare una buona scelta per molti adolescenti, ma richiede una valutazione iniziale attenta di idoneità e sicurezza. In genere è indicata quando:
- C’è motivazione (anche ambivalente) a parlare: l’adolescente accetta almeno di “provare”, e il clinico può lavorare sulle resistenze senza forzare.
- È possibile garantire privacy minima: una stanza, cuffie, o accordi familiari che riducano il rischio di ascolto involontario.
- Il rischio clinico è valutato come gestibile a distanza, con un piano di sicurezza strutturato e contatti territoriali attivabili
È invece importante valutare un’integrazione con servizi in presenza (o un invio) quando:
- C’è rischio acuto (es. ideazione suicidaria con piano/mezzi, autolesioni gravi, violenza in corso): l’online da solo può non essere sufficiente e può essere necessaria una presa in carico territoriale o un supporto in presenza.
- Il contesto non è protetto: impossibilità stabile di parlare senza essere controllati o interrotti.
- Servono interventi multiprofessionali: ad esempio quando è necessaria una valutazione medica/psichiatrica ravvicinata.
Questi criteri non “escludono” l’online: aiutano a usarlo in modo responsabile, costruendo una rete di supporto proporzionata ai bisogni.
Setting online con minori: consenso, riservatezza e ruolo dei genitori
Con gli adolescenti, il setting online può funzionare bene quando le regole sono chiare fin dall’inizio. Tre aspetti sono centrali:
- Consenso informato: essendo un/a minorenne, di norma è necessario il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, mentre all’adolescente viene chiesto un assenso consapevole, secondo età e normativa applicabile. In online questo significa anche chiarire piattaforma usata, gestione dei dati e cosa fare in caso di problemi tecnici.
- Riservatezza (e limiti): lo spazio di parola dell’adolescente va protetto, spiegando però i limiti della confidenzialità: se emergono rischi seri per la sua sicurezza o quella di altri, il/la terapeuta può dover coinvolgere i genitori o i servizi competenti. Dirlo in modo trasparente può ridurre la paura di “essere traditi”.
- Partecipazione dei genitori: spesso è utile prevedere momenti dedicati ai genitori (ad esempio un colloquio iniziale e aggiornamenti concordati), mantenendo però sedute individuali con l’adolescente. Online, questi passaggi vanno pianificati per evitare intrusioni e per sostenere l’autonomia senza lasciare la famiglia fuori dal processo.
Quando questi confini sono condivisi, l’online può diventare un contesto più prevedibile e, in molti casi, più sicuro.
Ultime considerazioni
La professione psicologica si evolve e si adegua alle risorse online che la tecnologia fornisce, senza perdere di vista la relazione terapeutica, fondamentale per stimolare il cambiamento. Nel lavoro con gli adolescenti diventa fondamentale garantire un “contatto”, uno spazio di espressione autentica, spontanea e creativa di se stessi: la comunicazione online può offrire un terreno fertile per questa esperienza, in cui si procede passo dopo passo insieme.
La terapia online ha reso l’accesso al supporto psicologico più flessibile e immediato. Informarsi sulle modalità disponibili e su come scegliere lo psicologo giusto può essere il primo passo verso un percorso su misura.






