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Psicologia dell’adolescenza
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minuti di lettura

La gravidanza in adolescenza: aspetti psicologici secondo un'ottica psicoanalitica

La gravidanza in adolescenza: aspetti psicologici secondo un'ottica psicoanalitica
Ilaria Tonelli
Psicologa a orientamento Psicodinamico
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
11.6.2026
La gravidanza in adolescenza: aspetti psicologici secondo un'ottica psicoanalitica
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L'adolescenza è un momento di passaggio che segna la fine dell'infanzia e l'inizio dell'età adulta. In questa fase l'adolescente è alla ricerca della propria identità e individuarsi è una priorità, ma lo è altrettanto il conformarsi e l'essere accettato dal gruppo dei pari. Dunque, la gravidanza in adolescenza rappresenta un evento complesso e altamente critico dal punto di vista psicologico, in quanto interviene in una fase evolutiva già caratterizzata da profondi cambiamenti somatici, psichici e relazionali. 

Secondo il modello psicoanalitico è necessario andare oltre la visione puramente sanitaria e sociale, ma è importante esplorare il valore simbolico della gravidanza proprio in questo momento critico. In questa fase l'adolescente è impegnato a svincolarsi ed individuarsi, una gravidanza rappresenta invece la richiesta di un legame simbiotico che va a colmare proprio questa incapacità di svincolo.

Adolescenza e sviluppo psichico

Secondo la psicoanalisi, l'adolescenza rappresenta una vera e propria "seconda nascita" psichica. Freud (1905) individua nella pubertà la riattivazione delle pulsioni sessuali infantili, che vengono riorganizzate sotto il primato della genitalità. Questo processo comporta un intenso lavoro psichico di rielaborazione dei conflitti edipici e delle identificazioni primarie. 

Questo significa che l'adolescente dovrà riuscire a rielaborare le relazioni primarie per trovare una sua propria identità. In questa fase gli adolescenti mal sopportano il controllo dei genitori, le regole, i divieti e tutto ciò che prima piaceva loro improvvisamente perde di interesse.

Autori post-freudiani, come Blos (1962), sottolineano come il compito evolutivo centrale dell'adolescenza sia il processo di separazione-individuazione dalle figure genitoriali interiorizzate. Tale processo implica una temporanea fragilità dell'Io, un aumento dell'angoscia e il ricorso a meccanismi di difesa talvolta primitivi. 

In questo contesto, il corpo assume un ruolo centrale: esso diventa teatro di trasformazioni rapide e spesso vissute come intrusive o non mentalizzabili. Il cambiamento repentino del corpo, le trasformazioni che si succedono e gli eventi fisiologici che segnano la vera trasformazione, gettano l'adolescente nel dubbio e nell'angoscia di non riconoscersi, di non piacersi e di non piacere. 

Le emozioni che si susseguono spesso non trovano una verbalizzazione e vengono invece messe in atto attraverso comportamenti dirompenti dove la rabbia esplode improvvisamente così come le lacrime scendono a fiumi per delle sciocchezze apparentemente banali.

RDNE Stock project - Pexels

La gravidanza come evento psichico

In adolescenza, la gravidanza può configurarsi come una risposta concreta a conflitti psichici profondi. Dal punto di vista psicoanalitico, essa può essere letta come una formazione di compromesso tra desideri inconsci, bisogni affettivi e difese dell'Io. In alcune situazioni, la gravidanza può rappresentare un tentativo di colmare vissuti di vuoto, di perdita o di carenza affettiva.

Nella pratica clinica mi è capitato di avere in terapia adolescenti che avevano reagito alla solitudine, al profondo vuoto interiore con una relazione esclusiva sfociata in una gravidanza. All'età di sedici anni ritrovarsi in un legame che si materializza con una gravidanza, implica una decisione che segnerà per sempre la vita dei due ragazzi. Scegliere di abortire oppure scegliere di dare in adozione il bambino, queste sono le scelte che normalmente si prospettano alla giovane coppia; seppur raramente qualcuno decide di tenere il bambino perché le famiglie di origine si impegnano ad aiutarli.

La gravidanza precoce può assumere il significato della ricerca di una identità o addirittura di una conferma narcisistica. Talvolta la ragazza può nutrire inconsciamente un senso di rivalsa nei confronti della madre, ritenendola inadatta al suo ruolo, mentre lei è già matura nonostante la giovane età.

Il corpo gravido diventa un segno visibile di esistenza, di valore e di riconoscimento, sia per sé sia per l'altro. In questo senso, il figlio può essere investito inconsciamente di funzioni riparative o salvifiche, caricandosi di aspettative che rischiano di ostacolare il suo futuro processo di soggettivazione. 

La giovane adolescente rischia di bloccare il suo processo di crescita e di autonomia in quanto dovrà occuparsi del bambino. Questo le richiederà un grande sforzo: finire la scuola, occuparsi del bambino, rinunciare ad uscire con gli amici, rinunciare a tutte quelle attività adolescenziali per "crescere" rapidamente.

Dimensione narcisistica e relazioni oggettuali

Dal punto di vista delle relazioni oggettuali, la gravidanza in adolescenza può essere interpretata come un tentativo di stabilizzare legami affettivi percepiti come fragili o minacciati. In alcune storie cliniche, il figlio viene vissuto come un oggetto-sé, dove il bambino è visto come un'estensione della mamma. Questo impedisce al bambino di essere visto come qualcuno di separato ed unico e non un prolungamento della madre.

La funzione narcisistica del bambino può emergere soprattutto in adolescenti che hanno sperimentato carenze nelle cure primarie o relazioni genitoriali ambivalenti. In questi casi, la gravidanza può riattivare dinamiche di dipendenza e bisogni di fusione, ostacolando il processo di differenziazione necessario sia alla madre sia al bambino.

In un caso che ho seguito tempo fa, la mamma adolescente aveva vissuto una relazione ambivalente con la propria madre. Una donna disponibile a tratti e distante emotivamente. La ragazza aveva sempre desiderato una relazione dove poter essere vista, accettata e riconosciuta ma la madre non l'aveva mai assecondata. Con la gravidanza la ragazza sperava di colmare quel suo bisogno creando un rapporto "speciale ed indissolubile" con il bambino. Il lavoro terapeutico è stato molto doloroso, soprattutto perché la ragazza ha dovuto lasciare andare quel suo bisogno/desiderio di poter cambiare sua madre.

Pavel Danilyuk - Pexels

Fantasmi inconsci e trasmissione transgenerazionale

Un altro aspetto centrale nell'ottica psicoanalitica riguarda la dimensione fantasmica della gravidanza. L'adolescente incinta può essere portatrice di fantasmi inconsci legati alla propria storia infantile, al rapporto con la madre e al modo in cui è stata a sua volta "pensata" e desiderata. La gravidanza può così diventare il luogo di una ripetizione transgenerazionale di conflitti non elaborati.

Molte ragazze sono state figlie di madri adolescenti e, a loro volta, perpetrano lo stesso modello. Questo diventa un modo di "comunicare" la propria identità e femminilità. Le donne restano quindi legate ad un modello disfunzionale dove vengono intrappolate con una gravidanza precoce in un tentativo non riuscito di svincolo-individuazione.

Implicazioni cliniche e preventive

Dal punto di vista clinico, è fondamentale considerare la gravidanza in adolescenza non solo come un fattore di rischio, ma anche come un possibile punto di accesso a un lavoro psicoterapeutico profondo. Un intervento di tipo psicodinamico può aiutare l'adolescente a mentalizzare l'esperienza della gravidanza, a distinguere il proprio Sé dal bambino e a elaborare i significati inconsci attribuiti alla maternità.

In ambito preventivo, un approccio psicologico integrato dovrebbe tenere conto delle dimensioni affettive, relazionali e simboliche della sessualità adolescenziale, andando oltre una semplice informazione di tipo medico. La possibilità di offrire spazi di ascolto e di parola può contribuire a ridurre il rischio che la gravidanza diventi l'unico canale espressivo di un disagio psichico profondo. 

La scuola diventa uno di questi spazi all'interno del quale l'educazione sessuo-affettiva è fondamentale proprio per fare prevenzione e lasciare la parola a tutti i dubbi, le curiosità dei ragazzi.

Insomma, la gravidanza in adolescenza, letta attraverso la lente psicoanalitica, appare come un fenomeno complesso, carico di significati inconsci e profondamente radicato nella storia soggettiva e relazionale del giovane. Significativo è il carico emotivo che grava su entrambi i giovani della coppia e sulle loro famiglie. 

La gravidanza può rappresentare al contempo un segnale di sofferenza, un tentativo di soluzione e un'opportunità di cambiamento. Comprendere tali dinamiche è essenziale per costruire interventi clinici e preventivi rispettosi della soggettività dell'adolescente e orientati alla promozione di uno sviluppo psichico più integrato.

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