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Salute mentale
5
minuti di lettura

La cucinoterapia: il gusto del buonumore

La cucinoterapia: il gusto del buonumore
Niccolò Galetti
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
8.11.2021
La cucinoterapia: il gusto del buonumore
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Il cibo, odiato o amato che sia, è sempre in cima ai nostri pensieri. Soprattutto nei momenti di ansia, isolamento e fragilità può assumere un ruolo determinante nella nostra vita quotidiana. Diventa così conforto, cura, salute, divertimento, socialità, comunicazione fino a trasformarsi in una vera e propria forma di terapia, la “cucinoterapia”.

Il comfort food è il cibo che garantisce un senso di benessere emozionale, ossia qualunque pietanza o bevanda a cui si ricorre per ottenere sollievo e ricompensa per qualche vuoto emotivo. La maggior parte delle persone predilige piatti che tirano su il morale quando l’umore è a terra, perlopiù ricchi di calorie, perché al cervello piace “dolce”, “salato” e “grasso”.

Per noi italiani la pasta è il comfort food per eccellenza: ha un basso costo e un grande potere consolatorio. Questo prezioso alimento agisce sull’umore tanto che, dopo aver mangiato un piatto di pasta, ci sentiamo più sereni e rilassati. È tutto merito del triptofano, un amminoacido che aumenta dopo l’assunzione di carboidrati e che ha il potere di agire sui centri dell’umore, stimolando la produzione di serotonina, l’ormone antistress e antidepressivo.

A livello psicologico, la ricerca costante di questa tipologia di cibi si associa comunemente a stati depressivi e, in modo ancor più specifico, a vissuti di un “vuoto” che deve “essere colmato”; questo comportamento che lega cibo ed emozioni può sfociare anche in veri e propri disturbi della condotta alimentare, caratterizzati dalle abbuffate.


Con le mani in pasta

Il vero cibo consolatorio che ci fa rinascere è il soul food, risultato della cooking therapy, preparato in casa con cura e amore: il vero cibo che dona il buonumore.

Cucinare è un atto divertente e rassicurante che è da considerarsi una terapia mente-corpo. Ogni fase della realizzazione di una ricetta diventa un momento prezioso da condividere con gli altri:

  • la scelta degli ingredienti
  • la loro manipolazione
  • l’attesa che sia pronto
  • l’assaggio.

In cucina con i bambini

Per i bambini cucinare con i genitori insegna:

  • la collaborazione
  • la cooperazione
  • la partecipazione.

A livello psicologico, cucinare con i bambini, oltre ad essere un momento ludico, è un’importante attività che li aiuta nello sviluppo emotivo, cognitivo e comportamentale. Sul piano emotivo, ad esempio, cucinare aiuta il bambino:

  • a imparare a tollerare le frustrazioni che derivano dal “non riuscire”
  • a scontrarsi con quelli che vengono definiti “limiti” fisici, mentali e psicologici
  • a utilizzare in modo costruttivo la propria rabbia che, attraverso il rinforzo positivo del genitore assume forma di conoscenza e autostima.
Alex Green - Pexels

Come la cooking theraphy può essere d’aiuto

L’utilizzo della cooking therapy è ottimale:

  • per la riabilitazione di persone affette da demenza, disabilità cognitive e fisiche
  • per le persone che soffrono o hanno sofferto di un disturbo della condotta alimentare con abbuffata.

Un menù per due

Cucinare distoglie dalle angosce che sono “la miccia” dell’atto compulsivo del mangiare e può essere ideale per le coppie in crisi e un momento per ritrovare feeling ed intesa. Cucinare insieme non solo è divertente, ma può diventare una vera e propria terapia di coppia, definita share-cooking therapy. Cucinare insieme permette di:

  • stimolare la creatività
  • trovare un contatto fisico con il partner
  • vivere emozioni dimenticate
  • rendere più forte il legame di coppia.

A tavola con gioia

Sedersi a tavola insieme è sempre il momento più bello. Mettendo in comune con gli altri il cibo preparato da noi, manifestiamo l’appartenenza a un gruppo e proviamo grande benessere. A livello psicologico la condivisione aumenta:

  • lo sviluppo delle proprie abilità relazionali e sociali
  • la sensazione di autoefficacia
  • l’apertura all’altro e al nuovo.

Il clean food come medicina

Un altro importante aspetto è quello del cibo “pulito”, il clean food, che consiste nel:

  • stare a tavola con più consapevolezza
  • trasformare il pasto in una nuova opportunità di salute
  • modificare le proprie abitudini alimentari che possono influire negativamente sulla salute e sull’ambiente.


Il nostro stile di vita, insieme ad un’alimentazione “pulita” e bilanciata, è il metodo migliore per prevenire e curare diverse patologie fisiche e psicologiche.

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