È il 1992 e Richard Hunter, vice segretario della Federazione mondiale per la salute mentale (WFMH) istituisce la Giornata della salute mentale, un’occasione di incontro e confronto tra esperti del settore, politica e società che si pone l’obiettivo di:
- sensibilizzare sull’importanza della salute mentale
- lottare contro lo stigma che, ancora oggi, ruota su questo tema
- coinvolgere le Istituzioni sull’importanza del benessere psicologico, sulla prevenzione e sull'incremento di azioni a sostegno di attività e programmi sulla salute mentale.
Da allora, la Giornata mondiale della salute mentale, supportata anche dall’OMS, si celebra ogni anno il 10 ottobre. Dal 1994, ogni edizione della Giornata internazionale della salute mentale approfondisce un tema specifico.
In occasione della Giornata mondiale della salute mentale 2026, Unobravo ha raccolto e sintetizzato i dati più recenti emersi dalle indagini e dai sondaggi condotti nel corso dell’anno, per offrire una panoramica aggiornata su fatti e numeri che raccontano lo stato del benessere psicologico oggi.
Fatti e statistiche chiave sulla salute mentale nel 2026
Come emerge dal MINDex 2026 - Il Barometro del Benessere Mentale degli Italiani, solo il 9% degli italiani ritiene che la salute mentale sia un tema discusso apertamente, e 3 su 4 considerano lo stigma sociale ancora un freno significativo. Allo stesso tempo, il 52% vede il supporto psicologico come uno strumento di benessere essenziale, e la quota sale al 70% tra le donne della Gen Z.
Pesa anche l'educazione emotiva ricevuta: secondo quanto dichiarato, solo 2 italiani su 10 hanno avuto genitori che li aiutavano a dare un nome alle proprie emozioni, e nel 10% dei casi parlarne era attivamente scoraggiato. Il 40% degli uomini si descrive “molto consapevole” della propria emotività, ma solo il 15% dichiara di riuscire a gestirla pienamente. In caso di necessità, solo 1 uomo su 3 chiederebbe aiuto a un professionista senza difficoltà, contro oltre la metà delle donne (MINDex 2026).
Lavoro, stress e burnout
- Il lavoro e lo studio sono la prima fonte di stress per gli italiani (28,9%), seguiti dai problemi relazionali (28,8%).
- Il 43% dei lavoratori sente la pressione di apparire sempre disponibile o affidabile, e il 41% accetta compiti extra anche quando si sente già sopraffatto o mentalmente stanco.
- Il 42% teme che dire no possa avere conseguenze negative sulla propria crescita professionale.
Secondo la nostra analisi clinica dell’equilibrio lavoro-vita privata in Italia, anche il contesto in cui si vive e si lavora conta. Il 50% delle aziende italiane ha adottato politiche di benessere per i propri dipendenti. Tuttavia, nella classifica europea del work-life balance, l'Italia si colloca al 26° posto, con 34 ore lavorate a settimana e 32 giorni di ferie, mentre la Danimarca guida la classifica con 29 ore settimanali e 38 giorni di ferie.
Riconoscere per tempo i primi segnali di stress e di burnout permette di intervenire precocemente.

Stress finanziario
- Il 61,9% degli italiani prova stress per questioni di denaro almeno una volta alla settimana, e per il 29,4% è un'esperienza quotidiana.
- Le finanze sono la terza causa di stress in Italia, citata dal 23,2% degli intervistati.
- Le principali fonti di ansia economica sono le spese impreviste (21,9%) e i risparmi insufficienti (21,5%).
- Il 31,4% delle donne vive stress finanziario ogni giorno, contro il 23,1% degli uomini.
Nonostante la diffusione del fenomeno, come si rileva dalla nostra indagine su stress finanziario, solo il 2,8% degli intervistati si rivolge a un terapeuta quando è stressato per questioni economiche.
Relazioni, dating e confini personali
- Il 42% degli italiani non ha mai discusso esplicitamente con il partner le regole della propria relazione (limiti, esclusività, aspettative), dandole per scontate.
- Il 53% dichiara di essere rimasto almeno una volta in una relazione soprattutto per ragioni diverse dal desiderio di portarla avanti, come la paura di restare solo o la sicurezza economica.
- Il 51% degli italiani trova il dating moderno difficile da comprendere o poco chiaro, e il 66% ritiene che ghosting, breadcrumbing e situationship siano oggi comuni o molto comuni.
- Le situationship sono il fenomeno più diffuso (20%), seguite dallo slow fading (19%) e dal ghosting (18%).
- Il 62% degli italiani mette i bisogni degli altri prima dei propri, e il 58% evita il conflitto anche quando qualcosa è importante per sé.
- Il 45% si sente in ansia quando deve dire no, e il 32% dichiara che questa difficoltà ha avuto conseguenze negative sulla propria salute mentale.
Il filo che unisce questi dati è la difficoltà a rendere esplicito ciò che si prova e ciò di cui si ha bisogno. Infatti, secondo l’indagine su people pleasing, il 65% degli italiani afferma di voler migliorare nella capacità di dare priorità ai propri bisogni.
Quando avviare certe conversazioni da soli è difficile, la terapia di coppia può offrire lo spazio e gli strumenti per farlo.
Vita digitale e social media
- Il 94% degli adulti italiani usa i social media e vi trascorre in media 12 ore e 18 minuti a settimana.
- Tra i 25 e i 34 anni, il 40% afferma che i social influenzano negativamente la propria salute mentale e il 30% che aumentano stress o ansia.
- Il 32% degli utenti si sente più solo dopo averli usati, e il 33% dichiara che hanno causato tensioni nelle relazioni personali.
- Il 57% dei 18-34enni resta sveglio fino a tardi a scorrere i feed anche quando è stanco.
Dal sondaggio sul benessere digitale, emergono però anche segnali di consapevolezza. Il 47% afferma che prendersi una pausa dai social migliora il proprio benessere mentale, e il 38% dei 18-34enni prenderebbe in considerazione di parlare con uno psicologo per problemi legati al loro utilizzo.

Cibo, emozioni e convivialità
- Il 71,9% degli italiani mangia per fame emotiva almeno una volta alla settimana, e per il 14,5% è un'abitudine quotidiana.
- Lo stress è il principale motore emotivo del comfort eating (27,7%), seguito da noia (19%) e tristezza (14,6%).
- Dopo aver mangiato per fame emotiva, il 41,6% si sente in colpa e solo il 19,7% si sente davvero confortato.
L’analisi sul comfort eating conferma che si tratta di una risposta psicologica diffusa agli stress della vita moderna in Italia, anche se l'elevata prevalenza del senso di colpa post-consumo e il basso tasso di sollievo effettivo suggeriscono che questo meccanismo crei spesso un ulteriore carico emotivo.
Ripartizione regionale delle statistiche
Il benessere psicologico dipende anche dai luoghi in cui viviamo. I ritmi di lavoro, il costo della vita, le abitudini sociali e il modo di stare insieme cambiano da una città all'altra, e possono influenzare stress, relazioni e qualità della vita quotidiana. I dati raccolti nei report di Unobravo del 2026 mostrano differenze territoriali interessanti, da leggere come indicative e non come una classifica del benessere delle singole città o regioni.
- Milano è la città più ad “alta pressione” per il work-life balance, con il 13,2% di stress lavoro-correlato e un rapporto immobili/reddito di 17,8. Messina si trova all'estremo opposto, con lo 0,6% di stress lavoro-correlato, mentre Vicenza è vicina al punto di equilibrio.
- L'Umbria è la regione con più stress finanziario quotidiano (45,5%), seguita dal Friuli-Venezia Giulia (40%).
- Palermo è la città che passa più tempo sui social, con 15 ore e 54 minuti a settimana, seguita da Reggio Calabria (14 ore e 24 minuti) e Napoli (14,1 ore).
- Palermo (3,55), Napoli (3,53) e Bari (3,52) hanno il People Pleasing Score più alto d'Italia, e il Sud è l'area con il punteggio medio più elevato (3,48).
Salute fisica e salute mentale
L’Organizzazione mondiale della sanità definisce la salute come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l'assenza di malattia o infermità.”
Da questa definizione possiamo comprendere come l’aspetto psicologico di una persona si inserisca a pieno titolo tra i fattori fondamentali di benessere personali e sociali. Si completa così la definizione stessa di salute, che non può essere più considerata solo uno stato di benessere fisico.
Tuttavia, per dare a ciascun aspetto la giusta rilevanza, l’OMS promuove ogni anno il sostegno ai temi di salute fisica e benessere psicologico con due giornate:
- la Giornata mondiale della salute
- la Giornata mondiale della salute mentale
Proprio in relazione alla definizione di “salute”, possiamo considerare questi due eventi complementari.
È indubbio infatti quanto “uno stile di vita attivo sia essenziale per il nostro benessere fisico e psicologico e per la salute in generale” (come recita l’OMS stessa), così come il benessere psicologico ci consente di condurre una vita più piena e attiva.

Unobravo per la Giornata mondiale sulla salute mentale
Celebrare il benessere psicologico nella Giornata mondiale della salute mentale per noi di Unobravo vuol dire avere l’occasione di far conoscere a più persone possibili l’importanza:
- della prevenzione
- della terapia psicologica di qualità
- del supporto al lavoro dei terapeuti
- del benessere di ogni paziente a 360 gradi
- di una maggiore sostenibilità economica della terapia.
Se dovessimo scegliere alcune frasi sulla Giornata della salute mentale, più che citare i grandi psicologi e psicoterapeuti della storia, prenderemmo in prestito le parole che si possono leggere sulle recensioni di Unobravo (sul nostro sito e su Trustpilot).
Esse sono la viva voce di chi ha fatto esperienza di terapia con il nostro servizio e possono essere di ispirazione per tante altre persone.
Tra le tantissime, ve ne citiamo una che racconta come un percorso terapeutico non è utile solo a chi si trova ad affrontare grandi problematiche o patologie, ma anche a chi vuole fare un percorso di crescita interiore che si riflette sulla vita di tutti i giorni.
“Ho scoperto alcune cause dei miei malesseri e grazie all'aiuto dello psicologo scelto per me ho cominciato ad essere più attento a certe dinamiche lavorative e di vita alle quali andavo incontro. Ogni volta, la sensazione di conforto del riuscire a esprimere i propri problemi liberamente è stata la spinta motivante ad andare avanti migliorando le mie giornate” Alessio, paziente Unobravo.
Risorse utili
Telefono Amico Italia
Numero: 02 2327 2327
Website: telefonoamico.it
Linea di ascolto del Ministero della Salute
Numero: 800 833 833
Website: salute.gov.it
Croce Rossa Italiana (supporto psicologico)
Numero: 1520
Website: cri.it
Telefono Azzurro (per bambini e adolescenti)
Numero: 1.96.96
Website: azzurro.it
Linea Rosa (violenza e abusi sulle donne)
Numero: 1522
Website: 1522.eu





