Cerchi supporto per temi legati alla sessualità?
Trova il tuo psicologo
Valutato Eccellente su Trustpilot
Blog
/
Sessualità
5
minuti di lettura

La pedofilia ludica: il confine tra cura e abuso

La pedofilia ludica: il confine tra cura e abuso
Chiara Santi
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
7.2.2020
La pedofilia ludica: il confine tra cura e abuso
Iscriviti alla newsletter
Se ti è piaciuto, condividilo

Vivi la sessualità in modo sano e consapevole

Unobravo è la piattaforma di psicologia online leader in Italia. Compila il questionario per trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze.

Trova il tuo psicologo
  • 100% online, flessibile e sicuro
  • Incontro conoscitivo gratuito
  • Già scelto da oltre 500.000 pazienti
9.500+ psicologi sulla piattaforma

Il termine pedofilia indica tutta una serie di “gesti” verso i bambini tra cui anche l’atto sessuale. Ma possono essere sufficienti carezze o anche il solo guardare nudo il piccolo per portare piacere al pedofilo. La pedofilia rientra tra i disturbi parafilici o parafilie e in questo articolo approfondiremo questo argomento soffermandoci sulla pedofilia ludica.

La pedofilia si divide in “sadica” e “ludica”: nel primo caso il piacere nasce dal dolore e dall’umiliazione provata dalla vittima, nel secondo dal gioco con il minore.  Mi soffermerò proprio su questi atti meno invasivi e quindi più difficili da riconoscere, poiché la difficoltà di un genitore nasce proprio quando si trova nel confine tra cura del proprio figlio e l’abuso.

La caratteristica principale della pedofilia ludica è il carattere egosintonico, che procura cioè diretto piacere al soggetto agente. Inoltre questa patologia è caratterizzata da forti distorsioni di pensiero che escludono l’insorgenza del senso di colpa:

  • “piace anche a lui”;
  • “non ho fatto nulla di male”;
  • “stiamo solo giocando”.


“L’amico grande”

In particolare, il pedofilo ludico trova piacere e conferma delle sue distorsioni nella relazione costruita sia con il minore, che lo considera un “amico grande” con cui fare giochi diversi, ma anche con la famiglia da cui ottiene stima e fiducia.

Questa combinazione evita al pedofilo la sensazione di disagio e mina la possibilità di una volontà a cercare una cura, rafforzando l’idea di essere incompreso e la ricerca quindi di un contesto dove essere “capito”. Da qui deriva l’omertà suscitata nelle vittime, elette come le sole in grado di capire.

Il pedofilo ludico è abilissimo nella gestione dei bambini, è realmente in grado di entrare in sintonia con loro. Spesso è consapevole di dover ottenere la fiducia della famiglia o delle istituzioni per aver accesso ai bambini. Queste abilità educative diventano poi un mezzo attraverso cui far passare anche valori e nozioni distorte, che portano i bambini ad agire volontariamente in azioni eccitanti per l’abusante, ma anche per loro.


L’agghiacciante scoperta

In casa spesso la pudicizia è considerata un valore mentre la masturbazione, specie pubblicamente esibita, è condannata, e via via che si cresce si introducono temi legati al rispetto del proprio corpo. In alcuni casi vengono fatti dei “discorsi” ai bambini per metterli in guarda da eventuali “uomini cattivi”: in questi casi non è raro che il bambino fatichi a vedere la somiglianza tra il suo “amico grande” e “l’uomo cattivo”.

Nonostante, quindi, il pedofilo ludico non traumatizzi il minore e lo conduca in giochi che sono vissuti come divertenti o “interessanti” e fisicamente eccitanti e piacevoli, nel lungo periodo il bambino comincia a trovare faticosa l’omertà a cui è imposto e le sensazioni distoniche, che crescono man mano che l’educazione e l’esperienza in famiglia si scontrano con i “giochi dell’amico grande”.

Eren Li - Pexels

Intervenire prima che sia il bambino a “esplodere”

Cominciano a manifestarsi i comportamenti di insofferenza che dovrebbero condurre il genitore all’agghiacciante scoperta. Certo, ormai un po' di conseguenze nel bambino si sono create. Comincia a emergere la consapevolezza:

  • di essere stato un “oggetto” ludico;
  • di aver permesso che ciò avvenisse;
  • di non aver trovato tutela nei genitori che, ignari, hanno favorito questa frequentazione.

L’iter che segue l’agghiacciante scoperta (genitori che non credono o, di contro, genitori che subito assalgono e pubblicamente condannano l’abusante, l’iter giuridico) diventano mattoni su cui va formandosi poi molta della personalità del bambino.

La comunicazione: unico mezzo efficace

Non è facile per un genitore poter prevenire l’azione di un pedofilo ludico, poiché il suo agito iniziale e visibile è quello di ogni singolo educatore: non è possibile tenere il bambino lontano da ogni forma educativa che non sia svolta sotto il vigile controllo del genitore. Inoltre, trasmettere la paura nel prossimo non è un tipo di educazione vincente, poiché cresce bambini insicuri, chiusi ed evitanti.

È però possibile costruire un clima di accoglienza, dove un atteggiamento vigile diventa efficace nell’intervento tempestivo in tutela del bambino qualora si verifichino atti di pedofilia. Il dialogo genitore-bambino è la sola vera arma efficace: bisogna identificare gli ostacoli a tale comunicazione e cercare di superarli.

L’omertà

È il primo ostacolo per il genitore che non è presente: insegnare ai bambini che ciò che raccontano spontaneamente non ha conseguenze negative né per chi racconta né per chi è coinvolto, è la prima chiave. I bambini non hanno sempre chiaro che quello che stanno subendo o facendo è sbagliato, e hanno sviluppato affetto per il carnefice.

Nasce quindi la grande paura di non essere capiti o che l’azione del genitore potrebbe essere nociva per il loro “amico grande”. Se quando raccontano che “la maestra è stata cattiva” il genitore sminuisce o attacca la maestra, imparano che le loro parole hanno un peso molto gravoso da reggere, a un’età in cui lo sviluppo cognitivo è ancora agli esordi.

Se il genitore invece accoglie la protesta del bambino verso la maestra e insieme cerca di capire e far capire cosa è successo, il bambino fa esperienza di accoglienza, si sente creduto ma allo stesso tempo percepisce come adeguata la reazione del genitore.

Kampus Production - Pexels

La manipolazione

Riconoscere i segnali di manipolazione che il pedofilo attua è importante: emergono comportamenti erotizzati o “adultizzati” che prima non c’erano. Spesso, le bambine che fanno le vamp fanno sorridere o i maschietti che diventano improvvisamente pudici scatenano un moto di orgoglio: sarebbe molto più utile confrontarsi con i bambini per capire se è solo emulazione di una società ingombrante o frutto di manipolazione.

Frasi come:

  • “non ti ho mai visto vestirti così, piace solo a me? Tu ti piaci? Perché?”;
  • “è giusto non esibirsi, come mai però ci hai pensato?”;
  • “ti dà fastidio se mamma ti aiuta a lavarti?”
  • “ti vedo un po' a disagio, posso aiutarti?”
  • “Capita anche altre volte?”

possono favorire un dialogo e un’apertura che può fermare subito l’abuso in atto sul bambino.

Individuare i possibili “test” del pedofilo

All’inizio il bambino non capisce cosa sta accadendo e non è subito soggetto all’omertà, poiché essa arriva insieme alla fiducia guadagnata e con “giochi” più spinti. Ma il pedofilo ludico tasta sempre prima il terreno, con discorsi o atti che appaiono involontari: se stimolato, il bambino potrebbe senza problema raccontare il suo vissuto fin da subito.

Accompagnare alla classica frase “come è andata oggi?” un “È successa una cosa strana che non ti aspettavi?” può portare il genitore a conoscenza di un episodio che attiva lo stato di allerta e quindi ad una vigilanza più efficace. In ogni occasione un ambiente accogliente dove viene favorito il confronto è la strada migliore per tutelare, aiutare e proteggere i nostri figli.


Come possiamo aiutarti?

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot
Vorrei...
Iniziare un percorsoEsplorare la terapia onlineLeggere di più sul tema

Collaboratori

Professionista selezionato dal nostro team clinico
Chiara Santi
Nessun risultato trovato.

Condividi

Se ti è piaciuto, condividilo
Iscriviti alla newsletter
Heading
Trova il tuo psicologo

Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot

1
Questionario di 3 min
2
Trova uno psicologo in linea con te
3
Primo colloquio gratuito
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot

Un momento per fermarsi

Hai mai pensato di fare terapia?

Capita di pensarci e poi rimandare, magari per uno di questi motivi. Tocca quello che senti più tuo, proviamo a risponderti.

Farcela può voler dire anche chiedere un confronto

Parlarne con qualcuno non toglie valore alle risorse che già hai. Un percorso psicologico è semplicemente un'altra cosa: è uno spazio con un metodo e degli obiettivi condivisi, dove c'è posto anche per ciò che si fatica a dire altrove. Può aiutarti a osservare da un'altra prospettiva quello che vivi, con i tuoi tempi.

Il questionario è riservato e richiede pochi minuti. Al termine, potrai scegliere tra tre psicologi suggeriti e il primo colloquio è gratuito.

A volte il giudizio degli altri diventa anche il nostro

Chiedere un confronto psicologico può essere ancora accompagnato, in alcuni contesti, da stereotipi e giudizi. È una scelta, e scegliere è già un primo passo. Nella stanza, qualunque forma abbia, non servono preparazione né risposte giuste: lo psicologo è lì per accompagnare il colloquio, non per giudicarti, e quello che condividi è tutelato dal segreto professionale.

Il questionario è riservato e richiede pochi minuti. Al termine, potrai scegliere tra tre psicologi suggeriti e il primo colloquio è gratuito.

È vero che ha un costo, ma può essere anche un investimento su di sé

Un percorso psicologico è un impegno anche economico, e chiedersi se sia sostenibile è legittimo. Può essere anche un investimento sul proprio benessere psicologico e relazionale. Su Unobravo una seduta individuale online costa 49 euro: il prezzo è reso possibile anche dai minori costi organizzativi della modalità online, non da un diverso standard della prestazione. Inoltre, essendo una prestazione sanitaria, la spesa è detraibile dalle tasse e il primo colloquio conoscitivo è gratuito.

Il questionario è riservato e richiede pochi minuti. Al termine, potrai scegliere tra tre psicologi suggeriti e il primo colloquio è gratuito.

La frequenza si concorda in base alle esigenze del percorso

Una seduta dura circa 50 minuti. La frequenza non è uguale per tutti: si concorda con il proprio psicologo in base alle esigenze del percorso e della sua sostenibilità nel tempo. È però importante mantenere una certa regolarità: intervalli molto lunghi tra le sedute possono rendere più difficile dare continuità al lavoro terapeutico.

Il questionario è riservato e richiede pochi minuti. Al termine, potrai scegliere tra tre psicologi suggeriti e il primo colloquio è gratuito.

Altri dubbi comuni li trovi nelle domande frequenti.

Come capire se si soffre di dipendenza sessuale?

Fare un test psicologico può aiutare ad avere maggiore consapevolezza del proprio benessere.

Il nostro blog

Articoli correlati

Articoli scritti dal nostro team clinico per aiutarti a orientarti tra i temi che riguardano la salute mentale.

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot

Come possiamo aiutarti?

Iniziare un percorsoEsplorare la terapia onlineLeggere di più sul tema