Cerchi supporto per la tua vita familiare?
Trova il tuo psicologo
Valutato Eccellente su Trustpilot
Blog
/
Famiglia
5
minuti di lettura

La Sindrome degli Antenati: quanto incide il proprio albero genealogico sul presente?

La Sindrome degli Antenati: quanto incide il proprio albero genealogico sul presente?
Valentina Francesca Tozzini
Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Valentina Francesca Tozzini
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
24.11.2025
Ultimo aggiornamento il
26.11.2025
La Sindrome degli Antenati: quanto incide il proprio albero genealogico sul presente?
Iscriviti alla newsletter
Se ti è piaciuto, condividilo

In famiglia le cose non vanno come vorresti?

Unobravo è la piattaforma di psicologia online leader in Italia. Compila il questionario per trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze.

Trova il tuo psicologo
  • 100% online, flessibile e sicuro
  • Incontro conoscitivo gratuito
  • Già scelto da oltre 400.000 pazienti
9.000+ psicologi sulla piattaforma

Ogni individuo è il risultato della storia dei propri genitori, dei propri avi e del tessuto relazionale e comportamentale che, di generazione in generazione, si tramanda in modo potente e silenzioso.

Questo concetto, già espresso da Freud e Jung come “psiche collettiva” e “inconscio collettivo”, viene definito dalla psicologa Anne Ancelin Schützenberger come “sindrome degli antenati”. L’autrice afferma che “La vita di ciascuno di noi è un romanzo. Voi, me, noi tutti viviamo prigionieri di una ragnatela di cui siamo anche gli artefici. Siamo piccoli anelli di una catena molto lunga e possente, difficile da spezzare, soprattutto se non si è consapevoli di essere solo una parte in gioco di legami che durano da secoli e, in qualche modo, continuano ad influire nella nostra vita di oggi”.

Legami lontani che arrivano al presente

Ognuno di noi vive la propria quotidianità relazionandosi con il mondo circostante, mettendo in atto comportamenti ed esercitando scelte che non sono solo dettate dal nostro temperamento, ma anche, spesso inconsciamente, da ciò che abbiamo appreso fin dai primissimi anni di vita dai nostri caregiver e dalle figure di riferimento.

Queste persone, a loro volta, sono diventate ciò che sono grazie alla loro storia e alle figure che hanno trasmesso loro ciò che era stato appreso dagli antenati. Un esempio emblematico di come le eredità familiari possano attraversare i secoli è rappresentato dal caso di quattro famiglie negli Stati Uniti, apparentemente non correlate, che condividono una mutazione identica del gene BAP1, riconducibile a una coppia di antenati nata in Germania nel 1700 e immigrata in Nord America, i cui discendenti oggi sono circa 80.000 (Carbone et al., 2015). Si traccia così un albero genealogico in cui vengono tramandate inconsciamente:

  • caratteristiche
  • comportamenti
  • modalità relazionali
  • valori e aspettative

di padre in figlio, di generazione in generazione.

Il transgenerazionale: come influenza la nostra vita?

Il passato della nostra famiglia e le relazioni che l’hanno caratterizzata incidono sui nostri comportamenti e sulle nostre scelte. Questo bagaglio familiare può influenzare la nostra vita relazionale (come quella di coppia o quella genitoriale) e la nostra vita lavorativa. Può condizionare:

  • la scelta del partner
  • l’essere genitore
  • il lavoro.

La scelta del partner

Il partner che viene più comunemente scelto tende ad avere alcune caratteristiche riconducibili alla figura di riferimento avuta. Riattiverà nell’individuo quel modello relazionale “già visto e conosciuto” che, in qualche modo, permette di “sentirsi a casa” nella propria comfort zone, anche se questa non sempre è funzionale per la persona stessa.

Spesso, nel lavoro clinico, le persone si chiedono: “come mai reagisco così di fronte a questa situazione quando forse potrei reagire meno istintivamente o in modo meno rabbioso?”. La domanda che guida il lavoro con il paziente è: “dove ti riporta ciò che hai sentito in questa dinamica?”.

Probabilmente la persona si troverà nuovamente coinvolta in dinamiche che riattivano un “vissuto arcaico”, modalità che hanno visto coinvolto inconsciamente il suo “bambino interiore” in un teatro del trigenerazionale.

Daniel Watson - Pexels

L’essere genitori

Diventare genitori rappresenta un momento di cruciale importanza per l’adulto che si accinge a creare una propria famiglia. Si mettono in gioco tante componenti che si intrecciano:

  • ciò che ci è stato insegnato dai nostri genitori
  • il bagaglio di valori passato da generazione a generazione
  • le modalità apprese nel prendersi “cura dell’altro”
  • la capacità di mettersi in ascolto dei bisogni di un figlio per aiutarlo a diventare un adulto sicuro e sereno.

La genitorialità diventa una grande opportunità di crescita personale, perché si ritorna all’interno della relazione duale “genitore-figlio”, anche se con un altro ruolo. In questa dualità, spesso i genitori possono sentirsi costretti in modelli di interazione disfunzionali e ripetitivi, talvolta opposti ai modelli di cura e amore che avrebbero desiderato per sé stessi e per i propri figli.

Il lavoro e la nostra modalità di affrontarlo

Un altro ambito relazionale in cui una persona si trova è quello lavorativo. Anche qui si intrecciano relazioni tra individui che hanno una loro storia e un loro passato.

Le aspettative e i desideri rispetto a una possibile carriera e a un eventuale successo possono, ad esempio, derivare dal desiderio di indipendenza e riscatto tramandato da generazione in generazione. Ciò che può ostacolare una buona riuscita o una vita lavorativa serena può essere:

  • bassa autostima
  • difficoltà nella gestione di nuove situazioni stressanti
  • insicurezza rispetto alle proprie capacità
  • senso di inadeguatezza.

Tutti questi sentimenti possono essere determinati sia dal temperamento personale, sia dal contesto in cui la persona è cresciuta, che può aver fornito o meno gli strumenti per muoversi nel mondo con sicurezza. Anche questi aspetti possono essere riconducibili a un bagaglio che gli antenati hanno trasmesso nel passaggio da una generazione all’altra.

Come si può interrompere la catena invisibile che si tramanda di generazione in generazione?

Nel lavoro clinico si ripercorre con la persona la sua storia. Secondo alcuni approcci, come quello “sistemico relazionale”, si può decidere di rappresentare il proprio genogramma, ripercorrendo le relazioni e le modalità relazionali degli antenati fino ad arrivare alla storia presente.

Attraverso questo “viaggio trigenerazionale” si aiuta la persona a mettersi in contatto con i suoi bisogni più profondi, distinti da quelli familiari. Con questo lavoro, si può interrompere la catena invisibile che si tramanda a livello trigenerazionale.

Le radici teoriche della cosiddetta sindrome degli antenati

La sindrome degli antenati trova le sue radici in diversi approcci teorici che hanno esplorato il modo in cui le esperienze, i traumi e i vissuti emotivi si trasmettono da una generazione all'altra. Tra i primi a parlare di questi fenomeni troviamo Sigmund Freud, che ha introdotto il concetto di "psiche collettiva", e Carl Gustav Jung, che ha sviluppato l'idea di inconscio collettivo: una sorta di memoria condivisa che influenza profondamente il nostro modo di essere. Negli ultimi anni, le ricerche scientifiche hanno aggiunto nuove prospettive a queste teorie: ad esempio, le analisi funzionali hanno evidenziato varianti regolatorie che controllano l’attività genica in tessuti specifici e geni coinvolti nella malattia, tra cui l’ormone anti-Mülleriano (AMH) (Zhao et al., 2025).

Successivamente, studiosi come Nicolas Abraham e Maria Torok hanno approfondito il tema dei "fantasmi transgenerazionali", ovvero quei segreti, dolori o traumi non detti che si annidano nell’inconscio familiare e possono manifestarsi nelle generazioni successive. La psicologa Anne Ancelin Schützenberger ha poi sistematizzato questi concetti, coniando il termine "sindrome degli antenati" per descrivere come eventi, emozioni e modelli relazionali si trasmettano in modo invisibile ma potente. Queste teorie sottolineano che non siamo solo il risultato delle nostre esperienze personali, ma anche di quelle vissute dai nostri antenati, spesso senza esserne consapevoli.

Moose Photos - Pexels

Sindrome degli antenati, trauma transgenerazionale e trauma intergenerazionale: le differenze

Nel parlare di sindrome degli antenati è importante distinguere questo concetto da altri termini spesso utilizzati in modo simile, come trauma transgenerazionale e trauma intergenerazionale.

  • Sindrome degli antenati: si riferisce a un insieme di schemi, emozioni e comportamenti che si trasmettono inconsciamente attraverso le generazioni, anche in assenza di un trauma specifico. Può manifestarsi come ripetizione di situazioni, scelte o sintomi che sembrano non avere una causa diretta nella vita della persona.
  • Trauma transgenerazionale: indica la trasmissione di un trauma vissuto da una generazione precedente (ad esempio, una guerra o una perdita importante) che continua a influenzare le generazioni successive, spesso attraverso sintomi psicologici o comportamentali.
  • Trauma intergenerazionale: si concentra sul passaggio diretto di traumi o difficoltà da una generazione all'altra, spesso attraverso le modalità educative, le relazioni familiari o la comunicazione emotiva.

Comprendere queste differenze può aiutare a riconoscere che la sindrome degli antenati non riguarda solo il trauma, ma anche la trasmissione di modelli, valori e segreti che possono condizionare la vita delle persone.

Il ruolo dei segreti familiari e dei "fantasmi" transgenerazionali

Un aspetto centrale nella sindrome degli antenati può essere rappresentato dai segreti familiari e dai cosiddetti "fantasmi" transgenerazionali. Secondo la teoria della cripta e del fantasma di Nicolas Abraham e Maria Torok, i segreti non detti o i traumi non elaborati possono essere "sepolti" nell'inconscio familiare, creando una sorta di cripta psichica.

Questi "fantasmi" possono manifestarsi nelle generazioni successive attraverso:

  • Sintomi inspiegabili: come ansia, paure o comportamenti ripetitivi che non trovano una causa apparente nella storia personale.
  • Ripetizione di eventi: situazioni che sembrano ripetersi ciclicamente nella famiglia, come separazioni, fallimenti o malattie.
  • Difficoltà relazionali: problemi nel creare legami affettivi o nel mantenere relazioni stabili, spesso legati a dinamiche familiari non risolte.

Riconoscere la presenza di questi "fantasmi" può costituire un passo importante per interrompere la catena invisibile che lega il presente al passato familiare.

Strumenti clinici per esplorare la sindrome degli antenati: genogramma e genosociogramma

Per comprendere e lavorare sulla sindrome degli antenati, la psicoterapia si avvale di strumenti specifici come il genogramma e il genosociogramma. Il genogramma è una rappresentazione grafica dell'albero genealogico che include informazioni sulle relazioni, gli eventi significativi e le dinamiche emotive tra i membri della famiglia. Oltre a visualizzare i legami, le ripetizioni e i possibili "nodi" transgenerazionali, l'integrazione dell'analisi genomica e genealogica permette di identificare nuovi rami familiari portatori di specifiche mutazioni genetiche, come la mutazione BAP1, facilitando così l'individuazione di ulteriori soggetti a rischio (Carbone et al., 2015).

Il genosociogramma, invece, amplia il genogramma includendo anche aspetti sociali, culturali e storici che possono aver influenzato la famiglia. Questo strumento può aiutare a individuare come eventi esterni, come migrazioni, guerre o cambiamenti sociali, abbiano lasciato tracce nella storia familiare. Attraverso questi strumenti, il terapeuta e la persona possono esplorare insieme le radici profonde di sintomi, comportamenti o scelte di vita, favorendo una maggiore consapevolezza e la possibilità di interrompere schemi ripetitivi.

Strategie terapeutiche per affrontare il peso degli antenati

Affrontare la sindrome degli antenati in psicoterapia significa aiutare la persona a riconoscere e comprendere i legami invisibili che la uniscono al proprio passato familiare. Alcune strategie utilizzate possono includere:

  • Esplorazione narrativa: il terapeuta invita la persona a raccontare la storia della propria famiglia, soffermandosi su eventi, emozioni e relazioni significative. Questo processo aiuta a portare alla luce schemi ripetitivi o segreti nascosti.
  • Rappresentazione simbolica: attraverso tecniche come il disegno del genogramma o l'utilizzo di oggetti simbolici, si facilita la visualizzazione delle dinamiche familiari e dei "nodi" transgenerazionali.
  • Lavoro sulle emozioni ereditate: il percorso terapeutico può aiutare a distinguere tra emozioni proprie e quelle "ereditate" dagli antenati, favorendo una maggiore autonomia emotiva.

Queste strategie, adattate alle esigenze di ciascuna persona, possono contribuire a sciogliere i legami invisibili del passato e a costruire un presente più libero e consapevole.

Inizia a scrivere la tua storia: scegli di prenderti cura di te

Riconoscere il peso invisibile delle storie familiari può essere il primo passo per provare a liberarsi da schemi che non ci appartengono davvero. Se senti che il passato della tua famiglia influenza ancora il tuo presente, sappi che non sei solo: con l’aiuto di un professionista puoi esplorare le tue radici, comprendere i legami che ti condizionano e lavorare per costruire un futuro più consapevole e sereno. Su Unobravo potrai trovare un professionista pronto ad accompagnarti in questo viaggio di scoperta e crescita personale. Non aspettare: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online e scegli di prenderti cura di te, oggi.

In famiglia le cose non vanno come vorresti?

Unobravo è la piattaforma di psicologia online leader in Italia. Compila il questionario per trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze.

Trova il tuo psicologo
  • 100% online, flessibile e sicuro
  • Incontro conoscitivo gratuito
  • Già scelto da oltre 400.000 pazienti
9.000+ psicologi sulla piattaforma

FAQ

Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.

Collaboratori

Valentina Francesca Tozzini
Professionista selezionato dal nostro team clinico
Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
No items found.

Condividi

Se ti è piaciuto, condividilo
Iscriviti alla newsletter
No items found.