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Mood: come cambia l'umore

Mood: come cambia l'umore
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
27.1.2026
Mood: come cambia l'umore
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A ciascuno di noi capita di affermare di "essere di buono o cattivo umore" in relazione agli avvenimenti che sta vivendo, alle sensazioni che provengono dal proprio corpo oppure alle aspettative rispetto alla giornata da trascorrere. Ma cosa si intende, esattamente, quando si parla di umore?

Che cos'è l'umore?

L’umore rappresenta una disposizione personale e relativamente stabile dell’animo. Ciascuno di noi presenta un umore di base, ovvero un insieme di caratteristiche temperamentali — come il grado di reattività agli stimoli o l’intensità con cui esprime le emozioni — che possono essere osservate sin dalla primissima infanzia e tendono a mantenersi costanti nel corso dello sviluppo. Questi tratti, influenzati sia da fattori genetici sia dalle prime esperienze di interazione con l’ambiente, contribuiscono in modo significativo a delineare il carattere individuale, orientando i comportamenti, le modalità con cui ci relazioniamo al contesto e, più in generale, il nostro tono emotivo abituale. Pur essendo presenti elementi stabili, l’umore non è immutabile: esso oscilla in relazione alle circostanze e alle emozioni predominanti in un determinato momento, mostrando una naturale variabilità nel corso della quotidianità.

Sbalzi d'umore: possibili cause

Nel corso della vita tutti attraversiamo fasi di cambiamento che possono incidere sul nostro equilibrio emotivo contribuendo a vivere continui sbalzi di umore. Ogni transizione — anche quelle apparentemente “normali” o prevedibili — richiede un surplus di energie psico-fisiche che non sempre la persona riesce ad attivare con facilità. Non parliamo soltanto di eventi dolorosi come lutti, perdite o traumi fisici e psicologici. Paradossalmente, anche cambiamenti positivi e lungamente desiderati possono destabilizzare. Quando qualcosa modifica l’assetto abituale, l’individuo deve riorganizzarsi e trovare un nuovo equilibrio. Questo processo di adattamento può comportare uno sforzo significativo, talvolta tale da generare un temporaneo abbassamento dell’umore. In alcuni casi, se la persona non dispone delle risorse necessarie o non riesce ad attivarle in autonomia, questa alterazione può protrarsi nel tempo. Quando la fluttuazione dell’umore perde la sua naturale reversibilità e diventa rigida o persistente, può trasformarsi in un vero e proprio disturbo, richiedendo un intervento specialistico.

Tengyart - Unsplash

I disturbi dell'umore

In alcuni casi i cambiamenti d’umore possono essere intensi e configurarsi come veri e propri disturbi dell’umore, manifestandosi con modalità sia depressive sia euforiche. Tra questi vi sono la depressione maggiore, la ciclotimia e il disturbo bipolare. Quest’ultimo è caratterizzato da episodi di umore elevato (mania o ipomania) che si alternano a episodi depressivi, con variazioni d’umore talora gravi e in grado di influenzare significativamente la vita quotidiana (World Health Organization, 2025).

Umore eccessivamente basso: come riconoscerlo?

Si parla di disturbo dell’umore in senso depressivo quando l’abbassamento del tono dell’umore determina una compromissione significativa del funzionamento in una o più aree di vita rilevanti per la persona. Uno dei segnali più frequenti — e spesso sottovalutati — è il ritiro sociale. Nei quadri più severi, la depressione può aumentare il rischio di suicidio.

Tra i sintomi più comuni troviamo:

  • insonnia o ipersonnia
  • faticabilità o sensazione persistente di mancanza di energia
  • perdita o aumento di peso significativi
  • marcata riduzione di interesse o piacere nelle attività quotidiane
  • agitazione o rallentamento psicomotorio
  • sentimenti di autosvalutazione o colpa eccessiva
  • difficoltà di concentrazione o indecisione

Questi sintomi possono manifestare variazioni nel corso della giornata: in alcune forme depressive, ad esempio, il tono dell’umore tende a migliorare nelle ore serali.

Riconoscersi in alcuni di questi aspetti non significa necessariamente avere un disturbo dell’umore. Si tratta infatti di condizioni che molte persone sperimentano nel corso della vita. Proprio per questo non sempre è immediato distinguere tra una fluttuazione fisiologica e una condizione clinica vera e propria.

Tengyart - Unsplash

Sbalzi d'umore: quando sono fisiologici e quando possono diventare patologici?

Gli sbalzi d'umore fanno parte dell'esperienza umana e, nella maggior parte dei casi, rappresentano una risposta normale agli stimoli della vita quotidiana. Tuttavia, è importante distinguere tra fluttuazioni fisiologiche e alterazioni che possono indicare la presenza di un disturbo clinico.

Secondo il DSM-5-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), la differenza principale tra sbalzi d'umore fisiologici e patologici riguarda:

  • Durata: gli sbalzi fisiologici sono generalmente brevi e legati a eventi specifici, mentre quelli patologici persistono per settimane o mesi.
  • Intensità: nelle condizioni cliniche, l'intensità delle variazioni dell'umore è tale da risultare sproporzionata rispetto agli stimoli o agli eventi scatenanti.
  • Impatto funzionale: quando l'umore compromette la capacità di lavorare, studiare, mantenere relazioni o svolgere le attività quotidiane, può essere segno di un disturbo dell'umore.

Ad esempio, sentirsi tristi dopo una delusione o euforici dopo una buona notizia è normale. Se però questi stati d'animo diventano estremi, durano a lungo e rendono difficile affrontare la vita di tutti i giorni, può essere importante rivolgersi a un professionista.

Labilità emotiva e disturbi dell'umore: le differenze

Spesso si tende a confondere la labilità emotiva (o lunaticità) con i veri e propri disturbi dell'umore. La labilità emotiva si manifesta con cambiamenti rapidi e frequenti dello stato d'animo, ma questi non sono necessariamente intensi o invalidanti.

Le principali differenze tra labilità emotiva e disturbi dell'umore sono:

  • Frequenza e rapidità: la labilità emotiva comporta passaggi rapidi da uno stato emotivo all'altro, spesso in risposta a piccoli stimoli.
  • Intensità: nei disturbi dell'umore, le emozioni sono molto più intense e possono essere difficili da controllare.
  • Impatto sulla vita: la labilità emotiva, se non eccessiva, non compromette in modo significativo la qualità della vita, mentre i disturbi dell'umore possono portare a isolamento sociale, difficoltà lavorative e relazionali.

Comprendere questa distinzione può aiutare a non sottovalutare segnali importanti e a riconoscere quando può essere il caso di chiedere un supporto professionale.

Fattori che possono influenzare l'umore e i suoi sbalzi

L’umore è il risultato di una complessa interazione tra fattori interni ed esterni. Tra gli elementi che più frequentemente contribuiscono agli sbalzi d’umore troviamo lo stress: situazioni di pressione prolungata — come difficoltà lavorative, familiari o relazionali — possono ridurre la capacità di regolazione emotiva, rendendo l’umore più instabile. Un ruolo rilevante è svolto anche dalle fluttuazioni ormonali, che possono incidere in modo significativo sul tono dell’umore. Fasi come il ciclo mestruale, la gravidanza, il post-partum e la menopausa comportano variazioni endocrine che possono rendere le emozioni più intense o suscettibili a oscillazioni improvvise.

La letteratura segnala inoltre differenze legate allo sviluppo. Una recente ricerca ha evidenziato che la variabilità dell’umore negativo raggiunge il suo picco a metà dell’adolescenza nelle femmine, mentre nei maschi aumenta in maniera più graduale durante l’intero periodo adolescenziale (Toenders et al., 2024). Anche i fattori ambientali influenzano il tono dell’umore. La ridotta esposizione alla luce solare, i cambiamenti stagionali o eventi climatici particolarmente intensi possono incidere sulla regolazione emotiva, come avviene nel disturbo affettivo stagionale. Infine, gli eventi di vita — negativi come lutti o separazioni, ma anche positivi come matrimoni o nascite — richiedono un processo di adattamento psicologico che, almeno temporaneamente, può comportare oscillazioni dell’umore.

Comprendere questi fattori permette di riconoscere più facilmente i propri stati d’animo e di adottare strategie utili per gestirli con maggiore consapevolezza.

Quanto sono diffusi gli sbalzi d'umore e i disturbi dell'umore?

Gli sbalzi d’umore sono estremamente comuni nella popolazione generale e, nella maggior parte dei casi, rappresentano una risposta fisiologica agli stimoli e agli eventi della vita quotidiana. Diverso è il caso dei disturbi dell’umore, che costituiscono alcune tra le condizioni psicologiche più diffuse a livello mondiale.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la depressione interessa circa il 5% degli adulti a livello globale, mentre il disturbo bipolare coinvolge approssimativamente l’1% della popolazione mondiale (World Health Organization, 2025). La depressione, inoltre, è una delle principali cause di disabilità nel mondo e contribuisce in modo significativo al carico complessivo delle malattie, con un impatto rilevante sulla qualità della vita e sul funzionamento sociale ed emotivo delle persone. Gli sbalzi d’umore, al contrario, sono riferiti da una percentuale molto più ampia della popolazione, soprattutto durante periodi di stress, cambiamento o instabilità emotiva. Pur essendo fenomeni comuni, è importante prestare attenzione quando tali oscillazioni diventano persistenti, intense o interferiscono con le attività quotidiane: in questi casi, è opportuno considerare una valutazione specialistica.

Prendersi cura del proprio umore

Abbiamo visto che i cambiamenti d’umore sono una risposta naturale alle sfide di ogni giorno: non è possibile evitarli o fuggire dalle nostre emozioni, ma è certamente possibile imparare a prenderci cura di noi per favorire il nostro benessere.  

Come migliorare l'umore: 5 consigli

  1. Dosa i livelli di energia: il nostro corpo e la nostra mente sono in grado di affrontare periodi di stress anche intenso, ma hanno sempre bisogno di riposo. Imparare a prendersi del tempo di relax aiuta a mantenere un buon equilibrio psicofisico. Tra i benefici del mare ad esempio c'è l'aiutare a ripristinare uno stato di calma e benessere;
  2. Concediti qualche gratificazione: fare shopping o preparare il proprio piatto preferito, godersi un bel bagno rilassante o un film con amici e familiari, fare una passeggiata con il proprio animale domestico… sono piccole cose in cui rifugiarsi ogni giorno, che possono fare la differenza;
  3. Fai attività fisica regolarmente: l'attività fisica attiva la produzione di endorfine, neurotrasmettitori che producono una sensazione di benessere e rilassamento, diminuendo anche la sensazione di fatica e di dolore cronico;
  4. Coltiva la tua autostima: impara a riconoscere e apprezzare i tuoi punti di forza. Riconoscere come sei riuscito a superare gli ostacoli e le sfide passate può aiutarti a sentirti più preparato ad affrontare quelle future.
  5. Chiedi aiuto: ricerca supporto nella tua sfera familiare o affettiva, comunicando i tuoi stati emotivi apertamente e non aver paura di chiedere un aiuto professionale. È importante ricordare che la depressione può essere trattata efficacemente con terapie psicologiche o farmaci antidepressivi, anche nei casi più gravi.

Se senti che gli sbalzi d’umore stanno influenzando la tua quotidianità o desideri approfondire il tuo benessere emotivo, Unobravo può aiutarti a trovare il professionista più adatto alle tue esigenze. Inizia il questionario e fai il primo passo verso un maggiore equilibrio emotivo.

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