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Bugonia: la psicologia indossa lo smoking per la notte degli Oscar

Bugonia: la psicologia indossa lo smoking per la notte degli Oscar
Marcello Delmondo
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
13.3.2026
Bugonia: la psicologia indossa lo smoking per la notte degli Oscar
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Mentre lo skyline di Milano è ancora illuminato dal braciere paraolimpico, oltreoceano si sta srotolando uno dei red carpet più intriganti, celebri e ambiti.

Nella serata di domenica 15 Marzo, il Dolby Theatre di Los Angeles ospiterà la notte degli Oscar. Preparate quindi smoking, cravatte, papillon, vestiti da sera per un viaggio tra le pellicole più importanti del momento. Anche la psicologia sfoggia il suo abito migliore, tanto che tra i candidati al riconoscimento come miglior film spunta un disturbante noir del regista Lanthimos. In questo caso munitevi di pop corn e buona visione…pardon, buona lettura!

La notte degli Oscar: origine e curiosità

Come e dove nasce la più importante cerimonia in ambito cinematografico?

Siamo negli Stati Uniti degli anni ‘20. Hollywood conosce una sua prima età dell’oro (pensiamo che l’arte cinematografica sta ancora muovendo i primi passi visto che è nata a fine ‘800).

Nel 1927 l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences istituisce la Notte degli Oscar che viene celebrata per la prima volta due anni più tardi presso l’Hotel Roosevelt di Los Angeles.

La prima cerimonia durò circa 4 minuti con vincitori già noti da 3 mesi (il primo film vincitore fu Wings del 1927). Da cena privata, l’evento si è gradualmente trasformato in uno spettacolo con audience globale.

Le curiosità dietro alla statuetta più famosa del mondo

Registi, attori, truccatori, musicisti, esperti di effetti speciali si contendono un premio particolare: una statuetta di britannium placcata di oro 24 carati dell’altezza di circa 35 centimetri e quasi 4 chili di peso.

Il nome Oscar deriva da una circostanza davvero curiosa.

L’allora bibliotecaria dell’Academy, Margaret Herrick, notò la somiglianza della statuetta con le fattezze dello zio. Lasciamo a voi di indovinare come si chiamasse il parente della signora Herrick.

Il premio fu disegnato nel 1928 dal Direttore artistico della MGM Cedric Gibbons. Rappresenta un cavaliere che impugna la spada di un crociato e poggia su una bobina di pellicola. I 5 raggi della bobina rappresentano i rami originali dell’Academy: attori, registi, produttori, tecnici e scrittori.

Il valore commerciale della statuetta è di circa 400 dollari. I vincitori si impegnano tuttavia a non vendere il premio prima di averlo offerto all’Academy alla cifra simbolica di un dollaro. Nel periodo della seconda guerra mondiale, i metalli pregiati vennero sostituiti da gesso colorato.

Foto di Martin Vorel

Quando la statuetta ha parlato italiano

Il nostro paese detiene un record con ben 14 Oscar vinti per il miglior film straniero. Fellini e De Sica giganteggiano tra i registi con 4 statuette a testa.

Petri, Tornatore, Salvatores, Benigni (1999 con La Vita è Bella) e Sorrentino (2014 con La Grande Bellezza) sono gli altri italiani ad aver ricevuto la statuetta per il miglior film straniero.

La notte degli Oscar 2026: curiosità e film in gara

Quali capolavori offrirà la cerimonia che andrà in scena a Los Angeles nel prossimo weekend?

Le candidature sono state annunciate il 22 gennaio 2026. In Italia lo show potrà essere seguito su Rai 1 e Rai Play a partire dalle 00:15 di Lunedì 16 Marzo fino all’alba.

Tra i candidati per il Miglior Film troviamo:

  • Bugonia
  • F1
  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • One Battle After Another (Una battaglia dopo l’altra)
  • L’agente segreto
  • Sentimental Value
  • Sinners – I peccatori
  • Train Dreams

Sinners (I peccatori), diretto da Coogler e interpretato da Michael B. Jordan, ha stabilito un record collezionando 16 nomination, 2 in più di Titanic. Segue, tra i favoriti, Una Battaglia dopo l’Altra che, con un cast spaziale (DiCaprio, Penn, Benicio del Toro) e la regia di Anderson, registra 14 candidature.

Per la statuetta di miglior attore protagonista si candidano:

  • Timothée Chalamet – Marty Supreme
  • Leonardo DiCaprio – Una battaglia dopo l’altra
  • Ethan Hawke – Blue Moon
  • Michael B. Jordan – Sinners
  • Wagner Moura – The Secret Agent

Il premio al femminile varrà invece conteso tra:

  • Jessie Buckley – Hamnet
  • Rose Byrne – If I Had Legs I’d Kick You
  • Kate Hudson – Song Sung Blue
  • Renate Reinsve – Sentimental Value
  • Emma Stone – Bugonia

In questa categoria è Emma Stone a segnare un record raggiungendo le 7 nomination totali all’età di 37 anni (con all’attivo già 2 statuette).

Si contenderanno invece la miglior regia:

  • Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l’altra
  • Ryan Coogler – Sinners
  • Josh Safdie – Marty Supreme
  • Joachim Trier – Sentimental Value
  • Chloé Zhao – Hamnet

La notte degli Oscar 2026 vedrà per la prima volta una nuova categoria con l’assegnazione della statuetta al Miglior Casting.

Focus on: Bugonia

Il film di Yorgos Lanthimos, che per la terza volta consecutiva dirige Emma Stone, è candidato alla statuetta per il miglior film e a quella per la migliore attrice protagonista.

La pellicola è interessante per diversi motivi:

  • Remake del film coreano Save the Green Planet;
  • Si tratta di un noir che intreccia ironia e thriller psicologico;
  • Emma Stone con la sua interpretazione impreziosisce il progetto candidandosi a musa del regista greco. Inoltre è anche la produttrice della pellicola.
  • Lo stile di Lanthimos sembra sposarsi adeguatamente al tema del delirio, della paranoia, delle idee di complotto che danzano sulla linea sottile tra reale e immaginario creando uno spazio ideale per la satira.

La trama

Due cugini, Teddy (Jesse Plemons) e Don (Aidan Delbis), cresciuti a pane e teorie del complotto, si convincono che la potentissima CEO di un’industria farmaceutica, Michelle Fuller (interpretata da Emma Stone), sia in realtà un’aliena che minaccia il mondo. Per salvare il pianeta decidono di rapirla.

La donna si risveglia nel bunker improvvisato dei due uomini, con la testa completamente rasata. Atmosfere lugubri e un’inquietudine crescente fanno da cornice all’interrogatorio, in cui da un lato Michelle cerca di difendersi dalle accuse e dall’altro crescono violenza psicologica, sevizia e paranoia dei due rapitori.

La CEO, fredda e imperturbabile, nega ogni coinvolgimento nella presunta infiltrazione aliena all’interno di potentati economici e corporation con l’unico obiettivo di distruggere l’umanità. Teddy, in linea con il funzionamento e i contenuti di pensieri tipici della paranoia, interpreta ogni azione della donna come conferma delle sue tesi. Il cugino, più fragile, oscilla tra dubbi che lo ricollegano alla realtà e fedeltà assoluta a Teddy.

Lanthimos è abile nell’instillare il dubbio. Davvero i cugini sono paranoici folli animati dalle teorie del complotto, oppure Michelle nasconde una verità scomoda? Ogni qualvolta Teddy spinge l'acceleratore sulla violenza sottoponendo la donna a torture e prove assurde, compreso l’elettroshock, la reazione è glaciale, calma, intelligente, manipolativa.

Michelle riuscirà a salvarsi? La sua freddezza, la sua calma sono doti umane che esprimono il disperato tentativo di salvarsi dalla traumatizzazione legata all’essere rapiti da uno psicotico in preda al peggioramento del suo delirio o nascondono qualcosa di diverso?

Dove si trova la verità? Complotto e delirio si allontanano completamente dalla realtà? Teddy verrà ucciso, scoprirà di avere ragione, o ritroverà un contatto con la realtà?

Artwork del film Bugonia

Alcuni spunti di riflessione senza spoiler

Non vogliamo rovinarvi il gusto di scoprire il finale, altrimenti sarebbe vano l’invito a preparare i popcorn (attenzione perchè qualche sobbalzo sul divano non è da escludere!).

Con Bugonia però la psicologia indossa lo smoking e si presenta sul red carpet di Los Angeles.

Lanthimos descrive bene la dimensione psicotica (De Masi, 2018; Recalcati, 2024). La psicosi è uno dei livelli di funzionamento del nostro pensiero.

Si può trovare in una serie di gravi disturbi psicopatologici (schizofrenia, disturbi di personalità, episodi di reazione a gravi stress, uso di sostanze) con numerose e variegate manifestazioni sintomatiche.

Tra i principali sintomi possiamo elencare:

  • Disturbi del pensiero: i deliri come ad esempio quello paranoico, sono convinzioni rigide e distorte, spesso con nessi logici allentati o del tutto assenti, che tendono a dare un senso alternativo alla frammentazione angosciante che la psicosi crea nella mente. Per fare un esempio, pensieri circa la propria aggressività, rabbia e violenza possono trasformarsi in un nemico che perseguita, nell’alieno che invade o controlla. La mente riscrive la realtà rendendola più accettabile da un punto di vista cognitivo ed emotivo;
  • Distorsioni e alterazioni percettive: le allucinazioni sono percezioni erronee (non vi è un reale stimolo sensoriale) che si distaccano in modo marcato da ciò che è reale. Possono essere visive (la persona vede qualcosa che non esiste ed è creato dalla sua mente), uditive (la persona sente le voci), anche tattili (ad esempio la persona può essere convinta di avere insetti sotto la pelle);
  • Sintomi negativi: si tratta di quelle manifestazioni di spegnimento, trance, appiattimento emotivo, ritiro e confusione che possono arrivare fino alla catatonia;
  • Disturbi del linguaggio: quando il pensiero inizia a deragliare può essere seguito anche da linguaggio. Le persone in questo caso possono esprimersi per assonanza, rime, associazioni arrivando a un miscuglio di parole noto come “insalata”.

Ci possono essere dei fenomeni psicotici che riguardano interi gruppi di persone.

Il pensiero magico (la scaramanzia, ad esempio) può essere considerato uno di questi fenomeni, anche se in versione light visto che non compromette in modo irrimediabile l’esame di realtà.

Anche le teorie del complotto agganciano meccanismi di pensiero tipici del funzionamento psicotico. Eventi, comportamenti e azioni vengono interpretati in modo rigido alla luce di credenze, bias, pregiudizi che tendono a confermare precise ipotesi.  

Creare un nemico torna utile alle dinamiche di gruppo per esempio, poiché rinsalda i legami dell’ingroup contro chi si trova all’esterno. Inoltre si può generare la sensazione di avere controllo su dinamiche complesse che possono essere esacerbate, nella loro percezione, da vissuti di rabbia o frustrazione (quando qualcosa va male pensare che ci sia qualcuno che trama contro di noi può essere una forma di giustificazione e di significazione).

L’aspetto interessante del delirio, della psicosi, ma anche delle teorie del complotto, è l’area di ambiguità che favorisce la formazione di questi fenomeni (nei primi due casi si tratta di elementi patologici). Allucinazioni e distorsioni del pensiero, anche quando sembrano completamente sganciate da un dato di realtà, possono partire da un “elemento vero” che viene poi allucinato (un po’ come avviene nei sogni).

Per fare un esempio collegato al film, le grandi multinazionali rappresentano un potere enorme, spesso con interessi giganteschi ed estese aree più o meno occulte: insomma possono rappresentare un potere “alieno”.

Una riflessione sulla verità?

Con Bugonia gli Oscar ci offrono una riflessione d’autore su di un tema filosofico: la verità.

Chi dice il vero tra la fredda e quasi sovrumana Michelle e il delirante Teddy? Quando si tratta di verità complesse le nostre capacità di significazione e senso sono limitate e vulnerabili.

Aggrapparsi rigidamente a interpretazioni che confermino le nostre percezioni può essere un utile ansiolitico, ma portarci a fraintendere o semplificare una realtà variegata e sfaccettata.  Buona visione, e buona riflessione.

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