Problemi familiari
Relazioni e famiglia

Quando il papà è in crisi

Quando il papà è in crisi
Quando il papà è in crisilogo-unobravo
Daniela Cirabolini
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico relazionale
Unobravo
Pubblicato il


Diventare genitori rappresenta uno stravolgimento nella vita di una coppia, sia dal punto di vista sociale che pratico e soprattutto emotivo, essendo la gravidanza e poi la nascita eventi che costringono a riorganizzazione il mondo esterno, ma soprattutto interno.

È normale, quindi, sentirsi inizialmente sopraffatti dalle nuove responsabilità e cambiamenti, soprattutto nella società odierna, in cui sembra non esserci posto per incertezze e i dubbi ma si aspira ad essere sempre “perfetti e felici”.

In questo momento delicato si possono sviluppare sintomi psicopatologici di diversa natura e diversa gravità, con una durata limitata oppure con conseguenze più a lungo termine

I sintomi della neo mamma

L'attenzione degli operatori materno-infantili e le ricerche, si sono concentrati da molti anni sulla neo mamma, probabilmente perché l'incidenza dei casi materni è più alta rispetto a quelli paterni.

Si è quindi distinto tra diverse forme di questo “spettro depressivo”:

I sintomi più comuni sono: umore depresso, ansia, disturbi del sonno, faticabilità e irritabilità, sensi di colpa, bassa autostima, sentimenti di impotenza. In rari casi, possono essere presenti pensieri di morte.

George Milton - Pexels


Depressione post partum nei padri

Sempre più papà sono coinvolti attivamente nell'evento nascita e condividono scelte e responsabilità con le proprie compagne, vivendo appieno questo momento così importante.  Studi delle ultime due decadi, però, dimostrano che:

  • possono insorgere difficoltà ad affrontare questo passaggio esistenziale;
  • nel primo anno di vita del neonato (sembra con un picco tra il terzo e il sesto mese di vita del bambino) un padre su dieci può andare incontro alla depressione post partum. 

Come si manifesta

I sintomi principali sono:

  • stato di abbattimento e sconforto;
  • irrequietezza e irritabilità;
  • perdita d’interesse; 
  • preoccupazione costante;
  • ritiro sociale e umore depresso;
  • difficoltà a concentrarsi e a lavorare;
  • problemi del sonno;
  • calo della libido.

In alcuni casi a questi sintomi si associano altri disturbi come: disturbi d'ansia, acting out comportamentali (crisi di rabbia, comportamenti violenti, relazioni extraconiugali, fughe, attività fisica o sessuale compulsiva), abuso di sostanze, alcool, fumo.

nappy - Pexels

Fattori di rischio

Le cause della depressione post partum paterna non sono note, ma si è riscontrata un'alta correlazione con la presenza di una depressione materna e una pregressa storia personale di depressione, unitamente ad un alto grado di ansia preparto. 

Ulteriori fattori di rischio sono considerati:

  • età giovane o molto avanzata;
  • basso livello d’istruzione, scarso reddito, preoccupazioni finanziarie e disoccupazione;
  •  alti livelli di percezione dello stress;
  • fattori socio-familiari: qualità della relazione con i propri genitori durante l’infanzia, gravidanza indesiderata, discrepanza tra aspettative durante la gravidanza e l’esperienza di genitore dopo il parto, appartenenza ad una famiglia ricomposta.

A questo si aggiunge una carenza di informazioni di base che non fa che aumentare la sensazione di smarrimento dopo la nascita del bambino. Si è osservato infatti che, spesso, i padri arrivano alla nascita del figlio senza notizie adeguate rispetto a quello che li aspetta nel futuro, ignorando i cambiamenti a cui lui e la compagna andranno incontro.

Helena Lopes - Pexels


Conseguenze

Come accade per la depressione post partum materna, anche quella paterna ha un impatto negativo sul nucleo familiare, sia sulla madre che sul figlio: alcune ricerche infatti mostrano come la depressione paterna possa influenzare la nascita del legame tra padre e figlio e lo sviluppo comportamentale e cognitivo negli anni successivi, indipendentemente dalla presenza di una depressione nella madre.

Come intervenire

In un'ottica preventiva appare quindi fondamentale riconoscere l’importanza del padre sin dall’inizio della gravidanza e promuovere il suo coinvolgimento in tutte le tappe salienti prima e dopo il parto, per esempio durante le visite e nell’assistenza successiva alla nascita.

Tutti gli studi sottolineano l'importanza di riconoscere la depressione post partum paterna nelle sue fasi iniziali per poterla affrontare meglio. A questo scopo, sembra molto utile la Scala di Edimburgo, un test autosomministrato già largamente usato per la depressione post partum materna. Vista l'alta correlazione con la depressione post partum materna, la ricerca suggerisce un percorso post-parto per padri, soprattutto quando è presente una madre depressa. Quando si riconoscono i segnali di questa difficoltà il modo migliore per intervenire è affidarsi ad un sostegno psicologico, eventualmente affiancato da una terapia di coppia.

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