Cerchi supporto per prenderti cura di te?
Trova il tuo psicologo
Valutato Eccellente su Trustpilot
Blog
/
Salute mentale
5
minuti di lettura

Sereupin: a cosa serve, come funziona e psicoterapia

Sereupin: a cosa serve, come funziona e psicoterapia
Redazione
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
17.6.2026
Sereupin: a cosa serve, come funziona e psicoterapia
Iscriviti alla newsletter
Se ti è piaciuto, condividilo

Unobravo è la piattaforma di psicologia online leader in Italia. Compila il questionario per trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze.

  • 100% online, flessibile e sicuro
  • Incontro conoscitivo gratuito
  • Già scelto da oltre 450.000 pazienti
9.500+ psicologi sulla piattaforma

Ricevere una prescrizione o cercare informazioni su un farmaco può generare dubbi e domande. Comprendere come funziona un trattamento e quali effetti può avere rappresenta un passaggio importante per affrontarlo con maggiore consapevolezza.

Sereupin è il nome commerciale della paroxetina, un farmaco della famiglia degli antidepressivi SSRI che può essere prescritto in diversi contesti legati all'ansia, alla depressione e ai disturbi correlati.

Cos'è Sereupin e per quali condizioni viene prescritto

Sereupin è il nome commerciale di un farmaco a base di paroxetina cloridrato emiidrato. Il suo principio attivo è la paroxetina, una molecola appartenente alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), di cui parleremo più nel dettaglio nelle prossime sezioni.

Le indicazioni terapeutiche approvate riguardano diverse condizioni che possono avere un impatto significativo sulla vita quotidiana e sul benessere psicologico.

  • Episodio di depressione maggiore: non si tratta semplicemente di tristezza o di "un periodo no", ma di uno stato in cui la persona può sperimentare un senso di vuoto persistente, perdita di interesse per le attività quotidiane, stanchezza profonda e difficoltà a svolgere anche compiti semplici.
  • Disturbo ossessivo compulsivo (DOC): chi convive con questa condizione può sperimentare pensieri intrusivi e ricorrenti, difficili da ignorare, che spingono a mettere in atto comportamenti ripetitivi nel tentativo di ridurre l'ansia che quei pensieri generano.
  • Disturbo da attacchi di panico, con o senza agorafobia: episodi improvvisi e intensi di paura, spesso accompagnati da sintomi fisici come tachicardia, mancanza di respiro o sensazione di perdere il controllo, che possono portare a evitare luoghi o situazioni per timore che si ripetano.
  • Disturbo d'ansia sociale, o fobia sociale: una paura marcata e persistente delle situazioni sociali, in cui il timore di essere giudicati o di fare qualcosa di imbarazzante può limitare significativamente le relazioni e le attività quotidiane.
  • Disturbo d'ansia generalizzata: una preoccupazione costante e difficile da controllare su molti aspetti della vita, che può accompagnarsi a tensione muscolare, irritabilità e difficoltà di concentrazione.
  • Disturbo da stress post-traumatico (PTSD): una condizione che può svilupparsi dopo aver vissuto o assistito a un evento traumatico, con sintomi come ricordi intrusivi, stati di allerta continua e tendenza a evitare tutto ciò che ricorda il trauma.

È importante sapere che questo farmaco è indicato per gli adulti, non è approvato per l'uso in bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni.

Di che classe farmacologica fa parte?

Sereupin appartiene alla classe degli SSRI. Puoi approfondire il funzionamento di questa famiglia di antidepressivi per capire meglio il contesto in cui si inserisce questo farmaco.

In termini semplici, si tratta di farmaci che modulano la disponibilità di un neurotrasmettitore, la serotonina, nelle sinapsi, ovvero nei punti di comunicazione tra i neuroni. Non la producono, ma contribuiscono a mantenerne una maggiore disponibilità nello spazio sinaptico.

Conoscere la classe farmacologica non è un dettaglio puramente tecnico. Comprendere che questo farmaco condivide meccanismo d'azione e caratteristiche generali con altri SSRI può aiutare a contestualizzare meglio le informazioni ricevute dal medico.

Come funziona Sereupin

La serotonina è un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell'umore, dell'ansia e delle emozioni. Nelle sinapsi, cioè nei punti di contatto tra i neuroni, la serotonina trasmette segnali che contribuiscono al funzionamento di questi processi.

Sereupin modula questo sistema: blocca il riassorbimento della serotonina, impedendo che venga rimossa troppo rapidamente dallo spazio sinaptico e favorendone una maggiore disponibilità tra i neuroni. Per molto tempo si è pensato che depressione e ansia fossero legate semplicemente a bassi livelli di serotonina, ma oggi sappiamo che la realtà è più complessa.

Come indicato dal foglietto illustrativo AIFA, il meccanismo d'azione esatto non è del tutto noto. Questo vale per molti farmaci utilizzati con successo da decenni. Vale anche la pena ricordare che la selezione dei risultati pubblicati negli studi clinici può influenzare la percezione dell'efficacia dei farmaci antidepressivi. Questo aspetto è stato discusso anche nella letteratura scientifica e nei documenti di farmacovigilanza (Reparto di Farmacoepidemiologia, Cnesps-Iss, 2012).

Quanto ai tempi, è importante avere aspettative realistiche. Alcune persone possono iniziare a notare i primi miglioramenti nelle settimane iniziali del trattamento, ma per molte altre possono servire settimane in più prima che gli effetti diventino percepibili. L'assenza di cambiamenti nelle prime settimane non significa che il farmaco non stia agendo.

Soprattutto in chi soffre di disturbo di panico, nelle prime settimane si può avvertire un temporaneo aumento dell'ansia o dell'agitazione. È un effetto noto e transitorio, ma può disorientare. Se accade, è importante contattare il proprio medico senza interrompere autonomamente il trattamento.

Sereupin è disponibile in due formulazioni:

  • Compresse rivestite da 20 mg, da deglutire intere
  • Sospensione orale

In entrambi i casi, si assume generalmente una volta al giorno, al mattino, durante o dopo un pasto. La posologia specifica è stabilita dal medico in base alla situazione individuale.

Darina Belonogova - Pexels

Indicazioni terapeutiche ed effetti collaterali

Come tutti i farmaci, anche Sereupin può causare effetti indesiderati. Ogni persona risponde in modo diverso al trattamento, ciò che funziona bene per qualcuno può comportare effetti collaterali per qualcun altro. Per questo motivo, valutare il profilo individuale di rischio e beneficio insieme al proprio medico è un passaggio fondamentale.

Secondo la letteratura clinica, l'approccio che combina terapia farmacologica e psicoterapia è risultato associato a esiti più stabili nel tempo rispetto all'uso del solo farmaco, in particolare nel trattamento della depressione (Cuijpers et al., 2014).

Di seguito, le indicazioni terapeutiche e gli effetti collaterali sono presentati in sezioni distinte.

Indicazioni terapeutiche

La paroxetina è indicata per il trattamento di diverse condizioni negli adulti. Gli obiettivi del trattamento variano in base alla condizione specifica:

  • Depressione maggiore: il trattamento mira al graduale miglioramento dell'umore, al recupero dell'energia quotidiana e della capacità di provare piacere, con riduzione dei pensieri negativi persistenti.
  • Disturbo di panico: l'obiettivo è la diminuzione della frequenza e dell'intensità delle crisi, con una progressiva riduzione dei comportamenti di evitamento.
  • Disturbo ossessivo-compulsivo: il trattamento può contribuire all'attenuazione della frequenza e dell'intensità dei pensieri ossessivi e delle compulsioni.
  • Ansia sociale: l'obiettivo è la riduzione dell'intensità della paura nelle situazioni sociali, con una maggiore possibilità di affrontarle.
  • Disturbo da stress post-traumatico: il trattamento mira alla riduzione di flashback, stati di iperattivazione e comportamenti di evitamento legati al trauma.
  • Disturbo d'ansia generalizzata: l'obiettivo è l'attenuazione della preoccupazione cronica e della tendenza alla rimuginazione.

Il beneficio pieno può richiedere diverse settimane per manifestarsi. Non è un segnale che il farmaco non funzioni, ma il tempo necessario perché il meccanismo d'azione produca i suoi effetti.

La scheda tecnica indica che il trattamento dovrebbe proseguire per il tempo stabilito dal medico, senza interruzioni autonome. Nella depressione, la letteratura indica generalmente una prosecuzione per almeno sei mesi dopo la remissione dei sintomi, per ridurre il rischio di ricaduta. Tuttavia, secondo i dati italiani, solo 1 paziente su 4 segue effettivamente questa indicazione (Reparto di Farmacoepidemiologia, Cnesps-Iss, 2012).

Per altri disturbi, la durata consigliata può essere anche più lunga. Si tratta di una valutazione che spetta al medico, sulla base della tua storia e della tua risposta al trattamento.

Effetti collaterali

Come tutti i farmaci, Sereupin può causare effetti indesiderati. Non tutti li sperimentano, la loro intensità varia da persona a persona e, in molti casi, i disturbi più comuni tendono ad attenuarsi nelle prime settimane di trattamento. Se gli effetti collaterali non si attenuano o diventano difficili da gestire, è importante segnalarlo al proprio medico, che potrà valutare eventuali aggiustamenti.

Detto questo, è utile conoscerli per riconoscerli, senza allarmarsi inutilmente.

Effetti molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10):

  • nausea,
  • disfunzioni sessuali (come difficoltà a raggiungere l'orgasmo o riduzione del desiderio).

Effetti comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):

  • sonnolenza o, al contrario, insonnia,
  • agitazione, capogiri, tremori, cefalea,
  • visione annebbiata, secchezza delle fauci,
  • diminuzione dell'appetito, stipsi o diarrea,
  • sudorazione eccessiva, sbadiglio frequente, senso di stanchezza,
  • aumento di peso e aumento del colesterolo nel sangue,
  • sogni anomali o vividi.

Effetti non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):

  • stati confusionali, allucinazioni,
  • disturbi emorragici (come lividi o sanguinamenti insoliti).

Effetti rari o molto rari:

  • crisi convulsive,
  • sindrome serotoninergica, una condizione che si manifesta con agitazione intensa, febbre, tremori e rigidità muscolare,
  • reazioni allergiche gravi,
  • glaucoma acuto,
  • iponatriemia (cioè un abbassamento del sodio nel sangue), soprattutto nelle persone anziane, legata a una condizione chiamata SIADH.

In caso di effetti severi, è fondamentale contattare subito il proprio medico. La comparsa di pensieri di autolesionismo, agitazione marcata o acatisia richiede una valutazione clinica tempestiva.

Un discorso a parte merita la sospensione del farmaco. Interrompere Sereupin bruscamente, senza una riduzione graduale concordata con il medico, può causare sintomi da discontinuazione, tra cui:

  • capogiri e sensazioni simili a "scosse elettriche",
  • insonnia e sogni intensi,
  • nausea,
  • ansia e irritabilità.

La paroxetina, come gli altri SSRI, non è associata a dipendenza nel senso tipico delle sostanze d'abuso, infatti non produce craving né ricerca compulsiva del farmaco. I sintomi da discontinuazione indicano che il sistema nervoso necessita di tempo per riadattarsi. Per questo motivo, qualsiasi decisione di ridurre o sospendere il farmaco va concordata con il medico, seguendo un piano di riduzione progressiva e personalizzata.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Interazioni con altri farmaci

Quando si assume un farmaco come questo, è fondamentale tenere presente che non agisce in modo isolato nell'organismo ma può modificare l'effetto di altri medicinali o, a sua volta, essere modificato da essi, con conseguenze che possono andare da una riduzione dell'efficacia terapeutica fino a reazioni potenzialmente gravi.

Alcune combinazioni sono controindicate dalla scheda tecnica e non devono essere associate alla paroxetina:

  • MAO-inibitori (come moclobemide e blu di metilene), per il rischio di sindrome serotoninergica.
  • Tioridazina e pimozide, per il rischio di gravi effetti sul ritmo cardiaco.

Altre sostanze, invece, richiedono una valutazione attenta da parte del medico. È importante segnalare se stai assumendo:

  • FANS (antinfiammatori come ibuprofene o aspirina),
  • tramadolo e altri oppioidi,
  • triptani (usati per l'emicrania),
  • altri antidepressivi (SSRI, SNRI, triciclici),
  • triptofano, litio, risperidone, clozapina,
  • erba di San Giovanni (iperico),
  • anticoagulanti come il warfarin,
  • antiepilettici, tamoxifene, inibitori di pompa protonica,
  • antiretrovirali, linezolid, metoprololo, rifampicina, atomoxetina.

È importante informare sempre il medico e il farmacista di tutti i farmaci, integratori e prodotti erboristici in uso, compresi quelli da banco. L'elenco completo delle interazioni è disponibile nel foglietto illustrativo.

Avvertenze e precauzioni d'uso

Alcune situazioni richiedono una cautela particolare prima di iniziare o continuare questo trattamento, ed è importante conoscerle per poter avere una conversazione informata con il proprio medico.

Gravidanza. I dati delle autorità regolatorie europee indicano un lieve aumento del rischio di difetti cardiaci congeniti nel primo trimestre (da circa 1% a meno del 2%) e un possibile rischio di ipertensione polmonare nel neonato se il farmaco viene assunto nelle ultime settimane di gravidanza. 

Questo non significa che il trattamento debba essere necessariamente sospeso. In alcuni casi, l'interruzione brusca può comportare rischi clinici e va sempre valutata con il medico. La decisione deve essere presa insieme allo specialista, considerando attentamente benefici e rischi per la madre e per il bambino.

Allattamento. La paroxetina passa nel latte materno in quantità molto piccole, con concentrazioni generalmente molto basse nel neonato. L'allattamento può essere considerato, ma solo dopo consulto medico.

Fertilità maschile. È stato osservato un possibile effetto reversibile sulla qualità dello sperma, che si risolve con la sospensione del farmaco.

Guida e macchinari. Sereupin può causare capogiri, sonnolenza o difficoltà di concentrazione: se manifesti questi effetti, evita di guidare o di usare macchinari pericolosi.

Alcol. L'assunzione di alcol è fortemente sconsigliata durante il trattamento, poiché può potenziare gli effetti sedativi e altri effetti indesiderati del farmaco.

Anziani. In questa fascia d'età le concentrazioni del farmaco nel sangue tendono a essere più elevate infatti la dose massima raccomandata è di 40 mg al giorno, e il medico valuterà con attenzione il rischio di iponatriemia, cioè una riduzione del sodio nel sangue che può causare stanchezza, confusione o mal di testa.

Insufficienza renale o epatica. In presenza di queste condizioni può essere necessario un aggiustamento della dose, che il medico stabilirà in base alla situazione specifica.

Altre condizioni da segnalare. È importante informare il medico se hai una storia di epilessia, episodi maniacali, diabete o glaucoma, poiché questo farmaco può richiedere un monitoraggio più attento in questi casi.

All'inizio del trattamento, alcune persone possono sperimentare un temporaneo aumento dei pensieri negativi o, in rari casi, di pensieri autolesionistici. In caso di pensieri di questo tipo è necessario contattare immediatamente il proprio medico o recarsi al pronto soccorso.

kaboompics - Pexels

Sereupin e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura

Farmaco e psicoterapia non sono in competizione ma strumenti diversi all'interno dello stesso percorso di cura. La scelta tra l'uno, l'altra o entrambi è una decisione clinica che dipende dalla natura del disturbo, dalla sua gravità e dalla risposta individuale.

La paroxetina modula alcuni meccanismi neurobiologici, contribuendo alla riduzione dei sintomi più acuti. Questo può creare le condizioni per intraprendere o proseguire un lavoro psicologico strutturato, quando il livello di sofferenza rende difficile accedervi.

Secondo una metanalisi di Cuijpers et al. (2014), l'approccio combinato (farmaco più psicoterapia) è risultato associato a esiti migliori rispetto al solo trattamento farmacologico, in particolare per depressione maggiore, disturbo di panico e disturbo ossessivo-compulsivo.

Tra gli approcci psicoterapeutici con maggiori evidenze per queste condizioni figura la terapia cognitivo-comportamentale (CBT). In presenza di eventi traumatici o sintomi post-traumatici, anche l'EMDR può rappresentare un'opzione supportata da evidenze scientifiche.

Vale anche il contrario, chi sta già seguendo un percorso psicologico può attraversare fasi in cui una valutazione medica risulta utile per verificare se un supporto farmacologico temporaneo possa facilitare il lavoro in corso. Non è un fallimento del percorso, ma un modo per utilizzare tutti gli strumenti disponibili nel momento più opportuno.

Se stai valutando un supporto psicologico, con il questionario di Unobravo puoi trovare un professionista in linea con le tue esigenze.

Come possiamo aiutarti?

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot
Vorrei...
Iniziare un percorsoEsplorare la terapia onlineLeggere di più sul tema

FAQ

Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.

Collaboratori

Redazione
Professionista selezionato dal nostro team clinico
Redazione
Unobravo
No items found.

Condividi

Se ti è piaciuto, condividilo
Iscriviti alla newsletter

Vuoi saperne di più sul tuo benessere psicologico?

Fare un test psicologico può aiutare ad avere maggiore consapevolezza del proprio benessere.