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Formicolio alle mani e alla bocca: ansia o panico?

Formicolio alle mani e alla bocca: ansia o panico?
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
2.2.2026
Formicolio alle mani e alla bocca: ansia o panico?
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Durante un attacco di panico o un improvviso picco di ansia, il formicolio alle mani e alla bocca può essere un’esperienza molto intensa e destabilizzante..

Insieme a questa sensazione, possono comparire vertigini, tachicardia e la sensazione di soffocare. In questi momenti, può essere facile pensare che ci sia qualcosa di grave che non va nel nostro corpo.

Tuttavia, è importante sapere che, nella maggior parte dei casi, questi sintomi sono legati a un meccanismo fisiologico chiamato iperventilazione.

In questo articolo spiegheremo in modo semplice cosa succede al nostro corpo durante un attacco di panico e cosa possiamo fare nell’immediato per gestire il formicolio e le altre sensazioni spiacevoli.

Ivan S - Pexels

Formicolio e panico: cosa sta succedendo nel corpo

Durante un attacco di ansia o di panico, il nostro corpo si attiva come se dovesse affrontare un pericolo reale: è il meccanismo della “lotta o fuga”, pensato per farci reagire in fretta.

Il problema è che, quando non c’è un pericolo concreto, questa “allerta” può diventare eccessiva e tradursi in sintomi fisici molto intensi e spaventosi.

Per capire quanto questa reazione sia corporea (e non “solo nella testa”), alcuni studi hanno confrontato persone con disturbo di panico e persone senza disturbo, osservando cambiamenti fisiologici reali durante attacchi spontanei o indotti sperimentalmente, come alterazioni della respirazione e di altri parametri corporei (Gaffney et al., 1988). 

In modo simile, un altro studio ha coinvolto pazienti con disturbo di panico e controlli sani, somministrando in giorni diversi e in ordine casuale una sostanza (CCK-4) e un placebo (soluzione salina) per confrontarne gli effetti su sintomi ed esperienza soggettiva (Bradwejn et al., 1991).

In altre parole: anche senza un pericolo reale, il corpo può “accendersi” davvero, e questo spiega perché i sintomi possano sembrare così improvvisi e difficili da controllare.

Tra i sintomi più comuni troviamo:

  • respiro corto o senso di oppressione al petto
  • tachicardia o palpitazioni
  • vertigini o sensazione di svenimento
  • formicolio alle mani, ai piedi o intorno alla bocca (parestesie)
  • sudorazione eccessiva o brividi
  • tremori o agitazione motoria

Le cause

Questi episodi, che molte persone chiamano “attacchi di ansia”, possono essere scatenati da situazioni stressanti, da interpretazioni “catastrofiche” di segnali del corpo (per esempio per esempio leggere come pericolosi sintomi come formicolio o fiato corto) oppure dalla paura dell’ansia stessa.

Altre volte possono arrivare apparentemente senza preavviso. In pratica si crea un circolo vizioso: più ti spaventi, più l’ansia aumenta e i sintomi si intensificano.

Non a caso, anche in contesti sanitari si riconosce quanto lo stress possa influire sul corpo: nel 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato a Ginevra un manuale pensato per chi lavora con le vaccinazioni e per i professionisti della salute, con l’obiettivo di prevenire, riconoscere e gestire le risposte da stress che possono comparire dopo un’immunizzazione (World Health Organization, 2019)

Iperventilazione: significato e sintomi più comuni

L’iperventilazione è un fenomeno che si verifica quando respiriamo in modo più rapido e/o più ampio del necessario rispetto al reale bisogno del nostro corpo.

Questo squilibrio spesso innescato da ansia e stress, porta a un respiro “alto” nel petto, veloce e spesso poco efficiente. La tachipnea, cioè l’aumento della frequenza respiratoria, è un segnale tipico di questa condizione.

Ma cosa succede esattamente durante l’iperventilazione?

Il nostro corpo espelle troppa anidride carbonica (CO₂), causando un calo dei suoi livelli nel sangue (ipocapnia). La riduzione dei livelli di anidride carbonica nel sangue può provocare capogiri, confusione mentale e una sensazione di irrealtà.

I sintomi più comuni dell’iperventilazione includono:

  • fame d’aria o difficoltà a respirare profondamente
  • stordimento o vertigini
  • tremori o spasmi muscolari
  • palpitazioni o battito cardiaco accelerato
  • formicolio alle mani, ai piedi o intorno alla bocca

Riconoscere questi segnali è il primo passo per interrompere il circolo vizioso dell’ansia e ripristinare un respiro più calmo e regolare.

Perché compaiono formicolio, vertigini e rigidità

Le sensazioni di formicolio che possono comparire durante l’iperventilazione sono chiamate parestesie. Spesso si localizzano a livello di dita, labbra, bocca e viso.

Sono legate principalmente all’alcalosi respiratoria e a temporanei cambiamenti dell’equilibrio elettrolitico, in particolare del calcio ionizzato, oltre a fenomeni di vasocostrizione associati alla riduzione della CO₂.

Le stesse alterazioni possono causare vertigini e la sensazione di testa leggera, spesso accompagnate dalla paura di svenire.

Quando l’episodio di iperventilazione è molto intenso, si possono verificare anche rigidità delle mani, crampi o contrazioni involontarie (tetania). Si tratta di sintomi molto impressionanti, ma temporanei e reversibili.

Il circolo vizioso è chiaro: le sensazioni fisiche alimentano la paura di perdere il controllo o svenire, e questa paura intensifica i sintomi.

Importante sottolineare che formicolio dovuto all’iperventilazione non è un segnale di danno neurologico, ma una reazione fisiologica a un’alterazione temporanea dei livelli di anidride carbonica nel sangue. Una volta ristabilito l’equilibrio, le parestesie scompaiono.

Ansia o problema medico?

Il formicolio alle mani e alla bocca è un sintomo molto comune durante gli attacchi di panico. L’iperventilazione, cioè un respiro rapido e superficiale, è la causa più frequente di questa sensazione.

Tuttavia, è importante capire se il formicolio sia effettivamente legato all’ansia oppure se sia dovuto a un problema medico diverso.

Se il formicolio compare in un momento di forte paura — per esempio durante un attacco di panico — e ti accorgi che stai respirando molto velocemente o “a corto” (iperventilazione), è più probabile che sia legato all’ansia.

In questi casi, il formicolio tende a essere simmetrico, cioè coinvolge entrambe le mani o entrambi i lati della bocca, e può arrivare insieme ad altri segnali tipici del panico come battito accelerato (tachicardia), sudorazione e sensazione di svenimento.

Al contrario, se il formicolio è persistente, asimmetrico o si accompagna a debolezza muscolare, difficoltà nel parlare o confusione, è fondamentale rivolgersi subito a un medico, perché potrebbe trattarsi di un problema neurologico o cardiovascolare.

Se è la prima volta che sperimenti questi sintomi o se hai dubbi sulla loro origine, è sempre consigliabile una valutazione medica.

Non c’è nulla di cui vergognarsi: l’ansia è una risposta normale a situazioni di stress, ma è importante escludere altre cause e prendersi cura del proprio benessere.

Gestione della crisi: 5 passi

Quando arriva una crisi di iperventilazione, il primo passo è fermarsi e mettersi in sicurezza: se sei in piedi, siediti subito o appoggiati a qualcosa di stabile, così riduci il rischio di cadere se ti senti debole, confuso o se dovesse arrivare uno svenimento (anche legato all’ansia).

Il secondo passo è sciogliere le spalle e la mascella: spesso, durante un attacco di an115ia o di panico, tendiamo a irrigidire questi muscoli, alimentando la sensazione di disagio.

Il terzo passo è portare l’attenzione sull’espirazione: cerca di allungare il respiro, lasciando uscire l’aria lentamente. Può aiutarti a immaginare di soffiare su una candela senza spegnerla.

Il quarto passo consiste nell’usare due frasi-ancora per ridurre la catastrofizzazione: “Il mio corpo sta reagendo all’ansia, non è un pericolo reale” e “Ho già superato altre crisi, passerà anche questa”.

Il quinto passo, se possibile, è contattare una persona di fiducia: sentire la voce di qualcuno che conosci può aiutarti a ridurre l’allarme.

Ricorda: l’obiettivo non è scappare subito dalla situazione (a meno che non ci sia un pericolo reale), ma restare dove sei e gestire l’ansia.

L’evitamento, infatti, può rinforzare la paura e rendere più difficile affrontare situazioni simili in futuro.

Se ti stai chiedendo quale sia un rimedio immediato per un attacco di panico, puoi provare a mettere in pratica questi consigli.

Shvet Production - Pexels

Il potere della respirazione

Quando si è in preda a una crisi di iperventilazione, può essere utile concentrarsi su una respirazione lenta e controllata, con un’espirazione più lunga dell’inspirazione.

Questo aiuta a ristabilire l’equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica nel sangue, riducendo i sintomi fastidiosi.

Ecco tre strategie rapide che puoi provare:

  • Respirare con le labbra socchiuse: immagina di soffiare delicatamente su una candela senza spegnerla.
  • Contare i respiri: inspira per 2 secondi ed espira per 4, mantenendo un ritmo regolare.
  • Mettere una mano sull’addome: questo ti aiuterà a guidare il respiro verso il diaframma, rendendolo più profondo e meno superficiale.

Forse hai sentito parlare della tecnica del sacchetto di carta, che consiste nel respirare dentro un sacchetto per qualche minuto.

Questo metodo viene talvolta suggerito per aumentare la CO₂ inalata e contrastare l’iperventilazione. Tuttavia, è importante procedere con cautela e non utilizzare sacchetti di plastica; se non sei certo che si tratti di ansia, è meglio evitare questa tecnica: se non sei sicuro che la causa sia l’ansia, è meglio evitare.

Un’alternativa più sicura è formare una conca con le mani davanti alla bocca, oppure respirare lentamente da una sola narice.

Attenzione: un errore comune è cercare di fare respiri profondissimi, che possono paradossalmente far iperventilare ancora di più. L’obiettivo è un respiro calmo, regolare e non forzato.

Prevenire il circolo vizioso con esercizi e terapia

Quando il corpo reagisce con sintomi fisici intensi, come il formicolio o il respiro affannoso, può essere facile interpretare queste sensazioni come segnali di un pericolo reale.

Questo può innescare un circolo vizioso: l’ansia aumenta, il respiro si fa più rapido e i sintomi si intensificano. Uscire da questo loop richiede tempo e strategie mirate.

Ecco alcuni strumenti che puoi utilizzare nel medio-lungo periodo:

  • Respirazione diaframmatica quotidiana: praticarla ogni giorno aiuta a rendere il respiro più profondo e regolare.
  • Rilassamento muscolare progressivo: questa tecnica insegna a riconoscere e sciogliere le tensioni corporee.
  • Grounding: esercizi che ti ancorano al presente, utili quando il panico ti fa sentire “fuori dal corpo”.
  • Esposizione graduale alle sensazioni: affrontare poco a poco gli stimoli che scatenano l’ansia, in modo sicuro e guidato, riduce l’evitamento e la paura.

Anche lo stile di vita gioca un ruolo chiave: dormire a sufficienza, fare movimento regolare e limitare caffeina e alcol possono fare una grande differenza.

L’obiettivo non è eliminare del tutto l’ansia, ma imparare a gestirla affinché non limiti più la tua quotidianità.

Come la TCC aiuta a ridurre attacchi e iperventilazione

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è un approccio terapeutico strutturato che si concentra su come pensieri, emozioni e comportamenti interagiscono tra loro.

Nel caso degli attacchi di panico e dell’iperventilazione, la TCC interviene sulle interpretazioni catastrofiche delle sensazioni corporee (es. “sto morendo”, “svengo di sicuro”), sulle abitudini di controllo del respiro e sull’evitamento di situazioni temute.

L’obiettivo è aiutarti a riconoscere e modificare i pensieri che alimentano l’ansia, imparando a tollerare le sensazioni fisiche senza spaventarti.

Tra le tecniche più utilizzate ci sono la psicoeducazione (comprendere cosa succede durante il panico), l’esposizione interocettiva (affrontare gradualmente le sensazioni temute), il training respiratorio e la mindfulness come supporto per aumentare la consapevolezza.

Se gli episodi sono frequenti, limitano la tua vita o vivi nella costante paura della prossima crisi, è il momento giusto per chiedere aiuto a un professionista.

Ricominciare da sé

Affrontare il formicolio alle mani e alla bocca, le vertigini e la fame d’aria può sembrare una sfida enorme, ma con gli strumenti giusti è possibile tornare a vivere con maggiore serenità.

Capire il meccanismo che scatena questi sintomi, imparare esercizi mirati e, se necessario, intraprendere un percorso terapeutico può fare una grande differenza.

Se l’ansia sta occupando troppo spazio nella tua vita, non esitare a chiedere aiuto: un percorso di supporto psicologico può aiutarti a recuperare fiducia nel tuo corpo e a ritrovare la libertà di muoverti nel quotidiano.

Il cambiamento richiede tempo e continuità, ma anche piccoli passi possono ridurre in modo significativo l’impatto dell’ansia sulla quotidianità.

Se senti il bisogno di un supporto professionale, puoi valutare l’idea di iniziare un percorso psicologico online con Unobravo.

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