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Crescita personale
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minuti di lettura

La Sindrome dell'Ape Regina

La Sindrome dell'Ape Regina
Monica Margiotta
Psicologa ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
17.1.2026
La Sindrome dell'Ape Regina
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La sindrome dell’ape regina è un fenomeno complesso che può manifestarsi in diverse sfere della vita, come il lavoro, la famiglia o lo sport, e che ha un impatto significativo sulle relazioni tra le donne. Si tratta di un comportamento che vede alcune donne assumere atteggiamenti competitivi o ostili nei confronti delle altre, in particolare nei contesti in cui si trovano a condividere posizioni di potere o di responsabilità.

Nonostante il crescente riconoscimento della solidarietà femminile come strumento per combattere il sessismo, la rivalità tra donne è ancora un tema che suscita dibattito. Il presente articolo esplorerà le dinamiche alla base della sindrome dell’ape regina, definendola dal punto di vista psicologico, analizzando le cause soggettive e sociali, e riflettendo sul modo in cui la cooperazione tra donne possa essere l’antidoto a tale conflittualità.

Daejeung - Pexels

Cos’è la sindrome dell’ape regina

Con il termine sindrome dell’ape regina si intende l’attuazione di un comportamento competitivo, a volte ostile, da parte di alcune donne nei confronti di altre, in modo principale all’interno dei contesti in cui può esserci la condivisione o il contendersi determinate posizioni o ruoli di potere.

Tale atteggiamento può emergere in diverse tipologie di ambiti, come:

Sul lavoro: una manager potrebbe ostacolare le colleghe donne con l’obiettivo di mantenere il controllo o preservare la propria posizione di leadership.

Nello sport: un’atleta potrebbe attuare il tentativo di sminuire le compagne di squadra al fine di emergere come la più talentuosa.

In famiglia: in alcuni sistemi familiari è possibile osservare la presenza di dinamiche di conflittualità tra madre e figlia, con competizioni implicite correlate a ruoli generazionali o al riconoscimento sociale.

Uno studio condotto da Derks, Van Laar e Ellemers (2016) pubblicato su Psychological Science evidenzia come la sindrome dell’ape regina non costituisca un comportamento innato, bensì il risultato di contesti al cui interno le donne sono costrette a competere per risorse limitate, come posizioni di prestigio o riconoscimento sociale.

A tal riguardo, infatti, spesso accade che la rivalità tra donne risulti alimentata da stereotipi e dinamiche sessiste che portano le donne ad entrare in competizione con il genere femminile, rispetto ad attuare una collaborazione per arrivare ad un obiettivo comune.

Tale comportamento risulta essere particolarmente evidente all’interno di quei settori che tradizionalmente sono dominati dagli uomini, dove le donne possono incontrare il rischio di sentirsi isolate o di percepire le altre presenze femminili come minacce alla loro carriera. Ad ogni modo, è fondamentale sottolineare quanto il fenomeno non vada ad interessare solo la sfera lavorativa: infatti, la gelosia e il confronto continuo, amplificati anche dai social media, costituiscono altri fattori che contribuiscono a creare tensioni tra le donne.

La sindrome dell’ape regina in psicologia

Dal punto di vista psicologico, la sindrome dell’ape regina non rappresenta una vera e propria sindrome clinica, bensì un insieme di atteggiamenti e comportamenti che riflettono la presenza di difficoltà nelle relazioni interpersonali.

Le donne che manifestano questa sindrome tendono a presentare alcune caratteristiche ricorrenti, come:

Ambizione estrema: un forte desiderio di emergere e mantenere il controllo.

Insicurezza: nonostante l’apparente sicurezza, molte donne temono di essere superate o sostituite nella loro posizione.

Bisogno di approvazione: il riconoscimento da parte degli altri risulta di fondamentale importanza per il loro senso di autostima.

Comportamenti manipolatori: per raggiungere i propri obiettivi, alcune donne possono utilizzare strategie volte a minare le altre.

Tali atteggiamenti possono essere il risultato di una combinazione tra la personalità individuale e le pressioni esterne, come la competizione per il potere all’interno di ambienti lavorativi altamente stressanti.

Le cause della sindrome dell’ape regina (sia soggettive che sociali)

A livello individuale, la sindrome dell’ape regina può essere legata ad insicurezze personali, in quanto chi vive il successo come fragile o temporaneo - o, in alcuni casi, come non meritato - tende a vedere le altre donne come minacce, così come essere correlata ad esperienze passate, come nei casi in cui donne che hanno subito discriminazioni o esclusioni possono avere la tendenza a sviluppare un atteggiamento difensivo, nel tentativo di proteggere la propria posizione.

Dal punto di vista sociale, le cause principali possono includere:

Sessismo sistemico: il contesto culturale porta ad enfatizzare la competizione tra donne, limitando allo stesso tempo il numero di ruoli di leadership disponibili.

Aspettative di genere: le donne spesso sono spinte a conformarsi a dei modelli che tendono a promuovere la rivalità piuttosto che la collaborazione tra gli individui.

Media e cultura popolare: la narrazione di conflitti tra donne, come la “villain” nei reality show o la rivale in amore nei film, porta ad un rafforzamento dell’idea che le donne debbano entrare in competizione tra loro.

August De rechelieur - Pexels

Studi sulla sindrome dell'ape regina

Ad ogni modo, alcuni studi hanno indagato la correlazione tra la sindrome dell’ape regina e gli stili di leadership: ad esempio, un’indagine di Sterk e colleghi (2018) ha fatto emergere come il comportamento dell’ape regina da parte di donne in posizioni senior possa perpetuare le disuguaglianze di genere; allo stesso tempo, è stato sottolineato che sebbene le donne in posizioni junior possano non percepire questi comportamenti come negativi, ne subiscono comunque gli effetti deleteri sulla loro carriera.

Si deve dunque tenere presente come gli effetti dell'ape regina sul posto di lavoro possano derivare dalle diverse modalità che possono avere le donne per stabilire relazioni a causa del loro genere e dagli stereotipi sessisti associati alla leadership femminile (Ellemers et al., 2012).

In ambienti con poche leader di genere femminile, le donne in posizioni di vertice hanno il peso di rappresentare tutte le donne e possono adottare tratti maschili (ad esempio, dominanza e durezza) per adattarsi meglio ai loro coetanei maschi; infatti, meno le donne si sentono controllate, più promuovono altre donne (Salles e Choo, 2020). 

Come si caratterizza la sindrome dell’ape regina

Le donne che manifestano la sindrome dell’ape regina possono adottare una serie di comportamenti tipici nei confronti delle altre persone, spesso con effetti negativi sul clima sociale o lavorativo.

Tra questi atteggiamenti è possibile trovare critiche velate, volte a sminuire il lavoro delle altre donne attraverso osservazioni sottili, ma denigratorie; un’esclusione deliberata, ovvero il mancato coinvolgimento di colleghe in progetti o nell’assunzione di decisioni importanti; una competizione esasperata, con un’enfasi sui propri successi e una minimizzazione parallela di quelli altrui; la manipolazione, con l’obiettivo di creare divisioni all’interno del gruppo al fine di mantenere il controllo.

Ad esempio, all’interno di un contesto lavorativo, una manager con atteggiamenti da “ape regina” potrebbe assegnare incarichi meno prestigiosi alle colleghe, ostacolando in questo modo la loro crescita professionale.

Ad oggi esistono diverse misure scientifiche per valutare la sindrome dell’ape regina, anche se il fenomeno viene spesso analizzato in modo indiretto attraverso variabili psicologiche e comportamentali. I metodi principali includono strumenti di valutazione psicologica, come questionari sul clima organizzativo (es. Gender Climate Scale, la quale analizza il comportamento di esclusione da parte di leader di genere femminile), volti a misurare le percezioni di supporto e competizione sul posto di lavoro, includendo domande che valutano atteggiamenti delle donne leader verso altre donne. È possibile poi utilizzare degli indicatori diretti, come le valutazioni delle percezioni subordinate, ovvero attraverso sondaggi si chiedono opinioni sui comportamenti delle donne leader, o l’analisi delle disparità di carriera, con studi longitudinali che verificano se donne sotto la guida di altre donne avanzano meno rispetto a chi lavora con uomini leader

La solidarietà femminile: il contrario dell’ape regina

La solidarietà femminile costituisce l’antidoto naturale alla rivalità tra donne e, conseguentemente, alla sindrome dell’ape regina; cooperare, piuttosto che competere, permette il superamento del sessismo e la creazione di un ambiente maggiormente inclusivo e positivo.

Per promuovere la solidarietà femminile risulta utile la creazione di  reti di donne che si sostengono e si aiutano a crescere, soprattutto in contesti professionali, attraverso mentorship e supporto reciproco. Allo stesso tempo è importante anche quella che è la condivisione delle esperienze: raccontare le proprie difficoltà aiuta infatti a creare empatia e a ridurre i conflitti. Infine, è fondamentale il riconoscimento dei successi altrui: celebrare i traguardi delle altre donne invece di vederli come una minaccia.

Uno studio condotto da Ely e Meyerson (2010) ha posto in evidenza come le organizzazioni che promuovono in modo attivo la solidarietà femminile ottengono come riscontro tangibile un aumento dei dati inerenti il benessere dei dipendenti e della produttività complessiva.

Unobravo può aiutarti

La sindrome dell’ape regina rappresenta un fenomeno complesso che riflette sia la presenza di difficoltà individuali sia di pressioni sociali nell’ambiente interessato. Il riconoscimento di tale sindrome è il primo passo per affrontarla, sia a livello personale sia collettivo; oltre a questo però, la promozione della solidarietà femminile risulta essenziale per combattere il conflitto tra donne e per la costruzione di relazioni che siano più sane e produttive. Se ti sei riconosciuta in questo articolo e vorresti lavorare su te stessa, compila il questionario e inizia a prenderti cura di te davvero.

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