La dipendenza dal gioco d’azzardo può avere un impatto rilevante all’interno di una relazione di coppia.
Può generare un senso di ambivalenza emotiva: da un lato la speranza che le cose possano migliorare, dall’altro la paura che la situazione possa peggiorare.
Se sei il partner di una persona che soffre di dipendenza dal gioco d’azzardo, potresti sentirti confuso, stanco, in uno stato di allerta costante.
Potresti aver tentato di prendere il controllo della situazione, ma senza successo.
Questo articolo si propone di aiutarti a comprendere l’impatto sulla coppia del gioco d’azzardo e a capire come gestire la situazione senza rimanere da soli.
Ricorda che i contenuti che troverai sono a scopo informativo e non sostituiscono una diagnosi o un intervento professionale.

Ludopatia: significato
Il termine “ludopatico” viene spesso utilizzato per indicare una persona che ha sviluppato una dipendenza dal gioco d’azzardo.
Ma cosa significa davvero?
Con il termine “ludopatia” nel linguaggio comune, si indica quello che nella terminologia clinica del DSM-5-TR è definito disturbo da gioco d’azzardo. : Si tratta di un disturbo con caratteristiche di dipendenza in cui il gioco smette di essere un passatempo e diventa un comportamento difficile da controllare, che può prendere spazio e priorità nella vita della persona.
La differenza tra un giocatore occasionale e una persona con disturbo da gioco d’azzardo non sta tanto in “quanto spesso” si gioca, ma nella perdita di controllo e nel fatto che il gioco diventa una priorità e finisce per pesare su relazioni, lavoro e soldi.
È importante ricordare che esiste anche una fascia intermedia di rischio: secondo stime derivate da studi epidemiologici su popolazione adulta circa l’8,7% degli adulti rientra nel cosiddetto gioco a rischio, un livello meno grave del gioco problematico ma comunque legato a possibili conseguenze negative (Tran et al., 2024).
Non si tratta di una questione di forza di volontà: la dipendenza si autoalimenta attraverso meccanismi psicologici complessi, come la ricerca del brivido o il bisogno di compensare le perdite.
Una persona con dipendenza da gioco d’azzardo può amare profondamente, ma il gioco può sostituirsi alla relazione, modificando i comportamenti e le priorità.
Perché chi gioca non riesce a smettere
La dipendenza dal gioco d’azzardo si alimenta attraverso un ciclo emozionale complesso.
La tensione interna, l’ansia o la noia spingono a cercare nel gioco un sollievo immediato, un brivido di euforia che però dura poco.
Subito dopo arrivano la colpa e la vergogna, che a loro volta possono riattivare il bisogno di giocare per ridurre temporaneamente la sofferenza emotiva.
A volte il gioco diventa una fuga da emozioni più profonde: depressione, senso di vuoto, sensazione di fallimento.
Altri fattori possono aumentare il rischio di sviluppare una dipendenza dal gioco: per esempio l’impulsività (fare scelte rapide senza pensare alle conseguenze), periodi di forte stress, alcune fragilità psicologiche pregresse e, oggi più che mai, la facilità di accesso al gioco online.
A tal proposito, una Commissione pubblicata su The Lancet Public Health sottolinea che la diffusione di smartphone e tecnologie digitali ha reso il gioco d’azzardo molto più disponibile, con giochi “in tasca” potenzialmente 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e ha trasformato prodotti tradizionali (come slot e giochi da casinò) in versioni online (Wardle et al., 2024).
Il desiderio intenso e difficile da controllare di giocare (un’esperienza frequente, anche se non è uno dei criteri diagnostici centrali del DSM-5-TR), è alimentato dalla ricerca di eccitazione e dal meccanismo dell’“inseguire le perdite” (chasing): dopo aver perso, la persona si convince di poter recuperare tutto con la prossima giocata.
Per queste ragioni, chi soffre di dipendenza da gioco d’azzardo fatica a smettere di giocare, anche quando è consapevole delle conseguenze negative.
Sintomi della ludopatia e segnali d'allarme
La ludopatia può manifestarsi attraverso segnali riconoscibili, ma è importante ricordare che la lettura dei sintomi non sostituisce una valutazione clinica.
Ecco alcuni segnali comportamentali, psicologici e fisici che possono indicare la presenza di una dipendenza dal gioco d’azzardo:
- Comportamentali: aumento del tempo o del denaro dedicato al gioco (ad esempio sentire il bisogno di puntare somme sempre più alte), irritabilità o irrequietezza soprattutto quando si prova a ridurre o smettere, promesse non mantenute di smettere, preoccupazione costante per il gioco, difficoltà a fermarsi, ricadute dopo tentativi di smettere.
- Psicologici: ansia, agitazione, senso di colpa, sbalzi d’umore, isolamento sociale.
- Fisici: insonnia, mal di testa, tensione muscolare, disturbi gastrointestinali. Sebbene spesso vengano chiamati “sintomi fisici della ludopatia”, in genere si tratta di manifestazioni fisiche legate allo stress, all’ansia e alle conseguenze del comportamento di gioco, più che di segni “specifici” del disturbo in sé.
Oltre a questi segnali, ci sono alcuni indizi pratici che possono far sospettare la presenza di una dipendenza dal gioco d’azzardo: prelievi o bonifici insoliti, conti bancari nascosti, notifiche o app di scommesse sul telefono, assenze ingiustificate o intervalli di tempo non spiegati.
Non è un sospetto raro, soprattutto con il gioco online: una grande analisi che ha messo insieme i risultati di molte indagini su campioni rappresentativi di adulti (raccolte tra il 2010 e il 2024) ha rilevato che, tra chi gioca con casinò online o slot online, circa 1 persona su 6 (15,8%) rientra nel cosiddetto “gioco problematico”, cioè un modo di giocare che tende a sfuggire di mano e a creare conseguenze nella vita quotidiana (Tran et al., 2024).
Bugie, segreti e difficoltà economiche
La dipendenza dal gioco d’azzardo può portare a mentire, anche alle persone più care.
La vergogna, la paura di perdere la relazione o il desiderio di proteggere il gioco possono spingere a nascondere la verità.
Questo crea una frattura nella fiducia, innescando una spirale di controllo: potresti ritrovarti a controllare il telefono o gli estratti conto, alla ricerca di indizi.
I rischi economici sono concreti: debiti, prestiti, richieste di denaro, coinvolgimento di familiari e figli. Affrontare la questione richiede coraggio e lucidità.
È importante partire da fatti concreti (date, importi, episodi), mantenere un tono fermo, fare domande chiare e richiedere trasparenza.
Ricostruire la fiducia non si basa su promesse, ma su azioni verificabili e sull’avvio di un percorso di cura.
Ludopatia e sessualità: quando l'intimità cambia
La dipendenza dal gioco d’azzardo può entrare nella coppia come un fattore interferente nella relazione, minando la complicità e l’intimità.
Il legame può cambiare: la persona può apparire distante, distratta, irritabile, preoccupata, emotivamente assente.
La vergogna può portare a evitare il sesso, oppure a viverlo come una forma di “riparazione” dopo litigi o bugie.
In altri casi, il sesso può diventare una compensazione dello stress legato al gioco.
La sessualità può diventare un ambito relazionale delicato e complesso, in cui è difficile parlare per paura di sentirsi rifiutati o giudicati.
Se ti riconosci in queste dinamiche, chiedere aiuto è un atto di coraggio che può proteggere il legame.
Ludopatia e sessualità possono sembrare mondi distanti, ma nella realtà quotidiana possono intrecciarsi in modo doloroso.
Relazioni e ludopatia: emozioni e salute mentale
Vivere accanto a una persona con dipendenza da gioco d’azzardo può essere un’esperienza emotivamente complessa.
Rabbia, paura, tristezza, risentimento, impotenza e solitudine possono diventare esperienze emotive ricorrenti.
L’incertezza costante riguardo al denaro, al futuro e alla sicurezza familiare può generare iper-vigilanza ovvero la sensazione di dover restare sempre “in guardia” e stress cronico.
Nel lungo periodo, questa situazione può portare a difficoltà a rilassarsi, pensieri intrusivi e impatti negativi su sonno, lavoro e vita sociale.
Ansia e depressione possono emergere come reazioni frequenti di fronte a bugie ripetute, instabilità economica e tradimento della fiducia.
Anche l’autostima può vacillare: sentirsi “non abbastanza”, colpevolizzarsi o provare vergogna con amici e familiari sono reazioni comuni.
Alcuni segnali possono indicare la necessità di chiedere aiuto: attacchi di panico, insonnia persistente, isolamento sociale e pensieri cupi.
In questi casi, è fondamentale non ignorare il proprio malessere e cercare supporto.
Strategie di primo contenimento possono includere:
- costruire una rete di sostegno con amici e familiari;
- ritagliarsi spazi personali per ricaricarsi;
- stabilire limiti chiari all’interno della relazione;
- valutare una consulenza psicologica.
Ricorda: stare male in questa situazione è comprensibile e merita attenzione.
Anche il partner di una persona con dipendenza dal gioco d’azzardo ha diritto a cura e supporto.

Come comportarsi con un partner che gioca
Il sospetto che il proprio partner abbia una dipendenza dal gioco d’azzardo può essere destabilizzante.
Non è il singolo episodio a consentire una valutazione diagnostica, ma la ripetizione di segnali come ricadute, il mettere il gioco al primo posto, chiedere soldi o mentire su tempo e spese.
In queste situazioni la comunicazione può diventare complicata.
Può essere utile scegliere un momento di calma e parlare in prima persona (“io mi sento…”, “io ho bisogno di…”), evitando accuse e umiliazioni, per provare a costruire un dialogo più sicuro e concreto.
Al contrario, fare minacce che poi non si riescono a mantenere, controllare di nascosto o coprire le conseguenze del gioco (ad esempio pagando debiti e “salvando” continuamente la situazione) rischia di peggiorare il problema. la dipendenza da gioco d’azzardo è associata a un aumento significativo del rischio suicidario, rendendo fondamentale una valutazione attenta della sicurezza significativamente più elevato rispetto alla popolazione generale adulta
Per questo, se emergono aggressività, violenza, minacce o pensieri di farsi del male, la priorità è la sicurezza: chiedere aiuto subito (a familiari, servizi territoriali o professionisti) non è “esagerare”, ma proteggere sé stessi e la persona che si ama.
Aiutare senza "coprire": confini e responsabilità
Quando si ha a che fare con un partner con una dipendenza dal gioco d’azzardo, è importante non alimentare la dipendenza.
Può essere utile fissare confini chiari rispetto al denaro.
Ad esempio, si possono tenere i conti separati, stabilire un budget, bloccare l’accesso alle carte di credito, evitare prestiti non giustificati e concordare un regime di trasparenza.
La priorità deve essere la protezione della famiglia, degli affetti, della casa e dei figli.
Il sostegno al partner può prevedere un accompagnamento verso la cura, ma le conseguenze devono essere reali e attuabili.
Nel caso in cui la persona con una dipendenza sia un figlio, il dialogo e la riduzione dello stigma sono fondamentali.
Ludopatia: cura e percorsi per uscirne (anche in coppia)
Uscire dalla dipendenza dal gioco d’azzardo è un percorso complesso, in cui la forza di volontà non basta.
La dipendenza è sostenuta da meccanismi di rinforzo molto potenti e la persona può ricadere di fronte a stress o fattori scatenanti.
I pilastri del cambiamento sono tre: la motivazione, la gestione dei fattori scatenanti (app, luoghi, emozioni) e la prevenzione delle ricadute con strategie concrete.
La psicoterapia, soprattutto l’approccio cognitivo-comportamentale, lavora sui pensieri distorti (es. “recupero le perdite”) e sulla gestione dell’impulso.
In Italia esistono risorse pubbliche (SerD (Servizi per le Dipendenze)), gruppi di auto-aiuto (Giocatori Anonimi) e supporto per familiari (Gam-Anon).
I segnali di un cambiamento reale sono la continuità nel percorso e l’assunzione di responsabilità per riparare i danni causati dalla dipendenza.
Terapia individuale, SerD e terapia di coppia: cosa sapere
La terapia individuale per la dipendenza da gioco d’azzardo è un percorso di consapevolezza e cambiamento: aiuta la persona a riconoscere cosa accende l’impulso a giocare (per esempio stress, solitudine, noia o disponibilità di denaro), a dare un nome alle emozioni che alimentano il circolo vizioso e a costruire strategie pratiche per prevenire le ricadute, assumendosi anche la responsabilità delle conseguenze del gioco.
In questo lavoro è importante non trascurare la sicurezza: dato l’aumento del rischio di mortalità per suicidio osservato nelle persone con disturbo da gioco d’azzardo, è raccomandato che nei contesti clinici si faccia routinariamente uno screening del rischio suicidario (Kristensen et al., 2025).
I SerD rappresentano un punto di accesso pubblico e multidisciplinare mentre la terapia di coppia è indicata quando la persona con dipendenza è in trattamento e c’è un minimo di trasparenza.
Non è sufficiente, e può essere controproducente, in presenza di negazione attiva, bugie, manipolazione o violenza.
Gli obiettivi realistici sono: migliorare la comunicazione, definire confini chiari, gestire le finanze, ricostruire la fiducia.
Anche il partner può aver bisogno di uno spazio clinico dedicato per elaborare lo stress relazionale e prendere decisioni consapevoli.
Se ti stai chiedendo come uscire dalla ludopatia, ricorda che la terapia è uno spazio sicuro in cui non sarai giudicato.
Un nuovo inizio per te
La relazione con una persona con una dipendenza da gioco d’azzardo può portare a sentirsi bloccati, senza vie d’uscita.
In realtà, è importante ricordare che esistono possibilità di cambiamento.
Scegliere di restare, allontanarsi o prendersi una pausa non è egoismo, ma un atto di cura verso se stessi.
La sicurezza personale e dei figli è prioritaria, soprattutto in presenza di aggressività.
Un minimo di pianificazione legale e finanziaria può fare la differenza, così come il supporto di una rete di persone fidate.
Esistono testimonianze di donne che hanno lasciato un marito con dipendenza dal gioco d’azzardo, trovando una nuova stabilità.
Non devi reggere tutto da sola o da solo: con Unobravo, cercare un supporto psicologico individuale o di coppia può essere il primo passo per riprendere in mano la tua vita.

