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Salute mentale
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Obiettivi terapeutici: la bussola della psicoterapia

Obiettivi terapeutici: la bussola della psicoterapia
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
17.2.2026
Obiettivi terapeutici: la bussola della psicoterapia
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Quando si sta male, è naturale cercare una direzione concreta: un obiettivo che ci aiuti a orientarci nel mare della sofferenza. In questo senso, la psicoterapia è uno spazio in cui, insieme al terapeuta, si può imparare a capire cosa succede e a cambiare ciò che alimenta e mantiene il disagio.

È comprensibile aspettarsi un sollievo immediato, desiderare che il dolore scompaia come per magia.Tuttavia, la terapia può aiutare a costruire un cambiamento profondo e duraturo, che richiede tempo e impegno.In questo viaggio, gli obiettivi terapeutici rappresentano la bussola che guida il lavoro in seduta, aiutando a mantenere la rotta anche quando il percorso si fa difficile.

Psicoterapia: come funziona il percorso terapeutico

La psicoterapia è un percorso di esplorazione e cambiamento, in cui una persona e un terapeuta lavorano insieme per comprendere e affrontare il disagio psicologico.

Nelle prime sedute si costruisce la relazione e si raccolgono informazioni rilevanti per comprendere il problema e definire una direzione condivisa.La relazione terapeutica è caratterizzata dalla collaborazione: terapeuta e persona in terapia sono nella stessa squadra, con un obiettivo comune.Il terapeuta non è un giudice né un genitore, ma un alleato che offre strumenti e prospettive utili per il cambiamento.

Ogni percorso terapeutico è unico, perché si adatta alle caratteristiche della persona e al suo contesto.Non esiste una terapia migliore in assoluto per tutti: per alcuni disturbi o difficoltà ci sono approcci che, secondo le evidenze scientifiche, risultano più indicati.

Insieme al terapeuta si valuta cosa possa essere più adatto a te in un determinato momento della vita.La psicoterapia è un viaggio di scoperta e trasformazione, in cui la persona è protagonista attiva del proprio cambiamento, sostenuta da una relazione di fiducia e rispetto.

Valentinantonucci - Pexels

Obiettivi terapeutici: perché fanno la differenza

Gli obiettivi terapeutici sono direzioni concrete che orientano il lavoro in seduta e tra una seduta e l’altra.In psicoterapia, un obiettivo può essere la riduzione della sofferenza, la comprensione di schemi ricorrenti, la capacità di fare scelte più funzionali o il miglioramento delle relazioni.Avere obiettivi chiari fa la differenza, perché fornisce chiarezza, motivazione e un senso di controllo.

Nelle prime fasi della terapia, si definiscono  bisogni, difficoltà e priorità, trasformando un problema generico in un obiettivo concreto e osservabile.Per esempio, “sto male” può diventare “voglio tornare a sentirmi sereno nelle relazioni sociali”.

In alcune terapie, come l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), gli obiettivi sono orientati ai valori: si lavora su che tipo di vita si vuole costruire e su cosa conta davvero, anche in presenza di emozioni difficili.

Il terapeuta non risolve i problemi al posto della persona, ma aiuta a comprendere cosa la blocca e come procedere.Avere degli obiettivi non significa riuscire sempre: difficoltà e ricadute fanno parte del percorso e non lo invalidano.

Dal sollievo dai sintomi al cambiamento profondo

Il percorso terapeutico può prevedere obiettivi a breve termine, come la gestione di sintomi specifici (ansia, insonnia, evitamento), ma anche obiettivi a medio-lungo termine, come l’acquisizione di autonomia, la modifica di schemi disfunzionali e la crescita personale.

Insieme al terapeuta, è possibile costruire un vero e proprio contratto terapeutico: un accordo su mete e tempi del percorso, che può essere rinegoziato in base all’evoluzione della situazione.

L’obiettivo della terapia non è solo il sollievo dai sintomi: spesso include anche il recupero di uno spazio di crescita e sviluppo personale, compatibilmente con i bisogni e le priorità della persona in quel momento.

Immagina la psicoterapia come un viaggio: all’inizio, si cerca riparo dalla tempesta, ma col tempo si può imparare a navigare con più sicurezza, riscoprendo la voglia di esplorare nuove rotte.

Come capire se un obiettivo è realistico e raggiungibile

Capire se un obiettivo terapeutico è realistico e raggiungibile è fondamentale per costruire un percorso efficace e sostenibile.Ci sono alcuni segnali che possono indicare che l’obiettivo è troppo grande o poco definito:

  • è formulato in modo tutto o niente (es. “non voglio più provare ansia”),
  • è guidato dal perfezionismo (es. “devo essere sempre felice e performante”),
  • prevede tempi irrealistici (es. “in un mese devo cambiare tutta la mia vita”).

In questi casi, è importante riformulare l’obiettivo insieme al terapeuta in modo più fattibile. Suddividerlo in passi più piccoli, definire tempi sostenibili e valutare le risorse su cui puoi contare.

Un altro aspetto chiave è distinguere tra obiettivi di risultato (es. “non provare mai ansia”) e obiettivi di processo (es. “imparare a gestire l’ansia quando arriva”). I primi sono spesso irrealistici e fuori dal nostro controllo, mentre i secondi sono più concreti e orientati all’apprendimento di nuove competenze. Ricorda: la terapia non è un esame da superare, ma un viaggio di esplorazione e crescita.

Non esiste il “fallimento” come giudizio sulla persona: se un obiettivo si rivela troppo difficile o poco centrato, è un’informazione utile per aggiustare la rotta insieme al terapeuta.

Hasanalbari - Pexels

Esempi di obiettivi per ansia e attacchi di panico

Durante un percorso di terapia per ansia e attacchi di panico, è possibile lavorare su obiettivi specifici e concreti. Ecco alcuni esempi:

  • Ridurre gli evitamenti e i comportamenti di controllo che mantengono l’ansia.
  • Imparare e praticare strategie di regolazione (respiro, grounding).
  • Gestire le sensazioni fisiche senza spaventarsi
  • Tornare gradualmente alle situazioni temute attraverso l’esposizione graduale, con supporto.

L’obiettivo realistico non è cancellare ogni paura, ma recuperare libertà e sicurezza.

Esempi di obiettivi per depressione e bassa autostima

In un percorso di psicoterapia per la depressione e la bassa autostima, gli obiettivi possono riguardare diversi ambiti.Eccone alcuni:

  • Riattivazione: recuperare una routine che favorisca energia, sonno e cura di sé, attraverso piccoli passi.
  • Dialogo interno: imparare a riconoscere e modificare i pensieri autosvalutanti, l’autocritica eccessiva, la vergogna e il senso di colpa, trasformando il giudizio in comprensione.
  • Autoefficacia: notare i progressi, anche piccoli, imparando a definire i propri confini e a fare scelte coerenti con i propri valori.
  • Relazioni: imparare a chiedere aiuto, comunicare i propri bisogni e ridurre l’isolamento sociale.

Questi obiettivi sono solo esempi e possono essere adattati alle tue esigenze specifiche. L’importante è che siano concreti, misurabili e realistici, così da guidare davvero il percorso verso un cambiamento significativo. Definire bene cosa vuoi cambiare, come te ne accorgi e in quali tempi rende gli obiettivi più chiari e il percorso più orientato ai risultati.

Se ti senti bloccato: obiettivi per sbloccarsi emotivamente

A volte ci si sente bloccati, come se le emozioni fossero congelate o confuse. Si può rimuginare continuamente o evitare situazioni che fanno stare male.In questi casi, un obiettivo importante è imparare a riconoscere le emozioni, i bisogni e i segnali del corpo.

Ci possono essere pensieri ricorrenti e convinzioni limitanti, come la paura di non essere abbastanza o di non farcela. Affrontarli richiede coraggio e pazienza, ma è possibile.

Le pratiche di mindfulness, come quelle proposte nell’ACT, possono essere un allenamento prezioso tra una seduta e l’altra.Aiutano a restare presenti e a osservare i propri stati interni con gentilezza.

Obiettivi che aiutano nelle relazioni con partner e famiglia

Nelle relazioni intime, come quelle con il partner o con la famiglia, la terapia può aiutarti a raggiungere obiettivi importanti, tra cui:

  • Migliorare la comunicazione: imparare a parlare dei tuoi bisogni senza accusare, ad ascoltare l’altro e a negoziare.
  • Imparare a stabilire confini sani: dire “no” senza sentirti egoista, proteggerti senza chiuderti.
  • Riconoscere schemi ricorrenti: individuare e comprendere dinamiche che si ripetono, come gelosia, dipendenza, paura dell’abbandono e conflitti.
  • Costruire sicurezza emotiva: creare relazioni basate su fiducia, rispetto e sulla capacità di gestire le discussioni in modo costruttivo.

Questi obiettivi possono trasformare il modo in cui vivi le tue relazioni, rendendole più autentiche e soddisfacenti.

Strategie pratiche e come misurare i progressi

Lavorare sugli obiettivi terapeutici è un processo che può includere anche strategie quotidiane.Tra una seduta e l’altra, infatti, può essere utile tenere un diario di emozioni e pensieri , oppure sperimentare nuove modalità di comportamento nella vita di tutti i giorni.

Questi strumenti aiutano a monitorare i progressi in modo concreto: per esempio, uno studio su 189 persone ha mostrato che usare un diario di fine giornata sullo smartphone per alcune settimane porta spesso a una compilazione costante, con un’aderenza media pari a circa l’88% dei giorni previsti..nche i questionari online risultavano compilati con una regolarità superiore al 99%, segno che strumenti semplici possono rendere più facile “tenere il filo” del percorso (Weerts et al., 2020).

Può essere utile ricordare, però, che non sempre è questione di forza di volontà: livelli più alti di ansia possono rendere più difficile restare costanti nel monitoraggio (Weerts et al., 2020).Per questo, può essere importante concordare con il/la terapeuta indicatori semplici come:

  • l’intensità dei sintomi,
  • la frequenza dei comportamenti di evitamento,
  • la qualità del sonno,
  • il senso di benessere nelle relazioni.

È importante ricordare che i progressi non sono sempre lineari: possono esserci ricadute, e questo non cancella il lavoro fatto.Anche gli obiettivi, e il modo in cui li monitori, possono cambiare nel tempo: non perché “stai fallendo”, ma perché cambiano i tuoi bisogni, le tue energie e le tue priorità.

Non a caso, alcune ricerche mostrano che, andando avanti, diventa più difficile mantenere con costanza certe abitudini di monitoraggio: per esempio, l’aderenza a un diario compilato ogni giorno tende a diminuire in modo significativo con il passare delle settimane (Weerts et al., 2020).

Se senti che qualcosa è cambiato dentro di te o che alcune mete non ti risuonano più, è il momento di rivederle insieme al tuo terapeuta: questa ridefinizione degli obiettivi è parte integrante della terapia e può rendere il percorso ancora più adatto a te, qui e ora.

Un passo alla volta, verso la vita che vuoi

A volte, quando si definiscono degli obiettivi, può emergere la paura di non riuscire a raggiungerli.

“E se non ci riesco?” è una domanda che può bloccare, ma è importante ricordare che la terapia non è un esame e che gli obiettivi non sono un metro di giudizio, ma una bussola che orienta il cammino.

Proprio come in un viaggio, la direzione è più importante della velocità e ogni passo conta, anche se piccolo. La continuità e la gentilezza verso il proprio ritmo sono fondamentali.

Se senti che è arrivato il momento di chiedere supporto, ricorda che puoi iniziare o riprendere un percorso di psicoterapia con Unobravo.

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