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Salute mentale
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Psicologo al consultorio: come accedere gratis o quasi

Psicologo al consultorio: come accedere gratis o quasi
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
14.4.2026
Psicologo al consultorio: come accedere gratis o quasi
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Ti è mai capitato di sentirti sopraffatto, di avere la sensazione che qualcosa dentro non vada, ma di non riuscire a fare il primo passo per chiedere aiuto? Forse per paura del giudizio, forse perché pensi che i tuoi problemi non siano "abbastanza gravi" da meritare attenzione, o forse perché non sai come permettertelo economicamente.

Queste preoccupazioni sono comprensibili e molto più comuni di quanto pensi. Un documento sulla salute mentale, realizzato nell'ambito di un programma finanziato dall'Unione Europea e firmato da esperti di diversi Paesi, ha messo in luce un problema diffuso in tutto il continente: moltissime persone che soffrono di un disagio psicologico non riescono ad accedere a cure adeguate, non perché non ne abbiano bisogno, ma perché esistono ostacoli concreti che lo impediscono (Barbato et al., 2016).

La buona notizia è che in Italia esiste una risorsa concreta e accessibile a tutti: il consultorio familiare, dove è possibile ricevere supporto psicologico gratuitamente o quasi. Quando si cerca questo tipo di aiuto, però, spesso non si sa bene da dove cominciare, cosa aspettarsi o se si abbia davvero "diritto" a questo tipo di aiuto.

In questo articolo troverai tutto quello che ti serve sapere: cos'è il consultorio familiare, come funziona l'accesso, quanto può costare davvero, per quali difficoltà può essere utile e quali altre strade gratuite o a basso costo esistono sul territorio italiano.

Cos'è il consultorio familiare e cosa offre

Il consultorio familiare è un servizio pubblico gratuito, diffuso capillarmente su tutto il territorio nazionale e istituito per legge nel 1975, che offre supporto psicologico, sociale e sanitario a chi ne ha bisogno. È utile chiarire subito una distinzione che può creare confusione: il consultorio fa parte dell'ASL (Azienda Sanitaria Locale), di cui è una struttura operativa, ma non va confuso con il Centro di Salute Mentale, che si occupa invece di disturbi psichiatrici più strutturati e di maggiore intensità clinica.

Il consultorio, in altre parole, si rivolge a chi attraversa momenti di difficoltà nella vita quotidiana, nelle relazioni o nel proprio benessere emotivo, senza che sia necessaria una diagnosi psichiatrica per accedervi. I servizi che puoi trovare in un consultorio familiare includono, tra gli altri:

  • Supporto psicologico individuale, per elaborare stress, difficoltà emotive o momenti di crisi.
  • Consulenza di coppia, per affrontare conflitti o momenti di rottura nella relazione.
  • Sostegno alla genitorialità, per chi si trova in difficoltà nel proprio ruolo di genitore.
  • Accompagnamento per adolescenti, in uno spazio dedicato alla fascia d'età più vulnerabile.

Pensato per un’utenza ampia, il consultorio intercetta il bisogno di ascolto nei diversi momenti della vita, rendendo il supporto psicologico gratuito e accessibile a tutti. Vale la pena ricordare che alcune prestazioni sono completamente esenti da ticket: è il caso, per esempio, dei servizi legati alla maternità, come le visite ginecologiche periodiche, i corsi di accompagnamento alla nascita e l'assistenza dopo il parto, tutti erogabili gratuitamente presso i consultori familiari (Ministero della Salute, 2017).

Tima Miroshnichenko – Pexels

Lo psicologo del consultorio è davvero gratis?

La risposta breve è: dipende, ma in molti casi il servizio è gratuito. Il primo colloquio al consultorio è generalmente senza costi e senza impegnativa: è il momento in cui raccontare la propria situazione e individuare il percorso più adatto.

Per le sedute successive, può essere richiesto il pagamento di un ticket sanitario, che si aggira intorno ai 36 euro. Anche in questo caso, il costo complessivo è molto più contenuto rispetto a quello di uno psicologo privato. Va detto, però, che non esiste una regola uniforme su tutto il territorio: il numero di sedute incluse nel ciclo e l'importo del ticket possono variare sensibilmente da Regione a Regione.

Chi ha un reddito basso può richiedere l'esenzione totale dal ticket presentando la certificazione ISEE, rendendo così una consulenza psicologica concretamente accessibile a molte persone, senza dover rinunciare a un supporto professionale per motivi economici.

In alcuni casi, la gratuità è garantita per legge anche indipendentemente dal reddito. I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), aggiornati dal Ministero della Salute nel 2017, stabiliscono che il colloquio con uno psicologo per valutare un possibile disagio psicologico in gravidanza o nel post-parto deve essere offerto gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale (Ministero della Salute, 2017).

Insomma, anche quando non è completamente gratuito, il consultorio resta una delle soluzioni più economicamente sostenibili per chi ha bisogno di aiuto: un supporto psicologico a costo ridotto, o addirittura nullo, che esiste già nel sistema pubblico e aspetta solo di essere trovato.

Come accedere allo psicologo del consultorio

Capire come accedere a un supporto psicologico gratuito, o quasi, è più semplice di quanto sembri: il sistema pubblico ha previsto un accesso pensato per essere alla portata di tutti. Nella maggior parte dei casi, puoi recarti direttamente al consultorio del tuo quartiere o del tuo Comune, senza bisogno di impegnativa. Basta telefonare o presentarsi allo sportello per chiedere informazioni e fissare un appuntamento.

Se preferisci, puoi anche passare prima dal tuo medico di medicina generale, che potrà indirizzarti al servizio più adatto alla tua situazione. In alternativa, la prenotazione è possibile tramite il CUP (Centro Unico di Prenotazione) oppure contattando direttamente l'ASL di competenza nella tua zona. Per il primo accesso, ti basterà avere con te:

  • la tessera sanitaria,
  • il codice fiscale,
  • l'eventuale certificazione ISEE, se vuoi richiedere l'esenzione dal ticket per reddito.

Insomma, non servono procedure complesse né lunghe attese burocratiche: un po' di informazione e il primo passo è già fatto.

Cosa aspettarsi dal primo colloquio

Il primo colloquio al consultorio è quello che viene chiamato colloquio di accoglienza e valutazione iniziale. Durante questo incontro, che dura in genere tra i 45 e i 60 minuti, il professionista ti farà domande per capire la tua situazione, cosa stai vivendo e di che tipo di supporto potresti aver bisogno. Non c'è un copione fisso, né risposte giuste o sbagliate: è uno spazio di ascolto, pensato per te.

Alla fine del primo incontro, lo psicologo ti proporrà il percorso che ritiene più adatto: potrebbe essere un ciclo breve di supporto, un percorso di psicoterapia più strutturato, oppure un invio a un altro servizio specializzato, se la tua situazione lo richiede. 

E se all'idea di varcare quella porta senti un po' di ansia o agitazione, sappi che è una reazione assolutamente comprensibile. Lo psicologo lo sa, e sa anche come accoglierla: quella tensione non è un ostacolo, fa parte del primo passo.

Per quali difficoltà il consultorio può aiutarti

Il consultorio è uno spazio aperto a chiunque senta il bisogno di essere ascoltato/a, qualunque sia il motivo. Tra i temi che si possono portare ci sono anche quelli legati al mondo digitale.

Un rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità, che ha analizzato le forme di dipendenza legate a internet, evidenzia come problematiche quali la dipendenza dalle relazioni virtuali, il cybersex, lo shopping compulsivo online, la dipendenza dai videogiochi e il sovraccarico da stimoli digitali siano già oggetto di trattamento e prevenzione nei servizi pubblici (Minutillo et al., 2022). 

Puoi rivolgerti al consultorio per affrontare situazioni che toccano ogni fase della vita: è uno spazio nato per accogliere le sfide più diverse. Tra le più frequenti possiamo trovare:

Difficoltà emotive individuali

  • Ansia, preoccupazioni costanti o attacchi di panico.
  • Tristezza che dura da troppo tempo, senso di vuoto, difficoltà a trovare energia o motivazione.
  • Stress accumulato, sensazione di non riuscire a stare dietro a tutto.
  • Momenti di crisi in cui senti di aver perso l'orientamento.

Difficoltà relazionali e di coppia

  • Problemi di coppia legati alla comunicazione, conflitti ricorrenti o separazioni difficili da elaborare.

Genitorialità

  • Insicurezze nel ruolo di genitore, paure dei figli, difficoltà comportamentali o scolastiche che non sai come affrontare.

Eventi di vita

  • Lutti, trasferimenti, cambiamenti importanti che possono destabilizzare.

Non serve avere una diagnosi per chiedere aiuto: a volte basta attraversare un periodo difficile per meritare uno spazio tutto tuo, dove poter finalmente respirare. Anche situazioni come il ritiro sociale estremo, come nel caso del fenomeno noto come "hikikomori", rientrano tra le problematiche che i servizi pubblici territoriali possono prendere in carico gratuitamente, attraverso i consultori e i servizi delle ASL (Minutillo et al., 2022).

Vitaly Gariev – Pexels

I tempi di attesa: cosa sapere davvero

Essere onesti su questo aspetto è importante: i tempi di attesa sono spesso la parte più frustrante dell'accesso ai servizi pubblici di salute mentale. La realtà è che le liste d'attesa variano moltissimo da zona a zona. In alcune aree puoi ottenere un appuntamento in poche settimane, in altre l'attesa può allungarsi fino a diversi mesi, a seconda delle risorse disponibili sul territorio e della domanda locale.

Se ti trovi in questa situazione, non scoraggiarti. Un piccolo accorgimento pratico: chiama periodicamente il consultorio per chiedere se ci sono disdette o cancellazioni, perché spesso i posti si liberano prima del previsto. L'attesa può sembrare un ostacolo, ma non annulla il valore di quello che troverai dall'altra parte.

Alternative gratuite o a basso costo

Se il consultorio non è raggiungibile nella tua zona, o se i tempi di attesa sono troppo lunghi per quello che stai vivendo, sappi che esistono altre strade, alcune completamente gratuite, altre accessibili con costi contenuti. Vediamo le principali opzioni che vale la pena conoscere:

  • Bonus Psicologo: si tratta di un contributo statale, gestito dall'INPS, che permette di accedere a sedute di psicoterapia con un rimborso fino a 1.500 euro. Per richiederlo è necessario avere un ISEE sotto i 50.000 euro e presentare domanda nei periodi in cui il bando è aperto. Il bonus psicologo è una delle misure più concrete messe in campo negli ultimi anni per rendere la salute mentale più accessibile.
  • Croce Rossa Italiana: offre un servizio di ascolto psicologico gratuito al numero 1520, rivolto a tutte le persone maggiorenni che hanno bisogno di parlare con qualcuno.
  • Sportelli psicologici universitari: se sei uno studente universitario, il tuo ateneo potrebbe offrirti un servizio di ascolto e consulenza psicologica gratuita. Puoi verificare cosa prevede la tua università.
  • Psicoterapia online: alcune piattaforme specializzate offrono percorsi strutturati a costi spesso inferiori rispetto alla terapia in studio, con il vantaggio di poter iniziare senza liste di attesa e scegliere il professionista più adatto a te.

Insomma, le possibilità esistono, anche quando il percorso sembra complicato.

Gratuito non significa meno efficace

C'è un pregiudizio diffuso, ma vale la pena smontarlo: gratuito non significa scadente. Gli psicologi che lavorano nei consultori e nei servizi pubblici sono professionisti abilitati all'esercizio della professione, spesso con specializzazioni specifiche, che hanno superato concorsi pubblici selettivi. La loro competenza non dipende dal costo della seduta.

È fondamentale chiarire una distinzione che spesso genera confusione. Una consulenza psicologica consiste in pochi incontri orientativi, utili per fare chiarezza su una situazione specifica. Il supporto psicologico è un accompagnamento più continuativo, pensato per attraversare momenti di difficoltà senza necessariamente affrontare un lavoro in profondità. La psicoterapia, invece, è un percorso strutturato che si rivolge a difficoltà più radicate, che richiedono tempo e un lavoro più articolato.

Ma al di là di queste differenze, quello che rende davvero efficace un percorso è qualcosa di più sottile: la qualità della relazione terapeutica, cioè sentirsi ascoltati senza giudizio, compresi nella propria unicità e accompagnati con continuità. Questo vale in qualsiasi contesto, pubblico o privato.

Chiedere aiuto è già prendersi cura di sé

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente stai già facendo qualcosa di importante: stai prendendo sul serio il tuo benessere. Non serve aspettare di stare male per meritare un supporto psicologico. Il disagio non ha bisogno di raggiungere una soglia minima per essere degno di attenzione: ogni momento può essere quello giusto per chiedere aiuto, anche quando sembra "solo" un periodo difficile.

Il primo passo è spesso il più difficile, quello in cui si mette in discussione l'idea che "ce la si debba fare da soli". Ma è anche il più importante, perché apre una porta che non sapevi di poter aprire. 

Se il consultorio della tua zona ha tempi di attesa lunghi, o se preferisci non aspettare, potresti valutare un'alternativa come Unobravo: una piattaforma che ti permette di trovare uno psicologo adatto a te a prezzo contenuto, senza liste d'attesa, scegliendo il professionista più in linea con le tue esigenze.

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