Affrontare il primo lutto da adulto: come orientarsi senza punti di riferimento?

Affrontare il primo lutto da adulto: come orientarsi senza punti di riferimento?
Ho perso mia madre e mi sento solo dentro un vuoto
Nessuno intorno a me sa cosa sto attraversando

Hai perso una persona cara e ti sei accorto/a che chi ti sta intorno fatica a trovare il modo giusto per esserti vicino. C'è chi prova a distrarti, chi ti invita a uscire, chi cambia argomento o resta in silenzio perché non sa cosa dire. Così, oltre al dolore della perdita, puoi ritrovarti ad affrontare anche un'altra forma di solitudine: quella di sentirti poco compreso/a proprio nel momento in cui avresti più bisogno di essere accolto. Affrontare la prima perdita significativa in età adulta è un'esperienza che sconvolge non solo per la sofferenza in sé, ma anche perché mancano riferimenti su cui appoggiarsi. Non hai un'esperienza precedente da cui attingere parole o strumenti. Spesso, tra i trenta e i quarantacinque anni, ci si trova in una fase in cui molti coetanei non hanno ancora attraversato un lutto importante. Si crea così un vuoto relazionale proprio nel momento di massimo bisogno di condivisione. Al dolore per la perdita può sommarsi un secondo dolore, meno visibile ma altrettanto pesante: il sentirsi incompresi da chi, pur volendoti bene, non sa come comportarsi. Il lutto è un processo naturale e individuale, senza tempistiche fisse.

Le radici dell'incomprensione

Perché ci si sente così soli nel primo lutto

I miei amici cambiano discorso ogni volta che ne parlo
Mi dicono di distrarmi, ma io vorrei solo parlarne

Il senso di solitudine che puoi provare non significa che ci sia qualcosa che non va in te. Di fronte a una perdita importante è un'esperienza comune. Quando il dolore diventa difficile da sostenere, il supporto di uno/a psicologo/a può offrire uno spazio sicuro in cui dare voce alle proprie emozioni, sentirsi accolti e attraversare il lutto con i propri tempi, senza sentirsi giudicati e avere fretta di "stare meglio". Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di questa sensazione di incomprensione dopo la perdita di una persona cara.

Chi non ha vissuto un lutto non ha gli strumenti

  • Chi non ha mai attraversato una perdita importante tende a minimizzare o a proporre distrazioni, non per insensibilità ma perché non possiede gli strumenti emotivi per stare accanto a un dolore che non conosce.
  • L'assenza di una rete di persone che condivida la stessa esperienza può rendere più difficile riconoscere le proprie reazioni come comuni, alimentando il dubbio di vivere il lutto in un modo che non va bene.
  • Chi ti sta accanto, spesso, non sa cosa dire o come comportarsi. Questo può farti sentire come se dovessi affrontare il dolore da solo/a, oltre a dover spiegare agli altri di che cosa hai bisogno per sentirti davvero sostenuto.

La difficoltà culturale a parlare di morte

  • La società tende a considerare la morte un tema da evitare, e questo può portare le persone vicine a rifugiarsi in frasi fatte o silenzi imbarazzati invece che in un ascolto autentico.
  • Il bisogno di proteggere se stessi e l'altro dalla sofferenza spinge spesso amici e familiari a evitare l'argomento, nella convinzione errata che parlarne aumenti il dolore invece di alleviarlo.
  • La mancanza di un linguaggio condiviso sul lutto può far sentire ancora più isolato chi vorrebbe soltanto poter nominare la persona che non c'è più.
Prospettiva clinica
Quando ci sentiamo poco compresi, può venire spontaneo chiuderci ancora di più, quasi per proteggerci da un'ulteriore delusione. Eppure il silenzio o l'imbarazzo di chi ci sta accanto non sempre sono segno di indifferenza: spesso possono riflettere la difficoltà nel trovare le parole giuste di fronte a un dolore così grande. Provare a distinguere chi non vuole comprenderci da chi, invece, non sa come farlo può aiutare a guardare alcune relazioni con occhi diversi.
Federica Salciccia
Federica Salciccia
Psicoterapeuta Unobravo
Il dolore che resta invisibile

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Al lavoro si aspettavano che tornassi come prima
In famiglia nessuno ne parla per non ferire gli altri

Forse ti riconoscerai in alcune di queste situazioni. Non sono riportate per farti sentire ancora più solo/a, ma per aiutarti a dare un nome a ciò che stai vivendo. A volte, riconoscere la propria esperienza è già un primo passo per sentirsi meno soli.

Quando chi ti circonda non sa come reagire

  • Un amico che, invece di ascoltarti, ti propone subito di uscire per distrarti, senza lasciare spazio al tuo bisogno di parlare della persona che hai perso.
  • Frasi di circostanza come "col tempo starai meglio" o "ora è in un posto migliore", che pur nate da buone intenzioni possono farti sentire ancora più soli.
  • Il silenzio imbarazzato di chi non sa cosa dire e finisce per evitare l'argomento, facendoti percepire quasi come se la perdita non fosse mai avvenuta.

Quando ti senti in dovere di andare avanti

  • La sensazione di dover apparire forte davanti a colleghi o conoscenti che sembrano aspettarsi un rapido ritorno alla quotidianità dopo poche settimane.
  • Momenti in cui inizi a stare meglio e subito dopo torni nella tristezza, generando in chi ti sta intorno confusione o il timore di aver detto qualcosa di poco opportuno.
  • La difficoltà di condividere il tuo dolore in famiglia per paura di pesare sugli altri, che può portare a un isolamento reciproco proprio quando la condivisione servirebbe di più.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Un'esperienza dolorosa del passato continua a farsi sentire?

Eventi difficili o traumatici possono lasciare tracce che continuano a farsi sentire nel tempo, nel corpo e nelle emozioni. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio cosa stai vivendo.

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Elaborare ciò che è stato è un percorso possibile

Ciò che hai vissuto non deve avere l'ultima parola. Questi articoli possono aiutarti a comprendere gli effetti del trauma e i modi in cui lo si può affrontare.

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Se il passato pesa ancora oggi, chiedere aiuto può essere un gesto di cura verso te stesso

Quando un trauma continua a farsi sentire nella vita quotidiana, un percorso di psicoterapia può aiutarti a elaborarlo e ad alleggerirne il peso. Ecco come funziona la terapia.

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Quando ciò che hai vissuto condiziona il presente, parlarne può aiutare

Se il peso di un'esperienza dolorosa del passato influenza la tua vita, non devi affrontarlo per forza da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Piccoli passi possibili

Come attraversare il dolore con più sostegno

Ho chiesto solo di essere ascoltato, e qualcosa è cambiato
Parlarne con uno psicologo mi ha fatto sentire meno sola
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Comunicare a chi ti è vicino di cosa hai bisogno

Chi ti vuole bene, spesso, desidera esserti vicino ma non sa come farlo. Per questo può essere utile esprimere con chiarezza ciò di cui hai bisogno, ad esempio chiedendo semplicemente di essere ascoltato/a, senza ricevere consigli o tentativi di distrazione. Trasformare ciò che ti aspetti dagli altri in una richiesta esplicita può rendere il sostegno più efficace e alleggerire il peso della relazione per entrambi.

2

Cercare chi ha vissuto un'esperienza simile

Può essere utile cercare gruppi di sostegno dedicato al lutto, in presenza oppure online. Confrontarsi con persone che stanno vivendo un'esperienza simile può aiutare a sentirsi compresi, ridurre il senso di isolamento e ricordare che non si è soli nell'affrontare il dolore della perdita. Anche i gruppi di auto-mutuo-aiuto possono offrire uno spazio di ascolto, condivisione e sostegno reciproco.

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Permetterti di vivere il dolore senza fretta

Il lutto non segue un percorso lineare e può alternare momenti di maggiore sofferenza ad altri di apparente tranquillità. Accogliere le emozioni, anche quando sono intense o contrastanti, senza pretendere di stare meglio entro una certa scadenza, può aiutarti a vivere questo processo con maggiore gentilezza verso te stesso/a.

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Trovare un modo personale per mantenere vivo il ricordo

Può essere utile trovare un modo personale per mantenere vivo il legame con la persona che non c'è più: scriverle una lettera, dedicarle un momento della giornata, custodire un oggetto significativo o ricordarla attraverso un piccolo rituale. Questi gesti possono aiutarti a integrare la sua presenza nella tua storia, mantenendo un legame che cambia forma, ma non necessariamente si interrompe.

5

Concederti momenti di leggerezza senza sensi di colpa

Tornare a sorridere o concederti momenti di serenità non significa dimenticare la persona che hai perso. È importante, in queste circostanze, concedersi piccoli spazi di respiro, senza sensi di colpa. È possibile, infatti, continuare a portare dentro di sé il dolore della perdita e, allo stesso tempo, fare spazio a emozioni più leggere: anche questo fa parte del processo di elaborazione del lutto.

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Prendere in considerazione un percorso di terapia

Quando il senso di solitudine o il dolore diventano molto intensi da gestire da soli, un percorso con uno/a psicologo/a può offrire uno spazio in cui sentirsi capiti e sostenuti. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: la terapia può rappresentare un aiuto prezioso per attraversare la perdita e per elaborare anche il senso di incomprensione che la accompagna.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

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Attraversare, non superare

Non c'è un modo giusto di vivere il lutto

Ho capito che non devo avere fretta di stare bene
Il ricordo di lei adesso vive dentro di me in modo nuovo

Non esiste un modo giusto o sbagliato di vivere il primo lutto. Ogni percorso ha tempi e modalità proprie, che meritano di essere rispettati senza sensi di colpa.

La solitudine che senti non dipende da una tua mancanza, ma dal fatto che raramente le persone intorno sanno davvero come stare vicino a chi soffre. Imparare a chiedere il tipo di sostegno di cui hai bisogno può, a volte, trasformare relazioni che sembravano inadeguate in fonti reali di conforto.

Il dolore non va necessariamente superato, quanto piuttosto integrato: imparare a convivere con l'assenza, mantenendo vivo il legame in una forma nuova, è già un passo importante.

Chiedere aiuto, che sia a uno/a psicologo/a o a un gruppo di sostegno, non è un segno di debolezza, ma una scelta consapevole per attraversare la perdita con qualcuno accanto.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

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Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Dove mi sono sentita vista
In un mondo che spesso corre troppo veloce, incontrare il Dott. Salvatore Fatiga per me è stato come trovare un porto sicuro. La sua presenza mi ha trasmesso subito calma, accoglienza e una profonda empatia. Fin dal primo incontro ho percepito la sua capacità di ascoltare con il cuore, senza giudicare, offrendomi uno spazio protetto in cui mi sono finalmente sentita vista e compresa. Salvatore non è solo uno psicologo competente: è una persona che sa entrare in punta di piedi nella vita degli altri, con rispetto e delicatezza. Ogni sua parola, ogni gesto, mi ha fatto sentire stimata come essere umano. Mi ha accompagnata nel mio percorso con pazienza e dedizione, valorizzando ogni mio passo, anche il più piccolo, come un traguardo importante. Lo consiglierei a chiunque stia cercando non solo un professionista preparato, ma anche una guida autentica, capace di illuminare il cammino con gentilezza e saggezza. È raro incontrare qualcuno che riesca a unire competenza clinica e umanità in modo così naturale. Per me, è stato un incontro che ha fatto davvero la differenza.
— Rosaria
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Un esperienza fondamentale per ritrovarmi
Ho passato un periodo particolarmente buio e da sola non riuscivo ad andare avanti, avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e mi facesse trovare la forza per andare avanti. Mia cognata mi propone di farmi aiutare da uno psicologo, e mi scarica l'app di uno bravo sul cellulare. Le sarò grata sempre. Ho travato la persona di cui avevo bisogno: Nicola Riccardo Croce un professionista serio, affidabile, disponibile. Ha creduto in me e mi ha aiutato a credere in me stessa, ad aumentare la mia autostima, ora sono consapevole di poter affrontare qualsiasi difficoltà, per quanto dura possa essere, ho le risorse per farlo e lo devo solo ed esclusivamente a lui. E' un sistema che funziona, comodo e alla portata di tutti.
— Anna
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Il senso di solitudine che si può provare di fronte a una perdita importante è un'esperienza comune e non significa che ci sia qualcosa che non va. Chi non ha mai attraversato una perdita importante tende a minimizzare o a proporre distrazioni, non per insensibilità ma perché non possiede gli strumenti emotivi per stare accanto a un dolore che non conosce. La società tende a considerare la morte un tema da evitare, e questo può portare le persone vicine a rifugiarsi in frasi fatte o silenzi imbarazzati invece che in un ascolto autentico. La mancanza di un linguaggio condiviso sul lutto può far sentire ancora più isolato chi vorrebbe soltanto poter nominare la persona che non c'è più.

Il lutto è un processo naturale e individuale, senza tempistiche fisse, e non segue un percorso lineare: può alternare momenti di maggiore sofferenza ad altri di apparente tranquillità. Momenti in cui inizi a stare meglio e subito dopo torni nella tristezza possono generare in chi ti sta intorno confusione o il timore di aver detto qualcosa di poco opportuno. Accogliere le emozioni, anche quando sono intense o contrastanti, senza pretendere di stare meglio entro una certa scadenza, può aiutare a vivere questo processo con maggiore gentilezza verso se stessi. Non esiste un modo giusto o sbagliato di vivere il primo lutto: ogni percorso ha tempi e modalità proprie, che meritano di essere rispettati senza sensi di colpa.

Chi ti vuole bene, spesso, desidera esserti vicino ma non sa come farlo. Per questo può essere utile esprimere con chiarezza ciò di cui hai bisogno, ad esempio chiedendo semplicemente di essere ascoltato/a, senza ricevere consigli o tentativi di distrazione. Trasformare ciò che ti aspetti dagli altri in una richiesta esplicita può rendere il sostegno più efficace e alleggerire il peso della relazione per entrambi. Imparare a chiedere il tipo di sostegno di cui hai bisogno può, a volte, trasformare relazioni che sembravano inadeguate in fonti reali di conforto.

Tornare a sorridere o concederti momenti di serenità non significa dimenticare la persona che hai perso. È importante, in queste circostanze, concedersi piccoli spazi di respiro, senza sensi di colpa. È possibile continuare a portare dentro di sé il dolore della perdita e, allo stesso tempo, fare spazio a emozioni più leggere: anche questo fa parte del processo di elaborazione del lutto. Il dolore non va necessariamente superato, quanto piuttosto integrato: imparare a convivere con l'assenza, mantenendo vivo il legame in una forma nuova, è già un passo importante.

Può essere utile trovare un modo personale per mantenere vivo il legame con la persona che non c'è più: scriverle una lettera, dedicarle un momento della giornata, custodire un oggetto significativo o ricordarla attraverso un piccolo rituale. Questi gesti possono aiutare a integrare la sua presenza nella propria storia, mantenendo un legame che cambia forma, ma non necessariamente si interrompe. Il ricordo, in questo modo, può continuare a vivere dentro di sé in modo nuovo.

Può essere utile cercare gruppi di sostegno dedicati al lutto, in presenza oppure online. Confrontarsi con persone che stanno vivendo un'esperienza simile può aiutare a sentirsi compresi, ridurre il senso di isolamento e ricordare che non si è soli nell'affrontare il dolore della perdita. Anche i gruppi di auto-mutuo-aiuto possono offrire uno spazio di ascolto, condivisione e sostegno reciproco. L'assenza di una rete di persone che condivida la stessa esperienza può rendere più difficile riconoscere le proprie reazioni come comuni, quindi trovare questo tipo di confronto può fare una reale differenza.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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