Cannabis come principale sostegno in un periodo senza routine: come gestire l'ansia?

Cannabis come principale sostegno in un periodo senza routine: come gestire l'ansia?
Fumo per smettere di pensare appena chiudo la porta di casa
Da quando vivo solo, la canna è l'unica cosa che non cambia

Hai lasciato la casa in cui sei cresciuto/a, ti sei trasferito/a in una nuova città e per la prima volta ti trovi a gestire da solo/a affitto, lavoro e serate silenziose. All’improvviso è venuto meno quel sistema di supporto su cui avevi sempre potuto contare, e la cannabis può essere diventata un modo per riempire quel silenzio, allentare la tensione o rendere più facile affrontare la solitudine di fine giornata. Quando tutto cambia contemporaneamente, città, lavoro, relazioni e abitudini, è comprensibile cercare qualcosa che aiuti ad attenuare la tensione. Proprio per questo, il consumo può passare quasi inosservato: può sembrare una risposta naturale a un periodo difficile, più che qualcosa da osservare con attenzione. Senza punti di riferimento e routine stabili, però, può diventare difficile capire quanto del malessere dipenda dalle circostanze che stai attraversando e quanto possa essere influenzato anche dall’uso della sostanza. Le due cose, inoltre, possono intrecciarsi e alimentarsi a vicenda. Se ti stai ponendo questa domanda, è già un’occasione per osservare con maggiore attenzione ciò che sta accadendo e capire di cosa hai realmente bisogno in questa fase.

Le possibili radici

Cosa può esserci dietro l'uso quotidiano di cannabis

Non so se sto male per il trasloco o per quello che fumo
È l'unica cosa che mi fa staccare la testa la sera

Comprendere come la cannabis abbia preso questo spazio nella tua giornata non è sempre immediato, e comprenderlo a fondo è un percorso che spesso richiede il supporto di uno/a psicologo/a. Un professionista può aiutarti a distinguere l'ansia della fase che stai attraversando dall'effetto della sostanza, e a costruire strumenti per tutelare il tuo benessere.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di un uso quotidiano di cannabis in un momento di vita senza punti di riferimento.

Un sollievo rapido dall'ansia

  • La cannabis agisce sul cosiddetto sistema endocannabinoide, favorendo temporaneamente sensazioni di calma e rilassamento, e questo può produrre un immediato senso di sollievo dal disagio.
  • Quando l'ansia di fine giornata si fa sentire, la sostanza può sembrare una soluzione veloce, capace di alleggerire i pensieri in pochi minuti.
  • Con il tempo, però, l'organismo si abitua: la stessa quantità può produrre un effetto calmante sempre minore, e questo può spingere ad aumentarla.

L'unica costante in una fase di cambiamento

  • Nei periodi di transizione come fine degli studi, cambio città, prima vera indipendenza, vengono a mancare i punti di riferimento stabili e la sostanza può diventare l'unica cosa percepita come sempre uguale.
  • L'assenza di una routine strutturata può rendere quasi invisibile l'abitudine, perché si confonde con il disorientamento generale del momento.
  • La percezione diffusa della cannabis come sostanza leggera può ritardare il riconoscimento di un uso ricorrente e difficile da controllare, anche quando è quotidiano.

Un modo per non sentire

  • Fumare ogni sera può funzionare come strategia di evitamento emotivo: permette di non affrontare direttamente ansia, solitudine o insicurezza legate alla nuova autonomia.
  • Il disagio, così, viene rimandato invece che attraversato, e le emozioni difficili restano in attesa.
  • Proprio in un momento in cui sarebbe utile costruire strategie personali, la sostanza può prendere il posto di quel repertorio di risorse che non si è ancora avuto modo di sviluppare.
Prospettiva clinica
Vivere da soli per la prima volta significa anche diventare, all'improvviso, l'unico punto di riferimento di sé stessi: è comprensibile cercare qualcosa che dia continuità quando tutto intorno cambia. Forse vale la pena chiedersi non solo come smettere, ma cosa quel gesto di fine giornata sta cercando di dirti. Che tipo di appoggio potresti cercare, se non fosse la cannabis a offrirtelo?
Federica Salciccia
Federica Salciccia
Psicoterapeuta Unobravo
Segnali concreti

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Se non fumo dormo malissimo, quindi mi dico che mi serve
Non riesco più a immaginare una serata tranquilla senza

Alcune dinamiche diventano più facili da riconoscere quando le incontriamo in situazioni concrete. Ecco alcuni esempi in cui potresti ritrovarti.

Quando la canna scandisce la giornata

  • Tornare a casa da soli dopo il lavoro e sentire il bisogno di fumare per spegnere i pensieri, prima ancora di provare altre forme di decompressione.
  • Accorgersi che, senza orari fissi per pasti, sonno e attività, il momento della canna è diventato l'unico appuntamento davvero fisso della giornata.
  • Scegliere se accettare un invito o un'attività in base alla possibilità di fumare prima o dopo.

Quando smettere diventa difficile

  • Provare irritabilità, insonnia con sogni molto vividi o riduzione dell'appetito nei giorni in cui non si fuma, interpretando questi segnali come prova che la sostanza serve per stare bene.
  • Notare che l'ansia di fine giornata non diminuisce nel tempo, ma anzi richiede quantità sempre maggiori per ottenere lo stesso effetto calmante.
  • Non riuscire a immaginare una serata rilassante, un momento creativo o una chiacchierata tra amici senza la sostanza, segno che è diventata l'unico strumento conosciuto per gestire le emozioni.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Un'abitudine o una sostanza hanno preso troppo spazio nella tua vita?

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Se non riesci a interrompere il circolo, potrebbe esserti d'aiuto chiedere supporto

Quando provi a smettere ma ricadi, un percorso può aiutarti a capire cosa nutre la dipendenza e a individuare strategie per affrontarla. Ecco come funziona la terapia.

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Quando la dipendenza condiziona la tua vita, parliamone

Se senti di aver perso il controllo e desideri ricostruire il tuo benessere, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Piccoli passi per ritrovare equilibrio

Ho iniziato a segnare quando fumo e ho notato uno schema
Parlarne con una psicologa mi ha aiutato a capirmi di più
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Costruire gradualmente una routine

È importante provare a reintrodurre piccoli punti di riferimento nella giornata: orari più regolari per i pasti e il sonno, oppure una breve attività fisica. Costruire gradualmente alcune abitudini stabili può aiutarti a ritrovare un maggiore senso di struttura e prevedibilità, offrendo anche alternative al ricorso alla cannabis come principale modalità per gestire la tensione o segnare la fine della giornata.

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Provare ad attendere qualche minuto

Quando senti l’impulso di fumare, puoi provare ad aspettare anche solo dieci minuti prima di farlo. In questo intervallo è possibile osservare come cambia il desiderio, senza dover decidere immediatamente. Rimandare di poco può aiutarti a sperimentare che l’impulso non è necessariamente stabile e a capire se, con il passare dei minuti, la sua intensità cambia.

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Sperimentare modi diversi per calmarti

Può essere utile dedicare qualche minuto al giorno a semplici tecniche di respirazione o rilassamento, scegliendo quelle con cui ti trovi meglio. Non è necessario cambiare tutto subito: imparare gradualmente a riconoscere e attraversare l’ansia di fine giornata, senza doverla necessariamente attenuare nell’immediato attraverso il consumo, può aiutarti a scoprire modalità diverse per gestire ciò che provi.

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Annotare come ti senti

È importante tenere un piccolo diario in cui annotare quando consumi cannabis, come ti senti prima e dopo e in quali circostanze avviene il consumo. Nel tempo, queste osservazioni possono aiutarti a individuare eventuali ricorrenze e associazioni tra il consumo, il tuo stato emotivo e le situazioni che stai vivendo, offrendo elementi utili per comprendere meglio ciò che sta accadendo.

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Ricostruire una rete attorno a te

Coltivare amicizie, attività sociali e contatti regolari con le persone care, anche a distanza, può restituire una parte di quel contenimento emotivo che prima era scontato. Non si tratta di riempire ogni vuoto, ma di non lasciare che sia solo la sostanza a farlo.

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Considerare un percorso di terapia

Quando noti di avere difficoltà a ridurre o interrompere il consumo nonostante il desiderio di farlo, parlarne con uno/a psicologo/a può offrirti un supporto concreto. Non è necessario aspettare che la difficoltà diventi più intensa: un percorso può aiutarti a comprendere meglio il rapporto che hai sviluppato con la cannabis, il ruolo che può avere nella gestione dell’ansia e delle emozioni, e a costruire modalità alternative per affrontare i momenti di tensione.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

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Uno sguardo d'insieme

Un cambiamento possibile, senza colpevolizzarsi

Ho capito che non devo farcela da solo per forza
Chiedere aiuto non ha reso la mia indipendenza più debole

L'uso quotidiano di cannabis in un periodo senza routine spesso nasce come tentativo di alleviare l'ansia, ma nel tempo può diventare esso stesso una fonte di instabilità. Distinguere il malessere legato alla fase di vita da quello legato alla sostanza è un passaggio importante per capire se e come intervenire.

Costruire una routine personale e imparare piccoli modi per stare con le emozioni difficili può rivelarsi, sul lungo periodo, più solido di un unico strumento esterno. Non serve riuscirci tutto in una volta: ogni passo conta.

Riconoscere il ruolo che la cannabis ha avuto nella tua vita è già un modo per riprendere in mano la situazione, senza colpevolizzarti per averla usata come sostegno in un momento di cambiamento.

Chiedere aiuto, a uno/a psicologo/a o alle persone care, non è un segno di fragilità nella tua nuova indipendenza, ma un modo per rafforzarla. Non devi affrontare tutto da solo/a: costruire connessioni e lasciarti sostenere può, poco alla volta, prendere il posto che la sostanza aveva iniziato a occupare.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Un viaggio verso la pace
Ho avuto un rapporto stupendo con Simona, ci siamo trovati fin da subito ed è iniziato un rapporto durato 6 mesi di terapia, al termine dei quali mi sono trovato in pace con me stesso ed aver ripreso in mano la mia vita.
— Daniele L.
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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Professionalità e gentilezza che ti fan tornare a volare
Ottimo servizio che ti consente di parlare con un professionista qualificato direttamente dal salotto di casa. Le sedute anche se non in presenza non sono semplici chiacchierate fine a se stesse, il professionista si connette con te per riuscire a darti un aiuto ad affrontare situazioni che senza nessuno sembrano montagne insormontabili. Consiglio l'utilizzo del servizio, senza vergogna, a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto per ritrovare se stessi riscoprendo il proprio valore. Il professionista che mi è sato affidato è molto competente e mi ha aiutata a ritrovare la grinta che la vita mi aveva fatto perdere. Tu vali molto, quando ti serve aiuto affidati alle persone giuste, contatta Unobravo e tornerai a volare !
— Ludovica Pala
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FAQ

Domande frequenti

Nei periodi di transizione come fine degli studi, cambio città o prima vera indipendenza, vengono a mancare i punti di riferimento stabili e la sostanza può diventare l'unica cosa percepita come sempre uguale. Quando tutto cambia contemporaneamente, città, lavoro, relazioni e abitudini, è comprensibile cercare qualcosa che aiuti ad attenuare la tensione. La cannabis può essere diventata un modo per riempire il silenzio, allentare la tensione o rendere più facile affrontare la solitudine di fine giornata. L'assenza di una routine strutturata può rendere quasi invisibile l'abitudine, perché si confonde con il disorientamento generale del momento.

Un segnale è tornare a casa da soli dopo il lavoro e sentire il bisogno di fumare per spegnere i pensieri, prima ancora di provare altre forme di decompressione, oppure accorgersi che il momento della canna è diventato l'unico appuntamento davvero fisso della giornata. Altri segnali sono scegliere se accettare un invito in base alla possibilità di fumare prima o dopo, notare che l'ansia di fine giornata non diminuisce ma richiede quantità sempre maggiori per ottenere lo stesso effetto calmante, e non riuscire a immaginare una serata rilassante senza la sostanza, segno che è diventata l'unico strumento conosciuto per gestire le emozioni.

Con il tempo l'organismo si abitua: la stessa quantità può produrre un effetto calmante sempre minore, e questo può spingere ad aumentarla. Nei giorni in cui non si fuma si può provare irritabilità, insonnia con sogni molto vividi o riduzione dell'appetito, interpretando questi segnali come prova che la sostanza serve per stare bene. Fumare ogni sera può inoltre funzionare come strategia di evitamento emotivo, permettendo di non affrontare direttamente ansia, solitudine o insicurezza legate alla nuova autonomia: il disagio viene così rimandato invece che attraversato, e le emozioni difficili restano in attesa.

Senza punti di riferimento e routine stabili può diventare difficile capire quanto del malessere dipenda dalle circostanze che si stanno attraversando e quanto possa essere influenzato anche dall'uso della sostanza; le due cose, inoltre, possono intrecciarsi e alimentarsi a vicenda. Comprendere come la cannabis abbia preso questo spazio nella giornata non è sempre immediato, ed è un percorso che spesso richiede il supporto di uno psicologo, un professionista che può aiutare a distinguere l'ansia della fase che si sta attraversando dall'effetto della sostanza, costruendo strumenti per tutelare il proprio benessere.

È importante provare a reintrodurre piccoli punti di riferimento nella giornata, come orari più regolari per i pasti e il sonno o una breve attività fisica, costruendo gradualmente abitudini stabili che offrano alternative al ricorso alla cannabis. Quando senti l'impulso di fumare puoi provare ad aspettare anche solo dieci minuti, osservando come cambia il desiderio. Può essere utile dedicare qualche minuto al giorno a tecniche di respirazione o rilassamento, tenere un diario per annotare quando consumi e come ti senti, e coltivare amicizie e contatti regolari con le persone care per ricostruire una rete attorno a te.

Riconoscere il ruolo che la cannabis ha avuto nella propria vita è già un modo per riprendere in mano la situazione, senza colpevolizzarsi per averla usata come sostegno in un momento di cambiamento. L'uso quotidiano in un periodo senza routine spesso nasce come tentativo di alleviare l'ansia, ma nel tempo può diventare esso stesso una fonte di instabilità. Non serve riuscire a cambiare tutto in una volta: ogni passo conta. Chiedere aiuto, a uno psicologo o alle persone care, non è un segno di fragilità nella nuova indipendenza, ma un modo per rafforzarla.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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