Convivere con un familiare che usa cannabis in modo problematico: come proteggere il proprio equilibrio?

Ogni volta che apro la porta di casa mi si stringe lo stomaco
Vorrei aiutarlo, ma non so più come proteggere me stessa

Quando un familiare fa uso di cannabis e vive sotto lo stesso tetto, può essere difficile separare il consumo dalla vita quotidiana. Anche i momenti più ordinari possono risentirne, influenzando il clima in casa e le relazioni.

Ogni pasto, ogni serata sul divano, a volte anche solo un odore in casa, può trasformarsi in una tensione silenziosa o in una discussione difficile da evitare.

Spesso la convivenza, per ragioni economiche o abitudini familiari, può portare generazioni diverse a condividere lo stesso spazio anche in età adulta. Questo rende più complesso riservare quella distanza emotiva che aiuterebbe a gestire la situazione con maggiore lucidità.

La domanda che ti porti dentro, forse, non è solo: «Come posso aiutare questa persona?», ma anche: «Come faccio a prendermi cura di me?», quando la casa, che dovrebbe essere un luogo di sicurezza, è diventata anche uno spazio di preoccupazione e fatica.

Le radici del disagio

Perché ci si sente così travolti

Mi sento l'unica a doversi occupare di tutto, e sono stanca
Non capisco più dove finisce il suo problema e dove inizio io

Esplorare a fondo queste dinamiche è un percorso che spesso richiede il supporto di uno/a psicologo/a, che può aiutare a orientarsi quando il legame affettivo e la preoccupazione si intrecciano fino a confondersi.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di questo senso di logorio quotidiano.

Quando manca un confine tra la tua vita e la sua

  • Vivere negli stessi spazi può far sì che ogni ambiente della casa diventi un promemoria costante del problema, rendendo difficile distinguere ciò che appartiene alla propria vita da ciò che ruota ancora attorno all'altra persona.
  • Il confine tra il desiderio di aiutare e la tendenza a controllare tende ad assottigliarsi, e ogni gesto quotidiano può trasformarsi in un motivo di attrito.
  • Può diventare complicato ritagliarsi uno spazio personale, anche solo mentale, in cui pensare ai propri bisogni.

Il ruolo della responsabilità solitaria

  • Quando manca un altro adulto con cui condividere decisioni e preoccupazioni, è facile sentirsi soli nel sostenere il peso emotivo della situazione.
  • Se vieni percepito/a come il punto di riferimento della famiglia, può crescere il timore di prendere la decisione sbagliata e la sensazione di dover sostenere tutto da solo/a.
  • La paura del giudizio degli altri può spingerti a tenere tutto dentro, rinunciando a cercare un sostegno.

Quando il problema diventa il centro di tutto

  • Quando la preoccupazione per un familiare occupa gran parte dello spazio mentale ed emotivo, è facile che i bisogni degli altri passino in secondo piano, anche se nessuno lo desidera davvero.
  • Le tensioni presenti nella relazione tra due persone possono riflettersi su un terzo membro, che diventa il punto in cui il disagio familiare si rende più visibile.
Prospettiva clinica
I momenti difficili sembrano assorbire tutte le nostre energie, ma le sfide e i problemi non definiscono il nostro valore personale. Darsi tempo per conoscere meglio le proprie risorse, senza cercare una soluzione immediata, e chiedere aiuto a un professionista quando serve, sono i primi passi verso il cambiamento positivo.
Momenti di vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Ho smesso di invitare amici a casa, mi vergognavo
Decido tutto da sola e ho sempre paura di sbagliare

A volte è più semplice mettere a fuoco ciò che si prova osservando situazioni concrete. Ecco alcuni momenti in cui potresti ritrovarti.

La tensione dentro casa

  • Può bastare un dettaglio, come l'odore della cannabis in cucina o in salotto, perché una serata tranquilla si trasformi in un nuovo motivo di tensione.
  • La sensazione di dover essere sempre in allerta, prestando attenzione agli spostamenti, agli orari o ai segnali che potrebbero indicare un nuovo consumo.
  • Momenti in cui vorresti esprimere ciò che provi, ma scegli di tacere per timore che la conversazione si trasformi in una nuova discussione.

Il peso di decidere da soli

  • Ritrovarti a scegliere da solo/a se e quando intervenire, senza nessuno con cui confrontarti.
  • Sentirti responsabile del benessere di tutta la famiglia.
  • La paura del giudizio o il desiderio di proteggere la riservatezza della famiglia possono portare a rimandare la ricerca di un supporto professionale, anche quando se ne sente il bisogno.

Quando la vergogna chiude le porte

  • Scegliere di non parlare della situazione con amici o altri familiari, per il timore di esporre una difficoltà che si preferisce tenere all'interno della famiglia.
  • Quando le possibilità economiche sono limitate, può nascere la sensazione di non avere un margine di scelta rispetto a una convivenza che genera sofferenza o forte stress.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Un'abitudine o una sostanza hanno preso troppo spazio nella tua vita?

Le dipendenze, con o senza sostanze, sono esperienze complesse, con un significato diverso per ogni persona. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio come funzionano, senza giudizio.

Dipendenze: tipologie e differenze
leggi l'articolo
Dipendenza senza sostanza: le dipendenze comportamentali
leggi l'articolo

Uscire da una dipendenza è un percorso possibile

Riconoscere il problema è già un passo importante. Questi articoli possono aiutarti a capire i meccanismi che alimentano la dipendenza e a immaginare un cambiamento.

La dipendenza affettiva: come riconoscerla e superarla
leggi l'articolo
Box in stile Unobravo con la frase «Come uscire dalle dipendenze», sottotitolo «Strategie e supporto»
Come uscire dalle dipendenze: strategie e supporto
leggi l'articolo
Box in stile Unobravo con la frase «Il craving |non è debolezza, |è neurobiologia»
Craving: significato, cause e ruolo nelle dipendenze
leggi l'articolo

Se non riesci a interrompere il circolo, potrebbe esserti d'aiuto chiedere supporto

Quando provi a smettere ma ricadi, un percorso può aiutarti a capire cosa nutre la dipendenza e a individuare strategie per affrontarla. Ecco come funziona la terapia.

Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
La psicoterapia online funziona?
leggi l'articolo

Quando la dipendenza condiziona la tua vita, parliamone

Se senti di aver perso il controllo e desideri ricostruire il tuo benessere, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Valutato Eccellente su Trustpilot
Strategie pratiche

Come proteggere il tuo equilibrio

Da quando ne parlo con qualcuno mi sento meno solo
Ho capito che occuparmi di me non è egoismo
1

Iniziare a definire piccoli confini

Prendersi cura di un familiare non significa assumersi la responsabilità di tutto ciò che gli accade. Provare a distinguere ciò che è sotto il tuo controllo da ciò che non lo è può aiutarti a preservare le tue energie senza rinunciare alla vicinanza.

2

Ritagliarti uno spazio personale

Anche quando la casa è condivisa, può essere importante ritagliarsi momenti o trovare luoghi in cui dedicarsi a ciò che fa stare bene: una passeggiata, un'attività fuori casa o del tempo con persone che trasmettono serenità. Questi spazi possono aiutarti a prenderti cura di te e a non lasciare che la difficoltà occupi tutto il tuo mondo.

3

Parlare con affermazioni in prima persona

Quando senti il bisogno di affrontare un argomento difficile, può essere utile partire da come ti senti («Io mi sento in difficoltà», «Sono preoccupato/a») invece che da ciò che l'altro sta facendo. Questo può favorire un dialogo più aperto e ridurre il rischio che la conversazione si trasformi subito in uno scontro.

4

Costruire, un passo alla volta, una rete di supporto

Non è detto che tu debba affrontare tutto da solo/a. Condividere quello che stai vivendo con una persona di cui ti fidi o, quando possibile, partecipare a un gruppo di supporto per familiari di persone con una dipendenza può offrirti uno spazio di ascolto e confronto. Sentirsi compresi e meno soli può rendere il carico emotivo più sostenibile.

5

Cercare canali di aiuto che tutelino la riservatezza

Se ti trattiene la paura del giudizio o il desiderio di mantenere riservata la situazione, ricorda che esistono percorsi di supporto rivolti anche ai familiari, non solo a chi fa uso di sostanze. Informarti sulle possibilità disponibili può aiutarti a trovare uno spazio che rispetti i tuoi tempi, la tua privacy e i tuoi bisogni.

6

Valutare un percorso di psicoterapia

Un percorso con uno/a psicologo/a può rappresentare uno spazio prezioso in cui sentirsi capiti e sostenuti, e in cui riconoscere i propri bisogni senza sensi di colpa. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: può essere utile fin da subito, per te e per il modo in cui vivi questa relazione.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot
Ritrovare se stessi

Un equilibrio possibile, un passo alla volta

Sto imparando che posso stare bene anch'io
Chiedere aiuto è stata la cosa più difficile e più utile

Proteggere il tuo equilibrio non vuol dire smettere di voler bene a chi ti sta accanto, ma imparare a non far coincidere il tuo benessere con il comportamento dell'altro.

Spesso il primo cambiamento possibile non parte da chi usa la cannabis, ma da come si sceglie di posizionarsi rispetto alla situazione, e da come si reagisce.

Il silenzio e l'isolamento, per quanto sembrino un modo di proteggere la famiglia, tendono ad aumentare il senso di impotenza. Chiedere aiuto, al contrario, può essere un atto di cura verso se stessi e, indirettamente, verso l'intero nucleo familiare.

Non esistono soluzioni rapide. Alcuni aspetti di questa situazione non dipendono da te, ma ce ne sono altri su cui puoi ritrovare, poco alla volta, un margine di scelta. Un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio per comprendere meglio ciò che stai vivendo, riconoscere i tuoi bisogni e individuare modalità più sostenibili per affrontare questa esperienza e prenderti cura di te. Riconoscere che la situazione ti sta mettendo in difficoltà è già un primo passo importante. Decidere di non ignorarla e di iniziare a occupartene è un cambiamento che ha valore.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

Hai ancora dei dubbi? Approfondisci sul blog:

Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Psicologo online: prezzi e tariffe
Psicologo online: prezzi e tariffe
leggi l'articolo
Hai mai pensato alla terapia?

Parla di come ti senti a chi può aiutarti

Non devi affrontare tutto da solo/a: prenota un colloquio gratuito con un professionista per scoprire i benefici della terapia.

+10 milioni

SEDUTE SVOLTE ONLINE

+9.500

psicologi sulla piattaforma

+500.000

persone supportate
Un viaggio verso la pace
Ho avuto un rapporto stupendo con Simona, ci siamo trovati fin da subito ed è iniziato un rapporto durato 6 mesi di terapia, al termine dei quali mi sono trovato in pace con me stesso ed aver ripreso in mano la mia vita.
— Daniele L.
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Professionalità e gentilezza che ti fan tornare a volare
Ottimo servizio che ti consente di parlare con un professionista qualificato direttamente dal salotto di casa. Le sedute anche se non in presenza non sono semplici chiacchierate fine a se stesse, il professionista si connette con te per riuscire a darti un aiuto ad affrontare situazioni che senza nessuno sembrano montagne insormontabili. Consiglio l'utilizzo del servizio, senza vergogna, a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto per ritrovare se stessi riscoprendo il proprio valore. Il professionista che mi è sato affidato è molto competente e mi ha aiutata a ritrovare la grinta che la vita mi aveva fatto perdere. Tu vali molto, quando ti serve aiuto affidati alle persone giuste, contatta Unobravo e tornerai a volare !
— Ludovica Pala
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Quando manca un confine tra la tua vita e la sua, vivere negli stessi spazi può far sì che ogni ambiente della casa diventi un promemoria costante del problema, rendendo difficile distinguere ciò che appartiene alla propria vita da ciò che ruota ancora attorno all'altra persona. Il confine tra il desiderio di aiutare e la tendenza a controllare tende ad assottigliarsi, e ogni gesto quotidiano può trasformarsi in un motivo di attrito. Inoltre, quando manca un altro adulto con cui condividere decisioni e preoccupazioni, è facile sentirsi soli nel sostenere il peso emotivo della situazione, con il timore di prendere la decisione sbagliata.

Può bastare un dettaglio, come l'odore della cannabis in cucina o in salotto, perché una serata tranquilla si trasformi in un nuovo motivo di tensione. Può nascere la sensazione di dover essere sempre in allerta, prestando attenzione agli spostamenti, agli orari o ai segnali che potrebbero indicare un nuovo consumo. Ci sono momenti in cui vorresti esprimere ciò che provi, ma scegli di tacere per timore che la conversazione si trasformi in una nuova discussione. Può capitare anche di ritrovarti a scegliere da solo se e quando intervenire, senza nessuno con cui confrontarti, e a sentirti responsabile del benessere di tutta la famiglia.

Sì, capita spesso di scegliere di non parlare della situazione con amici o altri familiari, per il timore di esporre una difficoltà che si preferisce tenere all'interno della famiglia. La paura del giudizio o il desiderio di proteggere la riservatezza della famiglia possono portare a rimandare la ricerca di un supporto professionale, anche quando se ne sente il bisogno. Il silenzio e l'isolamento, per quanto sembrino un modo di proteggere la famiglia, tendono ad aumentare il senso di impotenza. Chiedere aiuto, al contrario, può essere un atto di cura verso se stessi e, indirettamente, verso l'intero nucleo familiare.

Prendersi cura di un familiare non significa assumersi la responsabilità di tutto ciò che gli accade: provare a distinguere ciò che è sotto il tuo controllo da ciò che non lo è può aiutarti a preservare le tue energie senza rinunciare alla vicinanza. Può essere importante ritagliarsi momenti o trovare luoghi in cui dedicarsi a ciò che fa stare bene, come una passeggiata o del tempo con persone che trasmettono serenità. Quando senti il bisogno di affrontare un argomento difficile, può essere utile partire da come ti senti invece che da ciò che l'altro sta facendo, favorendo un dialogo più aperto.

Non è detto che tu debba affrontare tutto da solo: condividere quello che stai vivendo con una persona di cui ti fidi o, quando possibile, partecipare a un gruppo di supporto per familiari di persone con una dipendenza può offrirti uno spazio di ascolto e confronto. Esistono inoltre percorsi di supporto rivolti anche ai familiari, non solo a chi fa uso di sostanze, che possono rispettare i tuoi tempi, la tua privacy e i tuoi bisogni. Un percorso con uno psicologo può rappresentare uno spazio prezioso in cui sentirsi capiti e sostenuti, e in cui riconoscere i propri bisogni senza sensi di colpa.

Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: può essere utile fin da subito, per te e per il modo in cui vivi questa relazione. Un percorso con uno psicologo può offrirti uno spazio per comprendere meglio ciò che stai vivendo, riconoscere i tuoi bisogni e individuare modalità più sostenibili per affrontare questa esperienza e prenderti cura di te. Riconoscere che la situazione ti sta mettendo in difficoltà è già un primo passo importante, e decidere di non ignorarla e di iniziare a occupartene è un cambiamento che ha valore.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

Prenota il primo incontro gratuito
Trova il tuo Unobravo
Valutato Eccellente su Trustpilot