Fumare cannabis per staccare in smart working: come capire quando il consumo merita attenzione?
Appena chiudo il pc, la prima cosa che penso è la canna
Mi dico che è solo un modo per rilassarmi, ma non lo so
Finisci l'ultima call, chiudi il portatile e senti già che è arrivato il momento. Quel momento in cui la giornata di lavoro lascia il posto al relax, e per te quel confine coincide con una canna.
Quando si lavora da remoto, spesso senza orari fissi, colleghi accanto o pause condivise, la cannabis sostituisce il caffè con i colleghi, il tragitto di ritorno a casa, lo stacco fisico dall'ufficio e può diventare il gesto che segna il passaggio tra la modalità lavoro e la modalità riposo.
Lungo un continuum simbolico tra modalità on e modalità off di funzionamento, la cannabis si colloca nella dimensione off, quindi chiusura verso la possibilità di rendere pensabili gli eventi e le emozioni vissute; contemporaneamente segna anche l’impossibilità di provare piacere o dolore.
Ti dici che va tutto bene, che lo fai solo nel weekend o a fine giornata, che durante la settimana sei lucido ed efficiente. E allora quale sarebbe il problema?
Eppure, ogni tanto, ti resta un piccolo dubbio. La domanda su dove finisca l'abitudine e dove inizi il bisogno non è teorica: si ripresenta ogni sera, ogni volta che cerchi lo stesso rituale per staccare.
Le radici del rituale
Cosa può rendere difficile capire il proprio rapporto con la cannabis
Da quando lavoro da casa mi sento sempre più sola
Sono un medico, come faccio a dire che non riesco a gestirla?
Capire quando un consumo merita attenzione non è sempre immediato, soprattutto quando la sostanza si è intrecciata con la routine quotidiana. In molti casi, esplorare con più chiarezza questo rapporto può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti uno spazio per guardare la situazione senza giudizio e strumenti per tutelare il tuo benessere.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono rendere difficile distinguere una scelta consapevole da un bisogno diventato più pressante.
La solitudine del lavoro da remoto
- Lavorare da casa, spesso senza una cultura aziendale di supporto, può lasciare una sensazione di isolamento che spinge a cercare un regolatore esterno dell'umore.
- La cannabis può diventare il rituale che scandisce l'inizio e la fine della giornata, in assenza di gesti sociali e routine quotidiane che prima facevano da confine.
- L'assenza di una struttura oraria rigida rende più sfumati i confini tra pausa, gestione della noia e reale desiderio di fare una pausa.
Come agisce la sostanza
- Il THC agisce su alcuni recettori del cervello coinvolti nella gestione dello stress e della gratificazione attraverso i circuiti neurali del dolore/piacere.
- Questo può rinforzare il desiderio di ripetere il rituale ogni volta che si presenta una situazione di pressione o di noia da compensare con un vissuto di piacere.
- Con il tempo, il desiderio di fumare può intrecciarsi con la struttura stessa della giornata, fino a diventare quasi invisibile.
L'immagine di sé come persona in controllo
- Chi ricopre ruoli che richiedono lucidità costante e concentrazione può costruire l'idea di essere una persona che gestisce bene il proprio consumo, proprio sul contrasto tra una settimana impeccabile e il weekend di sfogo.
- Mettere in discussione questo equilibrio può sembrare una minaccia all'immagine di competenza che sostiene il ruolo professionale.
- Proprio questa coerenza apparente può rendere più difficile chiedersi se quel gesto sia ancora una scelta libera e pensata.
Segnali da osservare
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Se salto la sera senza fumare, dormo malissimo
Il weekend lo organizzo tutto intorno a quel momento
Ci sono momenti concreti che possono aiutarti a osservare il tuo rapporto con la cannabis con uno sguardo più attento. Vediamone alcuni in cui è possibile ritrovarsi.
Quando il consumo diventa un automatismo
- Senti il bisogno di fumare prima ancora di esserti tolto le cuffie dopo l'ultima riunione, come se fosse un interruttore automatico tra lavoro e tempo libero.
- Organizzi il weekend intorno al momento del consumo, pensandolo come la ricompensa per una settimana di decisioni e responsabilità.
- Ti accorgi che il momento di fumare coincide spesso con i picchi di noia o di isolamento, più che con un reale desiderio di rilassarti.
Quando compaiono piccoli segnali di disagio
- Ti serve una quantità leggermente maggiore rispetto a prima per raggiungere lo stesso effetto di stacco.
- Provi irritabilità, difficoltà a dormire o agitazione quando salti il rituale abituale della sera o del weekend.
- Fatichi a immaginare la stessa routine senza quel passaggio, anche se ti ripeti che lo fai solo per staccare.
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Se senti di aver perso il controllo e desideri ricostruire il tuo benessere, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.
Strumenti pratici
Come guardare al tuo consumo con più chiarezza
Ho provato a rimandare e a volte il bisogno passava
Parlarne con qualcuno mi ha tolto un peso
Osservare frequenza e contesto
Puoi provare a fare caso a quando e perché fumi: è ancora una scelta libera o è diventato un gesto legato a specifiche situazioni, come la fine della giornata, la solitudine o la pressione del lavoro? Guardare questi dettagli con attenzione può aiutarti a vedere più chiaramente la funzione che la sostanza ha assunto nelle routine quotidiane.
Sperimentare rituali alternativi di stacco
Potresti provare a introdurre altri modi per segnare il passaggio tra lavoro e riposo: una passeggiata, un po' di attività fisica, una telefonata a una persona cara. È un modo per verificare se il bisogno di staccare possa essere soddisfatto anche senza la cannabis e concentrandoti su attività specifiche.
Prestare attenzione ai segnali quando salti il rituale
Se noti irritabilità, ansia o difficoltà a dormire nei momenti in cui non fumi, può essere utile prenderne nota. Questi segnali possono indicare che si sta creando una forma di dipendenza psicologica e fisiologica, ed è un'informazione preziosa da portare eventualmente all'attenzione di un professionista.
Aspettare qualche minuto prima di agire sull'impulso
Quando arriva il desiderio di fumare, potresti provare ad aspettare anche solo dieci o quindici minuti prima di farlo. Il desiderio è spesso più forte nell'immediato: concederti una pausa può aiutare la sensazione a regolarsi e a farti ritrovare un margine di scelta.
Parlarne con una persona di fiducia
Condividere questo dubbio con qualcuno di cui ti fidi può alleggerire il senso di solitudine e aiutarti a sentirti meno giudicato. A volte dire ad alta voce ciò che pensi rende tutto un po' più chiaro.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Un percorso di psicoterapia può offrirti uno spazio per capire cosa può nascondersi dietro quel bisogno di stacco e per sentirti compreso, non giudicato. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: chiedere aiuto non contraddice la lucidità che usi ogni giorno sul lavoro, anzi può nascere dalla stessa capacità di guardare le cose con attenzione.
Parla di come ti senti a uno psicologo online
Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

Un primo passo
Riprendere in mano la scelta sul proprio benessere
Forse è arrivato il momento di guardarci dentro davvero
Chiedere aiuto non toglie nulla a quello che sono
Non è la quantità o la frequenza in sé a definire quando un consumo merita attenzione, ma la funzione che la cannabis ha assunto nella gestione delle tue emozioni e della routine di lavoro.
Il fatto che il consumo non interferisca ancora con la tua performance non esclude che possa diventare un bisogno silenzioso e progressivo. E riconoscerlo non significa aver fallito: può rappresentare il primo passo per riprendere in mano la scelta su come gestire lo stress e la solitudine legati al lavoro da remoto.
La competenza che dimostri ogni giorno e il desiderio di un supporto non sono in contraddizione. Anzi, la stessa lucidità che usi al lavoro può essere messa al servizio di un rapporto più consapevole con la sostanza.
Se senti che quel dubbio torna spesso, un parere esterno può aiutarti a distinguere con più chiarezza cosa è davvero sotto controllo e cosa, invece, potrebbe meritare uno sguardo più attento. Quando te la senti, puoi prendere in considerazione un percorso con uno/a psicologo/a: uno spazio in cui sentirti sostenuto e guidato, con i tuoi tempi.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché in smart working si tende a fumare cannabis per staccare dal lavoro?
Quando si lavora da remoto, spesso senza orari fissi, colleghi accanto o pause condivise, la cannabis sostituisce il caffè con i colleghi, il tragitto di ritorno a casa, lo stacco fisico dall'ufficio e può diventare il gesto che segna il passaggio tra la modalità lavoro e la modalità riposo. Lavorare da casa, spesso senza una cultura aziendale di supporto, può lasciare una sensazione di isolamento che spinge a cercare un regolatore esterno dell'umore. L'assenza di una struttura oraria rigida rende più sfumati i confini tra pausa, gestione della noia e reale desiderio di fare una pausa.
Come agisce il THC sul cervello e perché rinforza l'abitudine di fumare?
Il THC agisce su alcuni recettori del cervello coinvolti nella gestione dello stress e della gratificazione attraverso i circuiti neurali del dolore/piacere. Questo può rinforzare il desiderio di ripetere il rituale ogni volta che si presenta una situazione di pressione o di noia da compensare con un vissuto di piacere. Con il tempo, il desiderio di fumare può intrecciarsi con la struttura stessa della giornata, fino a diventare quasi invisibile.
Quali segnali indicano che il consumo di cannabis merita più attenzione?
Ti serve una quantità leggermente maggiore rispetto a prima per raggiungere lo stesso effetto di stacco. Provi irritabilità, difficoltà a dormire o agitazione quando salti il rituale abituale della sera o del weekend. Fatichi a immaginare la stessa routine senza quel passaggio, anche se ti ripeti che lo fai solo per staccare. Senti il bisogno di fumare prima ancora di esserti tolto le cuffie dopo l'ultima riunione, come se fosse un interruttore automatico tra lavoro e tempo libero, e ti accorgi che il momento di fumare coincide spesso con i picchi di noia o di isolamento più che con un reale desiderio di rilassarti.
È normale essere efficienti sul lavoro pur avendo un consumo di cannabis da monitorare?
Chi ricopre ruoli che richiedono lucidità costante e concentrazione può costruire l'idea di essere una persona che gestisce bene il proprio consumo, proprio sul contrasto tra una settimana impeccabile e il weekend di sfogo. Proprio questa coerenza apparente può rendere più difficile chiedersi se quel gesto sia ancora una scelta libera e pensata. Il fatto che il consumo non interferisca ancora con la tua performance non esclude che possa diventare un bisogno silenzioso e progressivo. La competenza che dimostri ogni giorno e il desiderio di un supporto non sono in contraddizione.
Cosa si può fare per capire se il proprio rapporto con la cannabis è ancora una scelta libera?
Puoi provare a fare caso a quando e perché fumi: è ancora una scelta libera o è diventato un gesto legato a specifiche situazioni, come la fine della giornata, la solitudine o la pressione del lavoro? Potresti provare a introdurre altri modi per segnare il passaggio tra lavoro e riposo, come una passeggiata, un po' di attività fisica o una telefonata a una persona cara, per verificare se il bisogno di staccare possa essere soddisfatto anche senza la cannabis. Quando arriva il desiderio di fumare, potresti provare ad aspettare anche solo dieci o quindici minuti prima di farlo, concedendoti una pausa che aiuta la sensazione a regolarsi.
Cosa significa se compaiono irritabilità o difficoltà a dormire quando si salta il momento di fumare?
Se noti irritabilità, ansia o difficoltà a dormire nei momenti in cui non fumi, può essere utile prenderne nota. Questi segnali possono indicare che si sta creando una forma di dipendenza psicologica e fisiologica, ed è un'informazione preziosa da portare eventualmente all'attenzione di un professionista. Non è la quantità o la frequenza in sé a definire quando un consumo merita attenzione, ma la funzione che la cannabis ha assunto nella gestione delle tue emozioni e della routine di lavoro.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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