Sorridere al lavoro mentre si porta il peso di un lutto: come gestire la distanza tra ciò che si mostra e ciò che si prova?

Sorrido ai clienti tutto il giorno, poi crollo in auto.
Nessuno sa che dentro sto piangendo una perdita.
Ci sono giornate in cui entri al lavoro, saluti, sorridi, rispondi alle richieste di tutti, e nessuno immagina che dentro di te c'è un vuoto che non riesci a spiegare a parole.
Chi lavora a contatto con il pubblico, come chi insegna, chi assiste pazienti o chi accoglie clienti, spesso deve mostrarsi presente e disponibile ogni giorno, anche mentre attraversa il dolore per la perdita di una persona cara.
Questa distanza tra ciò che il ruolo richiede di mostrare e quello che senti davvero può diventare faticosa da sostenere, soprattutto quando si prolunga nel tempo.
A volte, poi, il tipo di perdita che stai vivendo non viene riconosciuto dagli altri come qualcosa di grave, e questo può farti sentire ancora più solo con il tuo dolore.
Se ti riconosci in tutto questo, sappi che quello che provi ha senso e merita attenzione.
Le radici della fatica
Perché convivere con questa distanza è così faticoso
Devo essere lucido in reparto, ma non ci riesco più.
Ho paura che colgano la mia fragilità e mi giudichino.
Comprendere perché continuare a mostrarsi disponibili mentre si attraversa un lutto possa risultare così faticoso non è sempre immediato. Il supporto di uno/a psicologo/a può offrire uno spazio in cui esplorare la perdita e ciò che stai vivendo senza dover mantenere lo stesso ruolo che ricopri altrove.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di questa fatica quotidiana.
Quando la produttività diventa la misura del valore
- In alcuni ambienti di lavoro può esserci una forte attenzione alla performance, con poco spazio percepito per esprimere momenti di vulnerabilità.
- La pressione a tornare operativi in fretta può lasciare poco spazio ai vissuti e ai bisogni che accompagnano il lutto.
- Il timore che mostrare fragilità possa essere interpretato come un segnale di scarso controllo può portare a trattenere maggiormente ciò che si prova.
Cosa accade dentro di noi durante un lutto
- Durante un lutto possono comparire cambiamenti nella concentrazione, nell'energia e nella capacità di mantenere l'attenzione.
- Questi cambiamenti possono rendere più faticoso rispondere alle richieste di attenzione e lucidità legate al proprio ruolo professionale.
- Sentire di dover mantenere costantemente un'immagine funzionale può aggiungere ulteriore fatica a quella già legata alla perdita.
Il silenzio intorno al dolore
- La mancanza di rituali condivisi per il dolore sul posto di lavoro può trasformare la sofferenza in qualcosa da nascondere.
- La difficoltà a parlare del lutto con i colleghi può alimentare la sensazione che il proprio dolore non trovi riconoscimento o spazio.
- Quando la perdita non rientra negli schemi riconosciuti come “gravi”, il senso di isolamento può farsi più intenso.

Vissuti quotidiani
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Rido con i clienti e mi sento un'estranea a me stessa.
Per tutti era 'solo' un ex, per me era tutto.
Il modo in cui questa distanza si manifesta cambia da persona a persona, ma ci sono situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.
Il ruolo che va avanti mentre dentro qualcosa si è fermato
- Chi insegna e deve mantenere autorevolezza e serenità davanti alla classe mentre elabora una perdita recente.
- Chi lavora in ambito sanitario e, dopo un lutto, si trova comunque a gestire la sofferenza altrui, i turni e le richieste emotive dell'utenza.
- Chi accoglie clienti e deve sorridere con gentilezza mentre porta dentro di sé un vuoto che nessuno percepisce.
La sensazione di funzionare senza sentirsi presenti
- Portare avanti mail, riunioni e attività quotidiane senza sentirle davvero proprie, come se agissi in automatico.
- Aver mantenuto un contegno composto durante il funerale, sentendo che quello fosse il modo più possibile o appropriato di attraversare quel momento.
- Rientrare al lavoro pochi giorni dopo la perdita perché sembra l'unica cosa possibile da fare.
Quando il dolore viene considerato 'minore'
- Vivere la perdita di un ex partner e percepire che gli altri non la considerino un lutto legittimo.
- Piangere in silenzio la perdita di un animale a cui eri profondamente legato, sentendo di non poterlo dire a nessuno.
- Portare il dolore per una figura affettiva non riconosciuta ufficialmente, e sentire il bisogno di minimizzarlo anche con te stesso.
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Quando un trauma continua a farsi sentire nella vita quotidiana, un percorso di psicoterapia può aiutarti a elaborarlo e ad alleggerirne il peso. Ecco come funziona la terapia.

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Strategie pratiche
Come avvicinare ciò che mostri a ciò che provi
Parlarne in terapia mi ha tolto un peso enorme.
Ho capito che potevo lavorare senza fingere di stare bene.
Riconoscere che dolore e professionalità possono coesistere
Puoi essere una persona competente e allo stesso tempo attraversare un momento di fragilità. Le due cose non si escludono, e ricordartelo può alleggerire la sensazione di dover fingere di stare bene a ogni costo.
Ritagliare piccoli spazi personali durante la giornata
Quando e’ possibile, potresti concederti una pausa breve per respirare o allontanarti qualche minuto. Anche pochi istanti in cui puoi riconoscere ciò che provi, senza giudicarti, possono offrirti uno spazio personale all'interno della giornata.
Valutare un confronto con una figura di fiducia sul lavoro
Se te la senti, potresti condividere la tua condizione con un responsabile o una figura di riferimento in azienda, anche senza entrare nei dettagli. Comunicare che stai vivendo un momento difficile può darti un po' più di respiro nella gestione dei compiti.
Costruire una rete di supporto fuori dal lavoro
Cercare persone di fiducia, con cui poterti mostrare per come stai davvero, può offrirti uno spazio di ascolto e condivisione anche fuori dal contesto lavorativo. Coltivare relazioni in cui non devi indossare una maschera è una forma di cura verso te stesso/a.
Distinguere il ruolo professionale dalla persona che sei
Il ruolo che ricopri al lavoro rappresenta solo una parte della tua identità e non esaurisce ciò che sei e ciò che stai vivendo in questo momento. Darti il permesso di non essere sempre al cento per cento è un modo per rispettare il processo che stai vivendo.
Concederti tempi realistici, senza pretendere di “tornare come prima”
L'elaborazione del lutto non segue un calendario preciso. Puoi provare a lasciar andare l'idea di dover recuperare in fretta una normalità che, per ora, non senti tua.
Considerare un percorso di psicoterapia
Un percorso con uno psicologo può offrirti uno spazio in cui sentirti accolto/a e sostenuto/a, in cui dare voce a un dolore che altrove non trova ascolto. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto pesante per chiedere supporto: la terapia può essere un luogo prezioso per elaborare la perdita e ritrovare coerenza tra ciò che senti e ciò che vivi ogni giorno.
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Un nuovo equilibrio possibile
Ritrovare coerenza tra dentro e fuori
Piano piano sto tornando a sentirmi me stessa.
Chiedere aiuto è stata la mia scelta più coraggiosa.
La distanza tra ciò che mostri al lavoro e ciò che provi dentro può essere difficile da sostenere, ma non dice necessariamente qualcosa sulla tua forza o sul tuo valore personale.
Il dolore legato a una perdita può essere significativo anche quando non viene pienamente riconosciuto dalle persone che ti circondano, e merita uno spazio di ascolto.
Sentire di dover continuare a essere produttivi a ogni costo, mentre si attraversa una perdita, può aumentare la fatica emotiva e lasciare poco spazio all'ascolto dei propri bisogni.
Dare voce al tuo vissuto, anche solo con te stesso, può essere un primo passo per ridurre la sensazione di falsità e avvicinare ciò che senti a ciò che mostri.
Se senti che questo peso è diventato difficile da portare da solo/a, rivolgerti a uno/a psicologo/a può rappresentare un gesto di consapevolezza e cura, non un fallimento. Con il tempo, può essere possibile trovare un equilibrio tra il tuo ruolo e il tuo dolore, senza dover scegliere tra i due.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché è così faticoso continuare a lavorare durante un lutto?
In alcuni ambienti di lavoro può esserci una forte attenzione alla performance, con poco spazio percepito per esprimere momenti di vulnerabilità. La pressione a tornare operativi in fretta può lasciare poco spazio ai vissuti e ai bisogni che accompagnano il lutto. Il timore che mostrare fragilità possa essere interpretato come un segnale di scarso controllo può portare a trattenere maggiormente ciò che si prova. Durante un lutto possono comparire cambiamenti nella concentrazione, nell'energia e nella capacità di mantenere l'attenzione, e questi cambiamenti possono rendere più faticoso rispondere alle richieste legate al proprio ruolo professionale.
Perché alcuni tipi di lutto vengono considerati meno gravi di altri?
Quando il dolore per la perdita non rientra negli schemi riconosciuti come gravi, il senso di isolamento può farsi più intenso. Vivere la perdita di un ex partner, ad esempio, può portare a percepire che gli altri non la considerino un lutto legittimo, così come piangere in silenzio la perdita di un animale a cui si era profondamente legati, sentendo di non poterlo dire a nessuno. Anche portare il dolore per una figura affettiva non riconosciuta ufficialmente può far nascere il bisogno di minimizzarlo anche con se stessi, aumentando la sensazione di solitudine con il proprio dolore.
È normale sentirsi come se si stesse solo fingendo di stare bene al lavoro?
Ci sono giornate in cui si saluta, si sorride, si risponde alle richieste di tutti, e nessuno immagina che dentro ci sia un vuoto che non si riesce a spiegare a parole. Questa distanza tra ciò che il ruolo richiede di mostrare e quello che si sente davvero può diventare faticosa da sostenere, soprattutto quando si prolunga nel tempo. Portare avanti mail, riunioni e attività quotidiane senza sentirle davvero proprie, come se si agisse in automatico, è una situazione in cui ci si può riconoscere, e ciò che si prova ha senso e merita attenzione.
Come si può iniziare ad avvicinare ciò che si mostra a ciò che si prova durante un lutto?
Riconoscere che si può essere una persona competente e allo stesso tempo attraversare un momento di fragilità può alleggerire la sensazione di dover fingere di stare bene a ogni costo. Quando possibile, ci si può concedere una pausa breve per respirare o allontanarsi qualche minuto, riconoscendo ciò che si prova senza giudicarsi. Può aiutare anche cercare persone di fiducia con cui potersi mostrare per come si sta davvero, coltivando relazioni in cui non serve indossare una maschera, e distinguere il ruolo professionale dalla persona che si è, ricordando che quel ruolo non esaurisce ciò che si sta vivendo.
Quando è il momento di chiedere aiuto per un lutto vissuto in silenzio sul lavoro?
Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto pesante per chiedere supporto: la terapia può essere un luogo prezioso per elaborare la perdita e ritrovare coerenza tra ciò che si sente e ciò che si vive ogni giorno. Un percorso con uno psicologo può offrire uno spazio in cui sentirsi accolti e sostenuti, in cui dare voce a un dolore che altrove non trova ascolto. Se il peso è diventato difficile da portare da soli, rivolgersi a uno psicologo può rappresentare un gesto di consapevolezza e cura, non un fallimento.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
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Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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