Trasferirsi da soli, ansia e cannabis: come comprendere il senso di estraneità da sé?

Da quando vivo qui non mi riconosco più
Mi guardo vivere come da dietro un vetro
Ti sei trasferito da solo in una città nuova e, all'inizio, sembrava soltanto un po' di disorientamento. Poi hai iniziato a usare la cannabis per gestire l'ansia e, a un certo punto, è arrivata una sensazione difficile da spiegare, quella di non riconoscerti più, di guardarti vivere quasi dall'esterno.
Se ti ritrovi in queste parole, sappi che non sei l'unico a viverle. Un cambiamento di vita importante può modificare temporaneamente il modo in cui percepisci te stesso, soprattutto quando vengono meno alcuni punti di riferimento abituali come luoghi, relazioni e routine.
Questa domanda, di per sé molto comune, può intrecciarsi con il senso di estraneità che compare dopo aver fumato, rendendo faticoso capire dove finisce l'adattamento e dove inizia un disagio che merita attenzione.
In una fase caratterizzata da solitudine e cambiamenti, alcune persone possono ricorrere alla cannabis nel tentativo di gestire l'ansia o altre emozioni difficili. Con il tempo, però, l'uso della sostanza può contribuire ad amplificare alcuni vissuti di disagio. E non riconoscersi più può spaventare, generando altra ansia in un circolo difficile da interrompere.
Possibili cause
Le radici del senso di estraneità da sé
Continuo a chiedermi se mi sento davvero reale
Cerco risposte online, ma la paura peggiora
Capire da dove nasce questa sensazione non è sempre immediato, soprattutto quando si sommano più cambiamenti insieme. In molti casi, esplorare le radici di un vissuto così intenso può essere più chiaro con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per distinguere ciò che è adattamento da ciò che merita attenzione specifica.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base del senso di estraneità da sé dopo un trasferimento.
Il ruolo dell'ansia e degli effetti della cannabis
- L'ansia legata al cambiamento può intrecciarsi con gli effetti della cannabis. In alcune persone il suo consumo può associarsi a un aumento dell'ansia e a esperienze transitorie di depersonalizzazione o derealizzazione.
- Il corpo e la mente, sottoposti allo stress di un cambiamento così grande, possono reagire con sintomi fisici e psicologici che vengono letti come segnali di qualcosa di molto grave.
- In un momento in cui manca una rete di riferimento, la cannabis può sembrare l'unico appoggio, rendendo difficile accorgersi di quando amplifica il malessere invece di alleviarlo.
Quando osservarsi troppo alimenta la paura
- Controllare di continuo le proprie sensazioni interne, chiedendosi 'mi sento reale?' o 'sono distaccato?', può mantenere vivo il senso di estraneità invece di rassicurare.
- Cercare ripetutamente online spiegazioni o rassicurazioni su ciò che si prova può, in alcuni casi, aumentare l'attenzione rivolta ai sintomi e contribuire a mantenere la preoccupazione.
- Il confronto continuo tra la vita di prima e quella attuale, ancora incerta, può alimentare la sensazione di non ritrovarsi più nella propria quotidianità.

Momenti di vita quotidiana
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Il mio appartamento non lo sento ancora casa
Dopo le serate insieme mi sento più sola
A volte è più semplice mettere a fuoco un vissuto se lo si vede raccontato in scene concrete. Ecco alcune situazioni in cui chi vive questa esperienza potrebbe ritrovarsi.
La solitudine tra le mura di casa
- Passare le serate da solo, fumando in balcone, e iniziare a percepire il proprio appartamento come un luogo estraneo invece che come una nuova casa.
- Preferire il fumo in solitudine per non affrontare l'imbarazzo di socializzare in un contesto sconosciuto, rimandando ogni tentativo di creare nuovi legami.
- Ritrovarsi, sera dopo sera, in un ritiro domestico che sembra la scelta più facile ma che rende più profondo il senso di isolamento.
Il distacco e la ricerca di conferme
- Camminare per le strade della città nuova dopo aver fumato e provare la sensazione di osservarsi da fuori, come attraverso un vetro.
- Chiedersi ripetutamente 'sono ancora me stesso?' e cercare risposte su internet, aggravando il timore invece di placarlo.
- Uscire con il gruppo di nuovi conoscenti che fuma insieme e, il giorno dopo, sentirsi ancora più soli, come se quel legame fosse solo di superficie.
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Se senti di aver perso il controllo e desideri ricostruire il tuo benessere, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.
Strategie pratiche
Come ritrovare un contatto più stabile con te stesso
Ho iniziato a uscire, anche se mi costa fatica
Parlarne con qualcuno mi ha aiutato a capirmi
Dare tempo all'adattamento
Un trasferimento porta con sé settimane, a volte mesi, di disorientamento. Puoi ricordarti che sentirsi un po' fuori posto è una reazione comune al cambiamento, e non necessariamente il segnale di un problema grave.
Osservare con calma il ruolo della cannabis
Se vuoi capire quanto la sostanza influisca sul senso di estraneità, è importante affrontare l'argomento con l'aiuto di uno/a specialista, che può accompagnarti nel valutare eventuali cambiamenti nell'uso in modo sereno e sicuro.
Limitare la ricerca di risposte online
Quando senti l'impulso di cercare informazioni o diagnosi su internet, puoi provare ad aspettare anche solo dieci minuti prima di farlo. La ricerca continua tende ad amplificare la paura, mentre rimandarla può aiutare quella sensazione a calare.
Coltivare relazioni al di fuori del gruppo che fuma
Costruire legami richiede energia e un po' di tolleranza all'imbarazzo, ma può regalarti un senso di appartenenza meno legato alla sostanza. Anche un piccolo passo, come accettare un invito o iscriverti a un'attività, può fare la differenza.
Provare esercizi di radicamento nel presente
Quando arriva la sensazione di distacco, semplici esercizi di respirazione o di attenzione a ciò che ti circonda, i suoni, gli oggetti che puoi toccare, possono aiutarti a ritrovare un contatto più stabile con il momento presente.
Prendere in considerazione un percorso di terapia
Parlare con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio in cui sentirti capito e sostenuto, e distinguere l'adattamento naturale al cambiamento da un disagio che richiede attenzione. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: la terapia può rappresentare uno spazio di crescita e di ascolto, prezioso proprio nei momenti di transizione.
Parla di come ti senti a uno psicologo online
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Un percorso possibile
Ritrovare un senso di continuità con te stesso
Piano piano sto ritrovando me stesso
Chiedere aiuto è stato il mio primo passo
Il senso di estraneità da sé può comparire in condizioni diverse e non consente, da solo, di stabilirne la causa. Se questa esperienza è intensa, persiste nel tempo o compare in relazione all'uso di cannabis, può essere importante parlarne con un professionista della salute mentale.
Riconoscere quanto la cannabis possa amplificare l'ansia o la sensazione di distacco è un primo passo importante, e già il fatto di interrogarti su questo racconta la tua voglia di stare meglio.
La paura di non essere più te stesso tende a intensificarsi quando la alimenti con ricerche costanti o con il rimuginio, mentre può attenuarsi quando smetti di monitorarti di continuo e ti concedi di vivere il presente.
Con il tempo, nuove abitudini più protettive e il supporto adeguato, ritrovare un senso di appartenenza a te stesso è possibile, anche in una vita completamente nuova. Se senti che questo vissuto pesa, valutare un percorso con uno/a psicologo/a può essere un modo concreto per prenderti cura di te.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché dopo un trasferimento ci si può sentire estranei a se stessi?
Un cambiamento di vita importante può modificare temporaneamente il modo in cui percepisci te stesso, soprattutto quando vengono meno alcuni punti di riferimento abituali come luoghi, relazioni e routine. Il corpo e la mente, sottoposti allo stress di un cambiamento così grande, possono reagire con sintomi fisici e psicologici che vengono letti come segnali di qualcosa di molto grave. In un momento in cui manca una rete di riferimento, la cannabis può sembrare l'unico appoggio, rendendo difficile accorgersi di quando amplifica il malessere invece di alleviarlo.
Che ruolo ha la cannabis nel senso di distacco da sé?
L'ansia legata al cambiamento può intrecciarsi con gli effetti della cannabis. In alcune persone il suo consumo può associarsi a un aumento dell'ansia e a esperienze transitorie di depersonalizzazione o derealizzazione. Riconoscere quanto la cannabis possa amplificare l'ansia o la sensazione di distacco è un primo passo importante, e già il fatto di interrogarti su questo racconta la tua voglia di stare meglio.
Cercare informazioni online su questi sintomi può peggiorare la situazione?
Cercare ripetutamente online spiegazioni o rassicurazioni su ciò che si prova può, in alcuni casi, aumentare l'attenzione rivolta ai sintomi e contribuire a mantenere la preoccupazione. Controllare di continuo le proprie sensazioni interne, chiedendosi 'mi sento reale?' o 'sono distaccato?', può mantenere vivo il senso di estraneità invece di rassicurare. La paura di non essere più te stesso tende a intensificarsi quando la alimenti con ricerche costanti o con il rimuginio, mentre può attenuarsi quando smetti di monitorarti di continuo e ti concedi di vivere il presente.
È normale sentirsi disorientati dopo essersi trasferiti da soli in una nuova città?
Un trasferimento porta con sé settimane, a volte mesi, di disorientamento. Puoi ricordarti che sentirsi un po' fuori posto è una reazione comune al cambiamento, e non necessariamente il segnale di un problema grave. Il confronto continuo tra la vita di prima e quella attuale, ancora incerta, può alimentare la sensazione di non ritrovarsi più nella propria quotidianità, ma questo non consente, da solo, di stabilire la causa di un disagio più profondo.
Quali situazioni quotidiane possono far emergere questo senso di estraneità?
Passare le serate da solo, fumando in balcone, e iniziare a percepire il proprio appartamento come un luogo estraneo invece che come una nuova casa, oppure preferire il fumo in solitudine per non affrontare l'imbarazzo di socializzare in un contesto sconosciuto. Camminare per le strade della città nuova dopo aver fumato e provare la sensazione di osservarsi da fuori, come attraverso un vetro, o uscire con il gruppo di nuovi conoscenti che fuma insieme e, il giorno dopo, sentirsi ancora più soli, come se quel legame fosse solo di superficie.
Quando è importante chiedere aiuto per questo tipo di malessere?
Se questa esperienza è intensa, persiste nel tempo o compare in relazione all'uso di cannabis, può essere importante parlarne con un professionista della salute mentale. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: la terapia può rappresentare uno spazio di crescita e di ascolto, prezioso proprio nei momenti di transizione, in cui sentirti capito e sostenuto, e distinguere l'adattamento naturale al cambiamento da un disagio che richiede attenzione.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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