Alimentazione
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Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla

Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla
Pubblicato il
29.2.2024

Ogni anno, il 15 marzo si celebra la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla. Si tratta di una giornata nata con l’intento di diffondere la conoscenza dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) come l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa, il binge eating disorder e altri, e promuovere la prevenzione e l'informazione

La Giornata del Fiocchetto Lilla è un invito a guardare oltre i pregiudizi, comprendendo che i DCA possono colpire chiunque, indipendentemente da età, sesso o background culturale.

Celebrare questa giornata significa anche sostenere chi è nel percorso di recupero, offrendo ascolto e supporto. È un momento per educare, per diffondere messaggi di speranza e per ricordare l'importanza fondamentale della salute mentale.

In questo giorno, eventi, campagne online e incontri hanno lo scopo di illuminare la realtà dei DCA, dimostrando che la guarigione è possibile e che nessuno deve affrontare da solo queste sfide. 

Indossare il fiocchetto lilla, è dunque un piccolo gesto, ma carico di un significato profondo: un segno di solidarietà e comprensione verso chi lotta ogni giorno.

fiocchetto lilla disturbi alimentari
Alexander Grey - Unsplash

Giornata dei disturbi alimentari: fiocchetto lilla e non solo

In Italia e nel mondo ci sono due ricorrenze che fanno luce sui DCA: la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla e la Giornata mondiale sui disturbi alimentari.

Entrambe sono nate come occasioni importanti dedicate alla sensibilizzazione e all'informazione sui disturbi del comportamento alimentare, ma differiscono per focus, origine e data di celebrazione.

Giornata del Fiocchetto Lilla: la storia 

La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla ha date variabili nel mondo: in Italia è stata ufficialmente riconosciuta il 19 giugno 2018, anche se nasce nel 2012.

L’associazione che ha creato il fiocchetto lilla è Mi Nutro di Vita. Il suo Presidente, Stefano Tavilla, è padre di una giovane donna che, a causa della bulimia, muore proprio il 15 marzo. La volontà di agire concretamente lo spinge a dare vita a diversi eventi curati dall’associazione:

“Non può, non deve capitare ad altri. La morte di mia figlia deve servire a tutte le persone e le famiglie che vivono un dramma di questo genere. Il dramma di vedere chi ami che piano piano si spegne, non ride più, non mangia o vomita. Non accetta di farsi curare e a te resta la sensazione di non aver fatto abbastanza. Lei non ce l’ha fatta, ma non ci devono essere altri figli che muoiono quando potevano essere salvati." Stefano Tavilla

L’associazione Mi nutro di vita, insieme alle associazioni Perle Onlus e Così Come Sei, ha dato vita alla Fondazione Fiocchetto Lilla che, come si legge nella propria mission: 

“si pone l’obiettivo di sensibilizzare sulla realtà di questa malattia in Italia, promuovere e incentivare la certificazione di percorsi di prevenzione e sostegno su tutto il territorio nazionale, finanziare la ricerca e far arrivare risorse concrete a chi si trova o si potrebbe trovare ad affrontare queste malattie.”

Perché il fiocchetto lilla?

L'origine esatta del fiocchetto lilla come simbolo per la sensibilizzazione sui disturbi alimentari non è attribuibile a una singola associazione in modo univoco, poiché diversi gruppi e organizzazioni in vari paesi hanno adottato questo simbolo nel corso degli anni per rappresentare la lotta contro i disturbi del comportamento alimentare. 

Il fiocchetto lilla è diventato un simbolo internazionale utilizzato per aumentare la consapevolezza su queste condizioni, promuovere l'educazione e sostenere coloro che ne sono affetti.

La scelta del lilla non è casuale: questo colore, che unisce il calmo blu al vibrante rosso, rappresenta la dualità dei DCA, che celano sofferenza interiore dietro apparente tranquillità. È un richiamo alla complessità di queste condizioni, invitando a un approccio empatico e informato.

Giornata mondiale dei disturbi alimentari

La Giornata Mondiale sui Disturbi Alimentari è stata celebrata per la prima volta il 2 giugno 2015, ha una portata più globale e mira a unire le voci di individui, famiglie e professionisti da tutto il mondo per evidenziare l'urgenza di comprendere, prevenire e trattare i disturbi alimentari. 

La giornata vuole essere un momento di azione e sensibilizzazione a livello mondiale, sottolineando l'importanza della ricerca, dell'educazione e delle politiche pubbliche efficaci per affrontare queste malattie.

È stata istituita per iniziativa di un consorzio globale di organizzazioni non profit, attivisti e professionisti impegnati nella lotta contro i disturbi alimentari, al fine di creare una piattaforma condivisa per la sensibilizzazione su scala mondiale.

Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla: perché è importante

In Italia, i disturbi del comportamento alimentare sono in crescita. A darci uno spaccato della situazione attuale è il Ministero della Salute, attraverso i dati epidemiologici raccolti con la Survey sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione 2019-2023:

  • nel 2019 i casi sono 680.569
  • nel 2020 salgono a 879.560
  • nel 2021 si sale a 1.230.468
  • nel 2022 si arriva a 1.450.567.

La crescita anno dopo anno è evidente e preoccupante e, ad aggravare questi numeri, arriva il dato sulle fasce d’età prevalentemente colpite da questi disturbi, che si è abbassata notevolmente. 

Nell’articolo del Sole 24 ore dedicato proprio alla Survey nazionale sopra citata, si leggono le parole di Laura Dalla Ragione, direttrice della Rete Disturbi Comportamento Alimentare Usl 1 Umbria:

“Negli ultimi anni i disturbi alimentari hanno registrato un costante aumento, con un’attenzione particolare per la fascia d’età compresa tra i 12 e i 14 anni e con un anticipo evidente nell’insorgenza di queste patologie: oggi si ammalano ragazzini e ragazzine di 10 anni. Emerge infine un forte aumento dei maschi che negli ultimi tre anni sono entrati in contatto con i servizi”

Alla luce di questi dati, diventa sempre più importante cercare di raggiungere gli obiettivi che anche una giornata come quella del fiocchetto lilla si propone:

  • sensibilizzare persone e Istituzioni diffondendo la conoscenza di questi disturbi: qual è la loro frequenza? quali le caratteristiche e le gravi conseguenze che possono provocare sulla salute psico-fisica di chi ne soffre?
  • difendere i diritti fondamentali di chi è colpito da un disturbo alimentare, combattendo informazioni distorte e/o pregiudizi
  • creare una rete di solidarietà che possa sostenere chi è colpito da DCA e i suoi familiari, per combattere il disagio relazionale e il senso di abbandono che accompagna questi disturbi.

Cosa hanno in comune tra loro i Disturbi del Comportamento Alimentare?

Quando si parla di disturbi del comportamento alimentare si pensa solitamente all’anoressia nervosa, la bulimia e il disturbo da binge-eating. Disturbi che sembrano molto diversi gli uni dagli altri, ma che in realtà fanno tutti parte di uno stesso spettro, i cui confini sono spesso difficili da definire.

Ciò che li accomuna è il valore che il cibo assume nella storia della persona e un’importanza che va ben oltre il mero aspetto calorico. Si sceglie di digiunare o di abbuffarsi per dare voce ad un disagio che non ci si sente in grado di gestire e che trova espressione nel rapporto con col corpo e col cibo, che in maniera ostinata si tenta di controllare o dal quale ci si lascia completamente sopraffare.

È importante tenere sempre presente che i sintomi dei disturbi alimentari non hanno a che fare solo con il cibo, ma rappresentano l’espressione di un disagio più profondo. Spesso le persone affetta da DCA sono incapaci di esprimere il proprio dolore a parole, oppure sentono di non avere il permesso di farlo e, allora, il corpo consente loro di dar voce a questa sofferenza: nutrirsi troppo o troppo poco diventa un modo per compensare i vuoti affettivi e l’insicurezza nei confronti di se stessi.

15 marzo fiocchetto lilla
Cottonbro Studio - Pexels

DCA: 6 segnali a cui prestare attenzione 

Quali sono i segnali che indicano la presenza del rischio di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare? Ecco 6 comportamenti che potrebbero costituire un campanello di allarme, utile a comprendere che è il momento di chiedere aiuto.

1. Condivisione durante i pasti

L’incontro a tavola rappresenta il momento di convivialità per eccellenza e il luogo privilegiato per cogliere i primi segnali. È possibile notare una sorta di isolamento, una maggiore concentrazione su sé stessi, reticenza nel chiacchierare o scherzare con gli altri commensali e continui tentativi di mangiare da soli. 

2. Rituali sospetti e perdita di controllo

È possibile che si creino dei piccoli rituali durante i pasti, specie nell’anoressia, come sminuzzare le pietanze, separare i cibi o mangiare molto lentamente. Più prettamente caratteristica di chi soffre di bulimia o binge eating, invece, è la perdita di controllo: si mangia in modo vorace, spesso di nascosto.

3. Fretta di allontanarsi da tavola

Può essere presente una particolare agitazione che si risolve con un allontanamento dal tavolo, in direzione del bagno. Quando questo comportamento diventa costante è bene provare a dare all’altro la possibilità di esplicitare una richiesta d’aiuto.

4. Bugie

Spesso si arriva a un punto in cui si inventano scuse di ogni genere, per la vergogna e la preoccupazione di deludere i familiari. È importante non indispettirsi, ma leggere queste scuse come una richiesta d’aiuto che non riesce a trovare altra espressione.

5. Ossessione per l’aspetto fisico

Nonostante l’interesse per il proprio corpo non rappresenti di per sé un problema, un’attenzione costante e una preoccupazione eccessiva di poter essere poco piacevoli o troppo grassi è un segnale d’allarme da non sottovalutare. 

6. Iperattività fisica

L’attività fisica non è più una scelta, ma diventa una vera e propria ossessione che a volte può sfociare nella vigoressia: lo sport perde la sua valenza ludica e diventa il modo di smaltire ciò che si è mangiato e mantenere il controllo sul proprio fisico. Attenzione quindi se i momenti dedicati allo sport aumentano sempre più e, soprattutto, se diventano qualcosa a cui non si può rinunciare.

giornata dca
Alesia Kozik - Pexels

Cosa fare?

A chi è vicino a una persona che soffre di un DCA consigliamo di provare a capire cosa stia succedendo, senza giudicarla o assecondarne il comportamento disadattivo. Per trovare un punto di contatto provate a concentrarvi sulla sofferenza che in qualche modo la persona sta esprimendo, lasciando che finalmente emerga la sua richiesta di aiuto. 

L’Istituto Superiore di Sanità, ha di recente aggiornato la mappatura territoriale dei centri dedicati alla cura dei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione, che “offre, in tempo reale, un database dei centri dedicati alla cura di tali disturbi, che prevedono una presa in carica globale e integrata, consentendo così ai cittadini  con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, alle loro famiglie, a chi sta loro vicino la possibilità di usufruire di interventi appropriati”.

Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.

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