Neurontin è il nome commerciale di un farmaco a base di gabapentin, appartenente alla classe degli antiepilettici. Viene utilizzato nel trattamento di alcune forme di epilessia e del dolore neuropatico periferico, un dolore legato a un danno o a un'alterazione del funzionamento dei nervi. In Italia è un medicinale soggetto a prescrizione medica.
Quando viene prescritto, è normale avere domande che vanno oltre il semplice “a cosa serve”. Come ci si sente assumendo Neurontin? Può provocare sonnolenza o influire sulla concentrazione? Esiste un rischio di dipendenza? E cosa succede se viene assunto insieme ad altri farmaci?
In questo articolo vedremo come agisce Neurontin, per quali condizioni viene prescritto, come si assume e quali effetti indesiderati e interazioni è utile conoscere. Approfondiremo anche alcuni aspetti legati all'umore e al benessere psicologico, per capire quando la psicoterapia può trovare spazio all'interno di un percorso di cura più ampio.
Panoramica su Neurontin
Il principio attivo di Neurontin è il gabapentin, una molecola a cui abbiamo dedicato un approfondimento specifico sul funzionamento, gli utilizzi e gli effetti collaterali. Neurontin è il medicinale di marca, ma il gabapentin è disponibile anche come farmaco equivalente.
Le indicazioni autorizzate riguardano principalmente due ambiti: epilessia e dolore neuropatico periferico.
Nell'epilessia, Neurontin può essere utilizzato in associazione ad altri farmaci per il trattamento delle crisi parziali negli adulti e nei bambini a partire dai 6 anni. Negli adulti e negli adolescenti dai 12 anni può essere prescritto anche come monoterapia, cioè come unico farmaco antiepilettico, in specifiche forme di crisi.
Negli adulti, il gabapentin è inoltre indicato per il trattamento del dolore neuropatico periferico, un dolore provocato da un danno o da un'alterazione dei nervi. Tra le condizioni riportate nella documentazione del farmaco rientrano, per esempio, la neuropatia diabetica dolorosa e la nevralgia post-erpetica, il dolore che può persistere dopo un episodio di herpes zoster.
Il gabapentin viene talvolta utilizzato anche off-label, cioè per condizioni non comprese nelle indicazioni ufficialmente autorizzate. Alcuni impieghi studiati riguardano, per esempio, determinati disturbi d'ansia e la sindrome delle gambe senza riposo. In questi casi la prescrizione richiede una valutazione medica individuale, che tenga conto delle evidenze disponibili, delle caratteristiche della persona e del rapporto tra benefici e rischi.
È utile, infine, chiarire un possibile equivoco: Neurontin non è un ansiolitico né un antidepressivo. Il fatto che il gabapentin sia stato studiato o utilizzato in alcuni disturbi psichiatrici non lo rende un farmaco appartenente a queste categorie. Durante il trattamento, tuttavia, alcune persone possono osservare cambiamenti nella sonnolenza, nella concentrazione o nel tono dell'umore: aspetti che approfondiremo più avanti.

Di che classe farmaceutica fa parte?
Neurontin appartiene alla classe degli antiepilettici (codice ATC N03AX12) e, più nello specifico, al gruppo dei gabapentinoidi. Della stessa famiglia fa parte il pregabalin, commercializzato anche come Lyrica, che nell'Unione Europea è autorizzato anche per il disturbo d'ansia generalizzato negli adulti.
Come può un farmaco utilizzato nell'epilessia essere efficace anche contro alcune forme di dolore? Le due condizioni sono diverse, ma entrambe possono coinvolgere un'alterazione dell'attività dei neuroni e della trasmissione dei segnali nervosi.
I gabapentinoidi aiutano a regolare questa attività agendo su specifici canali presenti nelle cellule nervose. In questo modo possono ridurre la trasmissione eccessiva di alcuni segnali, contribuendo sia all'effetto antiepilettico sia al controllo del dolore neuropatico.
Nonostante il nome, il gabapentin non agisce direttamente sul GABA, uno dei principali neurotrasmettitori inibitori del cervello.
Come funziona Neurontin
Il gabapentin agisce su specifici canali del calcio presenti nelle cellule nervose, contribuendo a ridurre il rilascio di alcune sostanze che aumentano l'attività dei neuroni. In questo modo aiuta a limitare un'eccessiva eccitabilità dei segnali nervosi, favorendo il controllo delle crisi epilettiche e del dolore neuropatico. Il meccanismo è approfondito nella pagina dedicata al principio attivo.
Il gabapentin è stato studiato anche per possibili effetti sull'ansia e sul sonno, ma questi utilizzi non rientrano nelle indicazioni autorizzate di Neurontin in Italia. Eventuali benefici possono inoltre variare da persona a persona e vanno valutati nel contesto della prescrizione medica.
In Italia Neurontin è disponibile in capsule rigide da 100 mg, 300 mg e 400 mg. Le capsule si assumono per via orale, intere e con acqua, con o senza cibo. La dose viene stabilita dal medico e generalmente viene aumentata in modo graduale, in base alla risposta e alla tollerabilità individuale.
Effetti terapeutici ed effetti collaterali
Vediamo quali benefici può avere Neurontin nelle indicazioni per cui è autorizzato e quali effetti indesiderati possono comparire durante il trattamento.
Effetti terapeutici
Nell'epilessia, Neurontin aiuta a controllare le crisi parziali e a ridurne la frequenza. Nel dolore neuropatico periferico, invece, può attenuare sintomi come bruciore, formicolio, fitte o dolore persistente.
Quando il dolore diminuisce, può migliorare anche il sonno, soprattutto se erano proprio i sintomi dolorosi a provocare risvegli o difficoltà nel riposo. Questo miglioramento può avere effetti positivi anche sul benessere generale e sull'umore.
I benefici non sono necessariamente immediati e i tempi di risposta possono variare da persona a persona. Il medico aumenta generalmente la dose in modo graduale, sia per individuare quella più adatta sia per favorire la tollerabilità del trattamento, soprattutto nelle prime fasi.
Effetti collaterali
Come tutti i farmaci, Neurontin può causare effetti indesiderati, anche se non tutte le persone li manifestano. Tra quelli riportati più frequentemente ci sono sonnolenza, capogiri, difficoltà nella coordinazione dei movimenti e stanchezza.
Possono comparire anche altri disturbi, tra cui tremori, difficoltà di concentrazione, alterazioni del sonno, visione offuscata, nausea, vomito, disturbi gastrointestinali, aumento di peso e gonfiore alle estremità.
Sono stati segnalati anche cambiamenti dell'umore e del comportamento, come nervosismo, ansia, depressione e instabilità emotiva.
Più raramente possono verificarsi effetti più seri. È importante contattare tempestivamente un medico in presenza di difficoltà respiratorie, reazioni allergiche importanti o gravi reazioni cutanee.
Come per altri farmaci antiepilettici, durante il trattamento sono stati segnalati anche pensieri autolesivi o suicidari. La loro comparsa, o un cambiamento significativo e improvviso dell'umore o del comportamento, richiede una valutazione medica tempestiva.
Non sempre è semplice capire se un cambiamento emotivo dipenda dal farmaco, dalla condizione per cui viene assunto o da altri fattori. Per questo, se durante il trattamento compaiono sintomi nuovi o insoliti, è utile segnalarli al medico senza modificare autonomamente la terapia.
Un altro aspetto riguarda il rischio di abuso e dipendenza. Sono stati segnalati casi di dipendenza da gabapentin anche alle dosi terapeutiche, e il medico può valutare eventuali fattori di rischio prima e durante il trattamento. Particolare cautela è necessaria quando il gabapentin viene assunto insieme agli oppioidi, anche per il maggiore rischio di sedazione e depressione respiratoria.
Per questo è importante informare il medico dei farmaci che si assumono e di eventuali precedenti problemi legati all'uso di sostanze, così da impostare e monitorare il trattamento nel modo più sicuro possibile.
Interazioni con altri farmaci
Conoscere le possibili interazioni di Neurontin è importante per utilizzare il farmaco in sicurezza. Alcune associazioni richiedono particolare attenzione, mentre per altre non sono emerse interazioni clinicamente significative.
Tra le principali interazioni da conoscere ci sono:
- Analgesici oppioidi (come la morfina): l'associazione può aumentare sonnolenza e sedazione e, nei casi più seri, il rischio di depressione respiratoria. Per questo può essere necessario un monitoraggio più attento da parte del medico.
- Antiacidi contenenti alluminio e magnesio: possono ridurre l'assorbimento del gabapentin. La scheda tecnica raccomanda quindi di assumere Neurontin almeno due ore dopo l'antiacido.
- Alcol e altre sostanze con effetto sedativo: possono accentuare sonnolenza, capogiri e riduzione dell'attenzione. È quindi importante chiedere al medico come comportarsi durante il trattamento, soprattutto se si assumono altri farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale.
Il gabapentin presenta invece un rischio relativamente basso di interazioni con molti altri medicinali. Non sono state osservate interazioni farmacocinetiche clinicamente rilevanti con alcuni antiepilettici, tra cui fenitoina, acido valproico e carbamazepina, né con i contraccettivi orali contenenti noretindrone e/o etinilestradiolo.
Un'altra possibile interferenza riguarda gli esami di laboratorio. Il gabapentin può causare falsi positivi con alcuni test semiquantitativi per la ricerca delle proteine nelle urine. In questi casi può essere necessario confermare il risultato con un metodo diverso.
Prima di iniziare Neurontin è quindi importante informare il medico di tutti i farmaci, integratori e altre sostanze che si stanno assumendo. La terapia non dovrebbe essere modificata o sospesa autonomamente.
Avvertenze e precauzioni d'uso
Come per ogni farmaco, anche durante il trattamento con Neurontin ci sono alcune precauzioni da conoscere per utilizzarlo in sicurezza.
- Gravidanza: l'uso del gabapentin deve essere valutato dal medico considerando benefici e possibili rischi. Se scopri di essere incinta durante il trattamento, non sospendere il farmaco autonomamente ma contatta il medico.
- Allattamento: il gabapentin passa nel latte materno, quindi la decisione di proseguire il trattamento o l'allattamento va valutata caso per caso.
- Guida e uso di macchinari: capogiri, sonnolenza e stanchezza possono ridurre la capacità di concentrazione e di reazione, soprattutto all'inizio della terapia. È quindi importante capire come si reagisce al farmaco prima di guidare o utilizzare macchinari.
- Persone anziane: sonnolenza, gonfiore alle estremità e stanchezza possono essere più frequenti. Inoltre, una ridotta funzionalità renale può rendere necessario un aggiustamento della dose.
- Insufficienza renale ed emodialisi: il gabapentin viene eliminato principalmente attraverso i reni, quindi il dosaggio deve essere adattato alla funzionalità renale.
- Storia di abuso o dipendenza da sostanze: può aumentare il rischio di uso improprio e dipendenza ed è importante informarne il medico.
- Intolleranza ad alcuni zuccheri: le capsule contengono lattosio, quindi è opportuno consultare il medico in presenza di alcune rare forme di intolleranza ereditaria.
Un'altra avvertenza riguarda il benessere psicologico. In un numero limitato di persone trattate con farmaci antiepilettici sono stati osservati pensieri autolesivi o suicidari. Se compaiono pensieri di questo tipo o cambiamenti importanti e insoliti dell'umore o del comportamento, è necessario rivolgersi tempestivamente a un medico.
Particolare attenzione va prestata anche alla respirazione. Il rischio di depressione respiratoria può essere maggiore nelle persone con problemi respiratori o neurologici, con insufficienza renale, nelle persone anziane e in chi assume contemporaneamente oppioidi o altri farmaci depressori del sistema nervoso centrale.
Anche la sospensione deve essere concordata con il medico. Interrompere bruscamente il gabapentin può provocare sintomi da sospensione e, nelle persone con epilessia, aumentare il rischio di crisi. Per questo la dose viene generalmente ridotta in modo graduale, nell'arco di almeno una settimana.
La stessa cautela vale quando ci si sente meglio: il miglioramento dei sintomi non significa necessariamente che il trattamento possa essere interrotto. La decisione di ridurre o sospendere Neurontin va presa insieme al medico.
Neurontin e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura
Farmaco e psicoterapia possono avere funzioni diverse e complementari. Neurontin agisce sull'attività del sistema nervoso, mentre la psicoterapia può aiutare a gestire l'impatto emotivo e quotidiano della condizione per cui il farmaco viene prescritto.

Neurontin e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura
Farmaco e psicoterapia possono avere funzioni diverse e complementari. Neurontin agisce sull'attività del sistema nervoso, mentre la psicoterapia può aiutare a gestire l'impatto emotivo e quotidiano della condizione per cui il farmaco viene prescritto.
Convivere con l'epilessia o con un dolore persistente, infatti, può significare affrontare anche aspetti che il farmaco da solo non può risolvere: l'ansia anticipatoria per una possibile nuova crisi, la paura che il dolore ritorni, la tendenza a immaginare lo scenario peggiore, il senso di isolamento o le preoccupazioni legate alla terapia e alla dipendenza dai farmaci.
Anche alcuni effetti indesiderati, come sonnolenza e difficoltà di concentrazione, possono avere conseguenze sulla vita quotidiana e intrecciarsi con emozioni e difficoltà già presenti. La psicoterapia può offrire uno spazio per comprendere meglio ciò che si sta vivendo e sviluppare strategie più funzionali per affrontarlo.
Nel dolore cronico, gli interventi psicologici possono aiutare soprattutto a ridurre quanto il dolore interferisce con le attività, le relazioni e il benessere emotivo. Una metanalisi di studi controllati ha osservato, per esempio, risultati favorevoli della Acceptance and Commitment Therapy (ACT) sull'interferenza del dolore e sui sintomi ansiosi e depressivi (Ye et al., 2024).
Anche la terapia cognitivo-comportamentale e gli interventi basati sulla mindfulness possono essere utilizzati per lavorare sulla gestione del dolore e delle emozioni che lo accompagnano.
Un percorso psicologico può essere utile anche per affrontare i cambiamenti che una malattia cronica porta nella quotidianità, nelle relazioni e nella percezione di sé. Se il medico decide di modificare o ridurre la terapia farmacologica, la psicoterapia può inoltre accompagnare la persona nella gestione delle eventuali preoccupazioni legate a questa fase.
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