La clotiapina è un farmaco antipsicotico utilizzato nel trattamento di alcune condizioni caratterizzate da sintomi psicotici, forte agitazione o stati di ansia particolarmente intensi. In Italia è disponibile con il nome commerciale Entumin e può essere assunta esclusivamente su prescrizione medica.
La sua azione interessa diversi sistemi di neurotrasmissione coinvolti nella regolazione del pensiero, dell’attivazione e del comportamento. Come altri antipsicotici, può essere utile in specifiche situazioni cliniche, ma richiede una valutazione medica attenta sia nella scelta del trattamento sia nel monitoraggio di eventuali effetti indesiderati.
In questo articolo vedremo come agisce la clotiapina, quando può essere prescritta, quali precauzioni ed effetti collaterali è importante conoscere e quale ruolo può avere la psicoterapia all’interno di un percorso di cura più ampio.
Di che classe fa parte e con quali nomi è in commercio
La clotiapina appartiene alla classe degli antipsicotici, farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale e vengono utilizzati per trattare sintomi come deliri, allucinazioni, disorganizzazione del pensiero e stati di forte agitazione. Il suo codice ATC è N05AH06.
Dal punto di vista chimico, è una dibenzotiazepina, famiglia a cui appartengono anche molecole come la clozapina, l'olanzapina e la quetiapina. La somiglianza nella struttura chimica, però, non significa che questi farmaci abbiano gli stessi effetti o vengano utilizzati nello stesso modo.
Anche la collocazione della clotiapina tra gli antipsicotici di prima o di seconda generazione non è del tutto uniforme nelle diverse fonti. Presenta infatti alcune caratteristiche farmacologiche proprie dei neurolettici più datati, insieme a un marcato effetto sedativo. Più che l'etichetta generazionale, quindi, per comprenderne l'impiego è utile considerarne il profilo farmacologico e le specifiche indicazioni cliniche.
In Italia la clotiapina è commercializzata con il nome Entumin, prodotto da Laboratoires Juvisé Pharmaceuticals, ed è un medicinale soggetto a prescrizione medica. In altri paesi la stessa molecola può essere disponibile con nomi commerciali differenti, tra cui Etumina, Etumine ed Etomine.
Le formulazioni disponibili comprendono:
- gocce orali da 100 mg/ml;
- compresse da 40 mg;
- soluzione iniettabile da 40 mg/4 ml.
La formulazione e la posologia vengono stabilite dal medico in base alle caratteristiche della persona, alla condizione da trattare e alla risposta al farmaco. Per questo non esiste un numero di gocce o di compresse adatto a tutti ed è importante non modificare autonomamente la dose prescritta.

Come funziona e per cosa si usa Clotiapina
La clotiapina agisce su diversi sistemi di neurotrasmissione del sistema nervoso centrale. La sua azione coinvolge soprattutto la dopamina, ma interessa anche altri neurotrasmettitori, tra cui serotonina e istamina. È da questo profilo farmacologico che derivano sia l'effetto antipsicotico sia la sua marcata componente sedativa.
Secondo il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP), la clotiapina può ridurre l'attività psicomotoria, favorire la regolazione del sonno e attenuare gli stati di ansia e agitazione, oltre ad agire sui sintomi psicotici. L'effetto sedativo fa quindi parte delle proprietà del farmaco, anche se un'eccessiva sonnolenza o una sedazione difficile da gestire vanno riferite al medico.
Questo non significa, però, che la clotiapina sia un farmaco per dormire. L'insonnia non rientra infatti tra le indicazioni terapeutiche approvate: un miglioramento del sonno può verificarsi, per esempio, quando il trattamento riduce l'agitazione o altri sintomi che interferiscono con il riposo.
Le indicazioni riportate nella scheda tecnica comprendono:
- le psicosi acute, tra cui la schizofrenia in fase acuta, gli episodi deliranti, gli episodi maniacali che possono presentarsi nel disturbo bipolare, gli stati confusionali e l'eccitamento psicomotorio;
- le fasi acute di riesacerbazione delle psicosi croniche;
- le psicosi croniche, in particolare quelle caratterizzate da sintomi paranoidi;
- le sindromi psicoreazionali o nevrotiche;
- gli stati d'ansia.
La clotiapina è indicata negli adulti e negli adolescenti a partire dai 16 anni. Al di sotto di questa età, sicurezza ed efficacia non sono state stabilite. Nei quadri acuti può inoltre essere necessario iniziare il trattamento in un contesto che permetta un monitoraggio clinico adeguato.
Rispetto ad altri antipsicotici, le evidenze scientifiche specifiche sulla clotiapina sono relativamente limitate. Una revisione Cochrane sul suo impiego nella schizofrenia ha individuato quattro studi, per un totale di 276 partecipanti, rilevando una qualità complessivamente bassa delle prove disponibili (Mazhari et al., 2017).
Anche per il trattamento dell'agitazione acuta la letteratura disponibile è ridotta. Una revisione ha individuato due studi controllati sulla clotiapina somministrata per via intramuscolare, nei quali il farmaco è stato confrontato con zuclopentixolo acetato e lorazepam.
Gli autori sottolineano tuttavia che il numero limitato di studi non consente di trarre conclusioni solide sulla sua efficacia comparativa (Claeys et al., 2017).
Controindicazioni, avvertenze e precauzioni
Prima di prescrivere la clotiapina, il medico valuta eventuali condizioni che possono renderne l'uso controindicato o richiedere particolari precauzioni. Secondo la scheda tecnica, il farmaco non deve essere utilizzato in caso di:
- ipersensibilità alla clotiapina o a uno degli eccipienti;
- stati comatosi o grave depressione del sistema nervoso centrale provocata da sostanze ad azione depressiva;
- epilessia non trattata;
- età inferiore ai 16 anni.
La clotiapina non deve inoltre essere somministrata per via intra-arteriosa.
In altre situazioni il farmaco non è necessariamente controindicato, ma richiede una valutazione più attenta del rapporto tra benefici e possibili rischi:
- Gravidanza e allattamento: l'uso è indicato solo nei casi di effettiva necessità e sotto diretto controllo medico. In particolare, i neonati esposti agli antipsicotici durante il terzo trimestre di gravidanza possono manifestare sintomi extrapiramidali o da sospensione dopo la nascita e possono quindi necessitare di monitoraggio.
- Persone anziane: può essere necessario utilizzare dosaggi più bassi e controllare con particolare attenzione la pressione arteriosa e la risposta al trattamento.
- Psicosi associata a demenza: efficacia e sicurezza della clotiapina non sono state stabilite in questa popolazione. Per gli antipsicotici, inoltre, è stato osservato un aumento del rischio di mortalità nelle persone anziane con demenza.
- Epilessia: poiché il farmaco può abbassare la soglia convulsiva, nelle persone già in trattamento con anticonvulsivanti può essere necessario rivalutare la terapia.
- Alcol: durante il trattamento è raccomandato evitarne il consumo, perché può accentuare gli effetti depressivi sul sistema nervoso centrale.
- Guida e uso di macchinari: sonnolenza, sedazione e riduzione della capacità di reazione possono rendere rischiose attività che richiedono particolare attenzione.
Prima di iniziare il trattamento è importante informare il medico anche in presenza di una storia personale di trombosi, ipertrofia prostatica, glaucoma o malattie cardiovascolari, così come di fattori che possono aumentare il rischio di alterazioni del ritmo cardiaco, compresa una storia personale o familiare di prolungamento dell'intervallo QT.
Particolare attenzione è richiesta anche nei trattamenti prolungati. La scheda tecnica segnala la possibilità di alterazioni oculari e raccomanda controlli oftalmologici periodici. La clotiapina può inoltre determinare un aumento della prolattina: questo aspetto va considerato soprattutto nelle persone con condizioni cliniche che possono essere influenzate da variazioni dei livelli di questo ormone.
La durata del trattamento viene stabilita dal medico in base alla condizione trattata e alla risposta individuale. Anche quando i sintomi migliorano, la dose non dovrebbe essere ridotta e il farmaco non dovrebbe essere sospeso autonomamente: tempi e modalità della sospensione vanno concordati con il medico.
Effetti indesiderati
Come tutti i farmaci, anche la clotiapina può causare effetti indesiderati, che non compaiono necessariamente in tutte le persone e possono avere intensità diversa. La scheda tecnica li distingue in base alla frequenza con cui sono stati osservati.
Tra gli effetti classificati come non comuni rientrano:
- agitazione e stato confusionale;
- sintomi extrapiramidali, cioè disturbi del movimento che possono manifestarsi come distonia (contrazioni muscolari involontarie), acatisia (una forte irrequietezza con difficoltà a rimanere fermi) o parkinsonismo (rigidità e rallentamento dei movimenti);
- discinesia tardiva, caratterizzata da movimenti involontari e ripetitivi, spesso a carico del viso e della bocca;
- sedazione e visione offuscata;
- ipotensione ortostatica, cioè un abbassamento della pressione che può provocare capogiri quando ci si alza in piedi;
- secchezza delle fauci e stipsi.
Tra gli effetti rari sono riportati invece tremore e ipocinesia, ovvero una riduzione dell'ampiezza o della quantità dei movimenti.
Esistono poi reazioni meno frequenti, alcune delle quali richiedono particolare attenzione clinica. Tra quelle segnalate con gli antipsicotici rientrano:
- prolungamento dell'intervallo QT e alterazioni del ritmo cardiaco;
- leucopenia e neutropenia e, nei casi più gravi, agranulocitosi, condizioni caratterizzate da una riduzione di alcune cellule del sangue coinvolte nelle difese dell'organismo;
- tromboembolismo venoso, la cui frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili;
- sindrome neurolettica maligna, una reazione molto rara ma potenzialmente grave che può manifestarsi con febbre elevata, marcata rigidità muscolare e alterazioni dello stato di coscienza e dei parametri vitali e richiede assistenza medica immediata;
- aumento della prolattina, che può associarsi, per esempio, ad alterazioni del ciclo mestruale, secrezione di latte al di fuori dell'allattamento o aumento del volume delle mammelle anche nell'uomo.
Anche la discinesia tardiva merita particolare attenzione, soprattutto durante trattamenti prolungati. Il rischio può aumentare con la durata dell'esposizione e il dosaggio ed è maggiore in alcune popolazioni, tra cui le persone anziane. La comparsa di movimenti involontari nuovi o persistenti va quindi segnalata al medico.
Alcuni effetti indesiderati possono attenuarsi con il proseguimento della terapia, mentre altri possono persistere o richiedere una modifica del trattamento. Se un sintomo è intenso, non migliora o interferisce con la vita quotidiana, è importante riferirlo al medico, senza modificare autonomamente la dose o interrompere il farmaco.
Durante il trattamento alcune persone possono inoltre descrivere una sensazione di distanza o appiattimento emotivo, come se le emozioni fossero meno intense o più difficili da raggiungere. Questa esperienza non va automaticamente attribuita alla clotiapina: può essere legata alla sedazione, alla condizione psicologica o psichiatrica per cui il farmaco è stato prescritto o ad altri fattori. È quindi utile parlarne con il medico e, quando presente un percorso psicologico, portarla anche in psicoterapia. L'appiattimento emotivo può infatti essere esplorato considerando sia l'esperienza soggettiva della persona sia il contesto clinico in cui compare.
Interazioni con altri farmaci e sovradosaggio
La clotiapina può interagire con altri farmaci e sostanze, modificandone gli effetti o aumentando la probabilità di alcune reazioni avverse. Per questo, prima di iniziare il trattamento, è importante comunicare al medico tutto ciò che si sta assumendo, compresi farmaci da banco, integratori e prodotti fitoterapici.
Tra le principali interazioni riportate nella scheda tecnica rientrano:
- alcol e altri farmaci ad azione depressiva sul sistema nervoso centrale, come sedativi, ipnotici, analgesici oppioidi e alcuni antistaminici: gli effetti sedativi possono sommarsi, aumentando sonnolenza e riduzione della capacità di reazione;
- IMAO (inibitori delle monoaminossidasi): l'associazione richiede particolare cautela per la possibilità di interazioni a livello del sistema nervoso centrale;
- farmaci antipertensivi: l'effetto sulla pressione arteriosa può aumentare, favorendo la comparsa di ipotensione;
- litio: l'associazione richiede cautela e un adeguato monitoraggio clinico per il possibile aumento del rischio di effetti neurotossici;
- farmaci anticolinergici e antiparkinsoniani: possono accentuarsi effetti come secchezza delle fauci, stipsi, disturbi della vista e difficoltà a urinare;
- levodopa: l'associazione va evitata perché i due farmaci possono contrastare reciprocamente i propri effetti sul sistema dopaminergico;
- farmaci che prolungano l'intervallo QT: l'associazione può aumentare il rischio di alterazioni del ritmo cardiaco;
- altri antipsicotici: l'impiego contemporaneo richiede una specifica valutazione medica e, secondo quanto indicato nella scheda tecnica, è generalmente da evitare.
Un'ulteriore precauzione riguarda l'eventuale ipotensione provocata dalla clotiapina: in questa situazione non deve essere utilizzata adrenalina, perché potrebbe determinare un ulteriore abbassamento della pressione arteriosa.
La clotiapina possiede inoltre un effetto antiemetico, cioè può ridurre nausea e vomito. Questa proprietà può mascherare alcuni segnali di intossicazione o sovradosaggio da altre sostanze e deve quindi essere tenuta in considerazione nella valutazione clinica.
In caso di sovradosaggio, possono comparire sonnolenza marcata, abbassamento della pressione, tachicardia e alterazioni del ritmo cardiaco. Nei casi più gravi possono manifestarsi sintomi extrapiramidali, depressione respiratoria, convulsioni e coma.
Un sospetto sovradosaggio richiede una valutazione medica immediata, anche in assenza di sintomi importanti nelle prime fasi. Non è quindi opportuno attendere che i disturbi compaiano o peggiorino prima di chiedere assistenza.
Per ridurre il rischio di interazioni, è importante non iniziare, sospendere o modificare autonomamente altri trattamenti durante l'assunzione di clotiapina e informare il medico anche dell'uso di integratori, prodotti fitoterapici e farmaci senza obbligo di prescrizione.

Clotiapina e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura
Farmaco e psicoterapia non sono necessariamente due strade alternative: possono rispondere a bisogni diversi all'interno dello stesso percorso di cura. Nelle fasi acute, per esempio durante un episodio psicotico o uno stato di forte agitazione, il trattamento farmacologico può contribuire a ridurre l'intensità dei sintomi e a creare condizioni di maggiore stabilità.
Quando la fase più critica si attenua, il lavoro psicologico può concentrarsi su aspetti che il farmaco, da solo, non affronta. Può aiutare la persona a comprendere ciò che ha vissuto, riconoscere i segnali di difficoltà, lavorare sulla regolazione emotiva e recuperare gradualmente spazi di autonomia, relazioni e attività significative.
Tra gli interventi psicologici studiati nei disturbi dello spettro della schizofrenia rientra la terapia cognitivo-comportamentale. Una review delle metanalisi disponibili ha rilevato effetti da piccoli a moderati sulla psicopatologia generale, con evidenze anche rispetto a sintomi come deliri e allucinazioni (Berendsen et al., 2024).
Nei disturbi psicotici persistenti, la psicoterapia può inoltre lavorare sull'impatto che i sintomi hanno sulla vita quotidiana, sulle strategie per affrontarli e sulla partecipazione attiva della persona al proprio percorso di cura. Il lavoro non riguarda quindi soltanto la riduzione dei sintomi, ma anche il modo in cui la persona torna a costruire una quotidianità significativa.
Domande come “Quanto durerà la terapia?”, “Tornerò a sentirmi come prima?” o “Il farmaco cambierà il mio modo di essere?” possono accompagnare il percorso e meritano uno spazio in cui essere comprese, non semplicemente rassicurate. Obiettivi e tempi della psicoterapia vengono definiti insieme al professionista, mentre prescrizione, dosaggio e modifiche della terapia farmacologica restano di competenza del medico.
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