Quando si cerca un percorso di psicoterapia, è comune imbattersi in due approcci molto noti: la Terapia Breve Strategica (TBS) e la Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC).
Il confronto è frequente, soprattutto perché rispondono a bisogni diversi: la TBS promette risultati rapidi, mentre la TCC offre strumenti per comprendere a fondo il proprio funzionamento.
Tuttavia, non esiste una terapia “migliore” in senso assoluto: esiste la terapia più adatta a te, in questo momento. Questo articolo è pensato come una bussola: ti aiuterà a capire quale percorso potrebbe fare al caso tuo.
Psicoterapia: come orientarsi tra i vari approcci
Quando si parla di psicoterapia, il termine “approccio” indica il modo in cui lo/la psicoterapeuta lavora insieme a te per affrontare un problema.
Ogni orientamento usa strumenti diversi e mette l’attenzione su aspetti specifici.
Allo stesso tempo, ci sono anche importanti punti in comune: una buona alleanza terapeutica (cioè un rapporto di fiducia e collaborazione), obiettivi chiari e condivisi, un metodo riconoscibile e un monitoraggio dei progressi lungo il percorso.
Per orientarti tra i vari approcci può essere utile considerare tre aspetti: quanto dura di solito il trattamento, che tipo di strumenti propone (per esempio esercizi tra una seduta e l’altra) e quanto sono strutturate le sedute.
A questo proposito, per farti un’idea di come la durata possa cambiare tra modelli diversi, un grande studio su 470 adolescenti con disturbo depressivo maggiore ha osservato che il numero “tipico” di sedute era diverso a seconda del trattamento: 6 sedute nell’intervento psicosociale breve, 9 nella TCC e 11 nella psicoterapia psicoanalitica breve (Goodyer et al., 2017).
Infine, la terapia online può offrire continuità e un buon livello di privacy simili alla terapia in presenza, mantenendo un setting protetto e riservato, se svolta su piattaforme adeguate e con le dovute accortezze.

Psicoterapie brevi: cosa significa “breve”
Le psicoterapie brevi sono percorsi pensati per lavorare su un problema specifico con obiettivi chiari, usando strategie focalizzate per favorire un cambiamento in tempi più contenuti (da pochi mesi fino a circa un anno, a seconda della situazione e delle risorse personali).
Questa “praticità” può essere un vantaggio soprattutto quando c’è urgenza o il problema è ben delimitato: per esempio, in uno studio pubblicato su The Lancet Psychiatry gli autori spiegano che molti trattamenti psicologici “con prove di efficacia” per l’ansia in età evolutiva sono spesso piuttosto lunghi (circa 14–16 ore di sedute), e che protocolli più brevi possono essere più gestibili nella vita reale dei servizi clinici (Creswell et al., 2017) .
Nello stesso studio, al termine del trattamento, un miglioramento valutato come “molto” o “moltissimo” è stato riportato per il 59% dei bambini nel gruppo di TCC guidata dai terapeuti e applicata dai genitori, e per il 69% nel gruppo di terapia breve focalizzata sulle soluzioni (Creswell et al., 2017).
In altre parole, non è emersa una differenza significativa di efficacia tra i due approcci (Creswell et al., 2017). Gli autori segnalano anche che la TCC “erogata dal genitore” ha avuto costi medi più bassi (circa 450 sterline in meno) e potrebbe essere una scelta verosimilmente più conveniente, pur con un margine di incertezza (Creswell et al., 2017).
Detto questo, “breve” non significa superficiale né “garantito”: anche approcci come la psicoterapia breve strategica richiedono impegno e collaborazione attiva.
Se ci sono temi molto radicati, una lunga storia di sofferenza o più difficoltà insieme (per esempio ansia e umore depresso), può essere utile un percorso più lungo e articolato.
Che cos’è la Terapia Breve Strategica
La TBS è un approccio terapeutico focalizzato sul presente e sul funzionamento attuale del problema.
L’obiettivo è comprendere e modificare le “tentate soluzioni”, ovvero ciò che la persona fa per risolvere la difficoltà, ma che spesso la mantiene o la aggrava. In seduta, il/la terapeuta guida il dialogo in modo strategico, utilizzando domande mirate e compiti da svolgere tra un incontro e l’altro.
Questi esercizi sono veri e propri “esperimenti” per testare nuove modalità di affrontare la situazione problematica. Un elemento distintivo di questo approccio è l’attenzione al linguaggio: le parole, le metafore e il modo in cui si comunica sono strumenti di cambiamento.
La TBS non si limita a fornire spiegazioni razionali, ma punta a creare un’esperienza emotiva correttiva. Capire non basta: è necessario sentire e vivere in prima persona un cambiamento che modifichi le percezioni e le reazioni automatiche.
In cosa consiste: interrompere i circoli viziosi
A volte, le nostre stesse strategie per gestire l’ansia possono trasformarsi in trappole. L’evitamento, i tentativi di controllo e le richieste di rassicurazione sono comportamenti che danno sollievo nell’immediato, ma rischiano di rafforzare la paura.
Ecco perché la forza di volontà, da sola, spesso non basta: il meccanismo si autoalimenta.
L’approccio strategico si focalizza proprio su questi “circoli viziosi”, lavorando sulle azioni che mantengono il problema nel presente.
Le strategie sono pratiche: significa che si lavora su passi concreti, non su promesse astratte di cambiamento.
Che cos’è la Terapia Cognitivo-Comportamentale
La TCC è un approccio psicoterapeutico strutturato e orientato al presente.
Il suo scopo è aiutare le persone a riconoscere e modificare pensieri e comportamenti disfunzionali che alimentano il disagio emotivo. La TCC si basa sull’idea che pensieri, emozioni e comportamenti siano interconnessi: cambiando il modo di pensare, è possibile influenzare positivamente le emozioni e i comportamenti.
Nella TCC si lavora sui pensieri negativi, poco utili o distorti attraverso tecniche come la ristrutturazione cognitiva, l’analisi dei pensieri automatici, i diari cognitivi e gli esperimenti comportamentali.
Sul piano comportamentale, si utilizzano strategie per ridurre l’evitamento, come l’esposizione graduale alle situazioni temute.
Il percorso di TCC inizia con una valutazione iniziale, seguita dalla definizione di obiettivi chiari e condivisi. Le sedute sono integrate da esercizi da svolgere tra un incontro e l’altro, e i progressi vengono monitorati costantemente.
La durata della TCC è generalmente di alcuni mesi, ma può variare in base alla complessità del problema e alle caratteristiche individuali. Negli ultimi anni, la TCC si è evoluta integrando tecniche focalizzate su accettazione, mindfulness e valori personali.

Differenze pratiche tra TBS e TCC
La Terapia Breve Strategica e la Terapia Cognitivo-Comportamentale sono due approcci psicoterapeutici diversi, ma entrambi possono essere utili.
Una differenza importante tra i due risiede nel focus: l’approccio strategico si concentra su come il problema si mantiene nel presente, attraverso le azioni, mentre l’approccio cognitivo-comportamentale lavora anche su pensieri, credenze e comportamenti.
Ecco alcune differenze operative tra i due approcci:
- Frequenza delle sedute: nella TBS le sedute sono spesso a cadenza quindicinale, mentre nella TCC sono spesso settimanali. Tuttavia, la cadenza può variare in base alle esigenze della persona.
- Tipo di compiti tra una seduta e l’altra: in entrambi gli approcci possono essere assegnati compiti, ma nella TBS sono finalizzati a interrompere i circoli viziosi che mantengono il problema, mentre nella TCC mirano a modificare pensieri e comportamenti disfunzionali.
- Stile di guida del terapeuta: nella TBS il terapeuta ha un ruolo più attivo e direttivo, mentre nella TCC guida il paziente verso l’autonomia nella gestione del proprio disagio.
- Uso della diagnosi: nella TBS la diagnosi ha un ruolo più operativo, mentre nella TCC può essere più esplicita e orientare l’intervento.
- Misurazione del progresso: in entrambi gli approcci si monitorano i progressi, ma nella TCC si utilizzano spesso strumenti standardizzati.
Nella pratica clinica, alcuni strumenti dei due approcci possono essere integrati, a seconda del caso.
Come scegliere tra i due?
Se stai cercando di capire quale approccio fa per te, ecco alcune domande che potrebbero aiutarti:
- Hai un’urgenza particolare nel risolvere il tuo problema?
- Quali sono i tuoi obiettivi?
- Preferisci un approccio strutturato, con compiti specifici, o un percorso più flessibile?
- Che ritmo di sedute ti sembra più sostenibile?
- Vuoi lavorare più sulle azioni che mantengono il problema o sui pensieri che lo alimentano?
Prima di iniziare un percorso, è importante chiedere al terapeuta:
- Come lavorerete insieme?
- Quali sono le aspettative realistiche?
- Come misurerete i progressi?
- Cosa farete in caso di stalli?
Cambiare approccio può avere senso se non ti senti a tuo agio o se non vedi progressi significativi, ma a volte è utile dare tempo al percorso.
Ricorda che la relazione e l’alleanza terapeutica sono fondamentali, a prescindere dall’orientamento.
Risultati rapidi: cosa è realistico aspettarsi
La TBS viene spesso percepita come un approccio rapido, grazie al suo focus mirato sulle “tentate soluzioni” che mantengono il problema.
Questo significa che, in alcune situazioni, è possibile osservare miglioramenti già nelle prime sedute. Tuttavia, “poche sedute” non è una promessa: in presenza di difficoltà complesse, comorbilità o un contesto di vita molto stressante, il percorso può richiedere più tempo.
I segnali di progresso sono concreti: miglioramento del sonno, riduzione degli evitamenti, maggiore autonomia, diminuzione della ricerca di rassicurazioni.
È importante normalizzare eventuali alti e bassi: l’ansia può oscillare e le ricadute fanno parte del percorso di cambiamento.
Pro e contro della Terapia Breve Strategica
La TBS offre alcuni vantaggi che la rendono un approccio efficace in molte situazioni.
- Focalizzazione: si concentra sul problema attuale e sulle dinamiche che lo mantengono.
- Obiettivi concreti: mira a cambiamenti osservabili e misurabili nel breve termine.
- Interventi sulle tentate soluzioni: lavora sui comportamenti che alimentano il problema.
- Rapidità percepita: in alcuni casi, il cambiamento può avvenire in poche sedute.
Tuttavia, presenta anche alcuni limiti.
- Non sempre è adatta a problematiche complesse o molto radicate: in questi casi, può essere necessario un approccio più esplorativo.
- Non tutte le persone la preferiscono: alcune potrebbero desiderare un percorso più lungo e approfondito.
- Nessuna garanzia di risultati: non esistono soluzioni miracolose.
Le opinioni su questo approccio possono essere polarizzate proprio per queste ragioni: alcune persone apprezzano l’orientamento al cambiamento rapido, altre desiderano maggiore esplorazione o un ritmo diverso.
Un nuovo inizio: chiedere aiuto con i tuoi tempi
Scegliere un percorso di psicoterapia è un passo importante che può generare dubbi e incertezze. È normale chiedersi quale approccio sia più adatto alle proprie esigenze e ai propri tempi.
Ricorda che il semplice atto di cercare informazioni e valutare le opzioni disponibili è già un segnale di cura verso te stesso.
Se ti senti confuso, parlare con un professionista può aiutarti a chiarire le idee e a definire i tuoi obiettivi. Ecco tre azioni immediate che puoi intraprendere:
- Chiarire l’obiettivo principale che ti spinge a cercare aiuto.
- Definire la difficoltà principale che vorresti affrontare.
- Stabilire una priorità a breve termine su cui lavorare.
Unobravo può supportarti in questo percorso di orientamento, aiutandoti a trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze, anche online, nel rispetto dei tuoi tempi e dei tuoi bisogni. Se senti che è il momento di iniziare il tuo percorso, siamo qui per accompagnarti con professionalità e umanità.



