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Tensione al collo e alle spalle: quando lo stress parla

Tensione al collo e alle spalle: quando lo stress parla
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
11.2.2026
Tensione al collo e alle spalle: quando lo stress parla
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Avvertire rigidità alle spalle e al collo è un’esperienza più comune di quanto si pensi e può facilmente far preoccupare: quando senti dolore o “blocco”, è normale che si attivi anche l’ansia.

Per dare un’idea di quanto il problema sia diffuso, un articolo che parla di dolore cervicale e di un possibile schema posturale chiamato “upper cross syndrome” (cioè una tendenza a chiudere le spalle e irrigidire la parte alta del corpo) riporta che, nei Paesi sviluppati, la prevalenza del dolore al collo è stimata intorno al 10–15% (Gillani et al., 2020).

In questo articolo esploreremo il collegamento tra stress e tensione muscolare, con strategie pratiche per trovare sollievo.

Nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno benigno; tuttavia, se i sintomi sono molto intensi, insoliti o persistenti, è importante fare un controllo medico per escludere altre cause.

Anete Lusina - Pexels

Perché stress e ansia irrigidiscono collo e spalle

Stress e ansia possono far scattare nel corpo la risposta di “attacco o fuga”: è come se il sistema di allarme interno si accendesse e i muscoli si preparassero ad affrontare un pericolo. In questi momenti, spalle e collo tendono a irrigidirsi perché diventano aree “di guardia”, come se dovessero proteggerti.

Gli ormoni dello stress, come il cortisolo, possono contribuire a mantenere questa tensione alta e prolungata; così, se l’attivazione continua giorno dopo giorno, la contrazione muscolare può diventare quasi automatica e trasformarsi in rigidità e dolore.

È utile ricordare che un po’ di stress può anche aiutare a restare all’erta e motivati, ma quando è eccessivo, inatteso o dura a lungo può renderci più vulnerabili e peggiorare la capacità di adattarci, con effetti negativi sulla salute fisica e mentale e sulla vita quotidiana (WHO, 2023).

Respiro corto e spalle rigide: cosa succede davvero

Quando siamo tesi, il nostro respiro si fa più superficiale e alto, con le spalle che si sollevano e i muscoli del collo e dei trapezi che si irrigidiscono. Questo può generare un circolo vizioso di ansia e tensione, con la sensazione di non avere abbastanza aria.

Un semplice esercizio può aiutare: inspira naturalmente e poi espira lentamente, per un tempo più lungo rispetto all’inspirazione (ad esempio 4 secondi di inspirazione e 6–8 di espirazione). Ripeti per alcuni cicli, inviando un segnale di calma al tuo sistema nervoso.

I sintomi: come si presenta la tensione muscolare

La tensione muscolare è una condizione in cui i muscoli restano contratti e rigidi anche quando non li stai usando davvero, e può farsi sentire soprattutto in zone come collo e spalle.

A volte nasce da abitudini fisiche (per esempio posture mantenute a lungo), ma spesso c’entra anche lo stress. In una scheda informativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dedicata proprio allo stress e ai suoi segnali nel corpo, tra i sintomi fisici viene indicata in modo esplicito la “tensione o dolore muscolare”, che può contribuire alla sensazione di rigidità (WHO, 2023).

Riconoscere i campanelli d’allarme può aiutarti a intervenire prima, evitando che la rigidità diventi più intensa o persistente nel tempo. La tensione muscolare può essere accompagnata da sintomi tipicamente associati a stress e ansia:

  • Bruxismo e serramento dei denti.
  • Mal di testa.
  • Vertigini e instabilità.
  • Insonnia, irritabilità, stanchezza, nodo alla gola, tachicardia.

Stress o problema fisico? Come orientarsi senza paura

Distinguere tra dolore muscolare da stress e problematiche meccaniche o lesioni non è facile, ma alcuni indizi possono aiutarti a orientarti. Lo stress può essere associato a un dolore fluttuante, legato a periodi emotivamente intensi; spesso migliora con il rilassamento e il calore. Al contrario, i problemi meccanici sono spesso legati a posture scorrette, sedentarietà, movimenti specifici o carichi eccessivi durante l’attività.

Ecco alcune red flag che richiedono attenzione immediata:

  • Trauma recente.
  • Febbre associata a dolore muscolare.
  • Perdita di forza o formicolii persistenti.
  • Dolore che si irradia al braccio.
  • Rigidità del collo con sintomi importanti.
  • Peggioramento rapido.

In presenza di questi segnali, è fondamentale rivolgersi al medico di medicina generale, a un fisioterapista o un fisiatra; in caso di urgenza, recati al pronto soccorso. Ricorda: ascoltare il proprio corpo e chiedere aiuto è un atto di cura verso sé stessi.

Postura e schermi: quando il corpo alimenta l’ansia

Lavorare davanti a uno schermo per ore può spingere la testa in avanti e chiudere le spalle, aumentando il carico su cervicale e trapezi.

Questa postura “chiusa” non solo riflette, ma può anche amplificare lo stato emotivo, alimentando la tensione.

Per proteggerti, assicurati che lo schermo sia all’altezza degli occhi, la schiena ben sostenuta e i piedi appoggiati a terra.

Ricorda di inserire micro-abitudini: alzati ogni 30–60 minuti, fai qualche esercizio leggero o stretching e ricordati di bere acqua. Questo può aiutare subito ad abbassare lo stress (WHO, 2023).

Questi semplici gesti possono fare la differenza nel tuo benessere quotidiano.

Max Gelatin - Pexels

Come rilassare i muscoli del collo e delle spalle

Quando avverti dolore muscolare, il tuo obiettivo è duplice: trovare sollievo immediato e prevenire le ricadute. Il circolo vizioso stress-dolore-ansia può essere difficile da interrompere: il dolore aumenta la preoccupazione, che a sua volta intensifica la contrazione muscolare. Per questo motivo è utile intervenire su più fronti, alternando movimento dolce, respirazione, pause e recupero: anche piccoli gesti possono fare la differenza. 

Ecco una mini guida per allentare la tensione:

  • Esercizi delicati e stretching per rilassare i muscoli del collo e prevenire la tensione muscolare al collo e alle spalle.
  • Prediligi movimenti lenti e controllati.
  • Interrompi subito l’esercizio in caso di dolore acuto o peggioramento netto.
  • Sii costante: meglio una routine breve ma quotidiana che sessioni intense e sporadiche.

Ricorda che il segreto per favorire il rilassamento muscolare risiede nella costanza e nell’ascolto del proprio corpo. Se avverti dolore acuto, vertigini, formicolii o hai subito un trauma recente, è fondamentale consultare un professionista.

Tecniche di rilassamento che sciolgono anche la mente

Quando la tensione muscolare è legata allo stress, è importante lavorare su corpo e mente insieme.

La respirazione diaframmatica, con un’espirazione più lunga dell’inspirazione, aiuta ad attivare il sistema nervoso parasimpatico, favorendo il rilassamento.

Il rilassamento muscolare progressivo è un esercizio pratico per sciogliere la tensione che l’ansia può far sentire nel corpo, anche a livello muscolare.

La mindfulness e il body scan ci permettono di notare in tempo reale segnali come spalle sollevate e mascella contratta, così da poter correggere subito la postura.

In alcuni casi, il biofeedback può essere un valido supporto per riconoscere e gestire la contrazione muscolare automatica.

Strategie e rimedi per stare meglio

Se ti stai chiedendo cosa puoi fare per rilassare muscoli e nervi, puoi partire da rimedi non farmacologici come il calore (doccia calda, massaggi, cerotti autoriscaldanti).È importante ricordare che farmaci, integratori e rimedi vanno scelti in base alla causa della rigidità e valutati con un professionista.

Ricorda che il benessere muscolare passa anche da uno stile di vita equilibrato e dall’attenzione al proprio corpo: per esempio, può aiutare seguire un’alimentazione sana, fare attività fisica con regolarità, mantenere orari di sonno il più possibile costanti, coltivare le relazioni , parlare dello stress con una persona fidata, dedicarsi a meditazione o mindfulness e partecipare a un gruppo o a una comunità (WHO, 2023).

Un nuovo inizio: quando chiedere aiuto fa la differenza

Non è sempre facile capire quando è il momento di chiedere aiuto.

Se il dolore è ricorrente, limita i movimenti o peggiora con la postura, un fisioterapista o un fisiatra possono aiutarti con un programma personalizzato.

Se invece lo stress cronico, l’ansia persistente, i sintomi fisici legati allo stress, l’insonnia o la paura del dolore condizionano la tua vita, uno psicologo può aiutarti a interrompere il circolo vizioso.

La psicoterapia non solo riduce l’attivazione, ma ti aiuta a sviluppare strategie di coping efficaci, migliorando anche i sintomi fisici.

Ricorda: non è tutto nella tua testa; mente e corpo sono collegati.

Se la tensione condiziona la tua qualità della vita, su Unobravo puoi valutare un confronto con un professionista, anche online.

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