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Tutti insieme, ma non appassionatamente: quando sorgono problemi con i colleghi

Tutti insieme, ma non appassionatamente: quando sorgono problemi con i colleghi
Diana De lullis
Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
20.12.2025
Tutti insieme, ma non appassionatamente: quando sorgono problemi con i colleghi
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Le relazioni sul posto di lavoro sono tanto delicate da gestire quanto importanti per il benessere organizzativo. Nella realtà quotidiana, difficilmente le dinamiche tra colleghi si trasformano in un’amicizia come quella tra il saccente ma leale assistente del direttore della filiale Dwight e l’indolente e giocherellone addetto alle vendite Jim della serie cult “The Office”.

La convivenza organizzativa

La convivenza è quel processo che consente ai membri di organizzazioni e comunità di gestire relazioni importanti e durature che nascono, si mantengono ed evolvono all’interno di uno spazio fisico o simbolico e che coinvolgono persone, gruppi e sistemi sociali.

La complicazione dello smart working‍

Negli ambienti di lavoro, la convivenza può essere complicata dal fatto che i colleghi non si scelgono e potrebbero non essere in sintonia; eppure si ritrovano a trascorrere insieme buona parte del loro tempo e a dover collaborare per raggiungere obiettivi comuni.

Inoltre, con la diffusione dello smart working e di team sempre più virtuali, le comunicazioni diventano meno dirette e i conflitti rischiano di inasprirsi rapidamente, rendendo più difficile trovare una soluzione condivisa.

Potrebbero verificarsi anche fenomeni di “pigrizia sociale” (social loafing), ovvero la tendenza a impegnarsi meno nel raggiungimento dell’obiettivo quando si lavora in gruppo rispetto a quando si lavora da soli, una dinamica favorita dalla tecnologia.

Malte Helmhold - Unsplash

Natura e cause dei conflitti sul lavoro

Perché scoppiano conflitti sul lavoro? Diversi studi hanno posto l’attenzione su vari aspetti: conflitti in base ai soggetti coinvolti e conflitti basati sulle cause.

I conflitti in base ai soggetti coinvolti riguardano:

  • conflitti individuali e collettivi;
  • conflitti tra pari e up-down, cioè tra un subordinato e un superiore;
  • conflitti il cui nucleo risiede nelle persone o nell’organizzazione;
  • conflitti neutri da un punto di vista ideologico o motivati;
  • conflitti contingenti o esistenziali, che riguardano cioè un problema relativo alla qualità della vita.

Per quanto riguarda le possibili cause, possiamo distinguere diverse categorie: l’interesse diretto, come la remunerazione, una promozione o gli incentivi; le condizioni sociali e organizzative, che comprendono non solo le condizioni di sicurezza e gli orari, ma anche fattori come il carico di lavoro, la presenza di ordini ricevuti da più supervisori, il sistema di ricompense e la discrepanza tra il lavoro svolto e le aspettative ideali (Platis et al., 2021); le tensioni psicologiche, dovute ad esempio alla cattiva comunicazione o all’incompatibilità personale; infine, le divergenze intellettuali sugli obiettivi da perseguire, tra posizioni politiche contrapposte o lotte per il potere.

Alex Kotliarskyi - Unsplash

Un lieto fine è possibile?

Quale che sia l’origine, i problemi sul lavoro e i conflitti che ne derivano possono avere un happy ending. Perché si arrivi a un lieto fine è necessario che le parti coinvolte abbraccino una visione delle relazioni e del potere che contempli la possibilità di un accordo soddisfacente per entrambe.

Invece di vivere la situazione come una competizione in cui se uno vince l’altro perde, può essere utile mettere in campo le soft skills, come la capacità di essere assertivi, fondamentale nelle negoziazioni, e una buona intelligenza emotiva.

E se queste strategie non dovessero bastare, praticare regolarmente yoga o una sua variante specifica, come la terapia della risata (laughter yoga), può offrire benefici nella gestione delle emozioni, dello stress e dei conflitti. Proprio per questo motivo, questa disciplina è stata inserita in molti programmi di team building aziendale.

Le conseguenze dei conflitti tra colleghi

I conflitti tra colleghi rappresentano una sfida costante e inevitabile, soprattutto nei contesti ad alta pressione come i team sanitari, dove tali situazioni possono influire negativamente sulle relazioni tra il personale, aumentare lo stress, incrementare le assenze per malattia e ridurre la fidelizzazione dei dipendenti (McKibben, 2017).

In un ambiente lavorativo conflittuale, cresce il rischio che i dipendenti decidano di cercare nuove opportunità, determinando un aumento del turnover e dei costi associati alla selezione e formazione di nuovo personale. Inoltre, secondo una ricerca pubblicata su "Harvard Business Review" (2015), i conflitti non gestiti possono ridurre la produttività fino al 25%, poiché l’energia dei dipendenti viene spesa per gestire le tensioni piuttosto che per raggiungere gli obiettivi comuni.

Un clima lavorativo teso compromette la collaborazione, la fiducia e la motivazione, rendendo più difficile il raggiungimento dei risultati di gruppo. Infine, un ambiente percepito come ostile può danneggiare la reputazione dell’organizzazione sia all’interno che all’esterno, ostacolando la capacità di attrarre nuovi talenti.

Strategie pratiche per affrontare i conflitti tra colleghi

Affrontare i conflitti tra colleghi può richiedere consapevolezza, competenze relazionali e strategie concrete. È importante notare che solo il 26% dei professionisti sanitari intervistati si sente adeguatamente formato per gestire i conflitti tra colleghi sul posto di lavoro (Kfouri & Lee, 2019), il che sottolinea quanto sia fondamentale sviluppare queste competenze. Ecco alcuni passaggi utili per gestire in modo efficace le situazioni di tensione:

  1. Riconoscere il conflitto: il primo passo può essere ammettere che esiste una difficoltà, evitando di minimizzare o ignorare il problema.
  2. Comunicazione aperta e rispettosa: esporre il proprio punto di vista in modo chiaro, ascoltando attivamente l'altro senza interrompere o giudicare, può favorire la comprensione reciproca.
  3. Fissare limiti e aspettative: definire insieme regole di convivenza e obiettivi condivisi può aiutare a prevenire incomprensioni future.
  4. Cercare soluzioni collaborative: concentrarsi sul problema e non sulla persona, esplorando alternative che possano soddisfare entrambe le parti, può essere utile.
  5. Coinvolgere una terza parte neutrale: Se il conflitto persiste, può essere utile chiedere il supporto di un mediatore interno o di una figura di riferimento, come un responsabile delle risorse umane.
  6. Monitorare i risultati: dopo aver individuato una soluzione, è importante verificare nel tempo che gli accordi vengano rispettati e che il clima relazionale migliori.
    Questi passaggi, se applicati con costanza, possono contribuire a ridurre l'intensità dei conflitti e favorire un ambiente di lavoro più sereno e produttivo.

Esempi concreti di conflitti tra colleghi e possibili strategie di risoluzione

Per rendere più pratici i consigli, ecco alcune situazioni tipiche di conflitto tra colleghi e come possono essere affrontate:

  • Divergenze sulle modalità di lavoro: due colleghi hanno opinioni opposte su come gestire un progetto. In questo caso, può essere utile organizzare un incontro in cui ciascuno espone le proprie ragioni, cercando punti di convergenza e definendo insieme una strategia condivisa. Tuttavia, è importante ricordare che, in ambito lavorativo, le strategie comunemente adottate per affrontare i conflitti,  come la dimostrazione di competenza, la ricerca di supporto tra colleghi, l’ignorare abusi o il difendersi direttamente  spesso non contribuiscono a rafforzare l’unità professionale (Boateng & Adams, 2016) .
  • Comunicazione passivo-aggressiva: un membro del team tende a esprimere il proprio disappunto in modo indiretto, generando malintesi. Affrontare la questione in modo assertivo, chiedendo chiarimenti e offrendo feedback costruttivo, può aiutare a ristabilire un dialogo più trasparente.
  • Conflitto per la suddivisione dei compiti: quando uno dei colleghi percepisce di avere un carico di lavoro maggiore, è importante discutere apertamente la distribuzione delle responsabilità e, se necessario, coinvolgere il responsabile per una revisione equa delle mansioni.
  • Esclusione dal gruppo: un dipendente si sente isolato o escluso dalle decisioni. In questi casi, promuovere momenti di confronto e attività di team building può favorire l’inclusione e rafforzare il senso di appartenenza.
    Questi esempi mostrano come, con un approccio proattivo e orientato alla soluzione, in alcuni casi sia possibile trasformare i conflitti in opportunità di crescita personale e professionale.

Ritrovare il benessere al lavoro è possibile con il supporto giusto

Affrontare i conflitti tra colleghi può essere una sfida, ma non sei solo: riconoscere le difficoltà e chiedere aiuto è il primo passo per costruire relazioni più serene e un ambiente di lavoro più sano. Se senti che le tensioni sul lavoro stanno influenzando il tuo benessere o vuoi sviluppare nuove strategie per gestire le relazioni professionali, un percorso di supporto psicologico può contribuire a fare la differenza. Con Unobravo puoi trovare uno psicologo online adatto alle tue esigenze, pronto ad accompagnarti verso una maggiore consapevolezza e serenità. Iniziare il questionario per trovare il tuo psicologo online può essere il primo passo per prenderti cura di te, anche sul lavoro.

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