Vita lavorativa e difficoltà lavoro-correlate

Benessere e lavoro

Un ambiente lavorativo felice incide sulla vita del dipendente, sulle relazioni nel team di lavoro e sull’esito dei risultati aziendali. La scienza ha dimostrato che lavorare in uno stato di benessere e in un ambiente sereno porta le persone a produrre maggiormente, ad avere maggiore motivazione e a essere più concentrati sugli obiettivi lavorativi, ottenendo risultati e fatturato, migliori.




I ricercatori Avallone e Bonaretti hanno definito il benessere organizzativo come:

“La capacità di un’organizzazione di promuovere e mantenere il più alto grado di benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori in ogni tipo di occupazione”.

Un numero sempre maggiore di aziende include, per incrementare i profitti, nuove strategie che possano migliorare gli ambienti di lavoro e le relazioni, consapevoli che, se i lavoratori sono messi nella condizione di poter operare serenamente, si sentono a proprio agio e portano a termine i propri compiti in modo più naturale.

Produttività e creatività aumentano a vantaggio della buona riuscita del lavoro e di risvolti ottimali per entrambe le parti.


Non è sufficiente avere un lavoro 

Il primo articolo della Costituzione italiana recita: “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, ritenendo quest’ultimo uno strumento attraverso cui ciascun individuo afferma autonomia, indipendenza e dignità. Ma la soddisfazione e la felicità trovano posto nei nostri ordinamenti giuridici?


Nel 1776 gli USA definiscono, nella Dichiarazione d’Indipendenza, gli inalienabili diritti, tra cui “la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità”. Da allora, si deve giungere agli anni Ottanta del Novecento perché si prenda in considerazione il benessere, con l’introduzione del concetto di wellness, che non indica più la salute come assenza di malattia, ma punta l’attenzione sulla presenza di agio.


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Dal focus centrato sulla conservazione della salute dunque, si passa al benessere organizzativo e alla conservazione del benessere fisico e psichico. I ricercatori Raymond, Wood e Patrick evidenziano l’importanza del clima e della cultura organizzativa proponendo il concetto di Occupational Health Psychology composto da tre dimensioni fondamentali:

  • l’ambiente di lavoro; 
  • l’individuo; 
  • il rapporto lavoro-famiglia

Anatomia dell’ambiente di lavoro

Il luogo di lavoro è il contesto principale in cui ricercare opportunità che favoriscano il benessere bio-psico-sociale, composto anche da:

  • dinamismo;
  • flessibilità; 
  • sfide stimolanti;
  • realizzazione dei propri desideri.

Gli individui trascorrono gran parte della loro giornata negli ambienti di lavoro: la qualità dei rapporti che si instaurano e incidono sul raggiungimento degli obiettivi e sull’equilibrio psicofisico, dipende quindi dal clima organizzativo.

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I fattori che determinano il clima aziendale

Il clima organizzativo è il modo in cui i dipendenti percepiscono le qualità di una azienda che influiscono e determinano:

  • la motivazione;
  • il senso di appartenenza;
  • l’impegno;
  • un impatto sulle performance e sulle relazioni;
  • la capacità di concentrazione dei singoli e dei team.

Inoltre, ciò che i lavoratori sperimentano in quel clima diventano chiavi interpretative di situazioni, eventi e cambiamenti che si verificano sul luogo di lavoro, incrementando il senso di appartenenza e la condivisione delle azioni.


Promozione di benessere e soddisfazione lavorativa: azioni dell’azienda

Le organizzazioni che promuovono il benessere nell’ambiente di lavoro mettono in atto pratiche per la salute fisica e mentale:

  • Individuano bisogni e necessità dei lavoratori adottando politiche flessibili;
  • Curano l’atmosfera nell’ambiente che permetta creatività e produttività;
  • Adottano strategie di coaching aziendale che hanno come obiettivo lo sviluppo del potenziale;
  • Svolgono corsi sulla gestione del tempo e dello stress
  • Formano team di lavoro e attività di team building per far sentire i lavoratori parte di una squadra e migliorare le performance;
  • Promuovono la fiducia reciproca tra le persone del team creando un ambiente di lavoro sicuro, privo di pettegolezzi e pregiudizi;
  • Valorizzano i risultati per generare autoefficacia e favorire le buone performance.
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Anche i lavoratori devono fare la loro parte

Anche se il clima aziendale e le misure organizzative favoriscono benessere e soddisfazione, gli individui possono trovarsi di fronte fasi difficili o momenti di ansia e tensione. I lavoratori quindi devono essere in grado di utilizzare strategie per:

  • minimizzare lo stress;
  • cercare nuove soluzioni per affrontare una situazione;
  • gestire al meglio il dispendio di risorse personali, tempo ed energie.


Le situazioni di disagio, entro livelli accettabili, generano eustress, cioè una reazione di stress lavorativo utile ad innescare motivazione e cambiamento. Quando invece l’individuo esaurisce le energie, generando distress, le conseguenze sono negative perché:

  • ci si ritrova in situazioni potenzialmente minacciose;
  • si percepiscono come negativi gli stimoli provenienti dal contesto lavorativo;
  • ci si trova a spendere energie superiori alle proprie capacità.


Il lavoratore dovrebbe, prima di tutto, trovare il modo di chiedere aiuto. È fondamentale ricostruire quell’equilibrio tra le dimensioni cognitiva, affettiva e comportamentale per armonizzare e bilanciare vita lavorativa e vita privata, ripristinando autoefficacia e benessere.

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