Il coaching è un percorso di crescita personale orientato al raggiungimento di obiettivi specifici e misurabili. Affinché questi traguardi siano sostenibili, è fondamentale che il lavoro sia supportato da una solida base psicologica, dove l’alleanza con il professionista e una profonda motivazione diventano i motori principali del cambiamento.
Oggi esistono molte figure che praticano tecniche di coaching, come il life coach, il mental coach e il counselor. Tuttavia, queste professioni non appartengono a nessun albo né seguono una formazione regolamentata dalla legge e, in alcuni casi, non sono psicologi.
In questo articolo, esploreremo vari aspetti di coaching e psicologia, approfondendo che cos’è il coaching psicologico, se uno psicologo può essere un coach e le differenze tra mental coach e psicologo.
Coaching: dove nasce e perché
Come metodologia specifica, il coaching moderno prende forma negli anni Settanta negli Stati Uniti con il lavoro del maestro di tennis Timothy Gallwey e l’intuizione di tecnici e allenatori interessati al potenziamento, anche mentale, dei propri atleti e delle proprie squadre. Negli anni ’80–’90 John Whitmore contribuisce a sistematizzarlo e a diffonderlo, introducendo con Graham Alexander e Alan Fine il modello G.R.O.W.
È in questo contesto che psicologia dello sport e coaching motivazionale si incontrano. L’obiettivo principale è l’aumento delle performance attraverso la piena espressione delle potenzialità dell’individuo. Non si tratta solo di allenamento fisico e preparazione tecnica e tattica, ma di un’attenzione più globale all’atleta, considerato prima di tutto come persona, fatta anche, e in gran parte, di pensieri ed emozioni.
Cos'è il coaching psicologico?
Forte dei risultati ottenuti in ambito sportivo e aziendale, da qualche anno si parla anche di coaching psicologico. Un percorso terapeutico più “classico” lavora con attenzione anche alla storia passata, oltre che ai vissuti presenti della persona, ed è svolto con uno psicologo o psicoterapeuta. Oltre all’importanza e alla definizione di obiettivi specifici, il coaching psicologico pone invece l’attenzione al presente e al futuro.
La parola d’ordine è azione. Che venga usato come strumento di crescita e autorealizzazione personale o come acquisizione di tecniche specifiche per migliorare le proprie competenze relazionali, comunicative e decisionali, l’importante è agire in modo consapevole e mirato, sostenuti dalla fiducia reciproca con il proprio terapeuta.
Esempi pratici di coaching psicologico
Per comprendere meglio come si svolge un percorso di coaching psicologico, può essere utile considerare alcuni esempi pratici:
- Gestione dello stress lavorativo: una persona si rivolge a uno psicologo coach per imparare a gestire lo stress legato al lavoro. Dopo l'assessment iniziale, viene definito l'obiettivo di ridurre i livelli di stress percepito entro tre mesi. Il percorso può prevedere l'utilizzo di tecniche di rilassamento, la ristrutturazione di pensieri disfunzionali e la pianificazione di azioni concrete per migliorare l'equilibrio tra vita privata e professionale. Il monitoraggio avviene attraverso questionari e feedback regolari.
- Sviluppo dell'autoefficacia: un giovane adulto desidera aumentare la propria fiducia nelle capacità decisionali. Il coach psicologico utilizza strumenti del modello solution-focused per aiutare il coachee a riconoscere successi passati e risorse personali. Vengono fissati piccoli obiettivi progressivi, come prendere decisioni autonome in contesti quotidiani, con un costante supporto e rinforzo positivo.
Questi esempi mostrano come il coaching psicologico possa essere personalizzato in base alle esigenze, utilizzando strumenti basati su evidenze scientifiche e orientati al risultato.

Dati sull’efficacia e la diffusione del coaching psicologico
Negli ultimi anni, il coaching psicologico ha conosciuto una crescente diffusione sia a livello individuale che organizzativo. Alcune ricerche hanno evidenziato che il coaching psicologico individuale virtuale, come nel caso del programma BetterUp, può portare a miglioramenti rapidi già nelle prime fasi dell’intervento in aree quali capacità di prospezione, consapevolezza di sé, autoefficacia e la regolazione emotiva, riducendo sensibilmente lo stress (Jeannotte et al., 2021).
Inoltre, una meta-analisi pubblicata su The Journal of Positive Psychology conferma che questa pratica è associata a un incremento del benessere, della performance lavorativa e della soddisfazione personale (Grover & Furnham, 2016). L'efficacia di questo approccio è supportata da dati numerici significativi che ne evidenziano l'impatto concreto:
- Miglioramento delle performance: circa il 70% delle persone che intraprendono un percorso di coaching psicologico riporta un aumento percepito della propria efficacia personale e professionale (Grover & Furnham, 2016).
- Soddisfazione elevata: secondo l'International Coaching Federation (ICF), l'85% dei coachee si dichiara soddisfatto dell'esperienza di coaching psicologico e il 96% lo ripeterebbe (ICF, 2020).
- Diffusione crescente: il coaching psicologico è sempre più richiesto in contesti aziendali, sportivi e scolastici, con una crescita annuale stimata del 7% a livello globale (ICF, 2020).
Questi dati sottolineano il possibile impatto positivo che il coaching psicologico può avere sul benessere e sulla realizzazione personale, quando condotto da professionisti qualificati.
Uno psicologo può definirsi coach?
Quando uno psicologo lavora con la persona su obiettivi specifici, attraverso azioni concrete e pianificate, si può affermare che sta applicando tecniche di coaching e può essere definito “psicologo coach”. Tuttavia, esistono alcune differenze importanti tra coach e psicologo.
Per essere psicologo, è necessario aver conseguito la laurea, svolto un tirocinio, essere iscritti a un Ordine e a un Albo professionale, e fare riferimento a un codice deontologico. Al contrario, coach, counselor e motivatore, per citarne alcune, non sono professioni regolamentate né prevedono una formazione specifica e ben definita. Naturalmente, come già accennato, ci sono coach che sono anche psicologi e possiedono quindi i requisiti clinici e professionali per esercitare anche counseling psicologico e tecniche di coaching.
Dal 2013, l’Ordine degli Psicologi ha avviato numerosi incontri e tavoli tecnici sulla normativa del coaching. Come si legge sul sito dell’Ordine degli psicologi Emilia Romagna:
“il counselling è una prerogativa degli psicologi. [...] l'attività di counsellor e coach continua a non essere normata e a non rappresentare una professione a sé stante. Ogni attività che si sovrappone a quelle del dottore in tecniche psicologiche (albo b), dello psicologo e dello psicoterapeuta è perseguibile penalmente per "abuso della professione di psicologo”.
L’essere psicologo prima della metodologia
Il coaching può essere svolto solo dallo psicologo? In realtà, online e offline si trovano corsi, master e percorsi di “alta formazione” nel coaching, spesso aperti a tutti senza criteri di partecipazione e selezione particolari. Questo accade perché, essendo il coach una figura professionale non regolamentata, non è rivolta a categorie strettamente specifiche. Spesso si tratta di ex atleti o tecnici che “esportano” tecniche acquisite nella loro carriera e personalizzate in base agli obiettivi.
Queste esperienze possono offrire prospettive interessanti e utili. Tuttavia, è importante essere consapevoli che rappresentano solo una parte delle ampie competenze che uno psicologo con formazione specifica può offrire a chi richiede una presa in carico più complessa. Sebbene il coaching sia orientato al futuro, uno psicologo attento non può trascurare la storia, i vissuti, le emozioni, le aspettative, la motivazione, l’autostima, e le competenze relazionali e cognitive della persona.

Sostegno psicologico e coaching
Per chiarire la differenza tra sostegno psicologico e coaching, è utile fare riferimento alla definizione dell’Ordine Nazionale degli Psicologi.
Nel documento ufficiale sulla declaratoria della professione, il sostegno psicologico viene descritto come una funzione fondamentale per la tenuta del benessere e la qualità della vita. A differenza del coaching, che si focalizza principalmente sulla performance e su traguardi futuri, il sostegno psicologico agisce come uno strumento di contenimento e continuità, garantendo stabilità alla persona in ogni situazione, sia di salute che di disagio.
Questo intervento non si limita a spronare l'individuo verso un risultato, ma richiede una valutazione professionale profonda che mette in equilibrio i bisogni, le aspettative e le risorse dell'ambiente circostante. Attraverso questo percorso, lo psicologo aiuta la persona a potenziare le proprie capacità di autodeterminazione e a ottimizzare le relazioni affettive, agendo in modo mirato sulla percezione del carico di responsabilità.
In questo senso, il sostegno psicologico si rivela una risorsa insostituibile per affrontare le dinamiche del disagio psichico e per ricostruire equilibri adattivi sani, offrendo una profondità di analisi e una tutela della salute che vanno oltre gli obiettivi specifici del coaching.
Differenza tra mental coach e psicologo
Negli ultimi anni, gli interventi di coaching sono sempre più richiesti. In ambito sportivo, soprattutto ai massimi livelli, psicologo sportivo e mental coach sono figure sempre più presenti, ma è importante fare una distinzione: se lo psicologo dello sport può anche svolgere il ruolo di mental coach e utilizzare una metodologia focalizzata sulla performance, non è vero il contrario.
Il mental coach che non ha una formazione certificata in psicologia può sicuramente offrire la propria esperienza e utilizzare tecniche specifiche, ma non può occuparsi della persona nella sua globalità, prerogativa della psicologia.
Coaching e psicologia positiva
La psicologia positiva è stata definita e interpretata in diversi modi, ma può essere intesa come lo studio e la promozione di tutti quei fattori che contribuiscono ad aumentare la qualità della vita delle persone, ponendo particolare attenzione ai punti di forza e alle potenzialità individuali, spesso non immediatamente evidenti o riconosciuti.
Quando viene applicata in contesti pratici, come nel coaching, la psicologia positiva può favorire percorsi di crescita personale e professionale. In particolare, il coaching psicologico positivo è descritto come una relazione professionale collaborativa, di breve o medio termine, tra coach e coachee, che si focalizza sull’identificazione, l’utilizzo, l’ottimizzazione e lo sviluppo dei punti di forza e delle risorse personali al fine di migliorare stati, tratti e comportamenti positivi (Van Zyl et al., 2020).
Principi teorici e strategie di coaching
Tra le tecniche di coaching più diffuse spicca il modello G.R.O.W., un acronimo che delinea le 4 fasi fondamentali per la definizione e il raggiungimento degli obiettivi. Questo metodo accompagna la persona attraverso un percorso strutturato che parte dalla chiarezza del traguardo fino alla pianificazione concreta dell'azione.
- G di Goals (obiettivo): Un obiettivo, per essere ben definito, deve avere caratteristiche sintetizzabili nell’acronimo SMART: Specific (specifico), Measurable (misurabile), Achievable (raggiungibile), Relevant (rilevante), Time-Bound (basato sul tempo).
- R di Reality (realtà): La situazione attuale di dati, risorse, vincoli, ostacoli, ciò che è già stato tentato.
- O di Options (opzioni): Le varie possibilità a disposizione per raggiungere l’obiettivo e possibili ostacoli con strategie per superarli.
- W di Will (volontà): Il piano di azione vero e proprio. Per definirlo, può essere utile rispondere a domande come: When (quando)?, What (cosa)?, Where (dove)?, Who (chi)?, How (come)?
Un esempio pratico: con il coaching psicologico, la frase “Vorrei dimagrire” può trasformarsi in: “Il mio obiettivo è perdere 10 kg entro 4 mesi e mantenere il peso ideale. Per farlo, farò i controlli necessari, mi farò prescrivere l’alimentazione più adatta, andrò 3 volte a settimana in palestra e monitorerò i progressi ogni domenica”.
È importante che l’obiettivo sia stimolante ma raggiungibile. Obiettivi troppo difficili possono portare a frustrazione e perdita di autoefficacia, mentre se troppo semplici rischiano di essere poco gratificanti anche se raggiunti.

Modelli teorici di riferimento nel coaching psicologico
Il coaching psicologico si basa su diversi modelli teorici, ciascuno con principi e applicazioni specifiche che guidano il percorso di crescita personale e professionale:
- Approccio solution-focused: questo modello, sviluppato da Steve de Shazer e Insoo Kim Berg (psicoterapeuti), si concentra sulle soluzioni piuttosto che sui problemi. Il coach aiuta il coachee a individuare risorse e strategie già presenti nella sua esperienza, favorendo piccoli cambiamenti concreti e misurabili.
- Modello cognitivo-comportamentale: basato sulle teorie di Aaron T. Beck (psichiatra e psicoterapeuta), questo approccio lavora sull'identificazione e la modifica di pensieri e comportamenti disfunzionali. Nel coaching psicologico, viene utilizzato per aiutare la persona a riconoscere schemi mentali limitanti e sostituirli con convinzioni più funzionali al raggiungimento degli obiettivi.
- Approccio umanistico: ispirato alle teorie di Carl Rogers (psicologo), questo modello pone al centro la persona, valorizzando l'autenticità, l'empatia e l'autorealizzazione. Il coach psicologico crea un ambiente di ascolto non giudicante, favorendo la crescita personale attraverso l'esplorazione dei valori e delle potenzialità individuali.
Questi modelli possono essere integrati tra loro, adattandosi alle esigenze specifiche della persona e al contesto in cui si svolge il percorso di coaching psicologico.
La relazione tra coach e coachee e le fasi del percorso
La relazione tra coach e coachee rappresenta un elemento centrale per l'efficacia del percorso: basandosi su fiducia, rispetto reciproco e chiarezza d'intenti, questa alleanza diventa la cornice necessaria entro la quale si articola il processo di coaching psicologico, strutturato generalmente nelle seguenti fasi:
- Assessment iniziale: il coach psicologico raccoglie informazioni sulla situazione attuale del coachee, esplorando bisogni, risorse e aree di miglioramento. Questo momento è fondamentale per costruire una comprensione condivisa del punto di partenza.
- Definizione del contratto e degli obiettivi: coach e coachee stabiliscono insieme obiettivi specifici, misurabili e realistici. Vengono chiariti anche i ruoli, le aspettative e la durata del percorso.
- Pianificazione e azione: si individuano strategie e strumenti pratici per raggiungere gli obiettivi. Il coach supporta il coachee nell’attuazione di azioni concrete, monitorando i progressi e favorendo la consapevolezza dei risultati ottenuti.
- Monitoraggio e feedback: durante il percorso, vengono effettuati incontri di verifica per valutare i cambiamenti, affrontare eventuali ostacoli e ricalibrare le strategie se necessario.
- Chiusura e valutazione: al termine del percorso, coach e coachee riflettono sui risultati raggiunti, consolidano le competenze acquisite e pianificano eventuali passi futuri in autonomia.
Questa struttura può favorire un percorso chiaro, trasparente e orientato al benessere psicologico della persona.
Campi di applicazione del coaching psicologico
Gli ambiti di applicazione del coaching sono sempre più diffusi e ampi. Oltre ad alcuni presupposti metodologici, è importante ricordare che attualmente rientrano sotto questa definizione anche rapporti e percorsi di empowerment di cui la psicologia si occupa da molti anni. Concetti come autostima, autoefficacia, determinazione e motivazione non sono nati con il coaching; piuttosto, il coaching li ha organizzati all’interno di un paradigma specifico.
Coaching e psicologia del lavoro
Un altro campo in espansione è sicuramente quello della psicologia del lavoro. Sempre più spesso si parla di business coaching o coaching aziendale. Il principio di base resta lo stesso, ma gli obiettivi possono essere diversi, tra cui:
- coesione e rafforzamento del gruppo di lavoro,
- tecniche di comunicazione efficace,
- orientamento e maggiore efficacia ed efficienza.
Per affrontare e imparare a gestire i problemi sul lavoro, è importante riconoscere il ruolo dello psicologo per il benessere organizzativo di un’azienda. Una consulenza psicologica aziendale può supportare collaboratori e dipendenti nell’affrontare, per esempio:
- lo stress lavoro correlato,
- la sindrome di burnout,
- la gestione dei conflitti sul lavoro;
favorendo lo sviluppo dell’empatia e dell’intelligenza emotiva.

Altri campi di applicazione del coaching psicologico
Quando una metodologia si dimostra efficace, può essere estesa anche ad altri ambiti. Nel tempo, infatti, si sono sviluppati ulteriori campi in cui lo psicologo svolge attività di coaching. Tra questi merita una menzione particolare il parent coaching, che offre un aiuto concreto e attento ai genitori, spesso chiamati ad affrontare nuove responsabilità e scelte metodologiche non sempre semplici. Il parent coaching può aiutare i genitori a gestire piccoli e grandi problemi, come il rispetto delle regole da parte dei bambini e la comunicazione genitori-figli.
Il coaching psicologico si è evoluto in molteplici specializzazioni, ognuna delle quali richiede competenze specifiche da parte dello psicologo coach. Per esempio, il coaching organizzativo si focalizza sullo sviluppo delle competenze manageriali, sulla leadership e sul miglioramento del clima aziendale. In questo contesto, lo psicologo coach lavora con individui, team o intere organizzazioni per promuovere la crescita professionale e il benessere lavorativo.
Il coaching sportivo, invece, mira all’ottimizzazione della performance atletica, alla gestione dell’ansia da prestazione e al rafforzamento della motivazione, utilizzando strumenti validati per sostenere atleti e squadre nel raggiungimento dei propri obiettivi.
Nel coaching giovanile, rivolto ad adolescenti e giovani adulti, l’attenzione è posta sulla crescita personale, l’orientamento scolastico e professionale, e lo sviluppo delle competenze relazionali. Lo psicologo coach aiuta i giovani a riconoscere e valorizzare le proprie risorse, affrontando le sfide tipiche di questa fase di vita. In tutte queste specializzazioni, la formazione psicologica del coach rimane un elemento essenziale per garantire interventi etici, efficaci e rispettosi delle caratteristiche individuali.
Coaching e psicologia verso il benessere
Come molti altri strumenti, il coaching è una risorsa preziosa per semplificare la nostra vita e affrontare il cambiamento. È fondamentale, tuttavia, rivolgersi al professionista più adatto alle proprie esigenze, prestando attenzione al percorso formativo di chi offre supporto.
Che si tratti di una nuova sfida personale, professionale, sportiva o legata al ruolo genitoriale, scegliere di affidarsi a uno psicologo può fare la vera differenza. In un professionista abilitato potrai trovare non solo la metodologia del coaching, ma anche tutte quelle risorse cliniche necessarie per sostenerti a tutto tondo, garantendo un equilibrio costante tra il raggiungimento dei tuoi obiettivi e il tuo benessere psicologico.
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