Accudire da soli i genitori anziani: come conciliare il caregiving con i propri progetti di vita?

Ho messo la mia vita in pausa e non so per quanto ancora
Mi occupo di mia madre e non riesco più a pensare a me

Ti occupi da solo di un genitore anziano e, giorno dopo giorno, hai la sensazione di aver messo la tua vita in pausa. Se ti riconosci in questa esperienza, sappi che non sei l'unico a viverla.

Prendersi cura di un genitore in solitudine è una condizione sempre più diffusa, che spesso si protrae per anni senza un termine definito. In molte situazioni non c'è una rete familiare allargata con cui condividere questo impegno, e tutto finisce per ricadere su una sola persona.

Chi diventa l'unico punto di riferimento nella cura si trova spesso a rinviare decisioni importanti, come costruire una famiglia, cambiare lavoro o trasferirsi. Le decisioni restano in sospeso, subordinate ai bisogni di chi ha bisogno di assistenza.

Così può nascere la sensazione di abitare un tempo sospeso, in cui il ruolo di figlio che si prende cura del genitore sembra lasciare poco spazio ai propri progetti di vita. È un'esperienza faticosa e comprensibile, di cui vale la pena parlare.

Cause profonde

Le radici di un senso di intrappolamento

Vorrei una vita mia, ma poi mi sento in colpa
Sono figlia unica e tutto ricade su di me

Le ragioni che alimentano questa fatica sono diverse e spesso si intrecciano tra loro. Comprenderle a fondo non è sempre semplice. Esplorare il senso di sospensione e il carico emotivo legato alla cura di un genitore con l'aiuto di uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio per comprendere meglio ciò che stai vivendo e individuare strategie utili a tutelare il tuo benessere.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di questa sensazione di intrappolamento.

Il carico della cura vissuto in solitudine

  • Sostenere da soli l'assistenza può comportare uno stress prolungato che coinvolge il corpo, le emozioni, le finanze e la vita sociale.
  • L'assenza di fratelli o altri familiari con cui dividere le responsabilità può rendere tutto più pesante rispetto a quando la cura era un compito condiviso.
  • La difficoltà a chiedere aiuto, anche quando se ne sente il bisogno, può alimentare un progressivo isolamento.

La difficoltà a immaginarsi nel futuro

  • Il timore di restare tagliati fuori dalle opportunità e dallo stile di vita dei coetanei può far percepire la propria identità come congelata.
  • Quando manca un proprio nucleo da costruire, immaginarsi al di fuori del ruolo di chi accudisce può diventare molto difficile.
  • In alcuni contesti culturali, in cui la famiglia riveste un ruolo centrale, può essere più difficile conciliare il desiderio di costruire un proprio progetto di vita con il senso di responsabilità verso un genitore anziano.

Il ruolo del senso di colpa

  • La paura di abbandonare il genitore o di apparire egoisti nel voler costruire una vita propria può bloccare la possibilità di porre dei limiti.
  • Il senso di colpa può rendere difficile riconoscere i propri bisogni come legittimi.
  • Uno stato prolungato di rinuncia, affaticamento e stress può associarsi, nel tempo, a un calo del tono dell'umore e a un maggiore rischio di disagio psicologico.
Prospettiva clinica
I momenti difficili sembrano assorbire tutte le nostre energie, ma le sfide e i problemi non definiscono il nostro valore personale. Darsi tempo per conoscere meglio le proprie risorse, senza cercare una soluzione immediata, e chiedere aiuto a un professionista quando serve, sono i primi passi verso il cambiamento positivo.
Vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Ho rinunciato a trasferirmi per restare con mio padre
Le mie giornate sono solo visite mediche e pratiche

Il senso di sospensione può manifestarsi in tanti momenti concreti della giornata. Ecco alcune situazioni in cui forse ti sei ritrovato.

Le scelte di vita che restano in sospeso

  • Rinunciare a trasferirsi per lavoro o a convivere con la propria persona amata perché non è possibile lasciare solo il genitore.
  • Rimandare la scelta di avere figli propri, perché tempo ed energie sono già interamente assorbiti dall'assistenza.
  • Accorgersi di non riuscire più a immaginare come sarà la propria vita tra dieci anni, perché ogni progetto viene messo da parte.

Il peso delle incombenze quotidiane

  • Gestire da soli le pratiche burocratiche e mediche, senza nessuno con cui condividerle.
  • Vedere la propria vita sentimentale, sociale e professionale scivolare sempre più in secondo piano.
  • Ritrovarsi, dopo anni dedicati alla cura, con la sensazione di aver perso il contatto con le proprie aspirazioni.

La doppia assenza di futuro

  • Non vedersi riflessi in una nuova generazione che si sta formando.
  • Non riuscire a immaginare un progetto di vita adulta autonomo.
  • Sentirsi in una posizione intermedia e invisibile, in cui è difficile riconoscere chi si vuole diventare.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Ti senti spento, senza energie o senza più interesse per le cose?

La depressione non è solo tristezza e può coinvolgere diversi aspetti della vita quotidiana. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio cosa stai attraversando.

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Anche nei momenti più bui si può ritrovare una via

Uscire dal buio richiede tempo e sostegno, un passo alla volta. Questi articoli possono aiutarti a prenderti cura di te e a coltivare piccole risorse quotidiane.

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Se gli stati emotivi negativi sono persistenti, chiedere aiuto può essere un atto di cura verso te stesso

Quando lo spegnimento si prolunga e fai fatica ad andare avanti, un percorso di psicoterapia può aiutarti a ricostruire il tuo benesessere. Ecco come funziona la terapia.

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Quando la depressione condiziona le tue giornate, parlarne può aiutare

Se senti che non riesci a uscirne, ricordati che non devi affrontarlo per forza in solitudine. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Come ritrovare spazio per te

Ho iniziato a ritagliarmi un pomeriggio solo per me
Parlarne con qualcuno mi ha fatto sentire meno sola
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Legittimare il desiderio di una vita propria

Avere aspirazioni e bisogni personali non è un segno di egoismo. Puoi provare a ricordarti che desiderare un futuro tuo è un'esigenza umana e comprensibile, non qualcosa di cui vergognarti.

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Attivare risorse esterne

Potresti informarti sui servizi sociali, sull'assistenza domiciliare o su altre forme di supporto disponibili nella tua zona. Anche coinvolgere altri familiari, dove possibile, può alleggerire il carico che oggi porti da solo.

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Proteggere alcuni spazi personali

Puoi provare a individuare, anche solo per poche ore a settimana, momenti da dedicare a te stesso e a ciò che ti fa stare bene. Considerare questi spazi come non rinunciabili può aiutarti a non perdere del tutto il contatto con la tua vita.

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Dare voce a ciò che senti

Frustrazione, rabbia e senso di perdita sono emozioni comuni in chi si prende cura di un genitore. Potresti provare a riconoscerle e metterle in parole per renderle più gestibili invece di reprimerle.

5

Confrontarti con chi vive la stessa esperienza

Partecipare a gruppi di sostegno per chi si occupa di familiari fragili può aiutarti a sentirti meno solo. Ascoltare altre persone nella tua stessa condizione può offrirti conforto e spunti concreti.

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Valutare un percorso con uno/a psicologo/a

Un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio prezioso per elaborare il senso di sospensione e la difficoltà di immaginare un futuro tuo. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto pesante per chiedere aiuto. Uno/a psicologo/a può aiutarti a sentirti capito e sostenuto in questa fase così impegnativa.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

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Uno sguardo al futuro

Prendersi cura di sé per prendersi cura degli altri

Sto imparando che occuparmi di me non è egoismo
Voglio tornare a immaginare un futuro anche per me

Conciliare la cura di un genitore con un proprio progetto di vita non è un atto di egoismo. Prenderti cura anche del tuo benessere può aiutarti a rendere questo impegno più sostenibile nel tempo.

Riconoscere il rischio di rimanere in un presente sospeso è già un primo passo importante per iniziare a immaginare un futuro che includa anche te. Chiedere aiuto e delegare parte dell'assistenza significa tutelare la tua salute, fisica ed emotiva.

Costruire un equilibrio tra la cura di un genitore e le tue aspettative di vita è possibile, anche se richiede tempo e sostegno. Se senti che il carico è diventato difficile da portare, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio per rielaborare il tuo ruolo e ritrovare una prospettiva che sia davvero anche tua.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

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Consulenze competenti e interventi costruttivi
Ho contattato questo servizio a causa della presa di consapevolezza di essere caduta in uno stato depressivo. Ho trovato Christel, una psicologa brava, competente, empatia che ha capito fin dal primo incontro la reale problematica e come mi sentivo, fornendomi dei feedback sempre attenti e puntuali con l'obiettivo di destrutturare degli schemi mentali disfunzionali che da sola mi creavo. Continuerò questo percorso fintanto che sarà necessario, ma rifarei ogni giorno questa scelta, oltre a consigliarlo a chiunque ne percepisca il bisogno. Grazie.
— Claudia
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Un esperienza fondamentale per ritrovarmi
Ho passato un periodo particolarmente buio e da sola non riuscivo ad andare avanti, avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e mi facesse trovare la forza per andare avanti. Mia cognata mi propone di farmi aiutare da uno psicologo, e mi scarica l'app di uno bravo sul cellulare. Le sarò grata sempre. Ho travato la persona di cui avevo bisogno: Nicola Riccardo Croce un professionista serio, affidabile, disponibile. Ha creduto in me e mi ha aiutato a credere in me stessa, ad aumentare la mia autostima, ora sono consapevole di poter affrontare qualsiasi difficoltà, per quanto dura possa essere, ho le risorse per farlo e lo devo solo ed esclusivamente a lui. E' un sistema che funziona, comodo e alla portata di tutti.
— Anna
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Incontri speciali!
Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Chi diventa l'unico punto di riferimento nella cura si trova spesso a rinviare decisioni importanti, come costruire una famiglia, cambiare lavoro o trasferirsi. Le decisioni restano in sospeso, subordinate ai bisogni di chi ha bisogno di assistenza. In molte situazioni non c'è una rete familiare allargata con cui condividere questo impegno, e tutto finisce per ricadere su una sola persona. Così può nascere la sensazione di abitare un tempo sospeso, in cui il ruolo di figlio che si prende cura del genitore sembra lasciare poco spazio ai propri progetti di vita.

Sostenere da soli l'assistenza può comportare uno stress prolungato che coinvolge il corpo, le emozioni, le finanze e la vita sociale. L'assenza di fratelli o altri familiari con cui dividere le responsabilità può rendere tutto più pesante rispetto a quando la cura era un compito condiviso. La difficoltà a chiedere aiuto, anche quando se ne sente il bisogno, può alimentare un progressivo isolamento. Il timore di restare tagliati fuori dalle opportunità e dallo stile di vita dei coetanei può far percepire la propria identità come congelata, e la paura di abbandonare il genitore o di apparire egoisti può bloccare la possibilità di porre dei limiti.

Il senso di sospensione può manifestarsi in tanti momenti concreti della giornata, come rinunciare a trasferirsi per lavoro o a convivere con la propria persona amata perché non è possibile lasciare solo il genitore, oppure rimandare la scelta di avere figli propri perché tempo ed energie sono già interamente assorbiti dall'assistenza. Ci si può accorgere di non riuscire più a immaginare come sarà la propria vita tra dieci anni, gestire da soli le pratiche burocratiche e mediche senza nessuno con cui condividerle, e ritrovarsi con la sensazione di aver perso il contatto con le proprie aspirazioni.

La paura di abbandonare il genitore o di apparire egoisti nel voler costruire una vita propria può bloccare la possibilità di porre dei limiti, e il senso di colpa può rendere difficile riconoscere i propri bisogni come legittimi. È importante ricordare che avere aspirazioni e bisogni personali non è un segno di egoismo: desiderare un futuro tuo è un'esigenza umana e comprensibile, non qualcosa di cui vergognarti. Conciliare la cura di un genitore con un proprio progetto di vita non è un atto di egoismo, e riconoscerlo è già un primo passo importante.

Puoi provare a individuare, anche solo per poche ore a settimana, momenti da dedicare a te stesso e a ciò che ti fa stare bene, considerando questi spazi come non rinunciabili. Può aiutare anche informarti sui servizi sociali, sull'assistenza domiciliare o su altre forme di supporto disponibili nella tua zona, oltre a coinvolgere altri familiari dove possibile per alleggerire il carico. Partecipare a gruppi di sostegno per chi si occupa di familiari fragili può aiutarti a sentirti meno solo, e dare voce a frustrazione, rabbia e senso di perdita invece di reprimerle può renderle più gestibili.

Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto pesante per chiedere aiuto. Un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio prezioso per elaborare il senso di sospensione e la difficoltà di immaginare un futuro tuo, aiutandoti a sentirti capito e sostenuto in questa fase così impegnativa. Se senti che il carico è diventato difficile da portare, un percorso con uno psicologo può offrirti uno spazio per rielaborare il tuo ruolo e ritrovare una prospettiva che sia davvero anche tua.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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