Apatia e cannabis dopo la laurea: come comprendere in profondità questo periodo di stasi?
Da quando mi sono laureato non riesco a trovare una direzione.
Le giornate sono tutte uguali e non so più cosa voglio.
Hai chiuso l'ultimo esame, discusso la tesi, e all'improvviso il calendario si è svuotato. Niente più scadenze, niente più gruppo di studio, niente più obiettivi già scritti da qualcun altro.
Quella struttura che per anni ha tenuto in moto le tue giornate è sparita di colpo, e al suo posto è rimasto un grande punto interrogativo su cosa vuoi davvero.
In questa fase di transizione, senza appuntamenti esterni che orientino il tempo, trovare uno slancio personale autonomo può diventare una sfida più difficile di quanto sembri.
Se l'uso quotidiano di cannabis ti ha accompagnato durante gli studi, magari è rimasto anche adesso che il contesto è cambiato. E può capitare di non capire più se sia l'apatia a bloccarti o se sia la sostanza ad alimentare quella sensazione di non riuscire a partire.
Riconoscere questa sovrapposizione è già un primo passo importante per fare chiarezza.
Le possibili radici dello stallo
Perché ti senti bloccato in questo periodo
Mi sembra che la mia testa vada al rallentatore.
Fumo per non pensare a quanto mi sento persa.
Capire cosa si muove sotto la superficie di questo senso di stasi non è sempre facile da soli. Per molte persone, esplorare il legame tra apatia e uso di cannabis può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per comprenderti meglio e tutelare il tuo benessere.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni alla base di questo senso di blocco dopo la laurea.
Come la cannabis può influire su motivazione ed energia
- Il THC agisce sui circuiti cerebrali coinvolti nella ricompensa e nella motivazione. Un uso frequente e prolungato può associarsi a cambiamenti nel funzionamento di questi sistemi, influenzando lo slancio verso gli obiettivi e l'iniziativa personale.
- In alcune persone, un uso regolare può accompagnarsi a un calo della motivazione, degli interessi e dell'iniziativa. Questo può contribuire a mantenere la sensazione di stallo nel tempo.
- Un consumo costante può rendere più faticose la concentrazione, la memoria a breve termine e la capacità di pianificare, elementi che servono proprio per costruire nuovi progetti
Quando la sostanza diventa un modo per gestire le emozioni
- La cannabis viene spesso usata per calmare l'ansia legata all'incertezza sul futuro o per riempire il vuoto lasciato dalla fine di una routine strutturata
- Può diventare una sorta di appoggio emotivo nei momenti in cui l'incertezza pesa di più
- Affidarsi alla sostanza per non sentire il disagio può però rendere più difficile affrontare ciò che quel disagio sta segnalando
Il ruolo della fine della struttura universitaria
- Senza le scadenze esterne dell'università, viene meno quello stimolo che prima compensava gli effetti rilassanti e sedativi della sostanza
- Il calo di energia e iniziativa può quindi diventare molto più evidente rispetto agli anni di studio
- Costruire una direzione tutta tua, senza un contesto che la definisca al posto tuo, è di per sé un compito impegnativo
Scene di vita quotidiana
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Mi dico che inizio domani, e domani non arriva mai.
L'unico momento in cui sto bene è quando fumo.
Ogni percorso è a sé, ma ci sono situazioni concrete che molte persone vivono in questo periodo. Vediamone alcune in cui forse ti ritrovi.
Le giornate senza forma
- Svegliarti senza una scaletta di impegni e ritrovarti a fumare già dalle prime ore, usando la sostanza per riempire un tempo che sembra vuoto
- Sentire che ogni tentativo di darti una nuova routine, come sport, corsi o hobby, si esaurisce dopo pochi giorni senza una spinta esterna che lo sostenga
- Accorgerti di aver perso interesse in attività che prima ti davano soddisfazione, sostituendole con lunghe sessioni davanti a uno schermo sotto l'effetto della sostanza
Il futuro che sembra troppo grande
- Rimandare l'invio delle candidature o la ricerca di lavoro, dicendoti che 'non sei ancora pronto' o che 'non sai cosa vuoi fare'
- Notare che le persone con cui condividevi la routine universitaria si sono disperse in percorsi diversi, con un crescente senso di isolamento
- Percepire che la pressione di dover 'trovare una direzione' diventa così forte da spingerti a evitarla del tutto
Il senso di colpa che si aggiunge
- Provare un senso di colpa crescente per l'uso quotidiano, ma allo stesso tempo trovare nella sostanza l'unico momento di sollievo
- Prometterti di ridurre e poi ricominciare, con la sensazione di non riuscire a mantenere gli impegni presi con te stesso
- Vivere una sorta di circolo difficile da interrompere, in cui più ti senti fermo, più cerchi conforto nella cannabis
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Se senti di aver perso il controllo e desideri ricostruire il tuo benessere, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.
Piccoli passi possibili
Come iniziare a ritrovare una direzione
Ho scritto per una settimana come passavo le giornate.
Parlarne mi ha fatto sentire meno sola in tutto questo.
Tenere un diario delle giornate
Puoi provare ad annotare come passi il tempo e come ti senti nei diversi momenti. Con calma, questo può aiutarti a distinguere i momenti di apatia legati alla transizione di vita da quelli che sembrano amplificati dal consumo.
Ricostruire piccole strutture quotidiane
L'università ti dava orari e scadenze in automatico. Potresti provare a ricrearne una versione tua, con piccoli obiettivi giornalieri realistici, per ridare ritmo alle giornate senza pretendere subito grandi cambiamenti.
Sperimentare periodi di riduzione
Se te la senti, puoi provare a osservare come cambiano energia, motivazione e concentrazione quando riduci il consumo. Se pensi che interromperlo possa essere difficile, può essere utile farlo con il supporto di un professionista. Notare come cambiano energia e motivazione può darti informazioni preziose su quanto la sostanza incide sul tuo stato attuale.
Aspettare qualche minuto prima di cedere all'impulso
Quando senti il bisogno di fumare appena sveglio, potresti provare ad aspettare anche solo dieci minuti. Il desiderio è spesso legato a una risposta automatica e dare un po' di tempo può aiutare quella sensazione a calare e a farti scegliere con più lucidità.
Parlarne con qualcuno di cui ti fidi
Affrontare da solo un periodo di stallo può renderlo più pesante. Condividere con una persona vicina come ti senti può alleggerire la sensazione di isolamento e farti sentire meno solo in questa fase.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Rivolgerti a uno/a psicologo/a o psicoterapeuta, magari con esperienza nell'ambito delle dipendenze, può offrirti uno spazio per capire quale funzione svolge la cannabis nella tua vita emotiva. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto. Un percorso psicologico può offrirti uno spazio in cui sentirti accolto e accompagnato nel ritrovare slancio e direzione.
Parla di come ti senti a uno psicologo online
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Trasformare la stasi in crescita
Un momento di transizione, non una trappola
Ho capito che non ero pigro, ero solo bloccato.
Chiedere aiuto è stato il mio vero punto di partenza.
Il periodo dopo la laurea è di per sé una fase delicata, in cui identità e obiettivi si ridefiniscono, a prescindere dall'uso di sostanze. In alcune persone, un uso regolare di cannabis può contribuire a mantenere una condizione di stallo, rendendo più difficile ritrovare iniziativa e direzione.
Comprendere il legame tra sostanza e apatia non significa colpevolizzarti, ma acquisire quella consapevolezza che può rendere possibile intervenire in modo mirato.
Costruire nuove routine autonome richiede tempo e sostegno, soprattutto quando viene meno la struttura esterna a cui ti eri abituato per anni.
Chiedere aiuto a uno/a psicologo/a non è un segno di debolezza, ma un modo concreto per fare chiarezza su di te e ritrovare una direzione personale.
Riconoscere questo periodo come un momento di transizione, anche complesso, può aprire la possibilità di viverlo come un'occasione di crescita, e non come una condizione destinata a durare.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché mi sento così bloccato dopo la laurea?
Il periodo dopo la laurea è di per sé una fase delicata, in cui identità e obiettivi si ridefiniscono, a prescindere dall'uso di sostanze. Senza le scadenze esterne dell'università, viene meno quello stimolo che prima compensava gli effetti rilassanti e sedativi della sostanza, e il calo di energia e iniziativa può diventare molto più evidente rispetto agli anni di studio. Costruire una direzione tutta tua, senza un contesto che la definisca al posto tuo, è di per sé un compito impegnativo. Quella struttura che per anni ha tenuto in moto le tue giornate è sparita di colpo, e al suo posto è rimasto un grande punto interrogativo su cosa vuoi davvero.
La cannabis può influire sulla motivazione e sull'energia?
Il THC agisce sui circuiti cerebrali coinvolti nella ricompensa e nella motivazione. Un uso frequente e prolungato può associarsi a cambiamenti nel funzionamento di questi sistemi, influenzando lo slancio verso gli obiettivi e l'iniziativa personale. In alcune persone, un uso regolare può accompagnarsi a un calo della motivazione, degli interessi e dell'iniziativa, contribuendo a mantenere la sensazione di stallo nel tempo. Un consumo costante può rendere più faticose la concentrazione, la memoria a breve termine e la capacità di pianificare, elementi che servono proprio per costruire nuovi progetti.
Perché si usa la cannabis per gestire ansia e incertezza sul futuro?
La cannabis viene spesso usata per calmare l'ansia legata all'incertezza sul futuro o per riempire il vuoto lasciato dalla fine di una routine strutturata. Può diventare una sorta di appoggio emotivo nei momenti in cui l'incertezza pesa di più. Affidarsi alla sostanza per non sentire il disagio può però rendere più difficile affrontare ciò che quel disagio sta segnalando.
Quali sono i segnali che indicano che sono bloccato in un circolo di apatia e cannabis?
Puoi riconoscerti nello svegliarti senza una scaletta di impegni e ritrovarti a fumare già dalle prime ore, usando la sostanza per riempire un tempo che sembra vuoto. Oppure nel sentire che ogni tentativo di darti una nuova routine si esaurisce dopo pochi giorni, o nel rimandare l'invio delle candidature dicendoti che non sei ancora pronto. Provare un senso di colpa crescente per l'uso quotidiano, ma allo stesso tempo trovare nella sostanza l'unico momento di sollievo, e vivere una sorta di circolo difficile da interrompere, in cui più ti senti fermo, più cerchi conforto nella cannabis, sono altri segnali comuni.
Come posso iniziare a distinguere l'apatia dallo stato indotto dalla cannabis?
Puoi provare ad annotare come passi il tempo e come ti senti nei diversi momenti: con calma, questo può aiutarti a distinguere i momenti di apatia legati alla transizione di vita da quelli che sembrano amplificati dal consumo. Se te la senti, puoi anche provare a osservare come cambiano energia, motivazione e concentrazione quando riduci il consumo. Notare come cambiano energia e motivazione può darti informazioni preziose su quanto la sostanza incide sul tuo stato attuale. Se pensi che interromperlo possa essere difficile, può essere utile farlo con il supporto di un professionista.
È normale sentirsi in colpa per l'uso quotidiano di cannabis dopo la laurea?
Sì, è una sensazione che molte persone vivono in questo periodo: provare un senso di colpa crescente per l'uso quotidiano, ma allo stesso tempo trovare nella sostanza l'unico momento di sollievo. Può capitare di prometterti di ridurre e poi ricominciare, con la sensazione di non riuscire a mantenere gli impegni presi con te stesso. Comprendere il legame tra sostanza e apatia non significa colpevolizzarti, ma acquisire quella consapevolezza che può rendere possibile intervenire in modo mirato, riconoscendo questo periodo come un momento di transizione e non come una condizione destinata a durare.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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