Cannabis per dormire dopo i turni notturni: come affrontare il senso di colpa per sentirsi poco presenti come genitori?

Cannabis per dormire dopo i turni notturni: come affrontare il senso di colpa per sentirsi poco presenti come genitori?
Dormo di giorno e vivo la loro vita a metà
Sono a casa, ma la mia testa è altrove

Chi lavora su turni notturni sa quanto possa essere difficile conciliare i propri ritmi di vita con quelli della famiglia. Mentre gli altri sono svegli e condividono la giornata, spesso arriva il momento di riposare, con la sensazione di vivere su orari diversi e di perdere piccoli momenti di quotidianità insieme. Il corpo chiede riposo quando fuori è giorno, e la mente resta attivata anche quando il turno è finito da ore.

In questa situazione, la cannabis può sembrare un modo rapido per rilassarsi e riuscire a dormire dopo un turno di lavoro. Il rischio, però, è che il bisogno di recuperare le energie finisca per interferire con il tempo da dedicare ai figli e alla famiglia. Così, anche quando sei fisicamente a casa, potresti sentirti poco presente e coinvolto/a emotivamente, con la sensazione di non riuscire a vivere pienamente i momenti insieme.

Da questa situazione può nascere un senso di colpa, legato alla sensazione di non riuscire a essere pienamente presente nei pochi momenti trascorsi con i propri figli. Potresti sentirti diviso/a tra il bisogno di riposare e il desiderio di condividere del tempo con loro. Se ti riconosci in queste difficoltà, è importante sapere che non devi affrontarle da solo/a. Comprendere ciò che stai vivendo può essere il primo passo per trovare un equilibrio più sostenibile tra riposo, benessere personale e vita familiare.

Sonno, sostanza ed emozioni

Le radici di una fatica che si somma alla stanchezza

Dormo poco e male, e il resto ne risente
Mi sveglio già stanca, prima ancora di iniziare

Comprendere come lavoro notturno, difficoltà del sonno e consumo di cannabis possano influenzarsi a vicenda può aiutarti a guardare ciò che stai vivendo con maggiore consapevolezza e meno senso di colpa. Se senti di non riuscire a trovare un equilibrio tra il bisogno di riposo e il tempo da dedicare ai tuoi figli, rivolgerti a uno/a psicologo/a può aiutarti a comprendere le tue difficoltà e individuare strategie per prenderti cura di te, migliorando anche la qualità dei momenti condivisi con la tua famiglia. Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di questa difficoltà.

Il ritmo sonno-veglia messo alla prova

  • Il lavoro a turni può alterare la produzione di melatonina e la struttura del sonno, rendendo difficile addormentarsi in orari atipici.
  • Quando il corpo non riesce a rilassarsi da solo, può nascere il desiderio di un aiuto esterno per accelerare l'addormentamento.
  • La deprivazione di sonno che spesso accompagna chi lavora su turni può aumentare irritabilità, cali di attenzione e minore prontezza emotiva.

Come la cannabis può incidere sul riposo

  • Il consumo frequente di cannabis può alterare la struttura del sonno, influenzandone la qualità e modificando la durata di alcune fasi, tra cui il sonno REM.
  • Il sonno REM contribuisce all'elaborazione delle emozioni. Le alterazioni di questa fase possono influire sul benessere emotivo, anche se non è possibile stabilire un legame diretto con la sensazione di distacco affettivo.
  • Al risveglio, soprattutto dopo un consumo recente, possono persistere sonnolenza e difficoltà di concentrazione, rendendo più faticoso sentirsi presenti e coinvolti nelle relazioni familiari.

Il circolo tra colpa e uso

  • Il contrasto tra il bisogno di riposare dopo un turno notturno e il desiderio di trascorrere del tempo con i propri figli può generare frustrazione e senso di colpa.
  • Queste emozioni possono aumentare lo stress e la tensione emotiva, rendendo ancora più difficile rilassarsi e recuperare le energie.
  • Può così crearsi un circolo vizioso in cui stanchezza, consumo di cannabis e senso di colpa si alimentano a vicenda, rendendo più difficile trovare un equilibrio tra riposo e vita familiare.
Prospettiva clinica
Essere fisicamente accanto ai tuoi figli, ma sentirti poco presente, può alimentare un senso di colpa difficile da gestire. A volte, però, il bisogno di “spegnersi” non nasce soltanto dalla stanchezza fisica, ma anche dal desiderio di trovare sollievo da una tensione che si accumula giorno dopo giorno. Forse, allora, invece di concentrarti solo su ciò che temi di non riuscire a dare ai tuoi figli, potresti iniziare a chiederti di cosa hai bisogno tu per stare meglio. Perché prendersi cura della relazione con loro significa anche imparare a riconoscere e ascoltare i propri bisogni.
Federica Salciccia
Federica Salciccia
Psicoterapeuta Unobravo
Momenti di vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Mio figlio mi chiama e io rispondo in ritardo
Il mio compagno se ne accorge, e questo mi pesa

A volte, riconoscere le proprie difficoltà nelle situazioni di tutti i giorni può aiutare a comprenderle meglio. Vediamo alcuni esempi concreti di come lavoro notturno, stanchezza e consumo di cannabis possano influire sulla vita familiare.

Le mattine dopo il turno

  • Dopo una notte di lavoro, addormentarti con la luce del giorno può essere difficile. Potresti quindi ricorrere alla cannabis per riuscire a riposare qualche ora prima di occuparti dei tuoi figli.
  • Al risveglio, potresti accorgerti di essere meno reattivo/a e presente, facendo fatica a seguire le conversazioni o a rispondere con attenzione alle richieste dei bambini.
  • Anche quando sei seduto/a a tavola con loro, potresti avvertire una sensazione di stanchezza e annebbiamento mentale, legata alla mancanza di sonno e ai possibili effetti residui della cannabis.

I giorni di riposo e ritmi diversi

  • Dopo diversi turni notturni consecutivi, potresti ritrovarti a dormire quando i tuoi figli sono svegli, perdendo occasioni di gioco, dialogo e condivisione che vorresti vivere insieme a loro.
  • Potresti iniziare a organizzare il consumo di cannabis in base agli orari di lavoro e agli impegni familiari, vivendo con preoccupazione il momento in cui riuscirai a riposare o a occuparti dei bambini.
  • La stanchezza accumulata può accompagnarsi alla paura di non avere abbastanza energie da dedicare ai tuoi figli, aumentando la frustrazione e la sensazione di non riuscire a essere presente come vorresti.

Quando i figli percepiscono la tua stanchezza

  • Potresti accorgerti che i tuoi figli cercano più spesso la tua attenzione, soprattutto quando sei stanco e fai fatica a essere presente e partecipe come vorresti.
  • Nei momenti in cui rientri dal lavoro e senti il bisogno di riposare, i bambini potrebbero cercare maggiore vicinanza e contatto, rendendo difficile conciliare le loro richieste con le tue necessità.
  • Queste situazioni possono aumentare il senso di colpa, portandoti a concentrarti su ciò che non riesci a fare anziché riconoscere anche le energie e l'attenzione che dedichi alla tua famiglia.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Un'abitudine o una sostanza hanno preso troppo spazio nella tua vita?

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Se non riesci a interrompere il circolo, potrebbe esserti d'aiuto chiedere supporto

Quando provi a smettere ma ricadi, un percorso può aiutarti a capire cosa nutre la dipendenza e a individuare strategie per affrontarla. Ecco come funziona la terapia.

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Quando la dipendenza condiziona la tua vita, parliamone

Se senti di aver perso il controllo e desideri ricostruire il tuo benessere, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Piccoli passi per ritrovare presenza e riposo

Ho iniziato a leggergli una storia ogni sera
Parlarne con qualcuno mi ha fatto sentire meno sola
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Organizzare i tempi del riposo e della cura dei figli

Quando possibile, è importante organizzare le giornate distinguendo i momenti dedicati al riposo da quelli in cui ti occupi dei tuoi figli. Se fai uso di cannabis, è importante considerare che i suoi effetti possono persistere anche dopo alcune ore, influenzando attenzione e capacità di reazione. Evitare di consumarla quando hai responsabilità di accudimento può aiutarti a tutelare la sicurezza tua e dei bambini.

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Migliorare la qualità del sonno dopo i turni notturni

Se lavori di notte, puoi adottare alcuni accorgimenti per favorire il riposo durante il giorno. Oscurare la stanza, utilizzare una mascherina per gli occhi, ridurre i rumori e limitare l'esposizione alla luce prima di dormire può aiutarti a riposare meglio. Queste abitudini possono rappresentare un primo passo per cercare alternative all'uso della cannabis per addormentarti.

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Confrontarti con un medico o uno specialista del sonno

Se fai fatica ad addormentarti senza cannabis, è utile rivolgerti a un medico o a uno specialista del sonno. Un professionista può aiutarti a comprendere le cause delle difficoltà e valutare trattamenti adatti a chi lavora su turni, senza ricorrere automaticamente ai farmaci. Anche l'eventuale utilizzo della melatonina dovrebbe essere valutato in base ai tuoi ritmi di lavoro e alle tue esigenze.

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Creare piccoli momenti di condivisione con i figli

Non conta soltanto quanto tempo trascorri con i tuoi figli, ma anche come vivete i momenti insieme. Puoi provare a ritagliarti piccoli appuntamenti quotidiani, come leggere una storia, fare merenda o passeggiare insieme. Anche pochi minuti di attenzione reciproca possono aiutarti a mantenere un legame significativo, senza aggiungere ulteriori pressioni alle tue giornate.

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Condividere le difficoltà con chi ti sta vicino

Parlare con il/la partner o con una persona di fiducia della stanchezza e delle difficoltà legate ai turni può aiutarti a non gestire tutto da solo/a. Organizzare insieme gli impegni familiari e chiedere supporto nei momenti di maggiore affaticamento può alleggerire il carico quotidiano e ridurre il senso di colpa.

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Riconoscere il bisogno dietro il consumo

Quando senti il desiderio di ricorrere alla cannabis, puoi provare a fermarti qualche istante e chiederti cosa stai cercando in quel momento: riposo, sollievo dalla tensione o una pausa dalle responsabilità? Riconoscere il bisogno che accompagna il consumo può aiutarti a comprendere meglio le tue abitudini e a individuare modi diversi per affrontare la stanchezza e lo stress.

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Valutare un percorso di supporto psicologico

Se il consumo di cannabis sta diventando difficile da gestire o il senso di colpa influenza il rapporto con i tuoi figli, rivolgerti a uno/a psicologo/a o psicoterapeuta può aiutarti ad affrontare queste difficoltà. Un percorso può offrirti uno spazio senza giudizio in cui comprendere il rapporto con la sostanza, gestire le emozioni e trovare strategie più funzionali per conciliare lavoro, riposo e vita familiare. Quando necessario, può essere utile anche il supporto di un servizio specializzato nelle dipendenze. Non serve aspettare che la situazione peggiori per chiedere aiuto: prenderti cura del tuo benessere è importante anche per la relazione con i tuoi figli.

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Verso una presenza più serena

Un equilibrio possibile, un passo alla volta

Non devo essere perfetto, devo esserci davvero
Chiedere aiuto è stato il mio primo passo

Sentirti poco presente nella vita dei tuoi figli, anche quando sei fisicamente a casa, può generare un senso di colpa difficile da gestire. Da una parte c’è il bisogno di recuperare le energie dopo il lavoro, dall’altra il desiderio di condividere con loro momenti significativi. Comprendere come il consumo di cannabis possa influire sul sonno e sul benessere quotidiano può aiutarti a riconoscere le difficoltà che stai vivendo, senza ridurre tutto a una questione di colpa personale. Migliorare la qualità del riposo, anche attraverso strategie non farmacologiche, può aiutarti a trovare alternative al consumo di cannabis e a recuperare maggiore lucidità ed energia durante la giornata. Essere un genitore presente non significa riuscire a fare tutto o essere sempre disponibili, ma anche riconoscere i propri limiti e cercare un equilibrio tra le proprie necessità e quelle dei figli. Se senti che stanchezza, consumo di cannabis e senso di colpa si alimentano a vicenda, rivolgerti a uno/a psicologo/a può aiutarti a comprendere questa dinamica e a trovare strategie per prenderti cura di te e della relazione con i tuoi figli.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Un viaggio verso la pace
Ho avuto un rapporto stupendo con Simona, ci siamo trovati fin da subito ed è iniziato un rapporto durato 6 mesi di terapia, al termine dei quali mi sono trovato in pace con me stesso ed aver ripreso in mano la mia vita.
— Daniele L.
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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Professionalità e gentilezza che ti fan tornare a volare
Ottimo servizio che ti consente di parlare con un professionista qualificato direttamente dal salotto di casa. Le sedute anche se non in presenza non sono semplici chiacchierate fine a se stesse, il professionista si connette con te per riuscire a darti un aiuto ad affrontare situazioni che senza nessuno sembrano montagne insormontabili. Consiglio l'utilizzo del servizio, senza vergogna, a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto per ritrovare se stessi riscoprendo il proprio valore. Il professionista che mi è sato affidato è molto competente e mi ha aiutata a ritrovare la grinta che la vita mi aveva fatto perdere. Tu vali molto, quando ti serve aiuto affidati alle persone giuste, contatta Unobravo e tornerai a volare !
— Ludovica Pala
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Il lavoro a turni può alterare la produzione di melatonina e la struttura del sonno, rendendo difficile addormentarsi in orari atipici. Quando il corpo non riesce a rilassarsi da solo, può nascere il desiderio di un aiuto esterno per accelerare l'addormentamento. In questa situazione la cannabis può sembrare un modo rapido per rilassarsi e riuscire a dormire dopo un turno di lavoro. Il rischio, però, è che il bisogno di recuperare le energie finisca per interferire con il tempo da dedicare ai figli e alla famiglia, anche quando si è fisicamente a casa.

Il consumo frequente di cannabis può alterare la struttura del sonno, influenzandone la qualità e modificando la durata di alcune fasi, tra cui il sonno REM, che contribuisce all'elaborazione delle emozioni. Le alterazioni di questa fase possono influire sul benessere emotivo, anche se non è possibile stabilire un legame diretto con la sensazione di distacco affettivo. Al risveglio, soprattutto dopo un consumo recente, possono persistere sonnolenza e difficoltà di concentrazione, rendendo più faticoso sentirsi presenti e coinvolti nelle relazioni familiari.

Mentre gli altri sono svegli e condividono la giornata, spesso arriva il momento di riposare, con la sensazione di vivere su orari diversi e di perdere piccoli momenti di quotidianità insieme. Così, anche quando si è fisicamente a casa, si potrebbe sentirsi poco presenti e coinvolti emotivamente, con la sensazione di non riuscire a vivere pienamente i momenti insieme. Al risveglio, dopo il turno, ci si potrebbe accorgere di essere meno reattivi e presenti, facendo fatica a seguire le conversazioni o a rispondere con attenzione alle richieste dei bambini.

Da questa situazione può nascere un senso di colpa, legato alla sensazione di non riuscire a essere pienamente presente nei pochi momenti trascorsi con i propri figli, dividendosi tra il bisogno di riposare e il desiderio di condividere del tempo con loro. Il contrasto tra il bisogno di riposare dopo un turno notturno e il desiderio di trascorrere del tempo con i propri figli può generare frustrazione e senso di colpa. Queste emozioni possono aumentare lo stress e la tensione emotiva, creando un circolo vizioso in cui stanchezza, consumo di cannabis e senso di colpa si alimentano a vicenda.

Potrebbe capitare di accorgersi che i figli cercano più spesso l'attenzione del genitore, soprattutto quando è stanco e fa fatica a essere presente e partecipe come vorrebbe. Nei momenti in cui si rientra dal lavoro e si sente il bisogno di riposare, i bambini potrebbero cercare maggiore vicinanza e contatto, rendendo difficile conciliare le loro richieste con le proprie necessità. Queste situazioni possono aumentare il senso di colpa, portando a concentrarsi su ciò che non si riesce a fare anziché riconoscere anche le energie e l'attenzione dedicate alla famiglia.

Se si lavora di notte, si possono adottare alcuni accorgimenti per favorire il riposo durante il giorno: oscurare la stanza, utilizzare una mascherina per gli occhi, ridurre i rumori e limitare l'esposizione alla luce prima di dormire può aiutare a riposare meglio. Queste abitudini possono rappresentare un primo passo per cercare alternative all'uso della cannabis per addormentarsi. Se si fa fatica ad addormentarsi senza cannabis, è utile rivolgersi a un medico o a uno specialista del sonno, che può aiutare a comprendere le cause delle difficoltà e valutare trattamenti adatti a chi lavora su turni.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

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Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

Sì, la terapia di coppia può aiutare quando i diversi ritmi di vita generano incomprensioni o tensioni. Il percorso offre uno spazio in cui entrambi possono esprimere le proprie difficoltà: dalla stanchezza di chi lavora di notte al carico familiare sostenuto dall'altro partner. L'obiettivo è migliorare la comunicazione e trovare modalità più equilibrate per affrontare insieme la quotidianità.

Sì, soprattutto quando la gestione dei figli diventa motivo di tensione. Con il supporto di uno/a psicologo/a, la coppia può confrontarsi sulle rispettive esigenze e individuare una distribuzione più sostenibile delle responsabilità familiari. Non si tratta di stabilire chi faccia di più, ma di trovare un'organizzazione che tenga conto del bisogno di riposo, degli impegni lavorativi e del tempo da dedicare ai bambini.

Puoi provare a parlarne partendo da ciò che stai vivendo, senza cercare giustificazioni o attribuire responsabilità. Spiegare che vorresti affrontare insieme le difficoltà legate alla stanchezza, al consumo di cannabis e alla gestione familiare può favorire un confronto più aperto. La terapia di coppia può offrire uno spazio di ascolto, ma se il consumo è difficile da controllare è importante valutare anche un supporto individuale o specialistico.

Dipende dalle difficoltà che desideri affrontare. Un percorso individuale può aiutarti a comprendere il senso di colpa, il rapporto con la cannabis e le strategie che utilizzi per gestire la stanchezza. La terapia di coppia può essere utile quando queste difficoltà influenzano anche la relazione con il/la partner. In alcune situazioni, i due percorsi possono integrarsi, con obiettivi differenti.

Non è necessario aspettare che la relazione sia in crisi. Se i turni notturni stanno creando distanza emotiva, difficoltà nella comunicazione o tensioni nella gestione dei figli, può essere utile chiedere supporto. La terapia di coppia può aiutare a riconoscere i bisogni di entrambi e ad affrontare le difficoltà prima che diventino più pesanti.

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