Cannabis per sopportare un lavoro insoddisfacente: come interrompere questo schema?

Fumo per non pensare a quanto odio il lunedì.
Mi sento incastrata tra un lavoro e un'abitudine.

Se sei arrivato fin qui, forse ti riconosci in una sensazione difficile da spiegare a chi ti sta intorno.

Molte persone iniziano a usare la cannabis non tanto per il piacere del momento, ma come modo per attenuare il disagio quotidiano legato a un lavoro vissuto come opprimente o privo di prospettive.

Con il tempo, quando l'insoddisfazione diventa costante, la sostanza può trasformarsi in una sorta di appoggio emotivo che permette di reggere la giornata. Si crea così una doppia difficoltà, sia il malessere per il lavoro, sia il legame con ciò che usi per sopportarlo.

Quella sensazione di essere in una situazione di stallo, di non riuscire né a cambiare lavoro né a smettere di fumare, è spesso il segnale di un circolo vizioso difficile da interrompere da soli. Non si tratta di forza di volontà, ma di una dinamica che si è consolidata poco per volta.

Le radici del disagio

Le ragioni dietro questo schema che si ripete

Senza una canna non riesco nemmeno a rilassarmi.
Ormai mi sembra l'unico modo per resistere.

Capire cosa alimenta questo legame non è sempre immediato. In molti casi, esplorare le radici del rapporto tra sostanza e disagio lavorativo può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per ritrovare lucidità e benessere.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base del bisogno di fumare per sopportare un lavoro che non senti più tuo.

La cannabis come valvola di sfogo

  • Può offrire un sollievo immediato dallo stress, dalla frustrazione o dal senso di vuoto che un lavoro insoddisfacente può generare
  • Rappresenta un modo per staccare mentalmente da un contesto percepito come senza sbocchi, senza dover affrontare direttamente il malessere
  • Può diventare una delle principali strategie per gestire l'insoddisfazione, rendendo più difficile sperimentare modalità alternative per affrontare il disagio.

Quando serve sempre di più

  • Con un uso ripetuto può svilupparsi tolleranza, per cui la stessa quantità può produrre effetti meno intensi e alcune persone possono aumentare gradualmente il consumo.
  • Il legame psicologico con la sostanza può consolidarsi, fino a farla sembrare indispensabile per arrivare a fine giornata
  • In alcune persone, un uso costante può associarsi a un calo della motivazione, dell'energia e della capacità di pianificare, contribuendo a mantenere la sensazione di immobilità.
Prospettiva clinica
I momenti difficili sembrano assorbire tutte le nostre energie, ma le sfide e i problemi non definiscono il nostro valore personale. Darsi tempo per conoscere meglio le proprie risorse, senza cercare una soluzione immediata, e chiedere aiuto a un professionista quando serve, sono i primi passi verso il cambiamento positivo.
Situazioni concrete

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Ogni sera è la stessa storia: torno e mi faccio una canna.
Vorrei cambiare, ma non trovo mai l'energia per iniziare.

Ogni storia è diversa, ma alcune dinamiche tornano spesso in chi vive questo tipo di difficoltà. Vediamo alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

Il rituale per reggere la giornata

  • Fumare ogni sera dopo il lavoro per smaltire la tensione accumulata, arrivando a considerarlo l'unico momento di vero relax
  • Iniziare a fumare anche prima di uscire di casa, per affrontare con meno ansia riunioni o compiti percepiti come molto pesanti
  • Notare che, senza la sostanza, la giornata lavorativa diventa molto più difficile da sostenere

Il senso di immobilità

  • Rimandare di continuo l'idea di cercare un nuovo impiego, sentendosi troppo demotivato/a o annebbiato/a per aggiornare il curriculum o affrontare un colloquio
  • Ripetersi che fumare 'è l'unico modo per sopravvivere a questo lavoro', pur riconoscendo che nel tempo la situazione non cambia
  • Osservare un calo di concentrazione e iniziativa che rende ancora più faticoso muovere passi concreti verso il cambiamento
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Un'abitudine o una sostanza hanno preso troppo spazio nella tua vita?

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Se non riesci a interrompere il circolo, potrebbe esserti d'aiuto chiedere supporto

Quando provi a smettere ma ricadi, un percorso può aiutarti a capire cosa nutre la dipendenza e a individuare strategie per affrontarla. Ecco come funziona la terapia.

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Quando la dipendenza condiziona la tua vita, parliamone

Se senti di aver perso il controllo e desideri ricostruire il tuo benessere, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Piccoli passi per ritrovare margine di scelta

Ho iniziato a camminare la sera invece di chiudermi in casa.
Parlarne con qualcuno mi ha fatto sentire meno sola.
1

Osservare quando senti il bisogno di fumare

Puoi provare a fare attenzione ai momenti in cui l'impulso è più forte, magari annotando su un diario cosa succede prima. Riconoscere i momenti di maggiore insoddisfazione può aiutarti a capire quale bisogno stai cercando di gestire con la sostanza.

2

Introdurre gradualmente altre forme di sollievo

Potresti sperimentare attività che ti aiutino a scaricare la tensione in altri modi, come una camminata, l'attività fisica o esercizi di respirazione. Non si tratta di sostituire tutto subito, ma di ampliare le vie di sfogo oltre alla cannabis.

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Aspettare qualche minuto prima di agire sull'impulso

Quando senti il desiderio di fumare, puoi provare a lasciar passare anche solo dieci minuti. Il bisogno di sollievo immediato tende ad attenuarsi con il tempo, e questo piccolo spazio può restituirti un margine di scelta.

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Definire obiettivi piccoli e concreti sul lavoro

Invece di pensare subito a un grande cambiamento, potresti partire da un passo alla volta aggiornando il curriculum, dando un'occhiata a qualche annuncio, parlando con qualcuno del settore. Obiettivi realistici aiutano a scalfire la sensazione di immobilità.

5

Parlarne con qualcuno di cui ti fidi

Condividere quello che stai vivendo con una persona vicina può alleggerire il senso di isolamento. Dire ad alta voce come ti senti è già un modo per prendere le distanze da uno schema che tende a rimanere silenzioso.

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Valutare un percorso con uno/a psicologo/a

Un percorso di psicoterapia può essere uno spazio prezioso per affrontare insieme sia il rapporto con la sostanza sia il disagio lavorativo che lo alimenta, senza trattarli come problemi separati. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere supporto. Rivolgersi a uno/a psicologo/a con esperienza nell'ambito delle dipendenze può aiutarti a sentirti capito/a e sostenuto/a mentre ritrovi lucidità.

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Uno sguardo al futuro

La sensazione di blocco non è per sempre

Forse non sono bloccata come pensavo.
Ho capito che posso chiedere aiuto per ripartire.

Il bisogno di fumare per sopportare un lavoro insoddisfacente è spesso il segnale di un disagio più profondo, che riguarda il tuo rapporto con la vita professionale, e non soltanto la sostanza in sé.

Riconoscere questo schema senza giudicarti è già un primo passo importante. La sensazione di essere in una situazione di stallo non è permanente. Con il giusto supporto puoi recuperare l'energia e la lucidità necessarie per prendere in considerazione alternative concrete.

Affrontare separatamente ciò che si vede in superficie, l'uso di cannabis, e ciò che sta sotto, l'insoddisfazione lavorativa, rischia di essere poco efficace. Un approccio che affronti insieme il rapporto con la sostanza e il disagio lavorativo può essere più utile rispetto a considerarli come problemi completamente separati.

Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un modo per ritrovare margine di scelta sulla tua vita, sia sul piano professionale sia su quello emotivo. Un percorso di psicoterapia può accompagnarti, un passo alla volta, verso la possibilità di immaginare un futuro diverso.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Un viaggio verso la pace
Ho avuto un rapporto stupendo con Simona, ci siamo trovati fin da subito ed è iniziato un rapporto durato 6 mesi di terapia, al termine dei quali mi sono trovato in pace con me stesso ed aver ripreso in mano la mia vita.
— Daniele L.
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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Professionalità e gentilezza che ti fan tornare a volare
Ottimo servizio che ti consente di parlare con un professionista qualificato direttamente dal salotto di casa. Le sedute anche se non in presenza non sono semplici chiacchierate fine a se stesse, il professionista si connette con te per riuscire a darti un aiuto ad affrontare situazioni che senza nessuno sembrano montagne insormontabili. Consiglio l'utilizzo del servizio, senza vergogna, a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto per ritrovare se stessi riscoprendo il proprio valore. Il professionista che mi è sato affidato è molto competente e mi ha aiutata a ritrovare la grinta che la vita mi aveva fatto perdere. Tu vali molto, quando ti serve aiuto affidati alle persone giuste, contatta Unobravo e tornerai a volare !
— Ludovica Pala
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FAQ

Domande frequenti

Molte persone iniziano a usare la cannabis non tanto per il piacere del momento, ma come modo per attenuare il disagio quotidiano legato a un lavoro vissuto come opprimente o privo di prospettive. Può offrire un sollievo immediato dallo stress, dalla frustrazione o dal senso di vuoto che un lavoro insoddisfacente può generare, e rappresenta un modo per staccare mentalmente da un contesto percepito come senza sbocchi, senza dover affrontare direttamente il malessere. Con il tempo, quando l'insoddisfazione diventa costante, la sostanza può trasformarsi in una sorta di appoggio emotivo che permette di reggere la giornata, diventando una delle principali strategie per gestire l'insoddisfazione.

Alcuni segnali ricorrenti sono fumare ogni sera dopo il lavoro per smaltire la tensione accumulata, arrivando a considerarlo l'unico momento di vero relax, oppure iniziare a fumare anche prima di uscire di casa per affrontare con meno ansia riunioni o compiti percepiti come molto pesanti. Si può notare che, senza la sostanza, la giornata lavorativa diventa molto più difficile da sostenere. Un altro segnale è rimandare di continuo l'idea di cercare un nuovo impiego, sentendosi troppo demotivato o annebbiato per aggiornare il curriculum o affrontare un colloquio, ripetendosi che fumare è l'unico modo per sopravvivere a quel lavoro.

Con un uso ripetuto può svilupparsi tolleranza, per cui la stessa quantità può produrre effetti meno intensi e alcune persone possono aumentare gradualmente il consumo. Il legame psicologico con la sostanza può consolidarsi, fino a farla sembrare indispensabile per arrivare a fine giornata. In alcune persone, un uso costante può associarsi a un calo della motivazione, dell'energia e della capacità di pianificare, contribuendo a mantenere la sensazione di immobilità, ovvero quella sensazione di non riuscire né a cambiare lavoro né a smettere di fumare, segnale di un circolo vizioso difficile da interrompere da soli.

Sì, quella sensazione di essere in una situazione di stallo, di non riuscire né a cambiare lavoro né a smettere di fumare, è spesso il segnale di un circolo vizioso difficile da interrompere da soli. Non si tratta di forza di volontà, ma di una dinamica che si è consolidata poco per volta. Si crea così una doppia difficoltà, sia il malessere per il lavoro, sia il legame con ciò che si usa per sopportarlo. La sensazione di blocco però non è permanente: con il giusto supporto è possibile recuperare l'energia e la lucidità necessarie per prendere in considerazione alternative concrete.

Si può provare a fare attenzione ai momenti in cui l'impulso è più forte, magari annotando su un diario cosa succede prima, per capire quale bisogno si sta cercando di gestire con la sostanza. È utile sperimentare gradualmente altre forme di sollievo, come una camminata, l'attività fisica o esercizi di respirazione, senza sostituire tutto subito ma ampliando le vie di sfogo. Quando emerge il desiderio di fumare, si può provare a lasciar passare anche solo dieci minuti, perché il bisogno di sollievo immediato tende ad attenuarsi con il tempo. Utile anche definire obiettivi piccoli e concreti sul lavoro e parlarne con qualcuno di cui ci si fida.

Affrontare separatamente ciò che si vede in superficie, l'uso di cannabis, e ciò che sta sotto, l'insoddisfazione lavorativa, rischia di essere poco efficace. Un approccio che affronti insieme il rapporto con la sostanza e il disagio lavorativo può essere più utile rispetto a considerarli come problemi completamente separati. Il bisogno di fumare per sopportare un lavoro insoddisfacente è spesso il segnale di un disagio più profondo, che riguarda il rapporto con la vita professionale e non soltanto la sostanza in sé. Un percorso di psicoterapia può essere uno spazio prezioso per affrontare insieme entrambi gli aspetti, senza trattarli come problemi separati.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

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Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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