CBD quotidiano per lo stress da lavoro: come capire quando è utile confrontarsi con un professionista sul proprio consumo?

CBD quotidiano per lo stress da lavoro: come capire quando è utile confrontarsi con un professionista sul proprio consumo?
Ormai è la prima cosa che faccio quando chiudo il computer
Mi dico che è solo un modo per staccare, ma non ne sono più sicuro

Gestisci in autonomia i tuoi ritmi di lavoro, magari come libero professionista, come manager o in un ambito creativo. A fine giornata, o prima di un impegno che ti mette sotto pressione, hai preso l'abitudine di usare prodotti a base di CBD o cannabis light per cercare di ridurre la tensione e sentirti più tranquillo. È importante considerare che composizione ed effetti possono variare in base al prodotto utilizzato.

All'inizio sembrava una scelta pratica. Il prodotto può essere percepito come facilmente accessibile e poco rischioso, e il sollievo sperimentato può contribuire a renderne l'uso sempre più abituale. Eppure, a un certo punto, ci si può chiedere se ci si sta affidando a questo strumento un po' troppo.

Proprio perché non ci sono controlli esterni e il prodotto viene percepito come naturale, può diventare difficile accorgersi del momento in cui un aiuto occasionale si trasforma in un appoggio quotidiano di cui senti di aver bisogno.

Se ti stai facendo queste domande, sappi che interrogarti sul tuo rapporto con la sostanza è già un gesto di attenzione verso il tuo benessere.

Le possibili ragioni

Le radici di un'abitudine difficile da mettere a fuoco

Nessuno mi controlla, quindi mi sono detta che andava bene così
Funziona subito, e questo mi bastava per non farmi domande

Capire perché un consumo diventa progressivamente quotidiano non è sempre immediato, soprattutto quando riguarda una sostanza legale e socialmente meno stigmatizzata. Comprendere a fondo il proprio rapporto con il CBD o la cannabis light è un percorso che, per molte persone, diventa più chiaro con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrire uno sguardo esterno e strumenti concreti.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono essere alla base di questa dinamica.

L'autonomia che rende tutto invisibile

  • Quando sei tu a decidere orari e carichi di lavoro, è facile raccontarsi il consumo come una scelta intelligente di auto-regolazione, più che come un bisogno
  • L'assenza di sguardi esterni, come quelli di un capo o di colleghi, elimina quei segnali sociali che in altri contesti renderebbero più visibile un uso frequente
  • La percezione di avere tutto sotto controllo, con pensieri del tipo "lo gestisco io, non è come altre sostanze", può ridurre l'attenzione verso i segnali di un'abitudine che sta cambiando

Il sollievo immediato e la pressione costante

  • La pressione lavorativa continua può generare un bisogno di sollievo rapido, che il prodotto sembra soddisfare in fretta
  • Gli effetti percepiti possono variare in base al tipo di prodotto, alla sua composizione, alla quantità utilizzata e alle caratteristiche individuali. Quando il consumo viene associato ripetutamente ai momenti di stress, può inoltre consolidarsi l'abitudine a ricorrervi come principale strategia per gestire la tensione.
  • Ogni volta che il prodotto sembra funzionare, il comportamento tende a rafforzarsi, rendendo più difficile immaginare altri modi per allentare la tensione
Prospettiva clinica
Chiedersi se il proprio consumo stia diventando problematico può essere un'occasione per osservarlo con maggiore attenzione, senza cercare immediatamente un'etichetta. Esplorare i momenti in cui nasce il desiderio di utilizzare il prodotto, le emozioni che lo accompagnano e la funzione che assume nella gestione dello stress può aiutare a comprendere meglio questa abitudine.
Marialetizia Proia
Marialetizia Proia
Psicoterapeuta Unobravo
Situazioni quotidiane

Situazioni concrete in cui potresti riconoscerti

Prima di una riunione importante ormai lo prendo sempre
Mi sono resa conto che era passato da ogni tanto a ogni sera

A volte è più semplice riconoscere una dinamica quando la vediamo descritta in situazioni concrete. Ecco alcuni scenari in cui potresti ritrovarti.

Quando il prodotto diventa una condizione

  • Ti accorgi di non riuscire più ad affrontare una call importante o una negoziazione senza aver prima fatto uso del prodotto, percependolo come indispensabile per reggere la tensione
  • Ricorri al consumo non solo per rilassarti a fine giornata, ma anche in anticipo, per prepararti a situazioni che percepisci come stressanti, quasi come una forma di automedicazione preventiva
  • Nei giorni in cui non utilizzi il prodotto, noti irritabilità, insofferenza o difficoltà di concentrazione e inizi a chiederti quale rapporto possano avere questi vissuti con lo stress, con l'abitudine al consumo o con altri fattori.

Quando l'abitudine cresce senza che te ne accorga

  • Sei passato da un consumo occasionale nel weekend a un rituale serale quotidiano, senza percepirlo come un cambiamento significativo
  • Organizzi la tua giornata lavorativa intorno ai momenti di consumo, anziché usarlo come una pausa saltuaria
  • Tendi a minimizzare con te stesso o con gli altri la frequenza reale, definendolo "solo un aiuto" anche quando è diventato sistematico
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Un'abitudine o una sostanza hanno preso troppo spazio nella tua vita?

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Se non riesci a interrompere il circolo, potrebbe esserti d'aiuto chiedere supporto

Quando provi a smettere ma ricadi, un percorso può aiutarti a capire cosa nutre la dipendenza e a individuare strategie per affrontarla. Ecco come funziona la terapia.

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Quando la dipendenza condiziona la tua vita, parliamone

Se senti di aver perso il controllo e desideri ricostruire il tuo benessere, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Piccoli passi per osservare il tuo rapporto con la sostanza

Ho iniziato a segnarmi quando lo usavo e sono rimasto sorpreso
Parlarne con la mia psicologa mi ha dato una prospettiva nuova
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Osservare con onestà frequenza e circostanze

Puoi provare a chiederti se riesci ancora a svolgere le stesse attività lavorative senza aver fatto uso del prodotto. Notare in quali momenti senti il bisogno più forte può aiutarti a vedere con più chiarezza il tuo rapporto con la sostanza.

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Annotare quando e perché senti il bisogno

Per un periodo, potresti tenere traccia di quando e per quale ragione ti viene voglia di usare CBD o cannabis light. Questo può aiutarti a individuare schemi ricorrenti legati a specifiche situazioni di stress.

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Provare a posticipare il consumo

In alcune occasioni potresti provare ad aspettare, anche solo qualche decina di minuti, prima di fare uso del prodotto. Osservare le reazioni emotive e fisiche che ne derivano può darti informazioni preziose sul ruolo che sta assumendo.

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Dedicare quel tempo a qualcosa che ti fa stare bene

Nei momenti in cui di solito ricorri al consumo, potresti provare a sperimentare altre forme di sollievo come una passeggiata, un'attività che ti piace, un momento di riposo. Il bisogno di staccare è comune, e vale la pena esplorare più modi per rispondervi.

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Prendere in considerazione un percorso di terapia

Quando inizi a percepire l'uso del prodotto come necessario per affrontare determinati compiti lavorativi, può essere utile confrontarti con uno/a psicologo/a per comprenderne meglio la funzione nel tuo modo di gestire lo stress. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto, infatti un percorso può aiutarti a sentirti capito e accompagnato nel comprendere cosa sta accadendo.

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Esplorare quale funzione sta svolgendo la sostanza

Con il supporto di uno/a psicologo/a, potresti indagare quale bisogno specifico la sostanza sta soddisfacendo, come la tensione prima di una performance o la gestione della pressione. Questo può aiutarti a individuare modalità alternative di affrontare lo stress.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

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Uno sguardo d'insieme

Interrogarsi è già un primo passo

Non mi considero dipendente, ma voglio capirci di più
Farmi la domanda è stato il modo per iniziare a prendermi cura di me

La libertà di gestire in autonomia i tuoi ritmi di lavoro può rendere più difficile, e non più facile, accorgerti di quando un consumo smette di essere una scelta e diventa un bisogno.

La percezione di un prodotto come poco rischioso non impedisce che il suo utilizzo possa assumere un ruolo sempre più centrale nella gestione dello stress. Può essere utile osservare sia frequenza e modalità di consumo sia quanto si percepisca di poter affrontare determinate situazioni anche senza ricorrervi.

Riconoscere tutto questo non significa etichettarti come dipendente in senso clinico, ma iniziare a interrogarti con curiosità e senza giudizio sul tuo rapporto con lo strumento di sollievo che hai scelto.

Un confronto con uno/a psicologo/a può aiutarti a distinguere un uso consapevole da uno che sta progressivamente prendendo il posto delle tue risorse personali per gestire lo stress. Affrontare il dubbio per tempo, anche solo come domanda aperta, è già un gesto di cura verso te stesso.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

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Un viaggio verso la pace
Ho avuto un rapporto stupendo con Simona, ci siamo trovati fin da subito ed è iniziato un rapporto durato 6 mesi di terapia, al termine dei quali mi sono trovato in pace con me stesso ed aver ripreso in mano la mia vita.
— Daniele L.
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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Professionalità e gentilezza che ti fan tornare a volare
Ottimo servizio che ti consente di parlare con un professionista qualificato direttamente dal salotto di casa. Le sedute anche se non in presenza non sono semplici chiacchierate fine a se stesse, il professionista si connette con te per riuscire a darti un aiuto ad affrontare situazioni che senza nessuno sembrano montagne insormontabili. Consiglio l'utilizzo del servizio, senza vergogna, a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto per ritrovare se stessi riscoprendo il proprio valore. Il professionista che mi è sato affidato è molto competente e mi ha aiutata a ritrovare la grinta che la vita mi aveva fatto perdere. Tu vali molto, quando ti serve aiuto affidati alle persone giuste, contatta Unobravo e tornerai a volare !
— Ludovica Pala
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FAQ

Domande frequenti

Capire perché un consumo diventa progressivamente quotidiano non è sempre immediato, soprattutto quando riguarda una sostanza legale e socialmente meno stigmatizzata. Quando sei tu a decidere orari e carichi di lavoro, è facile raccontarsi il consumo come una scelta intelligente di auto-regolazione, più che come un bisogno. L'assenza di sguardi esterni, come quelli di un capo o di colleghi, elimina quei segnali sociali che in altri contesti renderebbero più visibile un uso frequente. La percezione di avere tutto sotto controllo può ridurre l'attenzione verso i segnali di un'abitudine che sta cambiando, rendendo difficile accorgersi del momento in cui un aiuto occasionale si trasforma in un appoggio quotidiano.

Puoi riconoscerti in alcune situazioni concrete: non riesci più ad affrontare una call importante o una negoziazione senza aver prima fatto uso del prodotto, percependolo come indispensabile per reggere la tensione, oppure ricorri al consumo anche in anticipo, per prepararti a situazioni stressanti, quasi come una forma di automedicazione preventiva. Nei giorni in cui non lo utilizzi noti irritabilità, insofferenza o difficoltà di concentrazione. Sei passato da un consumo occasionale nel weekend a un rituale serale quotidiano senza percepirlo come un cambiamento significativo, e tendi a minimizzare con te stesso o con gli altri la frequenza reale, definendolo solo un aiuto anche quando è diventato sistematico.

La pressione lavorativa continua può generare un bisogno di sollievo rapido, che il prodotto sembra soddisfare in fretta. Quando il consumo viene associato ripetutamente ai momenti di stress, può consolidarsi l'abitudine a ricorrervi come principale strategia per gestire la tensione. Ogni volta che il prodotto sembra funzionare, il comportamento tende a rafforzarsi, rendendo più difficile immaginare altri modi per allentare la tensione. Gli effetti percepiti possono comunque variare in base al tipo di prodotto, alla sua composizione, alla quantità utilizzata e alle caratteristiche individuali.

Puoi provare a chiederti se riesci ancora a svolgere le stesse attività lavorative senza aver fatto uso del prodotto: notare in quali momenti senti il bisogno più forte può aiutarti a vedere con più chiarezza il tuo rapporto con la sostanza. Per un periodo potresti tenere traccia di quando e per quale ragione ti viene voglia di usarlo, individuando schemi ricorrenti legati a specifiche situazioni di stress. In alcune occasioni potresti provare ad aspettare, anche solo qualche decina di minuti, prima di fare uso del prodotto, osservando le reazioni emotive e fisiche che ne derivano. Nei momenti in cui di solito ricorri al consumo, potresti sperimentare altre forme di sollievo come una passeggiata o un'attività che ti piace.

Quando inizi a percepire l'uso del prodotto come necessario per affrontare determinati compiti lavorativi, può essere utile confrontarti con uno/a psicologo/a per comprenderne meglio la funzione nel tuo modo di gestire lo stress. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: un percorso può aiutarti a sentirti capito e accompagnato nel comprendere cosa sta accadendo. Con il supporto di un professionista potresti indagare quale bisogno specifico la sostanza sta soddisfacendo, come la tensione prima di una performance o la gestione della pressione, individuando modalità alternative di affrontare lo stress.

Riconoscere di avere dubbi sul proprio rapporto con la sostanza non significa etichettarsi come dipendente in senso clinico, ma iniziare a interrogarsi con curiosità e senza giudizio sullo strumento di sollievo che si è scelto. Chiedersi se il proprio consumo stia diventando problematico può essere un'occasione per osservarlo con maggiore attenzione, senza cercare immediatamente un'etichetta. Esplorare i momenti in cui nasce il desiderio di utilizzare il prodotto, le emozioni che lo accompagnano e la funzione che assume nella gestione dello stress può aiutare a comprendere meglio questa abitudine. Interrogarsi sul proprio rapporto con la sostanza è già un gesto di attenzione verso il proprio benessere.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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