Controllare continuamente i social dell'ex dopo una rottura: perché può essere così difficile smettere?

Controllare continuamente i social dell'ex dopo una rottura: perché può essere così difficile smettere?
So che mi fa stare peggio, ma non riesco a fermarmi
Apro quel profilo prima ancora di rendermene conto

La relazione è finita, eppure ti ritrovi con il dito che apre quel profilo quasi senza accorgertene. Controlli se ha pubblicato qualcosa, con chi era, come appare nelle foto.

Dopo la fine di una storia importante, i social possono diventare uno strumento ambivalente. Da un lato servono a osservare la vita di chi non c'è più al tuo fianco, dall'altro a mostrare un'immagine di te che sembra andare avanti, in cerca di conferme che allevino il vuoto.

È un comportamento molto diffuso, ma di cui raramente si parla apertamente, spesso per un senso di vergogna o per la sensazione di essere deboli.

Eppure non si tratta di mancanza di forza di volontà. Il bisogno di controllare nasce da dinamiche emotive comprensibili, che tante persone attraversano dopo una separazione.

Tutto questo accade in un momento già delicato per l'autostima, in cui il confronto continuo con le vite altrui online tende a intensificare il dolore invece di calmarlo.

Le radici del comportamento

Cosa si nasconde dietro il bisogno di guardare

Cerco la prova che stia soffrendo quanto me
Ogni sua foto felice mi fa sentire inadeguata

Prima di tutto, riconoscere questo bisogno è già un passo importante. Per esplorare a fondo le emozioni che si muovono dietro l'impulso di controllare i social dell'ex, il supporto di uno/a psicologo/a può fare una grande differenza, offrendo uno spazio in cui dare un senso a ciò che stai vivendo.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono spingere a restare ancorati allo schermo dopo una rottura.

Il bisogno di un ultimo contatto

  • Dopo una separazione, il cervello può reagire in modo simile a quando manca qualcosa a cui era abituato, spingendo a cercare piccole dosi di contatto, anche solo visivo.
  • Guardare una foto o una storia può regalare un sollievo momentaneo, che però tende a far tornare presto il bisogno di ripetere il gesto.
  • Restare in contatto attraverso il display può dare l'illusione di non aver davvero perso quella persona.

Il tentativo di ritrovare controllo

  • Controllare i profili può essere un modo per mantenere una sensazione di prevedibilità in un momento di grande incertezza.
  • Il timore di essere lasciati indietro e il bisogno di rassicurazione possono spingere a cercare segnali, come una nuova frequentazione, che confermino o smentiscano i propri timori.
  • Il gesto attenua temporaneamente l'ansia, ma può rinforzare l'impulso a ripeterlo.

Il confronto che tocca l'autostima

  • Tende a emergere un'idealizzazione della relazione passata, in cui si ricordano soprattutto i momenti positivi, alimentando i pensieri ricorrenti.
  • Quando l'autostima è più fragile, il proprio valore può finire per misurarsi indirettamente sulla vita apparentemente più felice che l'ex mostra online.
  • Ogni immagine di lui o lei che sembra sereno può risuonare come una domanda su di sé: "Io invece?"
Prospettiva clinica
L’autostima può essere sintetizzata come la percezione del nostro valore personale, che può cambiare nell’arco di vita e in base alle nostre esperienze. Paragoni con altre persone, critiche distruttive, aspettative troppo rigide, possono portarci a pensarci inadeguati. Imparare a guardare in modo bilanciato ai nostri pregi e ai nostri limiti può aiutarci a costruire un rapporto più rispettoso e sereno con noi stessi.
Comportamenti quotidiani

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Ho chiesto a un'amica di guardare per me
Mi sento sollevata un attimo, poi sto peggio

Ci sono momenti in cui questo bisogno prende forma in gesti concreti. Vediamone alcuni in cui forse ti sei ritrovato.

Osservare e decifrare

  • Controllare più volte al giorno i profili dell'ex per vedere se ha pubblicato qualcosa, con chi è stato visto o come appare.
  • Analizzare ogni dettaglio di un post, dalla didascalia alle persone taggate fino all'orario, cercando significati nascosti legati alla storia finita.
  • Provare un'ondata di ansia o tristezza davanti a una storia che sembra alludere a una nuova frequentazione.

Mostrarsi per essere visti

  • Curare in modo particolare la propria immagine online dopo la rottura, pubblicando contenuti pensati per apparire sereni e in cammino.
  • Sperare, più o meno consapevolmente, che l'ex veda quei contenuti e capisca che stai andando avanti.
  • Sentire che i like ricevuti riempiono, anche solo per poco, il vuoto lasciato dalla relazione.

Quando il gesto diventa difficile da controllare

  • Creare account fittizi o chiedere a persone di fiducia di controllare i profili quando si è stati bloccati o non si ha più accesso diretto.
  • Sentirsi sollevati per pochi minuti dopo aver guardato, per poi ripiombare in uno stato di tristezza ancora più intenso.
  • Rimandare il sonno o interrompere altre attività pur di dare un'ultima occhiata.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Ti capita di sentirti "non abbastanza" o di dubitare di te?

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Quando l'insicurezza pesa sulla tua vita, parliamone

Se sentirti poco all'altezza ti sta togliendo serenità e opportunità, chiedere un supporto può fare la differenza. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Come allentare, con dolcezza, il bisogno di controllare

Aspettare dieci minuti a volte basta a farmi passare
Parlarne mi ha tolto un po' di vergogna
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Riconoscere il circolo che si ripete

Prova a notare la sequenza: un segnale ambiguo, l'ansia che sale, il controllo, un sollievo breve e poi di nuovo il bisogno di ripetere. Dare un nome a questa dinamica può aiutarti a osservarla con meno auto-giudizio e a iniziare a interromperla.

2

Ridurre gradualmente l'esposizione

Non è necessario arrivare subito al blocco totale, se ti sembra troppo. Potresti iniziare con gesti più graduali, come silenziare o nascondere i contenuti dell'ex, per dare meno occasioni all'impulso.

3

Aspettare qualche minuto prima di cedere

Quando senti l'impulso di aprire quel profilo, puoi provare ad aspettare anche solo dieci minuti. Il bisogno di controllare è spesso legato a una tensione improvvisa, e rimandare di poco può aiutare quella sensazione a calare da sola.

4

Reindirizzare tempo ed energie

Quel tempo dedicato al controllo puoi provare a offrirlo a qualcosa che ti fa stare bene: una passione messa da parte, una passeggiata, una persona a cui vuoi bene. Recuperare spazi tuoi aiuta a ricostruire un'identità che non ruota più attorno alla relazione.

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Restare nel disagio senza rispondere subito

Non sempre serve avere una risposta immediata ai propri dubbi. Puoi allenarti a tollerare l'incertezza, magari con qualche esercizio di respirazione, invece di cercare rassicurazione nello schermo.

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Parlarne con qualcuno di cui ti fidi

Condividere ciò che provi con una persona vicina può alleggerire il senso di vergogna e ricordarti che non stai attraversando tutto questo da solo.

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Prendere in considerazione un percorso di psicoterapia

Quando il bisogno di controllare genera una sofferenza che si prolunga, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio prezioso per sentirti capito e per comprendere le radici di questo impulso. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto pesante: la terapia può essere uno spazio di crescita e di ricostruzione del proprio valore, in un momento in cui l'autostima ha bisogno di cura.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

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Verso una nuova serenità

Ritrovare te, un passo alla volta

Sto imparando che il mio valore non dipende da lui
Un po' alla volta, sto tornando a stare bene

Controllare i social dell'ex dopo una rottura è un comportamento comune e comprensibile, non un segno di debolezza o di incapacità di andare avanti.

Spesso, però, tende a prolungare il dolore invece di alleviarlo, mantenendo vivo un legame proprio mentre si cerca di prenderne le distanze.

Comprendere da dove nasce questo bisogno può aiutarti a osservarlo con più consapevolezza e meno severità verso te stesso. Il cambiamento più profondo può arrivare quando smetti di cercare conferme all'esterno, dall'ex o dai like, e inizi a riconoscere il tuo valore in modo autonomo.

È importante darsi tempo, senza pretendere di stare bene subito: elaborare una perdita è un percorso che ha i suoi ritmi. Recuperare gradualmente spazi, relazioni e interessi tuoi può essere il modo più delicato per allentare il bisogno di controllo.

E se senti che da solo è difficile, un percorso con uno/a psicologo/a può accompagnarti in questo cammino, offrendoti sostegno proprio quando ne hai più bisogno.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Psicologo online: prezzi e tariffe
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Il riscoprirmi È stato bello ritrovare me stessa e di nuovo la fiducia in me. In alcuni momenti mi ha sconvolto, ma poi mi rendevo conto di avere tutti gli strumenti per affrontare le situazioni. Ho notato anche più rispetto e considerazione dalle persone e questo ha aumentato la mia autostima. Grazie Unobravo!
— Valentina
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Un esperienza fondamentale per ritrovarmi
Ho passato un periodo particolarmente buio e da sola non riuscivo ad andare avanti, avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e mi facesse trovare la forza per andare avanti. Mia cognata mi propone di farmi aiutare da uno psicologo, e mi scarica l'app di uno bravo sul cellulare. Le sarò grata sempre. Ho travato la persona di cui avevo bisogno: Nicola Riccardo Croce un professionista serio, affidabile, disponibile. Ha creduto in me e mi ha aiutato a credere in me stessa, ad aumentare la mia autostima, ora sono consapevole di poter affrontare qualsiasi difficoltà, per quanto dura possa essere, ho le risorse per farlo e lo devo solo ed esclusivamente a lui. E' un sistema che funziona, comodo e alla portata di tutti.
— Anna
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Il mio percorso ad ostacoli, con un alleato prezioso
La mia terapista è sempre molto dolce, disponibile ed attenta. Mi aiuta a sviscerare ogni mia emozione ed ogni mio pensiero, in modo autonomo e personale. Mi ha insegnato a gestire molti miei stati d'animo che prima non ero in grado neanche di riconoscere. MI sta aiutando a ricostruire la mia autostima, dopo anni di sofferenze emotive per me provanti.
— Claudia
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FAQ

Domande frequenti

Il bisogno di controllare nasce da dinamiche emotive comprensibili che tante persone attraversano dopo una separazione, non da mancanza di forza di volontà. Dopo una separazione il cervello può reagire in modo simile a quando manca qualcosa a cui era abituato, spingendo a cercare piccole dosi di contatto, anche solo visivo. Guardare una foto o una storia può regalare un sollievo momentaneo, che però tende a far tornare presto il bisogno di ripetere il gesto. Restare in contatto attraverso il display può dare l'illusione di non aver davvero perso quella persona, in un momento già delicato per l'autostima.

È un comportamento molto diffuso, ma di cui raramente si parla apertamente, spesso per un senso di vergogna o per la sensazione di essere deboli. Eppure non si tratta di mancanza di forza di volontà. Controllare i social dell'ex dopo una rottura è un comportamento comune e comprensibile, non un segno di debolezza o di incapacità di andare avanti. Spesso, però, tende a prolungare il dolore invece di alleviarlo, mantenendo vivo un legame proprio mentre si cerca di prenderne le distanze.

Alcuni segnali comuni sono controllare più volte al giorno i profili dell'ex per vedere se ha pubblicato qualcosa, con chi è stato visto o come appare, e analizzare ogni dettaglio di un post cercando significati nascosti legati alla storia finita. Si può provare un'ondata di ansia o tristezza davanti a una storia che sembra alludere a una nuova frequentazione. Quando il gesto diventa difficile da controllare si arriva anche a creare account fittizi o chiedere a persone di fiducia di controllare i profili quando si è stati bloccati, sentendosi sollevati per pochi minuti per poi ripiombare in uno stato di tristezza ancora più intenso.

Tende a emergere un'idealizzazione della relazione passata, in cui si ricordano soprattutto i momenti positivi, alimentando i pensieri ricorrenti. Quando l'autostima è più fragile, il proprio valore può finire per misurarsi indirettamente sulla vita apparentemente più felice che l'ex mostra online. Ogni immagine di lui o lei che sembra sereno può risuonare come una domanda su di sé. Tutto questo accade in un momento già delicato per l'autostima, in cui il confronto continuo con le vite altrui online tende a intensificare il dolore invece di calmarlo.

Può aiutare riconoscere il circolo che si ripete: un segnale ambiguo, l'ansia che sale, il controllo, un sollievo breve e poi di nuovo il bisogno di ripetere. Non è necessario arrivare subito al blocco totale: si può iniziare con gesti più graduali come silenziare o nascondere i contenuti dell'ex. Quando senti l'impulso di aprire quel profilo puoi provare ad aspettare anche solo dieci minuti, lasciando calare la tensione da sola. Quel tempo dedicato al controllo puoi provare a offrirlo a qualcosa che ti fa stare bene, recuperando spazi tuoi che aiutano a ricostruire un'identità che non ruota più attorno alla relazione.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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