Dopo il primo giorno di scuola mio figlio si comporta come se fosse più piccolo: cosa vuol dire?
Da quando va a scuola sembra tornato indietro
Non capisco perché fa così, era già autonoma
L'ingresso nella scuola è uno dei cambiamenti più significativi nella vita di un bambino: nuovi spazi, nuove regole, nuove figure di riferimento e richieste diverse da quelle a cui era abituato. Tutto questo può generare un senso di disorientamento profondo, anche quando dall'esterno sembra che il bambino stia affrontando bene la novità.
Di fronte a questa trasformazione, molti bambini reagiscono con comportamenti che sembrano un passo indietro, tornando a fare cose che avevano già superato, come se cercassero rifugio in qualcosa di familiare e rassicurante.
Per chi si prende cura di loro, può essere difficile capire perché un bambino che fino a poco prima sembrava autonomo e sicuro improvvisamente si comporti come se fosse più piccolo della sua età. È naturale sentirsi spiazzati, preoccupati o anche un po' frustrati.
Questi comportamenti, chiamati regressioni, non sono un segnale di fallimento, né del bambino né dei genitori, ma fanno parte del processo di crescita e rappresentano il modo in cui il bambino cerca di adattarsi a un mondo che è cambiato rapidamente.
Capire le ragioni
Cosa può esserci dietro questi comportamenti
Pensavo fosse pronto, invece piange ogni mattina
Mi chiedo se ho sbagliato qualcosa come genitore
Comprendere cosa sta succedendo al proprio bambino è il primo passo per poterlo aiutare. Se senti che la situazione ti mette in difficoltà o ti preoccupa, sappi che il supporto di un professionista della psicologia dell'età evolutiva può aiutarti a leggere meglio i segnali e a trovare il modo più adatto per rispondere ai bisogni di tuo figlio. Intanto qui, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di questi comportamenti.
La crescita non è un percorso in linea retta
- I bambini alternano momenti di grande progresso a fasi in cui hanno bisogno di tornare temporaneamente indietro, quasi per ricaricarsi emotivamente prima di affrontare nuove sfide.
- L'inizio della scuola porta con sé richieste cognitive, sociali ed emotive del tutto nuove: il bambino deve gestire regole diverse, relazionarsi con coetanei che non conosce e rispondere a aspettative di prestazione che prima non c'erano.
- Questo processo di adattamento richiede un grande dispendio di energia emotiva, che può ridurre temporaneamente la capacità di gestire le emozioni e i comportamenti quotidiani.
Cercare sicurezza in ciò che si conosce
- Un bambino che regredisce sta cercando conforto in ciò che è familiare: tornare a comportamenti di una fase precedente è un po' come rifugiarsi in un luogo conosciuto quando ci si sente spaesati in un ambiente nuovo.
- In molti casi, la regressione è anche una richiesta implicita di vicinanza: il bambino ha bisogno di sapere che, nonostante tutto stia cambiando, il legame con i genitori resta solido e presente.
- Non è qualcosa che il bambino fa intenzionalmente: è una risposta spontanea e naturale del corpo e della mente a una situazione percepita come impegnativa.
Esempi concreti
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Vuole di nuovo il biberon, non ci credo
Al ritorno da scuola ha crisi di pianto fortissime
Le regressioni possono manifestarsi in modi molto diversi. Ecco alcune situazioni comuni che potresti aver osservato anche a casa tua.
Autonomie quotidiane che sembrano scomparse
- Un bambino che aveva imparato a vestirsi da solo improvvisamente chiede di essere vestito, oppure vuole essere imboccato durante i pasti anche se era già autonomo nel mangiare.
- Può capitare che il bambino che aveva acquisito il controllo degli sfinteri ricominci a bagnare il letto o a chiedere il pannolino, soprattutto nei periodi di maggiore stress legato alla novità scolastica.
- Alcuni bambini tornano a parlare con un tono di voce infantile, usando parole semplificate o espressioni da bambino più piccolo che avevano già abbandonato.
Un bisogno più intenso di vicinanza
- Il bambino che dormiva serenamente nella sua cameretta ricomincia a voler dormire nel lettone con i genitori o si sveglia frequentemente durante la notte.
- Può succedere che diventi molto più bisognoso di contatto fisico, chiedendo continuamente di essere preso in braccio, cercando coccole in modo insistente o aggrappandosi al genitore nei momenti di separazione, come l'ingresso a scuola.
Emozioni difficili da gestire
- Alcuni bambini manifestano la regressione attraverso capricci più intensi, pianti prolungati o scoppi di rabbia che sembrano arrivare senza motivo, soprattutto al rientro a casa dopo la giornata scolastica.
- Il bambino può sembrare più irritabile o sensibile del solito anche per piccole frustrazioni che prima gestiva senza difficoltà.
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Strategie pratiche
Piccoli gesti per aiutare il bambino a ritrovare sicurezza
Ho smesso di dirgli 'sei grande ormai'
Ho capito che ha bisogno di più coccole adesso
Accogliere senza giudicare
Quando tuo figlio torna a comportarsi come se fosse più piccolo, puoi provare ad accogliere quel bisogno senza commentarlo negativamente. Frasi come "ormai sei grande" o "non ti vergogni?" rischiano di farlo sentire inadeguato e di prolungare il disagio. Un abbraccio o un "sono qui con te" possono fare molto di più.
Concedere il tempo di essere piccoli
Potresti permettere al bambino di tornare temporaneamente a quei comportamenti che lo rassicurano, offrendogli coccole, vicinanza fisica e disponibilità. Più si sentirà legittimato in questo bisogno, prima sarà pronto a riprendere il suo cammino in avanti.
Creare una routine stabile e prevedibile
Mantenere orari regolari per il sonno, i pasti e il gioco può fare una grande differenza. La prevedibilità offre al bambino un senso di sicurezza che lo aiuta a gestire meglio le novità della scuola, perché almeno a casa sa cosa aspettarsi.
Lasciare spazio alle emozioni attraverso il gioco
I bambini piccoli spesso non riescono a dire a parole ciò che sentono, ma possono comunicarlo attraverso il gioco, il disegno o il racconto. Puoi provare a sederti accanto a tuo figlio e proporgli di disegnare la sua giornata a scuola o a giocare insieme con pupazzi o personaggi, lasciando che emerga ciò che ha vissuto.
Osservare con attenzione i segnali del bambino
Potresti provare a notare quando la fase regressiva sta lentamente rientrando: magari un giorno tuo figlio si riveste da solo senza chiedere aiuto o dorme tutta la notte nella sua cameretta. Cogliere questi piccoli progressi ti aiuta a capire quando è il momento di ridurre gradualmente le concessioni, senza forzare.
Parlarne con qualcuno di cui ti fidi
Condividere ciò che stai vivendo con un'altra persona, che sia un amico, un familiare o un altro genitore che sta attraversando la stessa fase, può aiutarti a sentirti meno solo o sola di fronte a questa situazione e a ridimensionare le preoccupazioni.
Valutare il supporto di uno psicologo
Se i comportamenti regressivi si prolungano per molte settimane, si intensificano o ti sembra che il bambino stia vivendo un disagio forte, un percorso con uno/a psicologo/a dell'età evolutiva può essere uno spazio prezioso per capire cosa sta succedendo e come rispondere al meglio. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per chiedere aiuto: è un gesto di cura verso tuo figlio e verso di te.
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Guardare avanti
Una fase che passa, con il giusto supporto
Adesso so che è una fase, non un problema
Con più pazienza le cose stanno migliorando
Le regressioni dopo l'inizio della scuola sono una risposta naturale e temporanea a un grande cambiamento. Un bambino che regredisce non sta disimparando ciò che ha conquistato: sta cercando un nuovo equilibrio tra le competenze che già possiede e le sfide inedite che la scuola gli pone davanti.
Forzarlo a comportarsi da grande quando non è pronto rischia di prolungare la fase regressiva e di farlo sentire incompreso. Al contrario, rispettare i suoi tempi e offrirgli la sicurezza di cui ha bisogno tende ad accelerare il recupero in modo naturale.
I momenti di regressione, se accolti con pazienza e comprensione, si trasformano spesso in trampolini per progressi ancora più significativi. Se però senti che la situazione ti preoccupa o non rientra con il passare del tempo, confrontarti con uno psicologo dell'età evolutiva può aiutarti a trovare il supporto più adatto per il tuo bambino e per te.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
È normale che mio figlio si comporti come un bambino più piccolo dopo l'inizio della scuola?
Sì, è una reazione molto comune e naturale. L'ingresso nella scuola porta con sé tante novità: nuovi spazi, nuove regole, nuove relazioni e aspettative diverse. Tutto questo richiede un grande dispendio di energia emotiva e il bambino può rispondere tornando a comportamenti che aveva già superato.
Non si tratta di un passo indietro reale: il bambino non sta "disimparando" ciò che ha conquistato, sta cercando conforto in ciò che è familiare, un po' come rifugiarsi in un luogo conosciuto quando ci si sente spaesati.
Più che chiederti se quello che fa è "normale" o no, può essere utile chiederti cosa sta provando tuo figlio e di cosa ha bisogno in questo momento. La risposta potrebbe essere più vicinanza e più sicurezza.
Quali sono i segnali più comuni di regressione nei bambini dopo la scuola?
Le regressioni possono manifestarsi in modi diversi. Tra i segnali più frequenti ci sono la perdita di autonomie quotidiane già acquisite: il bambino chiede di essere vestito, imboccato, oppure torna a bagnare il letto.
Potresti notare anche un bisogno più intenso di contatto fisico e vicinanza: voler dormire nel lettone, chiedere continuamente di essere preso in braccio o aggrapparsi al genitore al momento della separazione.
In altri casi, la regressione si esprime attraverso le emozioni: capricci più intensi, pianti prolungati, scoppi di rabbia apparentemente immotivati, soprattutto al rientro da scuola. Il bambino può anche tornare a usare un tono di voce infantile o parole semplificate che aveva già abbandonato. Ognuno di questi comportamenti è un modo per comunicare un bisogno.
Quanto dura la fase di regressione dopo l'inizio della scuola?
Non esiste una durata uguale per tutti, perché ogni bambino ha i propri tempi di adattamento. In molti casi, le regressioni sono temporanee e tendono a rientrare gradualmente man mano che il bambino si abitua alla nuova routine e si sente più sicuro nel contesto scolastico.
Un segnale positivo è quando noti piccoli progressi: magari un giorno tuo figlio si riveste da solo senza chiedere aiuto o riesce a dormire tutta la notte nella sua cameretta. Sono indicatori che il processo di adattamento sta procedendo.
Se però i comportamenti regressivi si prolungano per molte settimane, si intensificano o ti sembra che il bambino stia vivendo un disagio forte, può essere utile confrontarti con uno/a psicologo/a dell'età evolutiva per capire insieme cosa sta succedendo.
Come posso aiutare mio figlio che regredisce dopo la scuola?
Il gesto più importante è accogliere senza giudicare. Frasi come "ormai sei grande" o "non ti vergogni?" rischiano di far sentire il bambino inadeguato. Un abbraccio o un semplice "sono qui con te" possono fare molto di più.
Puoi anche provare a creare una routine stabile e prevedibile a casa, con orari regolari per il sonno, i pasti e il gioco. La prevedibilità offre un senso di sicurezza che aiuta a gestire meglio le novità della scuola.
Un altro strumento prezioso è il gioco: sederti accanto a tuo figlio e proporgli di disegnare la sua giornata o di giocare con pupazzi può aiutarlo a esprimere ciò che sente senza doverlo spiegare a parole. Concedigli il tempo di essere piccolo quando ne ha bisogno: più si sentirà legittimato, prima sarà pronto a riprendere il suo cammino.
Quando è il caso di rivolgersi a uno psicologo per la regressione di mio figlio?
Può essere utile rivolgersi a uno/a psicologo/a dell'età evolutiva quando i comportamenti regressivi si prolungano per diverse settimane senza segnali di miglioramento, quando si intensificano nel tempo oppure quando senti che il bambino sta vivendo un disagio molto intenso.
Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per chiedere aiuto. Un percorso psicologico è uno spazio di cura e comprensione, utile sia per capire meglio cosa sta vivendo tuo figlio sia per trovare le strategie più adatte alla vostra situazione.
Anche se ti senti in difficoltà come genitore, questo è un motivo sufficiente per chiedere supporto. Prenderti cura di te è un modo concreto per prenderti cura del tuo bambino.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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