Come gestire l'influenza dei suoceri sulla coppia
Ogni volta che ne parlo, finiamo per litigare
Sento che non siamo mai davvero solo noi due
Quando due persone formano una coppia, non si uniscono solo tra loro: intrecciano anche due famiglie d'origine, con valori, abitudini e aspettative che possono essere molto diverse. E a volte queste differenze generano tensioni che finiscono per ricadere sulla relazione.
Il confine tra supporto e invadenza da parte dei suoceri è spesso sottile. Un aiuto pratico o affettivo può trasformarsi in ingerenza quando non vengono rispettati gli spazi e l'autonomia decisionale del nuovo nucleo familiare.
Le dinamiche con i suoceri sono tra le fonti di attrito più comuni nella vita di coppia. Quando non vengono affrontate, possono alimentare litigi ricorrenti che, col tempo, erodono la serenità della relazione.
Affrontare questo tema non significa demonizzare i suoceri. Significa riconoscere che la coppia ha bisogno di definire i propri confini per crescere in modo sano e autonomo, senza rinunciare alla vicinanza con le rispettive famiglie.
Le ragioni dietro le interferenze
Da dove nasce l'invadenza e cosa la alimenta
Mia madre non lo fa con cattiveria, ma non si ferma
Mi sento in colpa ogni volta che provo a mettere un limite
Capire perché i suoceri tendono a oltrepassare certi confini può aiutare a vivere la situazione con meno frustrazione e più consapevolezza. Spesso, però, esplorare a fondo queste dinamiche e il modo in cui influenzano la coppia è un percorso che può essere più efficace con il supporto di uno psicologo, che può offrire strumenti concreti per proteggere la relazione senza rompere i legami familiari.
Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni dell'invadenza dei suoceri.
La difficoltà di lasciar andare
- Molti genitori faticano ad accettare che i figli abbiano costruito una vita autonoma e che non siano più al centro delle loro giornate. Questo bisogno di sentirsi ancora necessari può tradursi in comportamenti invadenti.
- In alcuni casi, la difficoltà è legata a momenti specifici della vita del genitore, come il pensionamento o la perdita del partner. La paura della solitudine può spingere a cercare un contatto costante con i figli, ben oltre quanto sia sostenibile per la coppia.
- Non sempre l'invadenza nasce da cattive intenzioni: a volte è il riflesso di modelli familiari in cui i genitori sono sempre stati molto presenti nella vita dei figli adulti, e il confine tra vicinanza e intrusione non è mai stato definito con chiarezza.
Il ruolo delle esperienze passate
- Il modo in cui una persona ha vissuto il rapporto con i propri genitori durante la crescita può influenzare la sua capacità di porre confini da adulta. Chi è cresciuto in un contesto in cui era difficile esprimere disaccordo o prendere distanze, può fare più fatica a dire "no" ai propri genitori anche nella vita di coppia.
- Quando un genitore percepisce il partner del figlio come qualcuno che "porta via" una persona amata, può emergere una forma di gelosia, spesso inconsapevole, che si manifesta attraverso critiche, confronti o tentativi di svalutazione.
Le situazioni che creano terreno fertile
- Quando la coppia dipende economicamente dalla famiglia d'origine, i suoceri possono sentirsi legittimati a intervenire nelle decisioni, come se l'aiuto offerto desse loro un diritto di parola sulla vita del nuovo nucleo.
- Anche l'affidamento quotidiano dei figli ai nonni può creare dinamiche simili: chi si occupa dei bambini ogni giorno può iniziare, gradualmente, a prendere decisioni al posto dei genitori, generando tensioni.
- In alcune famiglie, le differenze culturali sul grado di coinvolgimento dei genitori nella vita dei figli adulti possono rendere ancora più difficile trovare un equilibrio condiviso.
Interferenze nella vita quotidiana
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Non ho più le chiavi di casa mia, le hanno loro
Qualsiasi cosa faccia, per lei non va mai bene
Le interferenze dei suoceri possono assumere forme molto diverse. Alcune sono evidenti, altre più sottili. Ecco alcune situazioni concrete che possono risultare familiari.
Quando lo spazio della coppia non viene rispettato
- Un genitore che chiama continuamente durante il fine settimana, unico momento di intimità della coppia, per questioni poco urgenti o per sapere quando il figlio torna a casa, anche dopo ripetute richieste di rispettare quegli spazi.
- Visite a sorpresa, senza preavviso, magari usando liberamente le chiavi di casa. Entrare e uscire come se non esistesse alcun confine tra il nucleo della coppia e la famiglia d'origine può trasmettere la sensazione di non avere mai un vero spazio proprio.
- Il pranzo domenicale che da piacevole abitudine si trasforma, col tempo, in un appuntamento percepito come obbligatorio da uno dei due partner, fino a diventare motivo di risentimento e discussioni nella coppia.
Quando le scelte vengono messe in discussione
- Commenti ricorrenti sulle decisioni della coppia: dall'arredamento della casa alle abitudini alimentari, fino a confronti con altri familiari del tipo "la compagna di tuo cugino avrebbe fatto diversamente".
- Un genitore che parla sistematicamente male del partner del figlio con altri familiari, o direttamente con la persona interessata, cercando di seminare dubbi sulla solidità della relazione.
- Critiche velate o battute che sembrano innocue ma che, ripetute nel tempo, trasmettono un messaggio chiaro: le vostre scelte non sono abbastanza buone.
Quando i figli diventano il campo di gioco
- Il nonno o la nonna che ignora le regole stabilite dai genitori per i bambini, con il tempo, può creare una vera e propria confusione di ruoli, in cui il genitore si sente messo da parte.
- Decisioni prese in autonomia sulla gestione dei nipoti, senza consultare chi ha la responsabilità genitoriale, come iscriverli ad attività, portarli in luoghi non concordati o concedere cose esplicitamente vietate dai genitori.
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Strategie pratiche per la coppia
Passi concreti per proteggere la relazione
Ho capito che devo essere io a parlare con i miei
Abbiamo iniziato un percorso insieme e ci ha aiutato
Parlare apertamente con il partner
Prima di affrontare i suoceri, può essere utile parlare tra voi. Provate a raccontarvi come vi sentite rispetto alla situazione, senza giudicare l'altra persona o la sua famiglia. L'obiettivo non è stabilire chi ha ragione, ma capire insieme cosa vi pesa e cosa vorreste cambiare. Anche solo sentirsi ascoltati può fare una grande differenza.
Assumersi la responsabilità con i propri genitori
Ogni partner è la persona che ha maggiore legittimità nel comunicare con i propri genitori. Se serve porre un limite, è più efficace che a farlo sia il figlio o la figlia, non il partner. Delegare questo compito all'altra persona rischia di creare ulteriori tensioni e di alimentare la percezione che "il problema viene da fuori".
Concordare insieme quali confini porre
Potreste provare a definire insieme alcune regole semplici e condivise: per esempio, concordare gli orari delle visite, decidere su quali argomenti preferite non ricevere consigli non richiesti, o stabilire che certe decisioni riguardano solo voi due. La chiarezza aiuta tutti, anche i suoceri, a sapere cosa ci si aspetta.
Provare a guardare la situazione anche dal loro punto di vista
Uno sguardo empatico verso i nonni è spesso il primo passo per disinnescare i conflitti. Questo non significa giustificare le intrusioni. Ma chiedersi cosa spinge un genitore a comportarsi in un certo modo, che sia la paura della solitudine, la difficoltà di accettare il distacco o il bisogno di sentirsi utile, può aiutare a rispondere con più calma e meno reattività. A volte basta questo per abbassare il livello di tensione.
Rimandare la reazione quando l'irritazione è forte
Quando un commento o un comportamento dei suoceri provoca una forte irritazione, potresti provare ad aspettare qualche minuto prima di reagire. L'impulso di rispondere subito è spesso alimentato da una sensazione di minaccia. Rimandare anche di poco può aiutare a far calare quell'attivazione e a scegliere una risposta più vicina a ciò che vuoi davvero comunicare.
Confidarsi con una persona di fiducia
Parliamo di un amico, un'amica, una persona cara con cui sfogarsi e sentirsi capiti. Non è un sostituto della terapia, ma avere qualcuno che ascolta senza giudicare può alleggerire il peso di certe giornate e aiutare a mettere le cose in prospettiva.
Valutare un percorso di terapia, individuale o di coppia
Un percorso con uno psicologo può essere uno spazio prezioso per capire cosa si muove sotto la superficie dei litigi ricorrenti. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare: la terapia è uno spazio di crescita e riflessione, in cui sentirsi capiti e sostenuti. Quando il tema riguarda la relazione, anche la terapia di coppia può offrire strumenti concreti per comunicare meglio e affrontare insieme le difficoltà con le famiglie d'origine.
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Confini e vicinanza possono coesistere
Una coppia che sceglie insieme è più forte
Non voglio perdere la mia famiglia, voglio solo dei confini
Da quando ne parliamo apertamente, litighiamo meno
Porre confini con le famiglie d'origine non significa tagliare i rapporti. Significa costruire una relazione basata sul rispetto reciproco, in cui vicinanza e autonomia possano coesistere.
I litigi causati dall'invadenza dei suoceri spesso rivelano anche nodi più profondi nella coppia: difficoltà di comunicazione, bisogno di sentirsi prioritari, la sensazione che l'altra persona non sia davvero dalla nostra parte. Affrontare insieme la questione, con trasparenza e spirito collaborativo, è un modo per rafforzare il legame.
Queste dinamiche, inoltre, si evolvono nel tempo: dal fidanzamento alla nascita dei figli, i confini vanno rinegoziati in ogni fase. È un processo che richiede pazienza, ma che diventa più semplice quando la coppia impara a funzionare come squadra.
Se senti che la situazione è diventata difficile da gestire da soli, un percorso con uno psicologo può aiutarti a trovare un equilibrio che rispetti sia la coppia che i legami familiari.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
È normale litigare con il partner a causa dei suoceri?
I conflitti legati alle famiglie d'origine sono tra le fonti di attrito più comuni nella vita di coppia. Quando due persone si uniscono, portano con sé abitudini, valori e aspettative che possono essere molto diversi, e questo include anche il modo in cui ci si relaziona con i rispettivi genitori.
Il fatto che emergano tensioni non significa che la relazione sia fragile. Spesso indica che c'è bisogno di definire insieme dei confini che ancora non sono stati chiariti. Il punto non è evitare ogni discussione, ma imparare ad affrontare il tema come squadra, senza accusarsi a vicenda.
Se senti che questi litigi si ripetono e diventano sempre più pesanti, potrebbe essere utile fermarsi a riflettere su cosa vi pesa davvero e su cosa vorreste cambiare. A volte anche solo parlarne apertamente, senza giudizio, può aprire uno spazio nuovo nella relazione.
Come posso mettere dei limiti ai miei suoceri senza creare un conflitto?
Porre confini non significa necessariamente generare uno scontro. Il primo passo è parlarne con il/la partner: è importante che siate allineati su ciò che volete cambiare, così da presentarvi come una coppia unita.
Un principio utile è che ogni persona comunichi i limiti ai propri genitori. Se è il figlio o la figlia a dire "preferiamo che ci avvisiate prima di venire a trovarci", il messaggio viene recepito in modo diverso rispetto a quando arriva dal partner, che potrebbe essere percepito come "quello che crea problemi".
Provate a definire insieme alcune regole semplici e concrete: orari delle visite, argomenti su cui non desiderate consigli non richiesti, decisioni che riguardano solo voi due. La chiarezza aiuta tutti a sapere cosa aspettarsi. E ricorda: mettere dei limiti non è un atto di ostilità, ma un modo per proteggere sia la coppia che il rapporto con le famiglie.
Perché i suoceri si intromettono nelle decisioni della coppia?
Le ragioni possono essere diverse e spesso non nascono da cattive intenzioni. Molti genitori faticano ad accettare che i figli abbiano costruito una vita autonoma: il bisogno di sentirsi ancora necessari può portarli a oltrepassare certi confini senza rendersene conto.
In alcuni casi, l'invadenza è legata a momenti specifici della vita del genitore, come il pensionamento o la perdita del/della partner, che possono intensificare la paura della solitudine e spingere a cercare un contatto molto frequente con i figli.
Altre volte si tratta di modelli familiari consolidati: in alcune famiglie, i genitori sono sempre stati molto coinvolti nella vita dei figli adulti e il confine tra vicinanza e intrusione non è mai stato definito con chiarezza. Anche le dipendenze economiche o l'affidamento quotidiano dei nipoti possono creare situazioni in cui i suoceri si sentono legittimati a intervenire nelle decisioni.
Capire cosa c'è dietro può aiutarti a rispondere con più calma e meno reattività.
Cosa fare quando il partner non riesce a dire no ai propri genitori?
Può essere molto frustrante sentire che il/la partner non riesce a porre limiti alla propria famiglia. Prima di tutto, è importante ricordare che questa difficoltà spesso ha radici profonde: chi è cresciuto in un contesto in cui era difficile esprimere disaccordo può fare molta fatica a dire "no" ai propri genitori anche da adulto.
Prova ad affrontare l'argomento con il/la partner in un momento di calma, senza accusarlo di essere debole o di non tenerti in considerazione. Racconta come ti senti: per esempio, "quando succede questa cosa, mi sento messo/a da parte". L'obiettivo è capirvi a vicenda, non stabilire chi ha ragione.
Se la situazione si ripete e sentite di non riuscire a trovare un equilibrio da soli, un percorso con uno psicologo o una psicologa può essere uno spazio di crescita e riflessione in cui esplorare queste dinamiche con strumenti più efficaci. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per chiedere supporto.
Come gestire i nonni che non rispettano le regole educative che abbiamo stabilito per i figli?
È una situazione che può generare molta tensione, soprattutto quando i nonni si occupano quotidianamente dei bambini. Col tempo, chi è presente ogni giorno può iniziare a prendere decisioni in autonomia, creando una confusione di ruoli che mette in difficoltà chi ha la responsabilità genitoriale.
Il primo passo è parlarne insieme come coppia e concordare quali sono le regole non negoziabili e su quali aspetti potete essere più flessibili. Avere le idee chiare tra voi rende più semplice comunicarle all'esterno.
Quando comunicate i limiti ai nonni, provate a farlo con fermezza ma anche con riconoscenza per il loro contributo. Per esempio: "Apprezziamo tantissimo il tempo che dedicate ai bambini, e proprio per questo vogliamo che le regole siano le stesse per tutti, così non si creano confusioni".
Se il dialogo non basta e la situazione continua a pesare sulla coppia, un percorso di terapia può aiutarvi a trovare strategie più efficaci per gestire queste dinamiche senza logorare la relazione.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
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Terapia online: perché sceglierla?
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Quali sono i prezzi della terapia individuale?
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Quanto dura un percorso di terapia individuale?
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Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
La terapia di coppia può aiutare in questo caso?
La terapia di coppia può aiutare a gestire i conflitti con i suoceri?
Sì, la terapia di coppia può essere molto utile quando le tensioni con le famiglie d'origine diventano un tema ricorrente nella relazione. Un percorso insieme a uno psicologo o una psicologa offre uno spazio protetto in cui esplorare cosa si muove sotto la superficie dei litigi: spesso dietro le discussioni sui suoceri emergono bisogni più profondi, come il desiderio di sentirsi prioritari o la sensazione che il/la partner non sia davvero dalla propria parte.
La terapia di coppia aiuta a migliorare la comunicazione su questi temi, a definire confini condivisi e a imparare a funzionare come squadra. Non è necessario che la relazione sia in crisi: anche coppie che funzionano bene possono trarre beneficio da uno spazio in cui affrontare insieme una dinamica che, se trascurata, rischia di erodere la serenità quotidiana.
Come faccio a proporre al mio partner di iniziare un percorso di coppia per le tensioni con la famiglia?
Proporre la terapia di coppia può sembrare un passo delicato, ma il modo in cui lo fai può fare una grande differenza. Evita di presentarla come una conseguenza di qualcosa che il/la partner ha sbagliato. Prova invece a usare un linguaggio che parli di voi come coppia: per esempio, "Mi piacerebbe che avessimo uno spazio tutto nostro per capire come affrontare meglio questa situazione insieme".
È importante che il/la partner non si senta sotto accusa o percepisca la proposta come un ultimatum. Puoi spiegare che la terapia di coppia è uno spazio di crescita condivisa, un modo per rafforzare il legame e trovare strumenti concreti che da soli magari non si riescono a individuare.
Se il/la partner non è pronto, rispetta i suoi tempi. Nel frattempo, anche un percorso individuale può aiutarti a gestire meglio le emozioni che questa situazione ti provoca e a trovare nuovi modi di affrontarla.
Che differenza c'è tra fare un percorso individuale e uno di coppia per questo tipo di problema?
Entrambi i percorsi possono essere utili, e non si escludono a vicenda. Un percorso individuale è uno spazio in cui puoi esplorare come ti senti rispetto alla situazione, capire se ci sono dinamiche legate alla tua storia personale che rendono più difficile porre confini, e trovare strategie per gestire lo stress e la frustrazione.
La terapia di coppia, invece, lavora sulla relazione: aiuta entrambi a capire i rispettivi punti di vista, a comunicare in modo più efficace e a prendere decisioni condivise sui confini da porre con le famiglie d'origine. È particolarmente utile quando sentite di non riuscire a parlare di questo tema senza finire a litigare.
In alcuni casi può essere utile iniziare con un percorso individuale per poi valutare insieme la terapia di coppia, oppure affiancare i due percorsi. Uno psicologo o una psicologa può aiutarvi a capire quale combinazione risponde meglio alle vostre esigenze.
Quando è il momento giusto per considerare la terapia di coppia per problemi con i suoceri?
Non esiste un momento "giusto" in senso assoluto. Spesso le coppie pensano alla terapia solo quando la situazione è diventata molto pesante, ma in realtà prima si inizia, più è semplice lavorare sulle dinamiche prima che si cristallizzino.
Alcuni segnali che possono indicare che un percorso di coppia potrebbe essere utile: litigate spesso sullo stesso argomento senza trovare una soluzione; uno dei due sente di non essere ascoltato; avete smesso di parlarne per evitare il conflitto, ma il risentimento cresce silenziosamente; sentite che la situazione con i suoceri sta influenzando anche altri aspetti della vostra relazione.
La terapia di coppia non è riservata alle relazioni in crisi. È uno spazio in cui imparare a funzionare meglio insieme, affrontando le difficoltà con strumenti nuovi. Se ti stai ponendo questa domanda, potrebbe essere già il momento giusto per fare il primo passo.
Cosa succede concretamente in una terapia di coppia quando il tema sono le famiglie d'origine?
In un percorso di terapia di coppia focalizzato sulle dinamiche con le famiglie d'origine, lo psicologo o la psicologa vi aiuta innanzitutto a raccontare la vostra esperienza in uno spazio sicuro, dove entrambi possiate sentirvi ascoltati senza giudizio.
Si esplorano poi le ragioni profonde del conflitto: come ciascuno ha vissuto il rapporto con la propria famiglia durante la crescita, quali aspettative e bisogni si muovono dietro le discussioni, e in che modo le dinamiche con i suoceri toccano punti sensibili della relazione.
Da lì si lavora su aspetti molto concreti: migliorare il modo in cui comunicate su questi temi, definire insieme confini chiari e condivisi, e trovare strategie per presentarvi come coppia unita di fronte alle rispettive famiglie. Il percorso non ha l'obiettivo di schierarsi contro nessuno, ma di aiutarvi a costruire un equilibrio in cui vicinanza familiare e autonomia di coppia possano coesistere.
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