Innamorarsi di nuovo dopo aver perso il partner: come gestire il senso di colpa?

Provo qualcosa per un'altra persona e mi sento in colpa.
È come se stessi tradendo chi ho amato per una vita.

Hai perso una persona che amavi profondamente e, dopo un tempo che ti sembra sospeso, ti accorgi di provare qualcosa per qualcun altro. E subito, insieme a quel battito nuovo, arriva una voce che ti dice che non dovresti, che stai facendo qualcosa di ingiusto verso chi non c'è più.

Se ti riconosci in queste parole, sappi che non sei affatto solo. Innamorarsi di nuovo dopo un lutto è un'esperienza molto più comune di quanto si creda, ma spesso viene vissuta in silenzio, per paura di essere giudicati o fraintesi.

Il senso di colpa che accompagna una nuova attrazione non significa che tu abbia amato poco chi hai perso. È, piuttosto, una reazione naturale a un cambiamento grande e delicato.

Custodire il ricordo della persona amata e aprirsi a un nuovo legame non sono scelte in contraddizione tra loro. Ogni percorso di elaborazione del lutto ha i suoi ritmi personali.

Le possibili ragioni

Le radici di quel senso di tradimento

Se rido di nuovo, sto forse dimenticando mia moglie?
La mia famiglia mi guarda come se avessi tradito.

Capire da dove nasce questo senso di colpa può aiutarti a osservarlo con occhi più gentili. Per molte persone, in questi casi, il supporto di uno/a psicologo/a può fare la differenza, offrendo uno spazio protetto in cui dare voce a emozioni che sembrano inconciliabili tra loro.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base del senso di colpa quando ci si riavvicina all'amore dopo una perdita.

Quando stare bene sembra un torto

  • Può sembrarti che provare gioia o serenità equivalga a tradire la memoria di chi è morto.
  • Continuare a vivere, desiderare vicinanza affettiva e provare piacere può darti la sensazione di andare avanti mentre l'altra persona non può più farlo.
  • Ogni momento di tenerezza con qualcuno di nuovo può portare con sé il pensiero che tu stia in qualche modo dimenticando.

Il ruolo dello sguardo degli altri

  • Il giudizio sociale e familiare su chi ricomincia può amplificare il senso di colpa che già senti dentro.
  • In alcuni contesti culturali o familiari, permettersi di stare bene dopo un lutto può far sentire osservati o giudicati.
  • A volte è la stessa famiglia, mossa da un bisogno di protezione, a comunicarti implicitamente che il dolore dovrebbe durare per sempre.

Emozioni contrastanti che convivono

  • Il desiderio di legarti di nuovo e la paura di essere infedele al legame passato possono coesistere, ed è un'esperienza frequente nel lutto.
  • Aprirti a una nuova relazione può riattivare il timore di soffrire ancora, generando una resistenza che va oltre il senso di colpa.
  • Puoi sentirti diviso tra la nostalgia per ciò che è stato e il desiderio di aprirti a qualcosa di nuovo, senza sapere come conciliare questi vissuti.
Prospettiva clinica
I momenti difficili sembrano assorbire tutte le nostre energie, ma le sfide e i problemi non definiscono il nostro valore personale. Darsi tempo per conoscere meglio le proprie risorse, senza cercare una soluzione immediata, e chiedere aiuto a un professionista quando serve, sono i primi passi verso il cambiamento positivo.
Vissuti concreti

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Confronto sempre il mio compagno con chi ho perso.
I miei figli non accettano che io frequenti qualcuno.

A volte è più facile dare un nome a ciò che proviamo quando lo vediamo raccontato in situazioni concrete. Ecco alcuni vissuti in cui potresti ritrovarti.

Il senso di colpa nel provare interesse

  • Hai assistito il/la partner con dedizione fino alla fine e, mesi o anni dopo, ti accorgi di provare interesse per un'altra persona, sentendoti subito in colpa.
  • Ti chiedi se non dovresti rinunciare a questa nuova possibilità e tornare alla solitudine, per completare un lutto che senti ancora aperto.
  • Provi nostalgia e malinconia nel ripensare ai momenti condivisi, e allo stesso tempo desideri andare avanti, sperimentando entrambe le emozioni insieme.

I dubbi dentro la nuova relazione

  • Temi di illudere la persona che stai frequentando, perché continui a pensare e a parlare di chi non c'è più.
  • Ti sorprendi a fare un confronto ricorrente tra chi frequenti ora e la persona che hai perso, o a cercare in lei le stesse caratteristiche.
  • In alcuni momenti di intimità o tenerezza, senti arrivare il pensiero che stai facendo qualcosa che non ti è concesso.

La reazione di chi ti sta intorno

  • I tuoi figli, anche adulti, osteggiano la nuova relazione, mossi da un senso di protezione o dal desiderio implicito che il dolore resti immutato.
  • Alcuni parenti fanno commenti che ti lasciano intendere che sia "troppo presto", accentuando il tuo disagio.
  • Ti ritrovi a nascondere la nuova frequentazione per evitare sguardi di disapprovazione o domande difficili.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Un'esperienza dolorosa del passato continua a farsi sentire?

Eventi difficili o traumatici possono lasciare tracce che continuano a farsi sentire nel tempo, nel corpo e nelle emozioni. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio cosa stai vivendo.

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Elaborare ciò che è stato è un percorso possibile

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Se il passato pesa ancora oggi, chiedere aiuto può essere un gesto di cura verso te stesso

Quando un trauma continua a farsi sentire nella vita quotidiana, un percorso di psicoterapia può aiutarti a elaborarlo e ad alleggerirne il peso. Ecco come funziona la terapia.

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Quando ciò che hai vissuto condiziona il presente, parlarne può aiutare

Se il peso di un'esperienza dolorosa del passato influenza la tua vita, non devi affrontarlo per forza da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Piccoli passi per tornare ad amare con serenità

Ho capito che posso volere bene a entrambi.
Parlarne con qualcuno mi ha alleggerito il cuore.
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Accogliere il senso di colpa senza combatterlo

Quando arriva quella voce che ti giudica, potresti provare a osservarla come un'emozione naturale e diffusa, e non come la prova di una colpa reale. Riconoscerla, senza spingerla via, può renderla meno pesante nel tempo.

2

Concederti il diritto di provare gioia

Puoi ricordarti che la gioia e l'affetto che senti oggi non cancellano né sminuiscono il legame con la persona che hai perso. Sono due cose che possono convivere, senza escludersi.

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Rispettare i tuoi tempi

Non c'è alcun bisogno di accelerare né di giustificarti con gli altri. Potresti procedere con calma nella nuova relazione, seguendo i tuoi ritmi di fiducia e apertura, senza forzature.

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Distinguere il ricordo dall'obbligo di restare nel dolore

Onorare chi non c'è più non richiede di rimanere fermi nella sofferenza. Puoi provare a separare il rispetto della memoria dall'idea che tu debba rinunciare alla tua vita per dimostrare quanto hai amato.

5

Parlare apertamente con chi frequenti

Condividere con la persona che frequenti ciò che stai attraversando, quando te la senti, può alleggerire il timore di illuderla. La sincerità può creare uno spazio di comprensione reciproca.

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Considerare un percorso con uno/a psicologo/a

Quando il senso di colpa diventa molto intenso o difficile da gestire, un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio prezioso in cui sentirti capito e sostenuto. Uno/a psicologo/a può aiutarti a esplorare le emozioni contrastanti che accompagnano il lutto e a comprendere meglio i tuoi tempi, senza fretta e senza giudizio. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere questo tipo di aiuto.

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Un nuovo inizio possibile

Custodire un ricordo e costruire un futuro

Amare di nuovo non cancella ciò che ho vissuto.
Ho imparato a portarlo con me, non a lasciarlo.

Aprirti a un nuovo amore dopo un lutto non è un tradimento, ma una delle forme possibili attraverso cui puoi continuare a vivere onorando ciò che hai vissuto.

Il legame con chi non c'è più può trasformarsi in un ricordo prezioso, capace di convivere con nuovi affetti senza escluderli. Non esiste un modo uguale per tutti di elaborare la perdita e riaprirsi all'amore.

Spesso il senso di colpa tende ad attenuarsi quando arrivi a sentire che il tuo benessere non nuoce alla memoria della persona amata. Permettersi di amare di nuovo può rappresentare un modo per continuare a vivere senza rinunciare al valore del legame che hai condiviso con la persona amata.

Se senti che questo peso è troppo grande da portare da solo, un percorso con uno/a psicologo/a può aiutarti a capire che si può custodire un ricordo e, allo stesso tempo, immaginare un futuro nuovo e sereno.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Incontri speciali!
Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
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Dove mi sono sentita vista
In un mondo che spesso corre troppo veloce, incontrare il Dott. Salvatore Fatiga per me è stato come trovare un porto sicuro. La sua presenza mi ha trasmesso subito calma, accoglienza e una profonda empatia. Fin dal primo incontro ho percepito la sua capacità di ascoltare con il cuore, senza giudicare, offrendomi uno spazio protetto in cui mi sono finalmente sentita vista e compresa. Salvatore non è solo uno psicologo competente: è una persona che sa entrare in punta di piedi nella vita degli altri, con rispetto e delicatezza. Ogni sua parola, ogni gesto, mi ha fatto sentire stimata come essere umano. Mi ha accompagnata nel mio percorso con pazienza e dedizione, valorizzando ogni mio passo, anche il più piccolo, come un traguardo importante. Lo consiglierei a chiunque stia cercando non solo un professionista preparato, ma anche una guida autentica, capace di illuminare il cammino con gentilezza e saggezza. È raro incontrare qualcuno che riesca a unire competenza clinica e umanità in modo così naturale. Per me, è stato un incontro che ha fatto davvero la differenza.
— Rosaria
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Un esperienza fondamentale per ritrovarmi
Ho passato un periodo particolarmente buio e da sola non riuscivo ad andare avanti, avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e mi facesse trovare la forza per andare avanti. Mia cognata mi propone di farmi aiutare da uno psicologo, e mi scarica l'app di uno bravo sul cellulare. Le sarò grata sempre. Ho travato la persona di cui avevo bisogno: Nicola Riccardo Croce un professionista serio, affidabile, disponibile. Ha creduto in me e mi ha aiutato a credere in me stessa, ad aumentare la mia autostima, ora sono consapevole di poter affrontare qualsiasi difficoltà, per quanto dura possa essere, ho le risorse per farlo e lo devo solo ed esclusivamente a lui. E' un sistema che funziona, comodo e alla portata di tutti.
— Anna
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Il senso di colpa non significa aver amato poco chi si è perso, ma è piuttosto una reazione naturale a un cambiamento grande e delicato. Può sembrare che provare gioia o serenità equivalga a tradire la memoria di chi è morto: continuare a vivere, desiderare vicinanza affettiva e provare piacere può dare la sensazione di andare avanti mentre l'altra persona non può più farlo. Ogni momento di tenerezza con qualcuno di nuovo può portare con sé il pensiero di stare in qualche modo dimenticando. Inoltre il desiderio di legarsi di nuovo e la paura di essere infedeli al legame passato possono coesistere, ed è un'esperienza frequente nel lutto.

Il giudizio sociale e familiare su chi ricomincia può amplificare il senso di colpa che già si sente dentro. In alcuni contesti culturali o familiari, permettersi di stare bene dopo un lutto può far sentire osservati o giudicati. A volte è la stessa famiglia, mossa da un bisogno di protezione, a comunicare implicitamente che il dolore dovrebbe durare per sempre: i figli, anche adulti, possono osteggiare la nuova relazione per lo stesso motivo, e alcuni parenti fanno commenti che lasciano intendere che sia troppo presto, accentuando il disagio.

Sì, è una situazione concreta in cui ci si può ritrovare: si può fare un confronto ricorrente tra chi si frequenta ora e la persona che si è persa, o cercare in lei le stesse caratteristiche. Si può anche temere di illudere la persona che si sta frequentando, perché si continua a pensare e a parlare di chi non c'è più, e in alcuni momenti di intimità o tenerezza può arrivare il pensiero di star facendo qualcosa che non è concesso. Provare nostalgia e malinconia per i momenti condivisi insieme al desiderio di andare avanti è un'esperienza che può capitare simultaneamente.

Quando arriva quella voce che giudica, si può provare a osservarla come un'emozione naturale e diffusa, e non come la prova di una colpa reale. Si può ricordare che la gioia e l'affetto che si provano oggi non cancellano né sminuiscono il legame con la persona che si è persa, perché sono due cose che possono convivere senza escludersi. Non c'è alcun bisogno di accelerare né di giustificarsi con gli altri: si può procedere con calma nella nuova relazione, seguendo i propri ritmi di fiducia e apertura. Onorare chi non c'è più non richiede di rimanere fermi nella sofferenza.

Condividere con la persona che si frequenta ciò che si sta attraversando, quando ci si sente pronti, può alleggerire il timore di illuderla. La sincerità può creare uno spazio di comprensione reciproca, utile soprattutto se si continua a pensare e a parlare di chi non c'è più o a fare confronti con la persona perduta.

Per molte persone il supporto di uno psicologo può fare la differenza, offrendo uno spazio protetto in cui dare voce a emozioni che sembrano inconciliabili tra loro. Quando il senso di colpa diventa molto intenso o difficile da gestire, un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio prezioso in cui sentirsi capiti e sostenuti, aiutando a esplorare le emozioni contrastanti che accompagnano il lutto e a comprendere meglio i propri tempi, senza fretta e senza giudizio. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere questo tipo di aiuto.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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