Neogenitori e senso di smarrimento nella vita di tutti i giorni: da dove ripartire?

Neogenitori e senso di smarrimento nella vita di tutti i giorni: da dove ripartire?
Guardo mia figlia e non so più chi sono io
Mi sento perso, come se la mia vita fosse in pausa

Da quando è nato/a tuo/a figlio/a, hai la sensazione di non riconoscerti più.

Le giornate scorrono tra poppate, notti spezzate e mille cose da ricordare, eppure, in mezzo a tutto questo, può esserci una domanda che torna spesso in silenzio: e io, chi sono al di là di essere genitore?

Diventare genitori è un cambiamento che coinvolge non solo la quotidianità pratica, ma anche il senso più intimo di chi siamo. Non si tratta soltanto della stanchezza fisica o della mancanza di sonno.

Può essere una sensazione più profonda, legata al non riconoscersi più nelle proprie giornate e nel ruolo che si sta imparando a ricoprire. Se ti ritrovi in queste parole, è importante sapere che questo senso di smarrimento è un'esperienza diffusa, che moltissime persone attraversano.

Non è un segnale di inadeguatezza, ma una fase che può nascere dal confronto tra la vita immaginata e quella reale.

Le possibili radici

Perché la genitorialità può farci sentire smarriti

Non riesco più a pensare a cosa voglio per me
Mi sembra di vivere solo per gli altri

Capire da dove nasce questa sensazione non è sempre immediato. Per molte persone, indagare questo senso di smarrimento e la fatica che lo accompagna può risultare più chiaro con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrire strumenti per prendersi cura del proprio benessere in una fase così delicata.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono essere alla base di questo sentirsi lontani da sé stessi dopo la nascita di un/a figlio/a.

Il sovraccarico della vita quotidiana

  • Prendersi cura di un/a bambino/a piccolo/a richiede di ricordare, gestire e pianificare costantemente ogni aspetto della vita familiare, lasciando poco spazio mentale per sé.
  • Le routine serrate imposte dai bisogni dei figli possono assorbire energia e tempo, facendo percepire la propria vita come organizzata esclusivamente in funzione di altri.
  • Il senso di colpa nel voler ritagliare del tempo personale può essere vissuto come un tradimento verso il proprio ruolo, alimentando ulteriormente il disagio.

Un'identità che si trasforma

  • La costruzione dell'identità personale è un processo che continua per tutta la vita, e i cambiamenti bruschi come la nascita di un figlio possono modificare profondamente l'immagine che si ha di sé.
  • Il disorientamento può accompagnarci fino a quando non ci si ambienta nella nuova situazione.
  • Il confronto tra le aspirazioni rimandate e la vita quotidiana può amplificare la sensazione di essersi allontanati dalla persona che si desiderava essere.
Prospettiva clinica
La depressione non è semplicemente tristezza: è una condizione clinica che può impattare il modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri, il futuro, le nostre passioni. In questi casi, la mancanza di energia e di motivazione può influenzare profondamente la quotidianità, rendendo ogni piccola cosa molto difficile. Non ignorare questi segnali e chiedere aiuto può essere il primo fondamentale passo per ricostruire il proprio benessere.
Vissuti comuni

Situazioni in cui potresti riconoscerti

È da mesi che non vedo i miei amici
Ho lasciato il lavoro che amavo e mi manca

A volte questo smarrimento si manifesta in momenti concreti della giornata. Ecco alcune situazioni in cui potresti ritrovarti.

Quando lo spazio personale sembra sparito

  • Non ricordare l'ultima volta in cui hai fatto qualcosa solo per te, senza che fosse legato ai bisogni dei figli o della famiglia.
  • Sentire di aver messo da parte hobby, interessi e relazioni che prima caratterizzavano la tua identità.
  • Provare un senso di svuotamento o di mancanza di stimoli, pur essendo costantemente impegnato/a nella cura di tuo/a figlio/a.

Quando la vita reale si allontana da quella immaginata

  • Rinunciare a opportunità lavorative o di crescita personale, sentendo che i tuoi progetti sono passati in secondo piano.
  • Percepire una distanza tra la vita che avevi immaginato prima di diventare genitore e quella che vivi ogni giorno.
  • Sperimentare una sensazione di isolamento, con meno occasioni di frequentare altri adulti al di fuori del contesto familiare.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Ti senti spento, senza energie o senza più interesse per le cose?

La depressione non è solo tristezza e può coinvolgere diversi aspetti della vita quotidiana. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio cosa stai attraversando.

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Anche nei momenti più bui si può ritrovare una via

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Se gli stati emotivi negativi sono persistenti, chiedere aiuto può essere un atto di cura verso te stesso

Quando lo spegnimento si prolunga e fai fatica ad andare avanti, un percorso di psicoterapia può aiutarti a ricostruire il tuo benessere. Ecco come funziona la terapia.

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Quando la depressione condiziona le tue giornate, parlarne può aiutare

Se senti che non riesci a uscirne, ricordati che non devi affrontarlo per forza in solitudine. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Piccoli passi possibili

Come ritrovare uno spazio per sé

Ho iniziato un percorso e mi sento meno sola
Parlarne con qualcuno mi ha aiutato tanto
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Recuperare piccoli spazi personali

Puoi provare a ritagliarti anche solo pochi minuti al giorno per un'attività che ti piace: un caffè in silenzio, qualche pagina di un libro, una passeggiata. Non sono momenti rubati, ma tasselli che possono aiutarti a riconnetterti con te stesso/a.

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Parlare apertamente con il/la partner

Condividere con il/la partner come ti senti, e come vivi il carico pratico ed emotivo della genitorialità, può alleggerire il peso. Sentirsi soli in questa fatica può renderla più intensa.

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Coltivare occasioni di socialità

Anche brevi momenti con altri adulti, una telefonata o un messaggio a un amico, possono aiutarti a mantenere vive relazioni che vanno oltre il ruolo genitoriale. Il senso di isolamento tende a intensificare lo smarrimento.

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Ridimensionare l'idea di genitore perfetto

Potresti ricordarti che non esistono manuali infallibili e che avere dubbi o incertezze non ti rende inadeguato. Riconoscere i propri limiti fa parte del cammino.

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Considerare un percorso di terapia

Quando il senso di smarrimento diventa persistente, la fatica appare pesante o si accompagna a tristezza prolungata, irritabilità frequente o tendenza a isolarti, un percorso di psicoterapia, individuale o di coppia, può rappresentare uno spazio prezioso per sentirti capito/a e sostenuto/a. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un aiuto: la terapia può offrire uno spazio di crescita e riflessione in cui ritrovare te stesso/a.

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Un nuovo equilibrio

Ritrovarsi dentro una vita nuova

Sto imparando a essere padre senza perdermi
Piano piano sto ritrovando me stessa

Essere genitore è una parte importante della tua vita, ma non deve diventare l'unica dimensione attraverso cui ti definisci.

Ritrovare sé stessi non significa tornare a essere come prima, ma trovare spazio, dentro la nuova vita, per la persona che sei e che desideri continuare a essere.

Un genitore che si prende cura anche di sé può offrire ai figli un modello prezioso, mostrando che la cura personale ha valore e che crescere non significa annullarsi.

Questo senso di smarrimento, se riconosciuto e accolto, può diventare un'occasione di crescita e di ridefinizione più autentica di sé. E quando il disagio persiste o si intensifica, chiedere aiuto è un atto di forza e consapevolezza, mai un segno di debolezza.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Consulenze competenti e interventi costruttivi
Ho contattato questo servizio a causa della presa di consapevolezza di essere caduta in uno stato depressivo. Ho trovato Christel, una psicologa brava, competente, empatia che ha capito fin dal primo incontro la reale problematica e come mi sentivo, fornendomi dei feedback sempre attenti e puntuali con l'obiettivo di destrutturare degli schemi mentali disfunzionali che da sola mi creavo. Continuerò questo percorso fintanto che sarà necessario, ma rifarei ogni giorno questa scelta, oltre a consigliarlo a chiunque ne percepisca il bisogno. Grazie.
— Claudia
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Un esperienza fondamentale per ritrovarmi
Ho passato un periodo particolarmente buio e da sola non riuscivo ad andare avanti, avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e mi facesse trovare la forza per andare avanti. Mia cognata mi propone di farmi aiutare da uno psicologo, e mi scarica l'app di uno bravo sul cellulare. Le sarò grata sempre. Ho travato la persona di cui avevo bisogno: Nicola Riccardo Croce un professionista serio, affidabile, disponibile. Ha creduto in me e mi ha aiutato a credere in me stessa, ad aumentare la mia autostima, ora sono consapevole di poter affrontare qualsiasi difficoltà, per quanto dura possa essere, ho le risorse per farlo e lo devo solo ed esclusivamente a lui. E' un sistema che funziona, comodo e alla portata di tutti.
— Anna
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Incontri speciali!
Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Capire da dove nasce questa sensazione non è sempre immediato. Prendersi cura di un bambino piccolo richiede di ricordare, gestire e pianificare costantemente ogni aspetto della vita familiare, lasciando poco spazio mentale per sé. Le routine serrate imposte dai bisogni dei figli possono assorbire energia e tempo, facendo percepire la propria vita come organizzata esclusivamente in funzione di altri. Inoltre, la nascita di un figlio può modificare profondamente l'immagine che si ha di sé, e il confronto tra le aspirazioni rimandate e la vita quotidiana può amplificare la sensazione di essersi allontanati dalla persona che si desiderava essere.

Sì, questo senso di smarrimento è un'esperienza diffusa, che moltissime persone attraversano. Non è un segnale di inadeguatezza, ma una fase che può nascere dal confronto tra la vita immaginata e quella reale. Non si tratta soltanto della stanchezza fisica o della mancanza di sonno, ma di una sensazione più profonda, legata al non riconoscersi più nelle proprie giornate e nel ruolo che si sta imparando a ricoprire.

Ci si può ritrovare a non ricordare l'ultima volta in cui si è fatto qualcosa solo per sé, senza che fosse legato ai bisogni dei figli o della famiglia, sentendo di aver messo da parte hobby, interessi e relazioni che prima caratterizzavano la propria identità. Si può provare un senso di svuotamento o di mancanza di stimoli, pur essendo costantemente impegnati nella cura del figlio. Altri segnali includono il percepire una distanza tra la vita immaginata prima di diventare genitori e quella vissuta ogni giorno, oltre a una sensazione di isolamento con meno occasioni di frequentare altri adulti al di fuori del contesto familiare.

Si può provare a ritagliarsi anche solo pochi minuti al giorno per un'attività che piace, come un caffè in silenzio, qualche pagina di un libro o una passeggiata: non sono momenti rubati, ma tasselli che possono aiutare a riconnettersi con sé stessi. È utile anche coltivare occasioni di socialità, perché anche brevi momenti con altri adulti possono aiutare a mantenere vive relazioni che vanno oltre il ruolo genitoriale. Condividere con il partner come ci si sente, e come si vive il carico pratico ed emotivo della genitorialità, può alleggerire il peso, dato che sentirsi soli in questa fatica può renderla più intensa.

Quando il senso di smarrimento diventa persistente, la fatica appare pesante o si accompagna a tristezza prolungata, irritabilità frequente o tendenza a isolarsi, può essere importante prestare attenzione a questi segnali. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere aiuto: quando il disagio persiste o si intensifica, farlo è un atto di forza e consapevolezza, mai un segno di debolezza.

Essere genitore è una parte importante della propria vita, ma non deve diventare l'unica dimensione attraverso cui ci si definisce. Ritrovare sé stessi non significa tornare a essere come prima, ma trovare spazio, dentro la nuova vita, per la persona che si è e che si desidera continuare a essere. Questo senso di smarrimento, se riconosciuto e accolto, può diventare un'occasione di crescita e di ridefinizione più autentica di sé, e un genitore che si prende cura anche di sé può offrire ai figli un modello prezioso.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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