Iniziare una nuova relazione senza avere chiuso definitivamente con l'ex: perchè può succedere?

Non so come sono finito in questa situazione
Mi sento divisa tra due vite diverse

Può capitare di iniziare una nuova storia d'amore mentre quella precedente non è ancora davvero conclusa. La si tiene nascosta, in attesa che il rapporto attuale si esaurisca del tutto. Ci si dice che è solo questione di tempo, che basta trovare il momento giusto per parlare.

Questa sovrapposizione sentimentale raramente nasce da una scelta lucida e consapevole. Più spesso è il risultato di un intreccio tra bisogni emotivi insoddisfatti, paura del vuoto affettivo e difficoltà nel gestire la chiusura di un legame significativo.

Sentirsi attratti da qualcuno di nuovo mentre si è ancora legati a un'altra persona può generare un forte conflitto interiore come senso di colpa, confusione, ambivalenza. Emozioni che rendono difficile prendere decisioni chiare.

Comprendere le dinamiche che portano a questa situazione è un primo passo per affrontarla con maggiore consapevolezza, senza trasformarla in un giudizio morale su di sé.

Capire cosa succede dentro

Le ragioni profonde dietro la sovrapposizione tra relazioni

Ho paura di restare solo con me stesso
Non riesco a lasciarlo, ma mi sento già altrove

Le ragioni per cui ci si ritrova in una nuova frequentazione prima di aver chiuso la relazione precedente sono spesso profonde e intrecciate. Esplorare queste dinamiche con il supporto di uno/a psicologo/a può aiutare a fare chiarezza sulle proprie emozioni e a compiere scelte più consapevoli, senza restare intrappolati nel senso di colpa o nella confusione.

Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di questa sovrapposizione sentimentale.

Il bisogno di sentirsi visti e desiderati

  • Quando una relazione si spegne gradualmente, il bisogno di sentirsi riconosciuti e desiderati non scompare. Se il/la partner attuale non riesce più a soddisfare questi bisogni, si può iniziare a cercare altrove una conferma del proprio valore personale.
  • Iscriversi a piattaforme di incontri o iniziare a flirtare con qualcuno durante una crisi di coppia non nasce necessariamente da un desiderio di tradimento, ma da un bisogno intenso di sentirsi ancora importanti per qualcuno.
  • A volte basta un'attenzione inaspettata da parte di una persona nuova per accendere qualcosa che nella relazione attuale si era spento da tempo.

La paura del vuoto tra una relazione e l'altra

  • La paura della solitudine può spingere a costruire un nuovo legame prima di aver chiuso il precedente, come se servisse un ponte emotivo per non restare sospesi nel vuoto tra una relazione e l'altra.
  • Chi ha vissuto esperienze di abbandono o porta con sé ferite affettive significative può avvertire un forte bisogno del legame in sé, più che della persona specifica, rendendo molto difficile tollerare quel periodo di mezzo.
  • In alcuni casi, la nuova relazione diventa un modo per non dover affrontare la sofferenza legata alla fine imminente del rapporto precedente: ci si aggrappa a un'emozione nuova per tenere a distanza il dolore della perdita.

La difficoltà di chiudere apertamente

  • A volte si mantiene la relazione precedente per senso di responsabilità, abitudine o paura del confronto, mentre si inizia una nuova storia in segreto.
  • La mancanza di coraggio nel comunicare apertamente la propria decisione alimenta una doppia vita emotiva che diventa sempre più difficile da sostenere.
  • Ci si può dire che la relazione è ormai finita nella sostanza, anche se non è mai stata chiusa con le parole. Senza una chiusura esplicita, si resta in una zona ambigua che logora tutte le persone coinvolte.
Prospettiva clinica
Le relazioni sono fondamentali per la nostra salute biopsicosociale. Ma i legami tra le persone non sono statici: si evolvono e, a volte, si incrinano. Prevenire e risolvere problemi relazionali passa attraverso una chiara comunicazione dei propri bisogni emotivi. Imparare a parlare con gli altri in modo autentico è il primo passo per un equilibrio duraturo.
Esempi dalla vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Cancello i messaggi ogni sera prima di tornare
Mi sento in colpa qualunque cosa faccia

Queste situazioni possono assumere forme molto diverse. Ecco alcuni esempi concreti in cui potresti ritrovarti.

Rimandare la conversazione di chiusura

  • Continui a frequentare segretamente una persona nuova mentre rimandi la conversazione con il/la partner attuale. Ti dici che stai aspettando il momento giusto per parlare, ma quel momento non arriva mai.
  • Ti senti emotivamente già lontano dal/dalla partner, ma resti nella relazione per inerzia o per non ferire l'altra persona, mentre investi sempre più energie nella nuova conoscenza.
  • Hai iniziato a cancellare messaggi, a nascondere notifiche e a inventare scuse per le tue assenze, con la giustificazione interiore che tanto la relazione precedente è finita, anche se nessuno lo ha detto ad alta voce.

Vivere nella doppia vita emotiva

  • Nascondi la nuova frequentazione in totale segretezza, gestendo incontri e conversazioni con la costante paura che la situazione venga alla luce, e questo stato di tensione ti accompagna ogni giorno.
  • Confronti continuamente il nuovo interesse con il/la partner attuale, idealizzando la novità e svalutando ciò che hai, senza renderti conto che questo confronto ti impedisce di vivere con autenticità entrambe le situazioni.
  • Ti ritrovi a creare scuse elaborate per giustificare il tempo trascorso con la nuova persona: un'uscita con colleghi, uno straordinario al lavoro, un impegno improvviso.

Oscillare tra le due relazioni

  • Provi un forte senso di colpa che ti porta a oscillare tra momenti di avvicinamento alla nuova persona e improvvisi ritorni di investimento emotivo nella relazione attuale, generando confusione in chi ti sta intorno.
  • Dopo un incontro con la nuova persona ti senti euforico, ma poi torni a casa e la realtà ti travolge: ti ritrovi a essere più presente e premuroso con il/la partner per compensare il senso di colpa.
  • A volte pensi di interrompere la nuova frequentazione e dare un'altra possibilità alla relazione attuale, altre volte pensi il contrario. Questa ambivalenza continua ti lascia in uno stato di stallo che sembra non avere via d'uscita.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Se le difficoltà nelle relazioni si ripetono, puoi farti aiutare

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Se le difficoltà con le persone a cui tieni condizionano la tua serenità, un professionista può aiutarti a orientarti. Per trovare lo psicologo più adatto a te bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Piccoli passi per uscire dalla confusione

Forse devo prima capire cosa voglio davvero
Ho bisogno di aiuto per uscire da questo stallo
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Fermarsi a riflettere su cosa si sta cercando davvero

Quando ti trovi coinvolto in una nuova frequentazione, puoi provare a chiederti con onestà cosa stai cercando in questa persona. A volte la risposta può rivelare un bisogno autentico di connessione, altre volte il desiderio di sfuggire a un dolore che si fatica ad affrontare. Non serve avere risposte definitive perché anche solo porsi la domanda è un passo importante.

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Dare un nome alle emozioni che si provano

Il senso di colpa, la confusione e l'eccitazione per la novità sono tutte emozioni che possono convivere in modo caotico. Potresti provare a scriverle, anche in modo disordinato, su un foglio o nelle note del telefono. Dare un nome a ciò che si sente aiuta a sentirsi meno travolti e a fare un po' di chiarezza.

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Non aspettare il momento perfetto

Il momento perfetto per affrontare la conversazione di chiusura con il/la partner probabilmente non arriverà mai. Puoi iniziare con una frase semplice, ad esempio "Ho bisogno di parlarti di come mi sento nella nostra relazione". Non devi avere tutto chiaro. Puoi anche dire che sei confuso e che hai bisogno di essere onesto.

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Essere trasparenti con la nuova persona

Potresti provare a comunicare con sincerità alla nuova persona quale sia la tua situazione sentimentale. Non si tratta di avere tutte le risposte, ma di non costruire un legame fondato sull'ambiguità. Una relazione che nasce nella segretezza porta con sé una fragilità di fiducia che può diventare molto difficile da recuperare.

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Concedersi il tempo tra una relazione e l'altra

Il periodo tra la fine di una relazione e l'inizio di un'altra non è tempo perso. È uno spazio che può servire per capire cosa non ha funzionato, per ritrovare un equilibrio personale e per entrare in una nuova storia con più consapevolezza. Anche solo qualche settimana di pausa può fare la differenza.

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Parlare con una persona di fiducia

Condividere quello che stai vivendo con qualcuno di cui ti fidi, che sia un amico, un familiare o una persona cara, può aiutarti a vedere le cose da una prospettiva diversa. A volte raccontare la propria situazione ad alta voce aiuta a comprenderla meglio.

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Valutare un percorso con uno/a psicologo/a

Un percorso di psicoterapia può essere uno spazio prezioso per esplorare le ragioni profonde di questa sovrapposizione, soprattutto se ti accorgi che è uno schema che tende a ripetersi. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare: è uno spazio in cui potersi sentire capiti e sostenuti, senza giudizio, mentre si cerca di fare chiarezza.

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Ritrovare chiarezza

Dalla confusione alla consapevolezza, un passo alla volta

Voglio smettere di nascondermi da me stessa
È ora di essere onesto, con tutti

Iniziare una nuova relazione senza aver chiuso la precedente è un'esperienza più diffusa di quanto si pensi e non definisce chi sei come persona. Segnala piuttosto un bisogno emotivo che chiede di essere compreso.

La chiusura emotiva di un rapporto e quella formale non sempre coincidono, ma è importante che entrambe avvengano. Senza un congedo reale, il vecchio legame continua a occupare spazio e a condizionare ciò che viene dopo.

Scegliere la trasparenza e il coraggio della chiusura, per quanto doloroso, è un atto di rispetto verso tutte le persone coinvolte, compreso te stesso. È da questa onestà che può nascere una relazione davvero libera e autentica.

Se ti riconosci in queste dinamiche e senti il bisogno di fare chiarezza, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti lo spazio e gli strumenti per comprendere meglio ciò che stai vivendo e scegliere con più consapevolezza.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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FAQ

Domande frequenti

Trovarsi coinvolti in una nuova storia mentre quella precedente non è ancora davvero finita è un'esperienza più diffusa di quanto si immagini. Non è qualcosa che definisce il tuo valore come persona.

Spesso questa sovrapposizione nasce da bisogni emotivi profondi, come il desiderio di sentirti riconosciuto, la paura della solitudine o la difficoltà nel gestire la fase di chiusura di un legame importante. Più che chiederti se quello che stai vivendo sia "normale" o meno, potrebbe essere utile chiederti cosa stai provando davvero e di cosa hai bisogno in questo momento.

Dare un nome alle emozioni che senti, come il senso di colpa, la confusione o l'attrazione verso la novità, è già un primo passo verso una maggiore consapevolezza. E se senti il bisogno di fare chiarezza, uno spazio di riflessione con uno/a psicologo/a può aiutarti a comprendere meglio le dinamiche che ti hanno portato in questa situazione.

Sentirsi emotivamente lontani dal/dalla partner attuale ma non riuscire a chiudere è una situazione che genera molta sofferenza interiore. Le ragioni possono essere diverse e spesso si intrecciano tra loro.

A volte si resta per senso di responsabilità o per abitudine: dopo tanto tempo insieme, la relazione diventa parte della propria identità e lasciarla andare sembra significare perdere un pezzo di sé. Altre volte c'è la paura di ferire l'altra persona, o il timore del confronto diretto.

Può anche succedere che ci si dica che la relazione è ormai finita nella sostanza, anche se non è mai stata chiusa con le parole. Senza una chiusura esplicita, si resta in una zona ambigua che logora tutte le persone coinvolte.

Il momento perfetto per parlare probabilmente non arriverà mai. Puoi iniziare con una frase semplice, come: "Ho bisogno di parlarti di come mi sento". Non devi avere tutto chiaro: puoi anche dire che sei confuso e che hai bisogno di essere onesto.

Questa è una domanda che richiede molta onestà con te stesso. A volte una nuova connessione nasce da un bisogno autentico di intimità e affinità. Altre volte, invece, può essere un modo per non affrontare il dolore legato alla fine del rapporto precedente.

Prova a chiederti cosa cerchi in questa persona. Mi sento attratto dalla relazione con lei o lui, oppure dall'emozione della novità e dal sollievo che mi dà rispetto a una situazione che mi pesa?

Un segnale utile può essere osservare cosa succede quando sei da solo: se nei momenti di solitudine il pensiero torna alla sofferenza della relazione precedente e senti l'urgenza di contattare la nuova persona per non restare con quel disagio, potrebbe essere il segno che stai cercando un rifugio più che una connessione.

Non serve avere risposte definitive subito. Concederti del tempo per riflettere, magari scrivendo le tue emozioni o parlando con qualcuno di fiducia, può aiutarti a fare chiarezza.

Non esiste una regola universale. Il tempo necessario dipende da molti fattori, tra cui la durata e l'intensità della relazione precedente, il modo in cui si è conclusa e il tuo modo di elaborare le emozioni.

Quello che conta non è tanto il numero di settimane o mesi, quanto la qualità di quel tempo di mezzo. È uno spazio che può servire per capire cosa non ha funzionato, per ritrovare un equilibrio personale e per entrare in una nuova storia con più consapevolezza.

Se ti accorgi che tendi a passare da una relazione all'altra senza mai attraversare quel periodo di pausa, potrebbe essere utile chiederti cosa ti spaventa della solitudine. A volte dietro questa difficoltà ci sono ferite affettive che meritano attenzione.

Anche solo qualche settimana dedicata a te stesso può fare la differenza. Non si tratta di tempo perso, ma di uno spazio di crescita che ti permette di portare nella prossima relazione una versione più consapevole di te.

Un percorso con uno/a psicologo/a può essere utile in qualsiasi momento, non solo quando la situazione diventa molto difficile da gestire. È uno spazio di crescita e riflessione in cui potersi sentire capiti e sostenuti, senza giudizio.

Può essere particolarmente prezioso se ti accorgi che la sovrapposizione tra relazioni è uno schema che tende a ripetersi nella tua vita, se il senso di colpa e la confusione ti bloccano nelle decisioni, o se senti di non riuscire a stare da solo tra una relazione e l'altra.

In terapia puoi esplorare le ragioni profonde di questi comportamenti, come i bisogni emotivi che cerchi di soddisfare, le paure che ti impediscono di chiudere e le ferite affettive che possono influenzare il tuo modo di vivere le relazioni.

Non devi avere tutto chiaro prima di iniziare. Anzi, la terapia serve proprio a costruire quella chiarezza insieme a qualcuno che ha gli strumenti per accompagnarti nel percorso.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

È una domanda importante e la risposta dipende molto da cosa desideri ottenere. La terapia di coppia può essere uno spazio utile anche in una situazione come questa, ma è fondamentale che ci sia onestà rispetto a ciò che sta accadendo.

Se senti di voler capire cosa è successo nella relazione e se c'è ancora qualcosa da costruire insieme, la terapia di coppia può aiutare entrambi a esplorare i bisogni insoddisfatti che hanno contribuito all'allontanamento. Non si tratta di giudicare, ma di comprendere.

È importante però che la terapia non diventi un modo per rimandare ulteriormente una decisione. Se la nuova frequentazione viene tenuta segreta, il percorso di coppia rischia di poggiare su basi fragili.

In alcuni casi può essere utile affiancare un percorso individuale a quello di coppia, per fare chiarezza sulle proprie emozioni prima o durante il lavoro condiviso. Uno/a psicoterapeuta può aiutarti a capire quale strada sia più adatta alla tua situazione.

Proporre la terapia di coppia può sembrare un passo difficile, soprattutto se la relazione attraversa un momento di distanza o tensione. Ma è un gesto che comunica qualcosa di importante: "Questa relazione conta per me e voglio capire cosa ci sta succedendo".

Puoi scegliere un momento tranquillo e usare parole semplici, come: "Mi piacerebbe che provassimo a parlare con qualcuno insieme, non perché siamo sbagliati, ma perché vorrei capire meglio quello che stiamo vivendo". Evita di farlo durante un litigio o come un ultimatum.

Se il/la partner non è subito disponibile, non significa che la porta sia chiusa. A volte serve tempo per elaborare la proposta. Nel frattempo, puoi anche valutare di iniziare un percorso individuale per fare chiarezza dentro di te.

La terapia di coppia non è un segnale che qualcosa è irrimediabilmente rotto. È uno spazio di crescita condivisa in cui entrambi potete sentirvi ascoltati.

Quando una sovrapposizione tra relazioni viene alla luce, la fiducia subisce un colpo molto forte. La persona che scopre la situazione può provare dolore, rabbia, tradimento. Chi ha vissuto la sovrapposizione può sentire senso di colpa e vergogna. Sono emozioni intense per entrambi.

La terapia di coppia può offrire uno spazio protetto in cui affrontare queste emozioni senza che la conversazione degeneri in accuse reciproche. Con il supporto di uno/a psicoterapeuta, è possibile esplorare cosa ha portato alla sovrapposizione, quali bisogni non venivano soddisfatti e come ciascuno ha contribuito alla dinamica della relazione.

Ricostruire la fiducia è un processo che richiede tempo, pazienza e impegno da parte di entrambi. Non ci sono scorciatoie. Ma molte coppie, attraverso un percorso terapeutico, riescono a trasformare una crisi profonda in un'occasione per conoscersi meglio e costruire un legame più autentico.

Sono due percorsi diversi che possono anche essere complementari, senza escludersi a vicenda.

La terapia individuale è uno spazio tutto tuo, in cui puoi esplorare le ragioni profonde che ti hanno portato nella sovrapposizione: la paura della solitudine, il bisogno di sentirti desiderato, eventuali schemi relazionali che tendono a ripetersi. È particolarmente utile quando hai bisogno di fare chiarezza dentro di te prima di prendere decisioni che coinvolgono altre persone.

La terapia di coppia, invece, coinvolge entrambi i componenti della relazione e si concentra sulla dinamica tra voi: come comunicate, cosa vi aspettate l'uno dall'altro, dove si è creata la distanza. È uno spazio in cui entrambi potete sentirvi ascoltati e lavorare insieme su ciò che volete costruire o su come separarvi in modo rispettoso.

Se non sai da dove cominciare, uno/a psicologo/a può aiutarti a capire quale percorso risponda meglio ai tuoi bisogni attuali.

Assolutamente sì. La terapia di coppia non ha come unico obiettivo salvare la relazione. È uno spazio in cui esplorare con onestà e rispetto cosa sta succedendo tra voi e cosa desiderate davvero, sia individualmente che come coppia.

A volte il percorso aiuta a ritrovarsi e a ricostruire il legame su basi più solide. Altre volte porta alla consapevolezza che la strada migliore per entrambi è separarsi, e in questo caso la terapia può accompagnare una chiusura più serena e rispettosa.

L'incertezza non è un ostacolo alla terapia, anzi: è spesso proprio il punto di partenza. Non devi arrivare con le idee chiare. Puoi portare la tua confusione, la tua ambivalenza e i tuoi dubbi, sapendo che avrai uno spazio sicuro in cui esplorarli.

Quello che conta è la disponibilità di entrambi a essere presenti e aperti al confronto, qualunque direzione prenda poi il percorso.

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