Rientrare al lavoro dopo un lutto improvviso: come gestire il dolore?

Sono tornata in ufficio con un vuoto che non sapevo dove mettere
Ho ripreso a lavorare ma dentro ero fermo a quel giorno
Hai perso una persona cara in modo improvviso, magari durante la pandemia, e pochi giorni dopo ti sei ritrovato a riaprire il computer, a rispondere alle mail, a riprendere l'attività come se nulla fosse.
Eppure dentro di te qualcosa si era fermato, mentre la quotidianità aveva già ripreso il suo ritmo.
Quel ritorno rapido alla routine può lasciare poco spazio al dolore, dando la sensazione che sia rimasto in sospeso.
La pressione, spesso implicita, a tornare a funzionare in fretta si scontra con un bisogno emotivo che può avere tempi diversi per ciascuno.
Anche quando trova poco spazio, il dolore può continuare a farsi sentire nella quotidianità, talvolta in modo silenzioso. Se ti riconosci in tutto questo, sappi che non c'è nulla di sbagliato in ciò che provi.
Capire cosa accade dentro
Le ragioni di un dolore che fatica a trovare spazio
Non ho avuto il tempo di realizzare, sono ripartito e basta
Mi sono buttata nel lavoro per non pensarci
Quando una perdita arriva all'improvviso e la vita esige subito di ripartire, il dolore può restare intrappolato in una sorta di sospensione.
In casi come questo, esplorare cosa si muove dentro di sé può essere più chiaro con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti uno spazio per dare finalmente un nome a ciò che è rimasto in silenzio.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che rendono così complesso attraversare un lutto vissuto in queste circostanze.
La natura improvvisa della perdita
- Una morte inaspettata, o avvenuta in circostanze eccezionali come la pandemia, non lascia il tempo di prepararsi emotivamente a ciò che sta per accadere.
- L'assenza di rituali di commiato, come funerali limitati o l'impossibilità di stare vicini alla persona malata, può aver impedito quel riconoscimento collettivo che spesso aiuta ad attraversare il dolore.
- Senza questi passaggi condivisi, la perdita può sembrare quasi irreale, difficile da collocare dentro di sé.
La pressione a funzionare
- La cultura del dover reggere a tutti i costi, soprattutto sul lavoro, può scoraggiare l'espressione autentica delle emozioni.
- Senza un congedo riconosciuto o spazi di ascolto, può mancare quel contesto esterno necessario a legittimare la propria sofferenza.
- Il timore di apparire poco affidabili può portare a nascondere o mettere da parte ciò che si sta vivendo.
Il bisogno di tenersi occupati
- Riprendere impegni e responsabilità molto in fretta può essere una strategia, a volte inconsapevole, per evitare il contatto con un dolore percepito come troppo intenso.
- La frenesia della routine può fungere da protezione temporanea, lasciando meno spazio al contatto con ciò che si prova.
- Con il tempo, però, quel dolore non ascoltato può riaffiorare, magari in momenti inaspettati.

Il dolore nella quotidianità
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Sono scoppiata a piangere davanti a tutti, senza motivo
Mi sono sentito in colpa per aver riso di nuovo
Il dolore lasciato in sospeso può manifestarsi in modi diversi, spesso inaspettati, nel mezzo delle attività di ogni giorno.
Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.
Quando le emozioni affiorano all'improvviso
- Ti capita di scoppiare in lacrime durante una riunione, senza un motivo apparente legato al lavoro.
- Ti senti stordito o distante durante le attività quotidiane, come se stessi vivendo in automatico, senza reale presenza.
- A volte provi un senso di irritazione o stanchezza che fai fatica a spiegarti.
Quando il dolore resta nascosto
- Eviti di parlare della perdita con i colleghi, per timore di essere giudicato poco professionale o troppo fragile.
- Fatichi a spiegare agli altri la tua condizione emotiva, sentendoti incompreso o percepito come esagerato.
- Ti accorgi, magari mesi dopo, che il dolore non è mai stato davvero affrontato, ma solo messo in pausa dalla routine.
Quando emerge il senso di colpa
- Ti senti in colpa per essere tornato a ridere o a provare soddisfazione nel lavoro, come se questo tradisse il ricordo della persona che non c'è più.
- Hai la sensazione di non aver dato alla perdita il giusto spazio, e questo ti pesa.
- Ti chiedi se stai vivendo il lutto nel modo in cui dovresti, senza trovare una risposta.
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Piccoli passi possibili
Come dare finalmente spazio a ciò che è rimasto in sospeso
Ho iniziato a scrivere ogni sera, mi aiuta un po'
Parlarne con qualcuno mi ha fatto sentire meno sola
Riconoscere il bisogno di dare spazio al dolore
Anche a distanza di tempo, puoi sentire il bisogno di dare maggiore spazio al dolore. Riconoscerlo può essere un gesto di cura verso te stesso, non un ritorno indietro.
Concederti momenti dedicati al ricordo
Quando ti senti pronto, potresti ritagliarti brevi momenti per stare con ciò che provi: scrivere, piangere o ricordare, senza sensi di colpa. Anche pochi minuti possono aiutare a lasciar emergere ciò che tratteni.
Comunicare il tuo vissuto sul lavoro
Quando ti è possibile, puoi provare a parlare con i responsabili o con le risorse umane di come ti senti, per individuare eventuali forme di flessibilità o supporto. Chiedere ciò di cui hai bisogno può essere un modo per prenderti cura di te.
Prenderti cura del corpo
In un periodo di forte stress emotivo, piccoli gesti come curare il sonno, l'alimentazione e un po' di movimento possono sostenerti. Il corpo e le emozioni sono profondamente connessi, e prendersene cura può fare la differenza.
Confrontarti con chi ha vissuto esperienze simili
Parlare con altre persone che hanno attraversato una perdita improvvisa può aiutarti a sentirti meno solo e a riconoscere che ciò che provi è comune. Ascoltare e condividere può alleggerire il senso di isolamento.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Quando il dolore interferisce con la vita quotidiana o diventa difficile da sostenere, un percorso con uno/a psicologo/a può offrire uno spazio di ascolto in cui esplorare ciò che stai vivendo e il modo in cui la perdita si intreccia con il ritorno alla quotidianità.
Parla di come ti senti a uno psicologo online
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Verso una nuova serenità
Ritrovare un equilibrio, un passo alla volta
Sto imparando che posso ricordarlo senza soffrire sempre
Ho capito che chiedere aiuto non mi rende più debole
Il lutto non è un processo lineare né a tempo definito: può riemergere anche a distanza di mesi dal tuo rientro alla vita lavorativa.
Non aver trovato subito uno spazio per il dolore non significa aver sbagliato qualcosa. Puoi sentire il bisogno di dedicargli maggiore spazio anche a distanza di tempo.
Riconoscere il tuo bisogno di fermarti, anche solo per un istante, può essere un passo importante per permettere a quel dolore di essere finalmente ascoltato.
Chiedere aiuto, a colleghi, a chi ti è vicino o a uno/a psicologo/a, può rappresentare una forma di cura e supporto.
Dare un nome e uno spazio a ciò che è rimasto in sospeso può essere il primo passo per ritrovare, gradualmente, un nuovo equilibrio, personale e professionale. E se senti di averne bisogno, un percorso di supporto può accompagnarti in questo cammino.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché è così difficile elaborare un lutto quando si torna subito al lavoro dopo una perdita improvvisa?
Quando una perdita arriva all'improvviso e la vita esige subito di ripartire, il dolore può restare intrappolato in una sorta di sospensione. La natura improvvisa della perdita non lascia il tempo di prepararsi emotivamente a ciò che sta per accadere. Inoltre, la cultura del dover reggere a tutti i costi, soprattutto sul lavoro, può scoraggiare l'espressione autentica delle emozioni, e senza un congedo riconosciuto o spazi di ascolto può mancare quel contesto esterno necessario a legittimare la propria sofferenza. Anche il bisogno di tenersi occupati gioca un ruolo: riprendere impegni molto in fretta può essere una strategia per evitare il contatto con un dolore percepito come troppo intenso, anche se con il tempo quel dolore non ascoltato può riaffiorare.
Quali sono i segnali che il dolore per un lutto è rimasto in sospeso?
Il dolore lasciato in sospeso può manifestarsi in modi diversi, spesso inaspettati, nel mezzo delle attività di ogni giorno. Può capitare di scoppiare in lacrime durante una riunione, senza un motivo apparente legato al lavoro, oppure sentirsi stordito o distante durante le attività quotidiane, come se si stesse vivendo in automatico, senza reale presenza. A volte si prova un senso di irritazione o stanchezza difficile da spiegarsi. Altri segnali includono evitare di parlare della perdita con i colleghi per timore di essere giudicati poco professionali o troppo fragili, e accorgersi, magari mesi dopo, che il dolore non è mai stato davvero affrontato, ma solo messo in pausa dalla routine.
Perché l'assenza di riti funebri può rendere più difficile affrontare un lutto?
L'assenza di rituali di commiato, come funerali limitati o l'impossibilità di stare vicini alla persona malata, può aver impedito quel riconoscimento collettivo che spesso aiuta ad attraversare il dolore. Senza questi passaggi condivisi, la perdita può sembrare quasi irreale, difficile da collocare dentro di sé.
È normale sentirsi in colpa per essere tornati a ridere o a provare soddisfazione dopo un lutto?
Puoi sentirti in colpa per essere tornato a ridere o a provare soddisfazione nel lavoro, come se questo tradisse il ricordo della persona che non c'è più. Puoi avere la sensazione di non aver dato alla perdita il giusto spazio, e questo può pesare. Ci si può chiedere se si sta vivendo il lutto nel modo in cui si dovrebbe, senza trovare una risposta. Il dolore che non ha trovato spazio, però, non segue le scadenze delle nostre agende: ha tempi propri e non svanisce se ignorato. Non aver trovato subito uno spazio per il dolore non significa aver sbagliato qualcosa.
Cosa si può fare per dare finalmente spazio a un dolore rimasto in sospeso dopo un lutto improvviso?
Riconoscere il bisogno di dare maggiore spazio al dolore può essere un gesto di cura verso se stessi, non un ritorno indietro. Quando ci si sente pronti, si possono ritagliare brevi momenti per stare con ciò che si prova: scrivere, piangere o ricordare, senza sensi di colpa. Può aiutare anche parlare con i responsabili o con le risorse umane di come ci si sente, per individuare eventuali forme di flessibilità o supporto, oltre a curare il sonno, l'alimentazione e un po' di movimento, poiché il corpo e le emozioni sono profondamente connessi. Confrontarsi con chi ha vissuto esperienze simili può inoltre alleggerire il senso di isolamento.
Il lutto segue tempi uguali per tutti dopo il rientro alla routine lavorativa?
Il lutto non è un processo lineare né a tempo definito: può riemergere anche a distanza di mesi dal rientro alla vita lavorativa. La pressione, spesso implicita, a tornare a funzionare in fretta si scontra con un bisogno emotivo che può avere tempi diversi per ciascuno. Si può sentire il bisogno di dedicare maggiore spazio al dolore anche a distanza di tempo, e riconoscere questo bisogno di fermarsi, anche solo per un istante, può essere un passo importante per permettere a quel dolore di essere finalmente ascoltato.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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