Scoprire segreti da parte del/della partner: come elaborare il dolore emotivo?

Non so più cosa sia vero di tutto quello che abbiamo vissuto
Mi sento tradito in qualcosa di più profondo dei fatti

Scoprire che il/la partner ha nascosto qualcosa di importante può rappresentare un’esperienza profondamente destabilizzante. Che si tratti di una relazione, di difficoltà economiche o di altri aspetti rilevanti, il momento in cui la verità emerge segna spesso un punto di svolta nella relazione, creando una netta percezione di un “prima” e di un “dopo”.

Il punto non è solo ciò che è stato nascosto: quello che fa più male è sentire che il legame di fiducia si è spezzato. Ci si sente traditi non tanto nei fatti, quanto nella promessa implicita di trasparenza e condivisione che tiene unita una coppia.

Le emozioni che emergono dopo una scoperta di questo tipo sono spesso intense e ambivalenti. Rabbia, incredulità, dolore profondo, senso di umiliazione e, talvolta, anche senso di colpa possono alternarsi e coesistere, generando un vissuto interno complesso e difficile da gestire.

Tutto ciò che si credeva di sapere sulla relazione e sul/sulla partner viene messo in discussione. Ci si ritrova a dover ricostruire il significato della propria storia di coppia, cercando di capire cosa fosse autentico e cosa no.

Capire il dolore

Le ragioni per cui un segreto può fare così male

Continuo a chiedermi come ho fatto a non capire
Mi sento impotente, come se non avessi mai avuto scelta

Comprendere perché si sta soffrendo così tanto è un passaggio importante, anche se non sempre può risultare facile da fare da soli. In molti casi, esplorare queste emozioni con il supporto di uno/a psicologo/a può aiutare a dare un senso a ciò che si prova e a trovare una strada per andare avanti. Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di questo dolore.

Lo shock iniziale e la difficoltà a elaborare

  • La scoperta di un segreto può attivare una reazione simile a quella di uno shock: il primo istinto è spesso l'incredulità, come se la mente avesse bisogno di tempo prima di accettare l'informazione ricevuta.
  • Questo disorientamento iniziale non è un segno di fragilità: è il modo in cui ci si protegge da un dolore molto intenso e improvviso.
  • In questa fase può essere difficile pensare con lucidità, prendere decisioni o anche solo mettere in parole ciò che si prova.

Quanto può influire sulla percezione di sé

  • Il dolore non riguarda solo la relazione: un segreto può intaccare profondamente il modo in cui ci si vede. Domande come "come ho fatto a non accorgermene?" o "cosa ho sbagliato?" possono emergere con insistenza.
  • La sensazione di essere stati esclusi dalla verità genera un sentimento di impotenza e perdita di controllo sulle proprie scelte. Ci si può sentire ingenui o inadeguati, anche se la responsabilità del segreto non è propria.
  • Quando alla scoperta si aggiunge la percezione che il/la partner non sia ancora del tutto sincero, la difficoltà a fidarsi può alimentare pensieri ricorrenti e una spirale di controllo e sfiducia.

Le ragioni di chi tiene un segreto

  • Chi nasconde qualcosa spesso lo fa per evitare il confronto diretto: la paura delle conseguenze della trasparenza può portare a rimandare la verità, nella speranza di preservare la relazione.
  • Dietro un segreto possono esserci insoddisfazioni, difficoltà economiche o bisogni rimasti inascoltati, che la persona non è riuscita a esprimere in modo diretto, finendo però per ottenere un effetto opposto a quello desiderato.
Prospettiva clinica
Le relazioni sono fondamentali per la nostra salute biopsicosociale. Ma i legami tra le persone non sono statici: si evolvono e, a volte, si incrinano. Prevenire e risolvere problemi relazionali passa attraverso una chiara comunicazione dei propri bisogni emotivi. Imparare a parlare con gli altri in modo autentico è il primo passo per un equilibrio duraturo.
Esperienze comuni

Situazioni in cui ci si può riconoscere

Ho riletto ogni momento cercando i segnali che non ho visto
Non riesco a dormire, il corpo sente tutto questo dolore

Ogni situazione è diversa, ma alcune esperienze si ripresentano con una certa frequenza. Ecco alcune circostanze in cui potresti riconoscerti.

Il segreto economico e il senso di tradimento pratico

  • Scoprire che il/la partner nascondeva una grave instabilità economica, come debiti, spese fuori controllo o investimenti falliti tenuti segreti, può provocare una rabbia intensa mista a panico. Ci si rende conto che decisioni di vita importanti si basavano su una realtà falsificata.
  • In questi casi il dolore è doppio: da un lato c'è la ferita emotiva, dall'altro la preoccupazione concreta per il futuro, dall’altro le conseguenze pratiche che il segreto porta con sé.

Rileggere il passato alla luce della scoperta

  • Dopo la rivelazione, è frequente ritrovarsi a ricostruire a ritroso ogni momento della relazione, cercando segnali che si sarebbero potuti cogliere prima. Ogni assenza, ogni risposta vaga, ogni comportamento che sembrava strano viene riletto alla luce della nuova verità.
  • Questo processo può alimentare il tormento, ma è anche il modo in cui la mente cerca di ricostruire un senso di coerenza nella propria storia.
  • Si può oscillare tra il desiderio di far pagare al/alla partner l’umiliazione subita e la speranza che tutto possa tornare come prima, rimanendo intrappolati in un’ambivalenza emotiva particolarmente faticosa da sostenere.

Le reazioni del corpo e i segnali da non ignorare

  • Alcune persone reagiscono alla scoperta con un apparente distacco emotivo, come se si spegnessero. Questa reazione non indica indifferenza: è un modo in cui ci si protegge da un dolore percepito come troppo intenso.
  • Non è raro che il dolore si manifesti anche attraverso sintomi fisici: disturbi del sonno, perdita di appetito, difficoltà di concentrazione e un senso di spossatezza costante.
  • Si può anche sentire l'impulso di controllare continuamente il/la partner, il telefono, i messaggi, i movimenti bancari, nella speranza di scoprire tutta la verità. Questo comportamento, però, finisce spesso per alimentare ulteriormente l'angoscia.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Le relazioni a cui tieni a volte ti mettono in difficoltà?

Sentirsi feriti, incompresi o distanti dalle persone capita a tutti, in amore come in amicizia. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio le dinamiche che si creano tra le persone.

Comunicazione efficace: come il “come” cambia le relazioni
leggi l'articolo
Figure di attaccamento: come influenzano la personalità e le relazioni interpersonali
leggi l'articolo
Principe o ranocchio? L’autostima nelle relazioni interpersonali
leggi l'articolo

Coltivare relazioni più sane si può imparare, passo dopo passo

Comunicare i propri bisogni, ascoltare e gestire i conflitti sono capacità che si allenano. Questi articoli possono darti strumenti concreti per costruire legami più autentici, in amore e non solo.

I principi della comunicazione non violenta
leggi l'articolo
Assertività: come sviluppare una comunicazione assertiva
leggi l'articolo
Comunicare i propri bisogni in modo efficace
leggi l'articolo

Se le difficoltà nelle relazioni si ripetono, puoi farti aiutare

Quando le stesse difficoltà si ripresentano, anche in relazioni diverse, un percorso può aiutarti a capirne l'origine e a viverle in modo più sereno. Ecco come funziona la terapia.

Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
La psicoterapia online funziona?
leggi l'articolo

Quando le relazioni pesano sul tuo benessere, parliamone

Se le difficoltà con le persone a cui tieni condizionano la tua serenità, un professionista può aiutarti a orientarti. Per trovare lo psicologo più adatto a te bastano pochi minuti.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Valutato Eccellente su Trustpilot
Strategie pratiche

Piccoli passi per attraversare il dolore

Ho iniziato a scrivere e mi ha aiutata a fare ordine
Ho capito che non devo decidere tutto subito
1

Dare un nome a ciò che si prova

Scrivere su un diario quello che si sente, anche in modo disordinato, può aiutare a dare forma al caos interiore. Non serve che sia un testo perfetto: anche poche righe possono bastare per non restare sopraffatti dall'intensità delle emozioni. Può essere utile dedicare anche solo dieci minuti al giorno a questo esercizio.

2

Evitare decisioni affrettate

Quando le emozioni sono molto intense, il rischio è di prendere decisioni drastiche di cui poi ci si potrebbe pentire. È importante concedersi il tempo necessario per elaborare quanto accaduto, senza sentirsi in dovere di scegliere subito se e come proseguire la relazione.

3

Rimandare l'impulso di controllare

Quando avverti il bisogno di controllare il telefono o i movimenti del/della partner, puoi provare a concederti una pausa, anche solo di dieci minuti, prima di agire. Il bisogno di controllo è spesso legato a una forte sensazione di pericolo: rimandare, anche di poco, può aiutarti a osservare come quell’urgenza tenda a ridursi nel tempo, permettendoti di scegliere come comportarti con maggiore lucidità.

4

Muovere il corpo quando la rabbia diventa troppo intensa

Quando la rabbia diventa intensa, può essere utile canalizzarla attraverso il corpo. L’attività fisica rappresenta una modalità concreta per scaricare la tensione: una camminata veloce, una corsa o anche semplici esercizi di respirazione possono favorire un ritorno a uno stato di maggiore equilibrio prima di affrontare un confronto con il/la partner.

5

Parlare apertamente con il/la partner di come ci si sente

Quando ti senti pronto/a, puoi provare a condividere con il/la partner ciò che provi, mantenendo il focus sulle tue emozioni più che sull’accusa. Frasi come “mi sono sentito ferito” o “mi sono sentita esclusa” possono favorire l’apertura di uno spazio di dialogo più costruttivo rispetto al rimprovero.

6

Condividere con una persona di fiducia

Può essere utile parlare con una persona di fiducia, come un amico o una persona cara. Non è necessario affrontare tutto da soli. Condividere ciò che si sta vivendo può aiutare a ridurre il senso di isolamento e a osservare la situazione da una prospettiva più ampia e meno condizionata dall’intensità emotiva del momento.

7

Valutare un percorso di psicoterapia

Un percorso di psicoterapia, individuale o di coppia, può rappresentare uno spazio sicuro per sentirsi capiti, sostenuti e guidati nell'elaborazione di emozioni così complesse. Non è necessario aspettare che la situazione diventi insostenibile per iniziare: uno/a psicologo/a può offrire strumenti concreti per poter gestire il dolore e capire cosa si desidera davvero per il proprio futuro.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot
Un passo alla volta

Ritrovare sé stessi oltre il segreto scoperto

Sto imparando a prendermi cura di me, un giorno alla volta
Non so ancora cosa farò, ma so che merito rispetto

Scoprire un segreto del/della partner è un'esperienza che richiede tempo per essere elaborata. Non esiste una strada giusta o una tempistica prestabilita: ogni persona ha i propri ritmi e le proprie risorse per attraversare questo momento.

La fiducia, una volta incrinata, non torna da sola. Può essere ricostruita, ma servono gesti concreti, coerenza quotidiana e un impegno reciproco che richiede pazienza da parte di entrambi.

Qualunque sia l'esito, che si scelga di restare insieme o di separarsi, l'obiettivo più importante è ritrovare il rispetto per sé stessi e la consapevolezza del proprio valore. Nessun segreto scoperto può definire chi sei.

Prendersi cura di sé durante questo processo non è un atto di egoismo, ma una necessità. Se senti il bisogno di un supporto in più, uno/a psicologo/a può aiutarti a trovare la tua strada con maggiore chiarezza.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

Hai ancora dei dubbi? Approfondisci sul blog:

Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Psicologo online: prezzi e tariffe
Psicologo online: prezzi e tariffe
leggi l'articolo
Hai mai pensato alla terapia?

Parla di come ti senti a chi può aiutarti

Non devi affrontare tutto da solo/a: prenota un colloquio gratuito con un professionista per scoprire i benefici della terapia.

+10 milioni

SEDUTE SVOLTE ONLINE

+9.500

psicologi sulla piattaforma

+500.000

persone supportate
FAQ

Domande frequenti

Sì, è un'esperienza molto comune. Dopo aver scoperto che il/la partner ha tenuto nascosto qualcosa di importante, è frequente ritrovarsi a pensare "come ho fatto a non accorgermene?" o "avrei dovuto capirlo prima".

Queste domande possono alimentare un senso di colpa o di inadeguatezza, come se una parte della responsabilità del segreto ricadesse anche su di te. È importante però distinguere i piani: la responsabilità di ciò che è stato nascosto appartiene a chi ha scelto di non condividere.

Non aver colto i segnali non significa essere stati ingenui: spesso i segreti vengono custoditi con grande attenzione proprio per non essere scoperti. Piuttosto che chiederti cosa avresti dovuto fare diversamente, può essere più utile orientare l’attenzione su ciò che provi adesso e sui bisogni che emergono in questo momento, per capire come prenderti cura di te in modo più adeguato.

Se queste domande diventano insistenti e faticose da gestire, parlarne con uno/a psicologo/a può aiutarti a liberarti dal peso di una colpa che non ti appartiene.

Non esiste una tempistica valida per tutti. Ogni persona elabora il dolore con i propri ritmi, e molti fattori influenzano questo processo: la natura del segreto, la durata della relazione, il modo in cui la verità è emersa e il supporto di cui si dispone.

Quello che è importante sapere è che le emozioni intense dei primi giorni e delle prime settimane, come rabbia, incredulità e confusione, tendono gradualmente a diventare più gestibili. Questo non significa che il dolore scompaia all'improvviso, ma che con il tempo si può iniziare a dare un senso a ciò che è accaduto.

Concediti il permesso di non avere fretta. Non devi decidere subito cosa fare della relazione, né sentirti in dovere di "stare meglio" entro una certa data.

Ricostruire la fiducia è possibile, ma richiede tempo e gesti concreti da parte di entrambi. Non è qualcosa che si può decidere a tavolino o forzare con la volontà.

Alcuni segnali che possono aiutarti a valutare la situazione riguardano il comportamento del/della partner dopo la scoperta: mostra trasparenza e coerenza nelle azioni quotidiane? Si assume la responsabilità di ciò che ha nascosto senza minimizzare il tuo dolore? È disponibile ad ascoltare come ti senti, anche quando è scomodo?

D'altra parte, è importante anche ascoltare te stesso/a. Se noti che, nonostante i tentativi, il bisogno di controllare resta costante e l'ansia non diminuisce, potrebbe essere utile esplorare queste emozioni con il supporto di uno/a psicologo/a.

Ricorda che fidarsi di nuovo non significa dimenticare ciò che è successo. Significa scegliere, giorno dopo giorno, di dare alla relazione una nuova possibilità.

La rabbia è una delle emozioni più comuni in questa situazione, e ha una funzione importante: ti sta segnalando che qualcosa che per te aveva grande valore è stato messo in pericolo. Non c'è nulla di sbagliato nel provarla.

Il punto non è eliminare la rabbia, ma trovare modi per esprimerla senza che diventi distruttiva. Alcune strategie concrete possono aiutarti:

  • Muovere il corpo quando la rabbia diventa molto intensa: una camminata veloce, una corsa o qualche respiro profondo possono aiutare a scaricare la tensione fisica
  • Scrivere ciò che provi, anche in modo disordinato, per dare forma a quel caos interiore
  • Quando ti senti pronto/a, comunicare al/alla partner come ti senti usando frasi che partano dalle tue emozioni ("mi sono sentito ferito", "mi sono sentita tradita") piuttosto che dall'accusa

Se la rabbia resta molto intensa per settimane o porta a comportamenti che non ti riconosci, parlarne con uno/a psicoterapeuta può essere un passo importante per ritrovare equilibrio.

Quel bisogno di controllare è legato a una forte sensazione di pericolo che la scoperta del segreto ha attivato. La tua mente sta cercando di proteggerti da un'altra sorpresa dolorosa, e il controllo sembra l'unico modo per potersi sentire al sicuro.

È un'esperienza molto diffusa, ma è importante sapere che questo comportamento spesso finisce per alimentare l'angoscia anziché ridurla. Più si cerca, più cresce la paura di trovare qualcosa, e il sollievo che si prova dopo ogni controllo dura molto poco.

Un piccolo passo che puoi provare è quello di rimandare l'impulso, anche solo di dieci minuti. Non si tratta di ignorare ciò che senti, ma di osservare che quell'urgenza tende a diminuire da sola con il tempo.

Se noti che il bisogno di controllare diventa persistente e influenza la tua quotidianità, potrebbe essere utile esplorare con uno/a psicologo/a cosa c'è dietro questa necessità. La terapia rappresenta uno spazio di riflessione che può aiutarti a ritrovare un senso di sicurezza interiore che non dipenda dal controllo.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

Non esiste un momento perfetto, ma ci sono alcuni segnali che possono aiutarti a capire che potrebbe essere il momento di considerarla. Se le conversazioni con il/la partner si trasformano sempre in litigi, se vi sentite bloccati in un circolo di accuse e difese, o se nonostante la buona volontà non riuscite a ritrovare un dialogo costruttivo, la terapia di coppia può offrire uno spazio nuovo.

È importante sapere che non è necessario aspettare che la situazione diventi insostenibile. La terapia di coppia è uno spazio di crescita condivisa che può essere utile anche nelle fasi iniziali, quando le emozioni sono ancora molto intense e la comunicazione fatica a trovare un canale efficace.

Anche in assenza di una decisione definitiva sul futuro della relazione, un/una terapeuta di coppia può offrire uno spazio utile per chiarire ciò che ciascuno desidera davvero, accompagnando una riflessione che tenga conto dei bisogni di entrambi. La scelta di intraprendere insieme un percorso rappresenta già, di per sé, un gesto significativo di cura verso la relazione.

In un percorso di terapia di coppia legato alla scoperta di un segreto, il/la terapeuta crea uno spazio protetto in cui entrambi possono esprimere ciò che provano senza che la conversazione degeneri in un conflitto.

Nelle prime sedute si lavora spesso sull'ascolto reciproco: chi ha scoperto il segreto ha bisogno di sentirsi capito nel proprio dolore, mentre chi lo ha tenuto nascosto ha bisogno di poter spiegare le proprie ragioni senza che questo significhi giustificare ciò che è accaduto.

Gradualmente, il percorso aiuta la coppia a esplorare le dinamiche che hanno portato al segreto, a individuare i bisogni inascoltati da entrambe le parti e a costruire nuovi modi di comunicare. Si lavora anche sulla ricostruzione della fiducia attraverso gesti concreti e coerenza quotidiana.

Le sedute hanno di solito una cadenza regolare, spesso settimanale o bisettimanale, e la durata del percorso dipende dalla situazione specifica. Il/la terapeuta non prende decisioni al posto vostro: vi accompagna nel trovare la vostra strada insieme.

È comprensibile sentirsi in difficoltà nel fare questa proposta, soprattutto in un momento così delicato. Un primo passo può essere scegliere un momento di calma, evitando di proporre la terapia durante un litigio o nei momenti di maggiore tensione emotiva. È importante esprimere la proposta partendo dal proprio vissuto emotivo. Ad esempio: “Vorrei che trovassimo uno spazio in cui poter parlare di quello che è successo con l’aiuto di qualcuno, perché tengo alla nostra relazione e sento che da soli facciamo fatica”.

Questo tipo di comunicazione si differenzia da formulazioni come “abbiamo bisogno di aiuto perché non funziona niente”, che possono essere percepite come accusatorie e generare maggiore chiusura.

È importante anche presentare la terapia di coppia non come un segnale che la relazione è fallita, ma come una scelta di cura reciproca. Se il/la partner non si sente pronto/a, è possibile, nel frattempo, valutare un percorso individuale: prenderti cura del tuo benessere è sempre un passo valido e può favorire il dialogo sulla terapia di coppia in un secondo momento.

Sì, è una di quelle situazioni in cui la terapia di coppia può essere particolarmente utile. Non è necessario avere le idee chiare prima di iniziare: il percorso serve proprio a fare chiarezza insieme, in uno spazio protetto e guidato.

Il/la terapeuta non ha l'obiettivo di tenere la coppia unita a tutti i costi, né di spingervi verso la separazione. Il suo ruolo è aiutarvi a esplorare cosa provate, cosa desiderate e cosa è realistico per il vostro futuro, tenendo conto dei bisogni di entrambi.

A volte, attraverso il percorso, si scopre che la relazione può essere ricostruita su basi più solide. Altre volte si arriva alla consapevolezza che la strada migliore è separarsi, ma farlo con rispetto e consapevolezza reciproca. In entrambi i casi, la terapia di coppia offre strumenti per affrontare questa fase con maggiore lucidità e meno sofferenza, trasformando un momento di crisi in un'opportunità di crescita personale e relazionale.

Sono due percorsi con obiettivi diversi, entrambi validi, e in alcuni casi possono anche essere complementari.

Il percorso individuale rappresenta uno spazio personale in cui poter esplorare liberamente le emozioni che si stanno vivendo: il dolore, la rabbia, la confusione e il modo in cui questa esperienza si intreccia con la propria storia personale. Può risultare particolarmente utile quando emerge il bisogno di chiarire ciò che si desidera e ciò che si prova, prima di affrontare un confronto con il/la partner.

Il percorso di coppia si concentra invece sulla relazione: sulla comunicazione, sui bisogni di entrambi, sulla possibilità di ricostruire la fiducia o di gestire una separazione in modo consapevole. Il/la terapeuta lavora con la coppia come sistema, facilitando un dialogo che da soli potrebbe essere troppo carico emotivamente.

Non è necessario scegliere tra i due: alcune persone iniziano con un percorso individuale e successivamente coinvolgono il/la partner, altre affiancano fin da subito entrambi i percorsi. Ciò che conta è orientarsi in base a ciò di cui si sente il bisogno in questo momento, senza forzare una scelta prematura.

Prenota il primo incontro gratuito
Trova il tuo Unobravo
Valutato Eccellente su Trustpilot