Sembrare efficaci al lavoro mentre ci si sente svuotati: come orientarsi?

Sembrare efficaci al lavoro mentre ci si sente svuotati: come orientarsi?
Faccio tutto come sempre, ma dentro non sento niente.
Sembro solida al lavoro, poi torno a casa e crollo.

Dopo aver interrotto un comportamento di dipendenza o l'uso di una sostanza da cui si era sviluppata una dipendenza, tornare o restare in un ambiente di lavoro fatto di scadenze, ruoli e aspettative può accompagnarsi a sensazioni difficili da spiegare.

Fuori continui a fare tutto quello che ci si aspetta da te, ma dentro puoi avvertire una distanza tra l'immagine di efficienza che mostri e un senso di vuoto che fatichi a descrivere.

Non sempre si tratta soltanto di stanchezza. Può esserci anche una sensazione di distacco da te stesso, difficile da riconoscere e descrivere, soprattutto in una fase di cambiamento.

A rendere tutto più pesante c'è spesso il timore di essere in difetto rispetto ai colleghi, la paura che qualcuno noti quel disagio. Così si tende a mascherarlo, e proprio nel luogo dove passi gran parte della giornata può crescere un senso di solitudine.

È importante ricordare una cosa: quel vuoto non è un capriccio né una debolezza. È un segnale che merita attenzione e comprensione, non giudizio.

Comprendere l'origine

Le radici di questo senso di vuoto

Ho smesso, ma il lavoro chiede sempre di più.
Mi chiedono risultati e io fatico solo a esserci.

Comprendere da dove nasce la distanza tra come appari e come ti senti non è sempre immediato, soprattutto durante un percorso di cambiamento legato a una dipendenza. In molti casi, dare un nome a emozioni così confuse può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per prenderti cura del tuo benessere in un periodo tanto vulnerabile.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcuni fattori che possono contribuire a questo senso di vuoto vissuto sul lavoro.

Quando la struttura non lascia spazio al sentire

  • La rigidità di orari, ruoli e risultati attesi può richiedere di mantenere un'efficienza costante, lasciando poco spazio per fermarti e riconoscere ciò che stai provando.
  • La mancanza di momenti per rallentare può ampliare la distanza tra l'immagine esterna di efficienza e il tuo vissuto interiore di smarrimento.
  • Durante un percorso di cambiamento legato a una dipendenza, sostenere ritmi e aspettative lavorative può risultare particolarmente faticoso.

Il bisogno di apparire sempre performanti

  • La spinta a mostrarti sempre in controllo può portarti a mettere da parte emozioni difficili, contribuendo ad aumentare la tensione emotiva.
  • Il timore di sembrare inadeguato può indurti a nascondere il disagio, contribuendo al senso di isolamento.
  • Il confronto costante con gli altri può alimentare la sensazione di essere sempre un passo indietro.

Contesti che assorbono energia

  • Alcuni ambienti di lavoro possono rivelarsi molto dispendiosi sul piano emotivo, tra riunioni continue, urgenze e ambiguità che lasciano svuotati anche quando i risultati sembrano buoni.
  • Lo stress prolungato, soprattutto nei contesti ad alta pressione, può contribuire a sensazioni di stanchezza emotiva, vuoto o distacco.
  • La fatica di attraversare un cambiamento così grande, mentre tutto intorno chiede di proseguire come sempre, può pesare più del previsto.
Prospettiva clinica
Mantenere una facciata di normalità quando dentro senti il vuoto richiede un'energia che spesso resta invisibile agli altri, e forse anche a te. A volte quel vuoto, più che un'assenza, può essere un modo in cui qualcosa dentro di te chiede spazio per essere sentito. Cosa accadrebbe se, anche solo per pochi istanti, ti concedessi di non dover apparire in nessun modo particolare?
Raffaella Prisco
Raffaella Prisco
Psicoterapeuta Unobravo
Vissuti comuni

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Sorrido in riunione e intanto mi sento spento.
Nessuno immagina quanta fatica faccia a fingere.

A volte è più semplice riconoscere ciò che si prova quando lo si vede raccontato in situazioni concrete. Ecco alcuni scenari in cui potresti ritrovarti.

Efficienza esterna e distacco interiore

  • Completi ogni scadenza e partecipi a tutte le riunioni, eppure avverti un distacco e una spossatezza che non riesci a spiegare nemmeno a te stessa.
  • Fissi lo schermo con la mente altrove, provando un vuoto che sembra contraddire l'immagine di collega solido e affidabile che gli altri percepiscono.
  • Continui a funzionare esternamente, ma noti un calo di concentrazione e motivazione, come se qualcosa dentro si fosse spento.

Il silenzio e la maschera

  • Eviti di condividere il tuo disagio con superiori o colleghi, per paura di essere visto come inadeguato o poco professionale.
  • Torni a casa esausto non tanto per il carico di lavoro, quanto per lo sforzo di mantenere una maschera di normalità per tutta la giornata.
  • Ti accorgi che la parte più faticosa della giornata è proprio far finta che vada tutto bene.

Emozioni che cambiano forma

  • Provi irritabilità o indifferenza crescente verso attività che prima ti davano soddisfazione, senza comprenderne subito il motivo.
  • Ti sembra di aver perso interesse per cose che un tempo trovavi significative.
  • Avverti una fatica emotiva che nessun riposo sembra alleviare del tutto.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Un'abitudine o una sostanza hanno preso troppo spazio nella tua vita?

Le dipendenze, con o senza sostanze, sono esperienze complesse, con un significato diverso per ogni persona. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio come funzionano, senza giudizio.

Dipendenze: tipologie e differenze
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Uscire da una dipendenza è un percorso possibile

Riconoscere il problema è già un passo importante. Questi articoli possono aiutarti a capire i meccanismi che alimentano la dipendenza e a immaginare un cambiamento.

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Se non riesci a interrompere il circolo, potrebbe esserti d'aiuto chiedere supporto

Quando provi a smettere ma ricadi, un percorso può aiutarti a capire cosa nutre la dipendenza e a individuare strategie per affrontarla. Ecco come funziona la terapia.

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Quando la dipendenza condiziona la tua vita, parliamone

Se senti di aver perso il controllo e desideri ricostruire il tuo benessere, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Come prendersi cura di sé

Parlarne mi ha fatto sentire meno solo.
Ho capito che fermarmi non è arrendermi.
1

Concedersi piccole pause reali

Durante la giornata puoi ritagliarti brevi momenti per fermarti e chiederti, senza giudizio, cosa stai effettivamente provando. Anche pochi minuti lontano dallo schermo possono aiutarti a ritrovare un po' di contatto con te stesso.

2

Provare a dare un nome a ciò che senti

Quando affiora un'emozione scomoda, come frustrazione, paura o vuoto, puoi provare a riconoscerla invece di metterla subito da parte. Nominare ciò che provi, magari annotandolo su un quaderno, può ridurre la sensazione di confusione.

3

Parlarne con una persona di fiducia

Condividere come ti senti con qualcuno a cui tieni può alleggerire il senso di isolamento che spesso accompagna questo disagio. Non devi trovare parole perfette: a volte basta dire ad alta voce che stai attraversando un momento difficile.

4

Individuare confini tra lavoro e vita privata

Puoi provare a definire momenti in cui il lavoro resta fuori, dedicando quel tempo a qualcosa che ti fa stare bene. Rincorrere una produttività continua può lasciare poco spazio all'ascolto di te.

5

Rispettare i propri tempi di recupero

Il percorso di cambiamento legato a una dipendenza può essere complesso e non lineare. Attraversare giornate più difficili non significa necessariamente aver perso i progressi raggiunti: può essere utile riconoscere queste difficoltà e, quando necessario, confrontarsi con i professionisti che ti accompagnano.

6

Valutare un percorso di supporto psicologico

Quando il senso di vuoto persiste, si intensifica o rende più faticosa la quotidianità, un percorso con uno/a psicologo/a può offrire uno spazio per esplorare ciò che stai vivendo e individuare modalità per affrontare il disagio. Se hai intrapreso un percorso di cura per una dipendenza, può essere importante mantenere il confronto con i professionisti di riferimento, anche quando le difficoltà riguardano il lavoro e il benessere emotivo.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

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Un cammino possibile

Ritrovare contatto con te stesso

Sto imparando a darmi lo stesso ascolto che do agli altri.
Chiedere aiuto è stata la mia scelta più coraggiosa.

Sentirti vuoto pur apparendo efficace non è un segno di fallimento, ma un segnale che merita ascolto e cura.

Il divario tra l'immagine che mostri e ciò che provi può accentuarsi nei contesti che attribuiscono molta importanza alla performance e può risultare particolarmente faticoso durante un percorso di cambiamento legato a una dipendenza.

Riconoscere il proprio disagio può essere un primo passo per comprendere meglio la distanza tra ciò che mostri agli altri e ciò che senti. Chiedere aiuto, quando ne avverti il bisogno, può offrirti nuove possibilità di ascolto e comprensione.

Dare un nome alle tue emozioni, anche a quelle più confuse, può aiutarti a riprendere gradualmente contatto con te. E prenderti cura della tua energia interiore, oltre che dei risultati, può fare la differenza nel costruire un rapporto più sereno e sostenibile con il lavoro.

Se senti di averne bisogno, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio per esplorare queste difficoltà e il significato che assumono nella tua esperienza.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

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Psicologo online: prezzi e tariffe
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Un viaggio verso la pace
Ho avuto un rapporto stupendo con Simona, ci siamo trovati fin da subito ed è iniziato un rapporto durato 6 mesi di terapia, al termine dei quali mi sono trovato in pace con me stesso ed aver ripreso in mano la mia vita.
— Daniele L.
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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Professionalità e gentilezza che ti fan tornare a volare
Ottimo servizio che ti consente di parlare con un professionista qualificato direttamente dal salotto di casa. Le sedute anche se non in presenza non sono semplici chiacchierate fine a se stesse, il professionista si connette con te per riuscire a darti un aiuto ad affrontare situazioni che senza nessuno sembrano montagne insormontabili. Consiglio l'utilizzo del servizio, senza vergogna, a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto per ritrovare se stessi riscoprendo il proprio valore. Il professionista che mi è sato affidato è molto competente e mi ha aiutata a ritrovare la grinta che la vita mi aveva fatto perdere. Tu vali molto, quando ti serve aiuto affidati alle persone giuste, contatta Unobravo e tornerai a volare !
— Ludovica Pala
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Fuori continui a fare tutto quello che ci si aspetta da te, ma dentro puoi avvertire una distanza tra l'immagine di efficienza che mostri e un senso di vuoto che fatichi a descrivere. Non sempre si tratta soltanto di stanchezza: può esserci anche una sensazione di distacco da te stesso, difficile da riconoscere e descrivere, soprattutto in una fase di cambiamento. A rendere tutto più pesante c'è spesso il timore di essere in difetto rispetto ai colleghi, la paura che qualcuno noti quel disagio, così si tende a mascherarlo. È importante ricordare che quel vuoto non è un capriccio né una debolezza, ma un segnale che merita attenzione e comprensione, non giudizio.

La rigidità di orari, ruoli e risultati attesi può richiedere di mantenere un'efficienza costante, lasciando poco spazio per fermarti e riconoscere ciò che stai provando. La spinta a mostrarti sempre in controllo può portarti a mettere da parte emozioni difficili, contribuendo ad aumentare la tensione emotiva, mentre il timore di sembrare inadeguato può indurti a nascondere il disagio. Alcuni ambienti di lavoro possono rivelarsi molto dispendiosi sul piano emotivo, tra riunioni continue, urgenze e ambiguità che lasciano svuotati anche quando i risultati sembrano buoni. Lo stress prolungato, soprattutto nei contesti ad alta pressione, può contribuire a sensazioni di stanchezza emotiva, vuoto o distacco.

Potresti completare ogni scadenza e partecipare a tutte le riunioni, eppure avvertire un distacco e una spossatezza che non riesci a spiegare nemmeno a te stessa, con un calo di concentrazione e motivazione come se qualcosa dentro si fosse spento. Potresti evitare di condividere il tuo disagio con superiori o colleghi per paura di essere visto come inadeguato, tornando a casa esausto non tanto per il carico di lavoro, quanto per lo sforzo di mantenere una maschera di normalità. Spesso si prova irritabilità o indifferenza crescente verso attività che prima davano soddisfazione, e una fatica emotiva che nessun riposo sembra alleviare del tutto.

Durante un percorso di cambiamento legato a una dipendenza, sostenere ritmi e aspettative lavorative può risultare particolarmente faticoso, e la fatica di attraversare un cambiamento così grande, mentre tutto intorno chiede di proseguire come sempre, può pesare più del previsto. Il percorso di cambiamento legato a una dipendenza può essere complesso e non lineare: attraversare giornate più difficili non significa necessariamente aver perso i progressi raggiunti. Sentirti vuoto pur apparendo efficace non è un segno di fallimento, ma un segnale che merita ascolto e cura, soprattutto nei contesti che attribuiscono molta importanza alla performance.

Durante la giornata puoi ritagliarti brevi momenti per fermarti e chiederti, senza giudizio, cosa stai effettivamente provando, perché anche pochi minuti lontano dallo schermo possono aiutarti a ritrovare un po' di contatto con te stesso. Quando affiora un'emozione scomoda puoi provare a riconoscerla, magari nominandola su un quaderno, invece di metterla subito da parte. Condividere come ti senti con una persona di fiducia può alleggerire il senso di isolamento, e provare a definire momenti in cui il lavoro resta fuori può lasciare spazio all'ascolto di te. Dare un nome alle tue emozioni può aiutarti a riprendere gradualmente contatto con te stesso.

Quando il senso di vuoto persiste, si intensifica o rende più faticosa la quotidianità, un percorso con uno/a psicologo/a può offrire uno spazio per esplorare ciò che stai vivendo e individuare modalità per affrontare il disagio. Se hai intrapreso un percorso di cura per una dipendenza, può essere importante mantenere il confronto con i professionisti di riferimento, anche quando le difficoltà riguardano il lavoro e il benessere emotivo. Chiedere aiuto, quando ne avverti il bisogno, può offrirti nuove possibilità di ascolto e comprensione rispetto alla distanza tra ciò che mostri agli altri e ciò che senti.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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