Sentirsi diversi da prima a dopo un evento traumatico: come orientarsi in questa sensazione?

Sentirsi diversi da prima a dopo un evento traumatico: come orientarsi in questa sensazione?
Non mi riconosco più da quando è successo
È come se dentro di me ci fossero più me

Dopo un evento improvviso e doloroso, può capitare di avere la sensazione di non essere più la stessa persona di prima. Come se dentro di te convivessero parti diverse che faticano a stare insieme e a comunicare tra loro.

Di solito, il nostro senso di sé si costruisce mettendo insieme ricordi, emozioni, pensieri e sensazioni del corpo in un'unica storia coerente. Quando un evento travolgente interrompe questo processo, quella coerenza può spezzarsi, dando origine a ciò che viene chiamato frammentazione.

È un'esperienza che può manifestarsi con intensità molto diverse: da un leggero smarrimento passeggero fino a una percezione più marcata di discontinuità nella propria identità.

Riconoscere e dare un nome a tutto questo è già un primo passo per orientarti, senza colpevolizzarti per quella che è una risposta naturale a qualcosa che ti ha profondamente scosso.

Le possibili radici

Perché ci si può sentire frammentati dopo un trauma

Da quel giorno mi sento un'altra persona
Il mio cervello ha come chiuso una porta

Comprendere cosa accade dentro di noi dopo un evento traumatico non è sempre immediato, e capita spesso che questa sensazione lasci confusi e spaventati. In molti casi, esplorare le radici di un'esperienza così destabilizzante può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a specializzato/a in trauma, che può offrirti strumenti per ritrovare gradualmente un senso di continuità.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base della sensazione di sentirsi diversi da prima dopo un evento traumatico.

Come la mente reagisce a un evento travolgente

  • Di fronte a un evento improvviso, la mente tende a dare priorità alla sopravvivenza, attivando risposte come la fuga o il blocco, a scapito delle funzioni che permettono di costruire un ricordo ordinato dell'accaduto.
  • L'esperienza può risultare troppo intensa o rapida per essere elaborata come un episodio unico e continuo, e viene quindi registrata a frammenti: immagini, sensazioni fisiche ed emozioni isolate.
  • La separazione interna può funzionare come una forma di protezione: mettere temporaneamente da parte ciò che è troppo doloroso può aiutare a continuare ad affrontare la vita di ogni giorno.

La frattura tra il prima e il dopo

  • Un evento improvviso può mettere in discussione l'immagine di sé e il senso di sicurezza costruiti fino a quel momento.
  • Può crearsi così una sorta di frattura tra la persona che eri prima e quella che senti di essere dopo, difficile da ricomporre.
  • Più la situazione è stata percepita come incontrollabile e minacciosa, più la mente può tendere a tenere separati gli aspetti dell'esperienza, per non rischiare di essere sopraffatta di nuovo.
Prospettiva clinica
Sentirsi "a pezzi" dopo un evento che ci ha travolto è un'esperienza profondamente destabilizzante, e la fatica che provi merita ascolto. A volte, le parti che sembrano più lontane o estranee non sono lì per confonderci: potrebbero aver trovato, ciascuna a modo suo, un modo per proteggerti quando tutto era troppo. Cosa cambierebbe se provassi ad avvicinarti a loro con un po' di curiosità, invece che con timore?
Roberta Cambi
Roberta Cambi
Psicoterapeuta Unobravo
Situazioni concrete

Come si manifesta la sensazione di frammentazione

A volte mi guardo da fuori, come se non fossi io
Ho solo flash di quel momento, niente di chiaro

Questa esperienza può assumere forme diverse da persona a persona. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti riconoscerti.

Parti di sé che sembrano non comunicare

  • Sentire che una parte di te vuole andare avanti mentre un'altra resta bloccata a quel momento, come se convivessero due modi opposti di reagire.
  • Non riconoscerti in alcune reazioni o comportamenti avuti dopo l'evento, con il pensiero ricorrente "non capisco perché ho reagito così, non mi sembra da me".
  • Notare cambiamenti improvvisi nell'umore o nel modo di relazionarti agli altri, come se in certi contesti emergesse una versione diversa di te.

Ricordi ed emozioni che arrivano a frammenti

  • Avere ricordi dell'evento a frammenti: immagini isolate, sensazioni corporee, vuoti di memoria che rendono difficile ricostruire una sequenza chiara di ciò che è accaduto.
  • Provare emozioni improvvise e intense, apparentemente senza un motivo legato al presente, che sembrano appartenere a un momento diverso della tua storia.
  • Sperimentare momenti di distacco, come sentirti osservatore esterno di te stesso o percepire il tuo corpo come distante ed estraneo.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Quando ciò che hai vissuto condiziona il presente, parlarne può aiutare

Se il peso di un'esperienza dolorosa del passato influenza la tua vita, non devi affrontarlo per forza da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie possibili

Come orientarti in questa sensazione

Con la mia psicologa ho iniziato a rimettere insieme i pezzi
Respirare piano mi riporta un po' qui e ora
1

Dare un nome a ciò che provi

Riconoscere che percepirsi frammentati è una risposta comprensibile e diffusa a un evento traumatico che ha superato le tue capacità di elaborazione è un primo passo per viverla con meno paura e meno autogiudizio.

2

Provare tecniche di radicamento

Quando emergono sensazioni di distacco o di sopraffazione, puoi provare a riportare l'attenzione al presente con piccoli gesti concreti: sentire i piedi appoggiati a terra, notare cinque oggetti intorno a te, respirare lentamente. Questi gesti possono aiutarti a percepire nuovamente il contatto con l'ambiente che ti circonda.

3

Procedere con gradualità

Puoi darti il permesso di non forzare il recupero immediato di ogni ricordo o emozione. Ritrovare stabilità e sicurezza viene prima dell'elaborazione approfondita dell'accaduto, e rispettare i tuoi tempi è parte del percorso.

4

Ascoltare le diverse parti di te

Invece di respingere o giudicare come estranee le varie parti che emergono, quella che ha paura, quella che si protegge, quella che vuole andare avanti, puoi provare ad ascoltarle con curiosità e gentilezza, riconoscendo che ognuna può aver avuto un ruolo nel proteggerti.

5

Prenderti cura del corpo e delle piccole routine

Mantenere alcuni gesti quotidiani, come pasti regolari, movimento leggero e momenti di riposo, può offrire punti di riferimento stabili quando dentro di te percepisci confusione e discontinuità.

6

Valutare un percorso con uno/a psicologo/a specializzato/a in trauma

Quando la frammentazione interferisce in modo significativo con la vita di ogni giorno, le relazioni o il tuo senso di identità, un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio protetto in cui sentirti capito e sostenuto. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: uno/a psicologo/a specializzato/a in trauma può aiutarti gradualmente a ricomporre le diverse parti dell'esperienza, con i tempi che senti tuoi.

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Un percorso possibile

Ritrovare gradualmente un senso di unità

Piano piano sto tornando a sentirmi intera
Non sono rotto, sto rimettendo i pezzi insieme

Sentirti "a pezzi" dopo un evento traumatico non significa essere danneggiato in modo permanente. Puoi stare attraversando una fase naturale di risposta a un'esperienza che ha temporaneamente superato le tue capacità di integrazione.

La frammentazione del sé può essere letta come una forma di protezione, non come un segno di debolezza o di fallimento personale.

Con il tempo e il giusto supporto, le diverse parti dell'esperienza possono essere gradualmente riconosciute, comprese e ricollegate in una narrazione più coerente. È un percorso che richiede un tempo, spesso non lineare, fatto di avanzamenti e di momentanei ritorni indietro.

Chiedere aiuto non è un segno di fragilità, ma un passo concreto per riconquistare poco alla volta continuità e coerenza nel tuo senso di identità. Orientarti in questa sensazione può voler dire, prima di tutto, accogliere il fatto che tutte le parti di te, anche quelle che sembrano più distanti, hanno avuto un ruolo nel permetterti di affrontare un momento molto difficile.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
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Dove mi sono sentita vista
In un mondo che spesso corre troppo veloce, incontrare il Dott. Salvatore Fatiga per me è stato come trovare un porto sicuro. La sua presenza mi ha trasmesso subito calma, accoglienza e una profonda empatia. Fin dal primo incontro ho percepito la sua capacità di ascoltare con il cuore, senza giudicare, offrendomi uno spazio protetto in cui mi sono finalmente sentita vista e compresa. Salvatore non è solo uno psicologo competente: è una persona che sa entrare in punta di piedi nella vita degli altri, con rispetto e delicatezza. Ogni sua parola, ogni gesto, mi ha fatto sentire stimata come essere umano. Mi ha accompagnata nel mio percorso con pazienza e dedizione, valorizzando ogni mio passo, anche il più piccolo, come un traguardo importante. Lo consiglierei a chiunque stia cercando non solo un professionista preparato, ma anche una guida autentica, capace di illuminare il cammino con gentilezza e saggezza. È raro incontrare qualcuno che riesca a unire competenza clinica e umanità in modo così naturale. Per me, è stato un incontro che ha fatto davvero la differenza.
— Rosaria
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Un esperienza fondamentale per ritrovarmi
Ho passato un periodo particolarmente buio e da sola non riuscivo ad andare avanti, avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e mi facesse trovare la forza per andare avanti. Mia cognata mi propone di farmi aiutare da uno psicologo, e mi scarica l'app di uno bravo sul cellulare. Le sarò grata sempre. Ho travato la persona di cui avevo bisogno: Nicola Riccardo Croce un professionista serio, affidabile, disponibile. Ha creduto in me e mi ha aiutato a credere in me stessa, ad aumentare la mia autostima, ora sono consapevole di poter affrontare qualsiasi difficoltà, per quanto dura possa essere, ho le risorse per farlo e lo devo solo ed esclusivamente a lui. E' un sistema che funziona, comodo e alla portata di tutti.
— Anna
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Di solito il nostro senso di sé si costruisce mettendo insieme ricordi, emozioni, pensieri e sensazioni del corpo in un'unica storia coerente. Quando un evento travolgente interrompe questo processo, quella coerenza può spezzarsi, dando origine a ciò che viene chiamato frammentazione. Di fronte a un evento improvviso, la mente tende a dare priorità alla sopravvivenza, a scapito delle funzioni che permettono di costruire un ricordo ordinato dell'accaduto, che viene quindi registrato a frammenti: immagini, sensazioni fisiche ed emozioni isolate. La separazione interna può funzionare come una forma di protezione, mettendo temporaneamente da parte ciò che è troppo doloroso.

Può manifestarsi sentendo che una parte di te vuole andare avanti mentre un'altra resta bloccata a quel momento, come se convivessero due modi opposti di reagire, oppure non riconoscendoti in alcune reazioni o comportamenti avuti dopo l'evento. Puoi notare cambiamenti improvvisi nell'umore o nel modo di relazionarti agli altri. I ricordi dell'evento possono arrivare a frammenti, con immagini isolate, sensazioni corporee e vuoti di memoria che rendono difficile ricostruire una sequenza chiara. Possono comparire anche emozioni improvvise e intense, apparentemente senza un motivo legato al presente, e momenti di distacco, come sentirti osservatore esterno di te stesso.

Sì, sperimentare momenti di distacco, come sentirti osservatore esterno di te stesso o percepire il tuo corpo come distante ed estraneo, è una delle forme concrete in cui questa esperienza può manifestarsi. È un'esperienza che può manifestarsi con intensità molto diverse, da un leggero smarrimento passeggero fino a una percezione più marcata di discontinuità nella propria identità. Riconoscere e dare un nome a tutto questo è già un primo passo per orientarti, senza colpevolizzarti per quella che è una risposta naturale a qualcosa che ti ha profondamente scosso.

Riconoscere che percepirsi frammentati è una risposta comprensibile e diffusa a un evento traumatico è un primo passo per viverla con meno paura e meno autogiudizio. Quando emergono sensazioni di distacco o di sopraffazione, puoi provare a riportare l'attenzione al presente con piccoli gesti concreti: sentire i piedi appoggiati a terra, notare cinque oggetti intorno a te, respirare lentamente. Puoi darti il permesso di non forzare il recupero immediato di ogni ricordo o emozione, poiché ritrovare stabilità e sicurezza viene prima dell'elaborazione approfondita. Mantenere alcuni gesti quotidiani, come pasti regolari, movimento leggero e momenti di riposo, può offrire punti di riferimento stabili.

No, sentirti a pezzi dopo un evento traumatico non significa essere danneggiato in modo permanente. Puoi stare attraversando una fase naturale di risposta a un'esperienza che ha temporaneamente superato le tue capacità di integrazione. La frammentazione del sé può essere letta come una forma di protezione, non come un segno di debolezza o di fallimento personale. Con il tempo e il giusto supporto, le diverse parti dell'esperienza possono essere gradualmente riconosciute, comprese e ricollegate in una narrazione più coerente, in un percorso che richiede un tempo spesso non lineare, fatto di avanzamenti e di momentanei ritorni indietro.

Quando la frammentazione interferisce in modo significativo con la vita di ogni giorno, le relazioni o il tuo senso di identità, un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio protetto in cui sentirti capito e sostenuto. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: uno psicologo specializzato in trauma può aiutarti gradualmente a ricomporre le diverse parti dell'esperienza, con i tempi che senti tuoi. Chiedere aiuto non è un segno di fragilità, ma un passo concreto per riconquistare poco alla volta continuità e coerenza nel tuo senso di identità.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

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Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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