Sentirsi in difficoltà come madre tra aspettative e confronti: come comprendere questo vissuto?

Sentirsi in difficoltà come madre tra aspettative e confronti: come comprendere questo vissuto?
Vedo le altre mamme perfette e io mi sento sempre indietro.
Pensavo sarei stata diversa, invece ogni giorno è una fatica.

Forse ti capita di scorrere i social e vedere immagini di mamme sorridenti, case sempre in ordine e bambini felici. E, inevitabilmente, ti ritrovi a confrontare quelle immagini con la tua quotidianità, chiedendoti perché per te sembri tutto così diverso, e a volte più faticoso. Diventare madre porta con sé un carico di aspettative personali e sociali che spesso si scontra con la realtà quotidiana, fatta di stanchezza, dubbi e momenti di sconforto. Il mito della madre perfetta, sempre serena, capace e presente, è un'immagine culturale molto diffusa che raramente trova riscontro però nell'esperienza reale di chi sta crescendo un bambino. Se a volte ti senti inadeguata nel tuo ruolo di madre, sappi che è un'esperienza più comune di quanto si possa immaginare. Molte donne, indipendentemente dall'età o dall'esperienza, si trovano a mettere in dubbio le proprie capacità. Il confronto con altre madri, nella vita quotidiana o attraverso i social, può alimentare queste insicurezze, facendo sembrare la propria esperienza distante da un ideale di maternità difficile da raggiungere.

Le possibili radici

Da dove nasce il senso di inadeguatezza come madre

Da quando è nato mio figlio sento di non essere più io.
Mia suocera commenta ogni cosa che faccio con il bambino.

Riconoscere di sentirsi in difficoltà è già un primo passo importante. Per molte persone, in questi casi, il supporto di uno/a psicologo/a può fare la differenza, perché aiuta a distinguere il mito della maternità perfetta dalla realtà concreta di chi sta imparando qualcosa di nuovo.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono essere alla base del senso di inadeguatezza che puoi provare come madre.

Il confronto con immagini idealizzate

  • I social network propongono rappresentazioni curate e selezionate della maternità, che possono essere percepite come standard reali da raggiungere, invece che come costruzioni comunicative.
  • Scorrere ogni giorno profili di mamme impeccabili può rafforzare la sensazione del proprio presunto fallimento, isolando ancora di più.
  • Il bisogno di dare un senso al proprio disagio può portare a colpevolizzarsi, invece di riconoscere quanto il ruolo materno sia oggettivamente complesso.

Lo sguardo della famiglia e della società

  • La presenza quotidiana di nonni, suoceri o altri familiari può trasformare ogni scelta in qualcosa di osservato e confrontato con modelli trasmessi di generazione in generazione.
  • La società tende ancora a rappresentare la maternità come una condizione naturale e totalizzante, generando giudizio verso chi non la vive con dedizione costante.
  • Confrontarsi con l'immagine di una madre presente e stabile, incarnata da figure reali, può intensificare un senso di colpa già presente.

L'identità costruita negli anni

  • Chi diventa madre in età più matura può aver costruito la propria identità sull'autonomia e sulla sicurezza di sé. Affrontare dubbi e fragilità può quindi mettere in discussione queste certezze.
  • Vivere la maternità come un'occasione unica può alimentare la pressione di fare tutto bene, trasformando anche decisioni quotidiane, come quelle su fumo, alcol, farmaci e allattamento, in fonti di ansia e sensi di colpa.
  • Cambiare abitudini consolidate può essere difficile e generare un senso di inadeguatezza. In questi momenti, oltre alle informazioni, può essere utile uno spazio di ascolto e comprensione, anche con il supporto di un professionista.
Prospettiva clinica
A volte, il confronto con le altre madri nasconde qualcosa di più profondo: il confronto con la madre che avevi immaginato di diventare. Un'immagine costruita nel tempo, fatta di aspettative, desideri e timori, che può scontrarsi con la realtà quotidiana della maternità. Quando senti di non essere all'altezza, prova allora a chiederti: sono davvero le mie capacità a non essere sufficienti, oppure sono le aspettative con cui mi giudico a essere troppo rigide? E, soprattutto, quanto di ciò che pretendi da te stessa nasce dai tuoi desideri e quanto dalle aspettative degli altri?
Federica Salciccia
Federica Salciccia
Psicoterapeuta Unobravo
Momenti concreti

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Non riesco a calmarlo e mi sento una madre incapace.
Ho paura che chiedere aiuto significhi ammettere di aver fallito.

A volte il senso di inadeguatezza non è un'idea astratta, ma prende forma in momenti precisi della giornata. Ecco alcune situazioni in cui potresti ritrovarti.

Il confronto quotidiano

  • Confrontare la propria quotidianità con le immagini di mamme sorridenti e case perfette sui social, sentendosi inadeguate di fronte a modelli spesso poco realistici.
  • Sentirsi osservate e giudicate da familiari che mettono in discussione le proprie scelte educative, confrontandole con le abitudini di famiglia.
  • Nascondere le proprie difficoltà per paura del giudizio o di non essere all'altezza di un ideale di maternità difficile da raggiungere.

La fatica che si accumula

  • Sentirsi esausta dopo notti insonni, fino a provare frustrazione e temere di non riuscire a gestire il pianto del bambino.
  • Vivere la seconda maternità con meno pazienza rispetto alla prima, sentendosi in colpa per non riuscire a viverla con la stessa serenità.
  • Fare fatica a rinunciare ad abitudini consolidate, come fumare una sigaretta o bere un bicchiere di alcol, e provare sensi di colpa durante la gravidanza o l'allattamento.

Le aspettative su di sé

  • Non riconoscersi nell'idea che una madre sappia istintivamente allattare, calmare il proprio bambino o sviluppare fin da subito un legame affettivo.
  • Vivere il proprio malessere emotivo con senso di colpa, anziché riconoscere le difficoltà che possono accompagnare la maternità.
  • Considerare la richiesta di aiuto come un segno di fallimento, rimandando il momento di condividere le proprie difficoltà.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Un'abitudine o una sostanza hanno preso troppo spazio nella tua vita?

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Se non riesci a interrompere il circolo, potrebbe esserti d'aiuto chiedere supporto

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Quando la dipendenza condiziona la tua vita, parliamone

Se senti di aver perso il controllo e desideri ricostruire il tuo benessere, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Come prenderti cura di te in questo momento

Parlarne con qualcuno mi ha fatto sentire meno sola.
Chiedere aiuto è stato il primo passo per stare meglio.
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Ricordare che la madre perfetta non esiste

Le immagini di maternità impeccabile che trovi sui social mostrano spesso solo una parte della realtà, lasciando fuori stanchezza, dubbi e momenti difficili. Quando ti ritrovi a confrontarti con altre madri, prova a ricordare che ciò che vedi non racconta necessariamente tutta la loro esperienza. Ogni maternità è diversa e non esiste un unico modo giusto di viverla.

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Riconoscere ciò che provi

Quando emerge il senso di colpa, prova a fermarti e chiederti da dove nasce. Stai davvero commettendo un errore oppure ti stai confrontando con aspettative troppo elevate? Distinguere ciò che accade concretamente dai giudizi che rivolgi a te stessa può aiutarti a ridimensionare l'autocritica e ad affrontare le difficoltà con maggiore comprensione.

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Condividere le tue difficoltà

Parlare apertamente con il/la partner, un'amica o una persona di fiducia può aiutarti a sentirti meno sola e compresa. Non devi necessariamente trovare subito una soluzione: a volte, poter raccontare la propria esperienza senza temere il giudizio permette di alleggerire il carico emotivo e riconoscere che anche altre madri vivono difficoltà simili.

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Costruire una rete di supporto

Prendersi cura di un bambino richiede tempo ed energie, e non significa dover fare tutto da sole. Prova a individuare persone che possano offrirti un aiuto concreto nella quotidianità, dalla gestione delle faccende domestiche alla cura del bambino. Delegare alcune responsabilità può permetterti di riposare e recuperare energie, senza mettere in discussione le tue capacità come madre.

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Ritagliarti del tempo per te

Con l'arrivo di un bambino, i propri bisogni rischiano spesso di passare in secondo piano. Eppure, prenderti cura di te non significa trascurare tuo figlio. Anche piccoli momenti dedicati a qualcosa che ti piace, al riposo o semplicemente a stare per conto tuo possono aiutarti a ritrovare un po' di equilibrio. Non serve fare grandi cambiamenti: puoi iniziare da ciò che è realisticamente possibile nella tua quotidianità.

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Chiedere un supporto professionale

Se il senso di inadeguatezza diventa persistente, si accompagna ad ansia, tristezza o difficoltà nella gestione quotidiana, rivolgerti a uno/a psicologo/a o a un consultorio può offrirti uno spazio di ascolto e sostegno. Un percorso psicologico può aiutarti a comprendere le emozioni che stai vivendo, affrontare il senso di colpa e costruire modalità più funzionali per gestire le nuove responsabilità. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto pesante: la terapia può rappresentare uno spazio di crescita e di riflessione, utile anche per affrontare il rapporto con abitudini difficili da mettere da parte durante la gravidanza o il post-partum.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

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Verso maggiore serenità

Un rapporto più gentile con te stessa

Sto imparando a essere più gentile con me stessa.
Non devo essere perfetta per essere una buona madre.

La perfezione nella maternità è un'illusione costruita, non una condizione reale a cui aspirare. Sentirti inadeguata non riflette un fallimento personale, ma una risposta comprensibile a un'esperienza complessa e in continua trasformazione.

Parlarne apertamente, senza vergogna, può essere il primo passo per dare valore al tuo vissuto e sentirti meno isolata.

Chiedere aiuto, informale o professionale, è un gesto di responsabilità e cura verso te stessa e verso il tuo bambino, non un segno di debolezza.

Ogni madre vive questo percorso in modo unico, e il confronto con modelli esterni raramente restituisce la complessità reale di ciò che stai attraversando. Costruire uno sguardo più gentile verso te stessa può aiutarti ad affrontare le difficoltà quotidiane con maggiore serenità, e un percorso con uno/a psicologo/a può accompagnarti proprio in questo.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Un viaggio verso la pace
Ho avuto un rapporto stupendo con Simona, ci siamo trovati fin da subito ed è iniziato un rapporto durato 6 mesi di terapia, al termine dei quali mi sono trovato in pace con me stesso ed aver ripreso in mano la mia vita.
— Daniele L.
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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Professionalità e gentilezza che ti fan tornare a volare
Ottimo servizio che ti consente di parlare con un professionista qualificato direttamente dal salotto di casa. Le sedute anche se non in presenza non sono semplici chiacchierate fine a se stesse, il professionista si connette con te per riuscire a darti un aiuto ad affrontare situazioni che senza nessuno sembrano montagne insormontabili. Consiglio l'utilizzo del servizio, senza vergogna, a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto per ritrovare se stessi riscoprendo il proprio valore. Il professionista che mi è sato affidato è molto competente e mi ha aiutata a ritrovare la grinta che la vita mi aveva fatto perdere. Tu vali molto, quando ti serve aiuto affidati alle persone giuste, contatta Unobravo e tornerai a volare !
— Ludovica Pala
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FAQ

Domande frequenti

Diventare madre porta con sé un carico di aspettative personali e sociali che spesso si scontra con la realtà quotidiana, fatta di stanchezza, dubbi e momenti di sconforto. Il mito della madre perfetta, sempre serena, capace e presente, è un'immagine culturale molto diffusa che raramente trova riscontro nell'esperienza reale di chi sta crescendo un bambino. Il confronto con altre madri, nella vita quotidiana o attraverso i social, può alimentare queste insicurezze, facendo sembrare la propria esperienza distante da un ideale di maternità difficile da raggiungere. Riconoscere di sentirsi in difficoltà è già un primo passo importante.

I social network propongono rappresentazioni curate e selezionate della maternità, che possono essere percepite come standard reali da raggiungere, invece che come costruzioni comunicative. Scorrere ogni giorno profili di mamme impeccabili può rafforzare la sensazione del proprio presunto fallimento, isolando ancora di più. Le immagini di maternità impeccabile che trovi sui social mostrano spesso solo una parte della realtà, lasciando fuori stanchezza, dubbi e momenti difficili. Quando ti ritrovi a confrontarti con altre madri, prova a ricordare che ciò che vedi non racconta necessariamente tutta la loro esperienza.

Il senso di inadeguatezza prende forma in momenti precisi della giornata, come sentirsi esausta dopo notti insonni, fino a provare frustrazione e temere di non riuscire a gestire il pianto del bambino, oppure vivere la seconda maternità con meno pazienza rispetto alla prima, sentendosi in colpa per non riuscire a viverla con la stessa serenità. Può capitare anche di non riconoscersi nell'idea che una madre sappia istintivamente allattare, calmare il proprio bambino o sviluppare fin da subito un legame affettivo, o di nascondere le proprie difficoltà per paura del giudizio o di non essere all'altezza di un ideale di maternità difficile da raggiungere.

La presenza quotidiana di nonni, suoceri o altri familiari può trasformare ogni scelta in qualcosa di osservato e confrontato con modelli trasmessi di generazione in generazione. La società tende ancora a rappresentare la maternità come una condizione naturale e totalizzante, generando giudizio verso chi non la vive con dedizione costante. Confrontarsi con l'immagine di una madre presente e stabile, incarnata da figure reali, può intensificare un senso di colpa già presente.

Chi diventa madre in età più matura può aver costruito la propria identità sull'autonomia e sulla sicurezza di sé. Affrontare dubbi e fragilità può quindi mettere in discussione queste certezze. Vivere la maternità come un'occasione unica può alimentare la pressione di fare tutto bene, trasformando anche decisioni quotidiane, come quelle su fumo, alcol, farmaci e allattamento, in fonti di ansia e sensi di colpa. Cambiare abitudini consolidate può essere difficile e generare un senso di inadeguatezza.

Quando emerge il senso di colpa, prova a fermarti e chiederti da dove nasce, distinguendo ciò che accade concretamente dai giudizi che rivolgi a te stessa. Parlare apertamente con il partner, un'amica o una persona di fiducia può aiutarti a sentirti meno sola e compresa. Prova anche a individuare persone che possano offrirti un aiuto concreto nella quotidianità, perché delegare alcune responsabilità può permetterti di riposare senza mettere in discussione le tue capacità come madre. Ritagliarti piccoli momenti per te non significa trascurare tuo figlio, ma può aiutarti a ritrovare un po' di equilibrio.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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