Sentirsi inadeguati come genitori dopo un'esperienza traumatica: come comprendere questo vissuto?

Da quel giorno ho paura di non esserci per loro
Mi sento inadeguato, come se non bastassi mai
Da quando hai vissuto quell'evento, forse ti capita di guardare i tuoi figli e sentire una stretta al cuore, accompagnata dal pensiero di non riuscire a esserci per loro come vorresti.
Vivere un evento traumatico improvviso può modificare la percezione della propria vulnerabilità e di quella dei propri bambini. Il vissuto legato all'evento può andare oltre il ricordo di ciò che è accaduto.
Questo vissuto può accompagnarsi al timore di non poter essere presente, fisicamente o emotivamente, per chi ami, contribuendo ad alimentare un senso di inadeguatezza.
Se ti riconosci in queste parole, questo senso di inadeguatezza non significa necessariamente che tu stia mancando nel tuo ruolo di genitore. Può riflettere il modo in cui l'esperienza vissuta ha influenzato la percezione di te come figura protettiva.
Proviamo a comprendere insieme cosa può accadere.
Comprendere il vissuto
Le radici di questo senso di inadeguatezza
Prima non ci pensavo, ora temo sempre il peggio
Vorrei essere la mamma perfetta e non ci riesco
Dopo un evento traumatico, comprendere ciò che si sta vivendo può essere difficile. In questi casi, il supporto di uno/a psicologo/a con competenze nell'ambito del trauma può offrire uno spazio per esplorare queste emozioni e il modo in cui influenzano il rapporto con i tuoi figli.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcuni fattori che possono contribuire al senso di inadeguatezza dopo un'esperienza traumatica.
Quando salta l'illusione di sicurezza
- Un evento traumatico improvviso può rompere la sensazione di controllo che avevi sulla tua vita, portandoti a percepire minacce anche in situazioni quotidiane che prima ti sembravano tranquille.
- Dopo un'esperienza traumatica può aumentare lo stato di allerta, accompagnato da pensieri legati alla possibilità che accada nuovamente qualcosa di pericoloso o di non poter esserci per i tuoi bambini.
- Questi pensieri possono presentarsi anche in momenti in cui non ci sono pericoli immediati, rendendo più difficile vivere il presente con serenità.
Lo scarto con il genitore ideale
- Il senso di inadeguatezza può nascere dalla distanza tra l'immagine di un genitore sempre presente e infallibile e la percezione dei propri limiti, resa più intensa dal trauma.
- I modelli culturali del genitore perfetto possono amplificare la pressione interiore e il senso di colpa quando ti senti vulnerabile o stanco.
- La stanchezza e i momenti di distrazione, del tutto umani, possono essere letti come segnali di una presenza insufficiente.
Le tracce emotive dell'evento
- Alcuni aspetti dell'esperienza traumatica possono riattivarsi anche in presenza di situazioni quotidiane che richiamano, direttamente o indirettamente, ciò che è accaduto.
- Questo può far emergere reazioni emotive intense e apparentemente improvvise, che sembrano difficili da spiegare.
- Il corpo stesso può reagire con tensione e agitazione, contribuendo alla sensazione di non essere all'altezza.

Vissuti quotidiani
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Gioco con lei ma la mia testa è altrove
Mi sento in colpa anche solo se sono stanco
A volte è utile vedere come questo timore si traduce in situazioni concrete. Ecco alcuni esempi in cui potresti ritrovarti.
La paura che invade i gesti di ogni giorno
- Dopo un incidente, potresti evitare di guidare con i tuoi figli in auto, per il timore di non riuscire a proteggerli in caso di pericolo.
- Potresti controllare spesso la salute dei tuoi bambini o la tua, temendo di poter mancare per un problema fisico improvviso.
- Durante un viaggio di lavoro o una semplice uscita, potrebbe presentarsi il pensiero ricorrente di non tornare e lasciarli soli.
Quando la mente resta in allerta
- Potresti faticare a goderti i momenti di gioco o la quotidianità con i tuoi figli, perché una parte di te resta concentrata su scenari futuri negativi.
- Anche in momenti sereni, potresti sentirti come se una porzione della tua attenzione fosse sempre altrove.
- Potresti avere difficoltà a rilassarti davvero, con la sensazione di dover prevenire ogni possibile rischio.
Il senso di colpa che si insinua
- Potresti sentirti in colpa per momenti di distrazione o stanchezza, interpretandoli come prove di una presenza insufficiente.
- Potresti evitare di parlare con i tuoi figli di ciò che è accaduto, per paura di trasmettere ansia, finendo per sentirti ancora più distante.
- Ogni piccola difficoltà quotidiana potrebbe assumere un peso emotivo sproporzionato, alimentando il senso di inadeguatezza.
Un'esperienza dolorosa del passato continua a farsi sentire?
Eventi difficili o traumatici possono lasciare tracce che continuano a farsi sentire nel tempo, nel corpo e nelle emozioni. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio cosa stai vivendo.

Il disturbo post traumatico da stress (PTSD): cos’è, sintomi e cura
leggi l'articolo
Il trauma complesso e la frammentazione del sé
leggi l'articoloElaborare ciò che è stato è un percorso possibile
Ciò che hai vissuto non deve avere l'ultima parola. Questi articoli possono aiutarti a comprendere gli effetti del trauma e i modi in cui lo si può affrontare.

La Terapia Narrativa nel trattamento degli eventi traumatici
leggi l'articolo
Il ruolo della flessibilità psicologica nel superamento del trauma: l'ACT
leggi l'articoloSe il passato pesa ancora oggi, chiedere aiuto può essere un gesto di cura verso te stesso
Quando un trauma continua a farsi sentire nella vita quotidiana, un percorso di psicoterapia può aiutarti a elaborarlo e ad alleggerirne il peso. Ecco come funziona la terapia.

Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
La psicoterapia online funziona?
leggi l'articoloQuando ciò che hai vissuto condiziona il presente, parlarne può aiutare
Se il peso di un'esperienza dolorosa del passato influenza la tua vita, non devi affrontarlo per forza da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.
Strategie e supporto
Come ritrovare serenità nel rapporto con i figli
Parlarne con mia moglie mi ha fatto sentire meno solo
Ho capito che non devo essere perfetta per esserci
Riconoscere da dove nasce questa sensazione
Puoi provare a considerare che il senso di inadeguatezza può essere collegato anche a ciò che hai vissuto e non rappresenta necessariamente una valutazione realistica delle tue capacità di genitore. Dare un nome a questa emozione può aiutarti a osservarla con meno severità verso te stesso.
Distinguere la paura dalla realtà
Potresti provare a distinguere i pensieri legati alla paura da ciò che sta accadendo nel momento presente con i tuoi figli. Osservare i gesti concreti della quotidianità può aiutarti a considerare anche elementi diversi da quelli su cui si concentra il timore.
Provare a tornare nel presente
Quando senti la mente correre verso scenari negativi, puoi provare a riportare l'attenzione su ciò che stai facendo in quel momento, magari concentrandoti sul respiro o sui piccoli dettagli intorno a te. Questo può aiutare ad ammorbidire la sensazione di essere sempre in guardia.
Condividere il tuo vissuto con il partner
Puoi provare a parlare di come ti senti con il/la partner o con altre persone di cui ti fidi, così da non restare solo con questo vissuto. Condividere ciò che provi può offrirti uno spazio di confronto e vicinanza.
Valutare un percorso di terapia
Potresti prendere in considerazione un percorso con uno/a psicologo/a con competenze nell'ambito del trauma. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere supporto: la terapia può offrire uno spazio per elaborare l'esperienza e comprendere il modo in cui continua a influenzare le tue emozioni e le tue scelte quotidiane.
Ammorbidire l'immagine del genitore perfetto
Puoi provare a mettere in discussione l'idea di dover essere un genitore impeccabile, riconoscendo che limiti, stanchezza e momenti di difficoltà possono far parte dell'esperienza genitoriale. La presenza non richiede la perfezione.
Parla di come ti senti a uno psicologo online
Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

Uno sguardo avanti
Trasformare la vulnerabilità in presenza consapevole
Sto imparando a esserci senza la paura addosso
Chiedere aiuto è stato il mio modo di prendermi cura di loro
Il senso di inadeguatezza che può emergere dopo un trauma non definisce il tuo valore come genitore. Può essere legato anche al modo in cui quell'esperienza ha influenzato la percezione di te stesso.
Ritrovare maggiore spazio per vivere il presente con i tuoi figli, anche in presenza della paura, può essere un processo graduale che richiede tempo e cura.
Chiedere supporto può essere un modo per prenderti cura di te e della relazione con i tuoi bambini. Elaborare ciò che è accaduto può aiutarti a comprendere meglio lo stato di allerta e a dare maggiore spazio alla presenza nella relazione, più che alla ricerca di una performance genitoriale perfetta.
La presenza nella relazione con i tuoi figli non richiede l'assenza di paure: può includere anche la possibilità di riconoscerle e continuare a esserci nel modo che ti è possibile.
Con un supporto adeguato, può essere possibile esplorare la vulnerabilità emersa dopo il trauma e il modo in cui questa esperienza influenza il tuo vissuto come genitore.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
Hai ancora dei dubbi? Approfondisci sul blog:

Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Psicologo online: prezzi e tariffe
leggi l'articoloParla di come ti senti a chi può aiutarti
Non devi affrontare tutto da solo/a: prenota un colloquio gratuito con un professionista per scoprire i benefici della terapia.
FAQ
Domande frequenti
Perché dopo un trauma può emergere un senso di inadeguatezza come genitore?
Il senso di inadeguatezza non significa necessariamente che si stia mancando nel proprio ruolo di genitore, ma può riflettere il modo in cui l'esperienza vissuta ha influenzato la percezione di sé come figura protettiva. Può nascere anche dalla distanza tra l'immagine di un genitore sempre presente e infallibile e la percezione dei propri limiti, resa più intensa dal trauma. I modelli culturali del genitore perfetto possono amplificare la pressione interiore e il senso di colpa quando ci si sente vulnerabili o stanchi. La stanchezza e i momenti di distrazione, del tutto umani, possono essere letti erroneamente come segnali di una presenza insufficiente.
Cosa succede allo stato di allerta dopo un evento traumatico?
Un evento traumatico improvviso può rompere la sensazione di controllo che si aveva sulla propria vita, portando a percepire minacce anche in situazioni quotidiane che prima sembravano tranquille. Dopo un'esperienza traumatica può aumentare lo stato di allerta, accompagnato da pensieri legati alla possibilità che accada nuovamente qualcosa di pericoloso o di non poter esserci per i propri bambini. Questi pensieri possono presentarsi anche in momenti in cui non ci sono pericoli immediati, rendendo più difficile vivere il presente con serenità. Il corpo stesso può reagire con tensione e agitazione, contribuendo alla sensazione di non essere all'altezza.
Quali sono alcuni esempi concreti di questo timore nella vita quotidiana?
Dopo un incidente, si potrebbe evitare di guidare con i propri figli in auto, per il timore di non riuscire a proteggerli in caso di pericolo, oppure controllare spesso la salute dei bambini o la propria, temendo di poter mancare per un problema fisico improvviso. Durante un viaggio di lavoro o una semplice uscita, potrebbe presentarsi il pensiero ricorrente di non tornare e lasciarli soli. Si potrebbe faticare a godersi i momenti di gioco perché una parte dell'attenzione resta concentrata su scenari futuri negativi, con la sensazione che una porzione dell'attenzione sia sempre altrove.
È normale sentirsi in colpa per la stanchezza o la distrazione con i figli?
Sì, è una reazione che può emergere: ci si può sentire in colpa per momenti di distrazione o stanchezza, interpretandoli come prove di una presenza insufficiente. Si potrebbe anche evitare di parlare con i figli di ciò che è accaduto, per paura di trasmettere ansia, finendo per sentirsi ancora più distanti. Ogni piccola difficoltà quotidiana potrebbe assumere un peso emotivo sproporzionato, alimentando il senso di inadeguatezza. È utile ricordare che limiti, stanchezza e momenti di difficoltà possono far parte dell'esperienza genitoriale, perché la presenza non richiede la perfezione.
Come si può iniziare ad affrontare questo timore di non essere un genitore presente?
Si può provare a distinguere i pensieri legati alla paura da ciò che sta accadendo nel momento presente con i figli, osservando i gesti concreti della quotidianità. Quando la mente corre verso scenari negativi, si può provare a riportare l'attenzione su ciò che si sta facendo in quel momento, magari concentrandosi sul respiro o sui piccoli dettagli intorno a sé. Può aiutare anche parlare di come ci si sente con il partner o con altre persone di cui ci si fida, così da non restare soli con questo vissuto, e mettere in discussione l'idea di dover essere un genitore impeccabile.
Quando è opportuno rivolgersi a uno psicologo per questo tipo di vissuto?
Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere supporto: la terapia può offrire uno spazio per elaborare l'esperienza e comprendere il modo in cui continua a influenzare le emozioni e le scelte quotidiane. Il supporto di uno psicologo con competenze nell'ambito del trauma può offrire uno spazio per esplorare queste emozioni e il modo in cui influenzano il rapporto con i figli. Chiedere supporto può essere un modo per prendersi cura di sé e della relazione con i propri bambini, esplorando la vulnerabilità emersa dopo il trauma.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
Continua a esplorare
Vuoi saperne di più? Scopri altri contenuti qui sotto