Sentirsi svuotate dopo il parto mentre tutti si aspettano solo felicità: come comprendere questo vissuto?

Sentirsi svuotate dopo il parto mentre tutti si aspettano solo felicità: come comprendere questo vissuto?
Tutti mi dicono che dovrei essere felice, ma mi sento vuota.
Sorrido davanti agli altri, poi mi chiedo cosa non va in me.

La nascita di un figlio viene spesso raccontata come il momento più luminoso della vita. Eppure, per molte donne, la realtà emotiva è diversa e più sfumata di come la si immaginava.

Sentirsi tristi, svuotate o sopraffatte dopo il parto è un'esperienza molto più comune di quanto si creda, anche se se ne parla ancora poco apertamente.

Esiste una differenza importante tra il cosiddetto baby blues, transitorio e legato ai cambiamenti ormonali dei primi giorni, e un malessere più profondo e persistente, che merita attenzione e ascolto.

A rendere tutto più pesante c'è spesso un divario: da una parte l'aspettativa sociale di una felicità piena, dall'altra un vissuto reale fatto di vuoto, silenzio e senso di colpa. Se ti riconosci in queste parole, sappi che non sei sola.

Le possibili cause

Le radici di un vuoto difficile da nominare

Non riconosco più chi sono da quando è nato mio figlio.
Sono sempre stanca, ma non è solo colpa delle notti in bianco.

Capire da dove nasce questo senso di svuotamento non è sempre immediato. In molti casi, esplorare le radici di un vissuto così complesso può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per prenderti cura del tuo benessere in una fase tanto delicata.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono essere alla base di quel senso di vuoto dopo il parto.

Il ruolo dei cambiamenti del corpo

  • I profondi mutamenti ormonali del post-partum possono influenzare l'umore, la stabilità emotiva e la percezione di sé.
  • L'assenza di uno spazio reale di recupero fisico, specie per chi rientra presto al lavoro, può far accumulare una stanchezza costante difficile da distinguere da un malessere più radicato.
  • Le notti frammentate e il ritmo intenso delle prime settimane possono lasciare un senso di esaurimento che va oltre la fatica del momento.

Un'identità in trasformazione

  • Diventare genitore sollecita in modo intenso il senso di sé, portando a una ridefinizione che raramente avviene in modo automatico o indolore.
  • Le aspettative sociali e familiari molto alte su come si 'dovrebbe' vivere questo momento possono aumentare il senso di inadeguatezza quando la realtà non corrisponde all'ideale.

Il ruolo della solitudine

  • La mancanza di un supporto concreto, pratico ed emotivo, può trasformare una fatica comprensibile in un vuoto più difficile da nominare.
  • Sentirsi circondate di persone entusiaste, senza poter condividere il proprio malessere, può accentuare un senso di isolamento interiore.
Prospettiva clinica
Diventare madre viene raccontato come un istante di gioia immediata, eppure per molte donne l'amore e il legame con il proprio bambino sono processi che si costruiscono nel tempo, non un interruttore che si accende al parto. Sentirti in colpa per ciò che provi può nascere proprio dall'attesa di un sentimento "pronto all'uso". Cosa cambierebbe se ti concedessi di conoscere questa nuova te e questo nuovo legame, con i suoi tempi?
Francesca Murina
Francesca Murina
Psicologa Unobravo
Vissuti quotidiani

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Faccio tutto per lei, ma è come se non la sentissi mia.
Vivo le giornate in automatico, senza provare quasi nulla.

A volte è più facile dare un nome a ciò che si prova ritrovandosi in scene concrete di vita quotidiana. Ecco alcune situazioni in cui potresti riconoscerti.

Tra aspettative e realtà

  • La neomamma che, davanti a parenti entusiasti in visita, sorride e recita una gioia che dentro di sé non riesce a sentire davvero.
  • Chi evita di raccontare il proprio malessere per paura di essere giudicata una 'cattiva madre' o di deludere chi si aspettava solo entusiasmo.
  • La donna che nota come il proprio corpo cambiato diventi un ulteriore motivo di disagio, aggiungendo un peso emotivo a quello già presente.

Quando la stanchezza non si ferma mai

  • La donna che rientra al lavoro poche settimane dopo il parto e si accorge di non essersi mai fermata abbastanza per capire cosa stia provando.
  • La madre che si sveglia già stanca, con un senso di svuotamento che va oltre la fatica fisica delle notti insonni.

Un senso di distanza

  • Chi si sente distante dal proprio bambino, quasi spettatrice della propria vita, senza riuscire a spiegare a nessuno questa sensazione.
  • Chi vive le giornate come dietro un vetro, presente nei gesti ma assente dentro, con la sensazione che le emozioni fatichino ad arrivare.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Ti senti spento, senza energie o senza più interesse per le cose?

La depressione non è solo tristezza e può coinvolgere diversi aspetti della vita quotidiana. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio cosa stai attraversando.

La depressione maggiore: sintomi e cura
leggi l'articolo
La tristezza: un’emozione che è importante accettare
leggi l'articolo

Anche nei momenti più bui si può ritrovare una via

Uscire dal buio richiede tempo e sostegno, un passo alla volta. Questi articoli possono aiutarti a prenderti cura di te e a coltivare piccole risorse quotidiane.

Self-compassion: che cos'è e come può aiutarti davvero
leggi l'articolo
La resilienza e le strategie di coping per reggere lo stress
leggi l'articolo
Mindfulness: come imparare a vivere il presente
leggi l'articolo

Se gli stati emotivi negativi sono persistenti, chiedere aiuto può essere un atto di cura verso te stesso

Quando lo spegnimento si prolunga e fai fatica ad andare avanti, un percorso di psicoterapia può aiutarti a ricostruire il tuo benessere. Ecco come funziona la terapia.

Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
La psicoterapia online funziona?
leggi l'articolo

Quando la depressione condiziona le tue giornate, parlarne può aiutare

Se senti che non riesci a uscirne, ricordati che non devi affrontarlo per forza in solitudine. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Valutato Eccellente su Trustpilot
Cosa puoi fare

Piccoli passi per ritrovare equilibrio

Chiedere aiuto mi è sembrato il primo gesto d'amore per me.
Non immaginavo quanto potesse alleggerirmi parlarne con qualcuno.
1

Riconoscere la differenza tra fatica passeggera e malessere persistente

Puoi iniziare a osservare come ti senti nel tempo. La malinconia dei primissimi giorni tende ad attenuarsi, mentre un malessere che si intensifica o interferisce con la quotidianità merita più attenzione. Un/a psicologo/a può aiutarti a fare questa distinzione con maggiore chiarezza.

2

Dare voce a ciò che provi

Potresti provare a raccontare il tuo vissuto senza filtri a una persona di cui ti fidi, invece di reprimerlo per timore del giudizio. Nominare le emozioni, anche quelle scomode, può alleggerire il senso di solitudine.

3

Ritagliarti piccoli spazi di riposo

Quando possibile, puoi chiedere un aiuto concreto nella gestione quotidiana del bambino a chi ti è vicino. Anche pochi minuti dedicati a te, per riposare o fare qualcosa che ti fa stare bene, possono avere un valore importante.

4

Ridimensionare le aspettative sulla maternità

Potresti provare a ricordarti che non esiste un unico modo 'giusto' di vivere questo momento. L'immagine della felicità costante è un ideale che raramente corrisponde alla realtà di chiunque.

5

Prendere in considerazione un percorso di terapia

Rivolgersi a uno/a psicologo/a o psicoterapeuta può offrire uno spazio prezioso per elaborare le emozioni legate alla nascita e ridurre il senso di colpa. Non è necessario aspettare che il vuoto diventi molto intenso per chiedere supporto: la terapia può essere un percorso in cui sentirsi capite e sostenute in una fase così delicata.

6

Valutare un confronto medico quando serve

Se il malessere persiste, potresti parlarne anche con un medico. In alcuni casi, sotto controllo specialistico, può essere previsto un supporto compatibile con l'allattamento: prenderlo in considerazione non è un fallimento personale, ma una forma di cura verso di te.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot
Un cammino possibile

Ritrovare autenticità nel diventare genitore

Ho capito che prendermi cura di me aiuta anche mia figlia.
Piano piano sto tornando a sentirmi me stessa, senza fingere.

Sentirsi svuotate dopo il parto non è una colpa, né un segno di essere una madre inadeguata o poco amorevole.

Il corpo e la mente attraversano un cambiamento enorme, che richiede tempo, cura e sostegno, non soltanto forza di volontà.

Riconoscere la differenza tra una stanchezza comprensibile e un malessere più profondo può essere il primo passo per chiedere aiuto in modo mirato. Il silenzio dettato dal timore del giudizio tende ad amplificare la sofferenza: dare voce a ciò che si prova può diventare un atto di cura verso se stesse.

Quando il vuoto persiste, rivolgersi a uno/a psicologo/a può offrire un accompagnamento prezioso. Con il giusto sostegno, può essere possibile ritrovare un equilibrio emotivo più stabile e vivere la maternità con maggiore autenticità, senza dover rincorrere un ideale di felicità costante.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

Hai ancora dei dubbi? Approfondisci sul blog:

Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Psicologo online: prezzi e tariffe
Psicologo online: prezzi e tariffe
leggi l'articolo
Hai mai pensato alla terapia?

Parla di come ti senti a chi può aiutarti

Non devi affrontare tutto da solo/a: prenota un colloquio gratuito con un professionista per scoprire i benefici della terapia.

+10 milioni

SEDUTE SVOLTE ONLINE

+9.500

psicologi sulla piattaforma

+500.000

persone supportate
Consulenze competenti e interventi costruttivi
Ho contattato questo servizio a causa della presa di consapevolezza di essere caduta in uno stato depressivo. Ho trovato Christel, una psicologa brava, competente, empatia che ha capito fin dal primo incontro la reale problematica e come mi sentivo, fornendomi dei feedback sempre attenti e puntuali con l'obiettivo di destrutturare degli schemi mentali disfunzionali che da sola mi creavo. Continuerò questo percorso fintanto che sarà necessario, ma rifarei ogni giorno questa scelta, oltre a consigliarlo a chiunque ne percepisca il bisogno. Grazie.
— Claudia
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Un esperienza fondamentale per ritrovarmi
Ho passato un periodo particolarmente buio e da sola non riuscivo ad andare avanti, avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e mi facesse trovare la forza per andare avanti. Mia cognata mi propone di farmi aiutare da uno psicologo, e mi scarica l'app di uno bravo sul cellulare. Le sarò grata sempre. Ho travato la persona di cui avevo bisogno: Nicola Riccardo Croce un professionista serio, affidabile, disponibile. Ha creduto in me e mi ha aiutato a credere in me stessa, ad aumentare la mia autostima, ora sono consapevole di poter affrontare qualsiasi difficoltà, per quanto dura possa essere, ho le risorse per farlo e lo devo solo ed esclusivamente a lui. E' un sistema che funziona, comodo e alla portata di tutti.
— Anna
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Incontri speciali!
Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Esiste una differenza importante tra il cosiddetto baby blues, transitorio e legato ai cambiamenti ormonali dei primi giorni, e un malessere più profondo e persistente, che merita attenzione e ascolto. Puoi iniziare a osservare come ti senti nel tempo: la malinconia dei primissimi giorni tende ad attenuarsi, mentre un malessere che si intensifica o interferisce con la quotidianità merita più attenzione. Un/a psicologo/a può aiutarti a fare questa distinzione con maggiore chiarezza.

I profondi mutamenti ormonali del post-partum possono influenzare l'umore, la stabilità emotiva e la percezione di sé. Diventare genitore sollecita in modo intenso il senso di sé, portando a una ridefinizione che raramente avviene in modo automatico o indolore. Le aspettative sociali e familiari molto alte su come si 'dovrebbe' vivere questo momento possono aumentare il senso di inadeguatezza quando la realtà non corrisponde all'ideale, creando un divario tra l'aspettativa di una felicità piena e un vissuto reale fatto di vuoto, silenzio e senso di colpa.

Sì: alcune donne si sentono distanti dal proprio bambino, quasi spettatrici della propria vita, senza riuscire a spiegare a nessuno questa sensazione, vivendo le giornate come dietro un vetro, presenti nei gesti ma assenti dentro, con la sensazione che le emozioni fatichino ad arrivare. Diventare madre viene raccontato come un istante di gioia immediata, eppure per molte donne l'amore e il legame con il proprio bambino sono processi che si costruiscono nel tempo, non un interruttore che si accende al parto.

L'assenza di uno spazio reale di recupero fisico, specie per chi rientra presto al lavoro, può far accumulare una stanchezza costante difficile da distinguere da un malessere più radicato. Le notti frammentate e il ritmo intenso delle prime settimane possono lasciare un senso di esaurimento che va oltre la fatica del momento. Anche la mancanza di un supporto concreto, pratico ed emotivo, può trasformare una fatica comprensibile in un vuoto più difficile da nominare.

Puoi provare a raccontare il tuo vissuto senza filtri a una persona di cui ti fidi, invece di reprimerlo per timore del giudizio, perché nominare le emozioni, anche quelle scomode, può alleggerire il senso di solitudine. Quando possibile, puoi chiedere un aiuto concreto nella gestione quotidiana del bambino a chi ti è vicino: anche pochi minuti dedicati a te, per riposare o fare qualcosa che ti fa stare bene, possono avere un valore importante. Può aiutare anche ricordarti che non esiste un unico modo 'giusto' di vivere questo momento.

Non è necessario aspettare che il vuoto diventi molto intenso per chiedere supporto: rivolgersi a uno/a psicologo/a o psicoterapeuta può offrire uno spazio prezioso per elaborare le emozioni legate alla nascita e ridurre il senso di colpa. Se il malessere persiste, potresti parlarne anche con un medico, considerando che in alcuni casi, sotto controllo specialistico, può essere previsto un supporto compatibile con l'allattamento: prenderlo in considerazione non è un fallimento personale, ma una forma di cura verso di te.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

La nascita di un figlio trasforma anche l'equilibrio tra due persone e sentirsi distanti in questa fase può essere frequente. La terapia di coppia può offrire uno spazio in cui raccontare al/alla partner ciò che provi senza il timore di essere giudicata/o, mentre lui/lei può imparare a riconoscere segnali che magari fatica a decifrare da solo/a. Non serve che la relazione sia in crisi per iniziare: può essere un modo per costruire insieme nuovi equilibri comunicativi, oltre al percorso individuale che puoi intraprendere per elaborare il tuo vissuto personale.

Puoi provare a presentarlo come un'occasione per capirvi meglio in un momento di grande cambiamento, piuttosto che come una richiesta legata a colpe o mancanze. Usare frasi che parlano del tuo vissuto, come "mi piacerebbe avere uno spazio per capire insieme cosa sto attraversando", spesso funziona meglio di formulazioni che sembrano puntare il dito. La terapia di coppia nasce proprio per creare un terreno comune di ascolto, utile anche quando la relazione funziona ma alcuni aspetti potrebbero essere vissuti con più leggerezza.

Lo/la psicoterapeuta può aiutare entrambi a esprimere ciò che provano rispetto ai cambiamenti portati dalla nascita, dando spazio sia alle emozioni della persona che ha partorito sia a quelle del/della partner, spesso in difficoltà nel capire come essere di supporto. Si lavora sulla comunicazione, sulle aspettative reciproche e sulla suddivisione dei carichi quotidiani, senza che nessuno debba sentirsi sotto accusa. È un percorso che procede con i tempi della coppia, senza fretta di arrivare a soluzioni immediate.

Non sono percorsi in competizione tra loro e spesso possono essere complementari. Un percorso individuale può aiutarti a esplorare emozioni molto personali, come il senso di colpa o la fatica legata alla nuova identità genitoriale, mentre la terapia di coppia si concentra su come questi vissuti si intrecciano con la relazione e la vita condivisa. Alcune coppie scelgono di intraprendere entrambi i percorsi in parallelo, altre iniziano da quello che sentono più urgente in quel momento.

Parlarne apertamente è sempre un buon punto di partenza e in alcune situazioni può bastare a creare maggiore comprensione reciproca. Quando però senti che le parole non arrivano o che il/la partner fatica a entrare in contatto con ciò che provi, uno spazio guidato da uno/a psicoterapeuta può facilitare un dialogo che da soli risulta più difficile da sostenere. Non è necessario aspettare che la distanza aumenti: chiedere supporto anche in una fase iniziale può prevenire incomprensioni più radicate.

Prenota il primo incontro gratuito
Trova il tuo Unobravo
Valutato Eccellente su Trustpilot