Smettere con la cannabis quando gli amici continuano: come gestire la pressione sociale?

Smettere con la cannabis quando gli amici continuano: come gestire la pressione sociale?
Voglio smettere, ma ho paura di restare fuori dal gruppo
Se non fumo con loro, chi sono per quegli amici?

Hai deciso di smettere con la cannabis, o ci stai pensando seriamente. Il punto è che i tuoi amici continuano, e per anni fumare insieme è stato un po' il vostro rituale: il venerdì sera, la pausa condivisa, il modo di rilassarvi dopo una giornata pesante.

Così quella che dovrebbe essere una scelta personale può iniziare a sembrare qualcosa di più grande: la sensazione di poter diventare, all'improvviso, estraneo/a a persone con cui sei cresciuto/a.

È un timore diffuso e del tutto comprensibile. Quando fumare è parte di come state insieme, mettere in discussione il tuo uso può farti sentire come se stessi giudicando anche gli altri, o come se stessi tradendo qualcosa che vi tiene uniti.

Se ti riconosci in questo, sappi che non c'è nulla di strano nel provarlo. In queste pagine proviamo a fare un po' di ordine, con delicatezza.

Le radici della pressione sociale

Perché smettere insieme agli altri è così difficile

Mi sembra di accusarli, se dico che voglio smettere
Con loro il desiderio torna, anche se ci provo

Riconoscere che il consumo condiviso è diventato un problema per te può richiedere tempo, e spesso è più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può sostenerti nel distinguere ciò che riguarda te da ciò che riguarda il gruppo.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che rendono difficile smettere con la cannabis quando le persone intorno a te continuano.

Quando la cannabis tiene insieme il gruppo

  • Fumare insieme può essere diventato negli anni il collante delle vostre serate, il gesto attorno a cui ruotano i momenti condivisi.
  • Smettere, allora, non significa solo cambiare un'abitudine, ma ridefinire il tuo posto in quella rete di relazioni.
  • Può emergere il timore di diventare qualcuno di diverso agli occhi di chi ti conosce da sempre, e questo tocca il tuo senso di appartenenza.

Quando chiedere aiuto sembra un giudizio

  • In un contesto dove tutti fumano e nessuno sembra in difficoltà, mettere in discussione il tuo uso può farti sentire come se stessi giudicando anche gli altri.
  • Può capitare che il dubbio si trasformi in autocritica: "forse sono solo io a non riuscire a gestirlo".
  • Quando il comportamento appare accettato da tutti intorno, distinguere un'abitudine condivisa da una difficoltà personale può diventare più complicato.

Quando ogni serata riattiva il desiderio

  • Il desiderio di fumare può riaccendersi non solo per abitudine, ma per l'associazione emotiva con certe persone e momenti.
  • In molti contesti, specialmente urbani, il consumo di gruppo è vissuto come rito aggregativo, e rinunciarvi può far temere di essere etichettati come allarmisti.
  • Ogni situazione condivisa, così, può diventare un momento delicato in cui il vecchio schema tende a ripresentarsi.
Prospettiva clinica
La paura di restare fuori dal gruppo tocca qualcosa di profondo: il bisogno di sentirti parte di qualcosa non scompare quando cambi un'abitudine. Forse, più che chiederti se gli altri ti accetteranno ancora, può aprire uno spazio nuovo domandarti cosa ti lega davvero a loro, al di là del fumare insieme. Cosa resta, di quel legame, quando immagini di toglierne il rituale?
Loredana Tetecher
Loredana Tetecher
Psicoterapeuta Unobravo
Momenti di vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Ogni serata con loro è una prova che non finisce mai
Chi amo non fuma, gli amici sì: mi sento in mezzo

A volte è più semplice mettere a fuoco una difficoltà quando la vediamo descritta in situazioni concrete. Ecco alcuni momenti in cui potresti ritrovarti.

Le serate con il gruppo di sempre

  • Ti ritrovi a una serata con gli amici storici e, ora che hai smesso, ogni pausa in cui girano le canne diventa una piccola prova.
  • Non è solo il desiderio fisico a mettere alla prova, ma la sensazione di escluderti da un momento che prima era pura connessione.
  • Ti accorgi che il rischio più difficile non è il desiderio quando sei solo/a, ma la pressione silenziosa di quelle serate condivise.

Quando il gruppo è il tuo unico punto di riferimento

  • Ti sei trasferito/a da poco in una nuova città e hai costruito la tua rete sociale quasi da zero.
  • Il gruppo che fuma insieme è diventato l'unico ancoraggio affettivo reale, l'unico posto dove ti senti accolto/a.
  • Ridurre o smettere, in questo caso, può farti temere di restare isolato/a proprio quando ti senti già straniero/a ovunque.

Tra amici storici e nuove relazioni

  • Hai iniziato una relazione con una persona che non fuma, e per la prima volta senti il desiderio reale di cambiare.
  • Allo stesso tempo, provi il timore di perdere il tuo posto nel gruppo di amici che invece la usa come momento condiviso.
  • Ti trovi così a mediare tra due mondi con aspettative diverse, come se dovessi scegliere tra due versioni di te.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Quando la dipendenza condiziona la tua vita, parliamone

Se senti di aver perso il controllo e desideri ricostruire il tuo benessere, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Come affrontare la pressione un passo alla volta

Ho detto ai miei amici come mi sento e mi hanno capita
Parlarne con uno psicologo mi ha tolto un peso enorme
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Comunicare la tua scelta a chi ti fidi di più

Puoi provare a parlare della tua decisione con gli amici di cui ti fidi maggiormente, chiarendo che non si tratta di un giudizio verso di loro ma di una scelta che riguarda te. Metterlo in chiaro può ridurre i fraintendimenti e aiutarti a sentirti più supportato/a nelle serate insieme.

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Prepararti in anticipo ai momenti più delicati

Potresti individuare in anticipo quali situazioni di gruppo senti più a rischio e arrivarci con qualche appiglio pronto: una risposta già pensata, un impegno che ti fa andare via prima, un segnale concordato con un amico fidato. Sapere in anticipo come muoverti può aiutarti ad affrontare quei momenti con meno senso di colpa.

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Aspettare qualche minuto quando arriva l'impulso

Quando senti il desiderio di cedere alla pressione del momento, puoi provare ad aspettare anche solo dieci minuti prima di decidere. Il desiderio è spesso legato all'associazione con il gruppo e tende a calare di intensità se gli dai un po' di tempo, invece di rispondere subito all'impulso.

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Costruire nuovi modi di stare insieme

Puoi provare a proporre gradualmente momenti con il gruppo che non ruotino intorno al fumare: una cena, una passeggiata, una serata diversa. Sperimentare che la relazione regge anche senza quel rituale può ridimensionare la paura di perdere gli altri.

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Coltivare anche altri ambienti

Potresti dedicare del tempo ad ampliare relazioni e contesti che non siano centrati sul consumo, magari riprendendo un'attività che ti piace o frequentando ambienti nuovi. Non serve abbandonare di colpo le amicizie storiche: si tratta di darti più punti di appoggio.

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Prendere in considerazione un percorso di supporto

Quando la paura di perdere il gruppo diventa più forte del desiderio di cambiare, rivolgersi a uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio prezioso per sentirti capito/a e sostenuto/a. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile: un percorso può aiutarti a lavorare sia sul rapporto con la cannabis sia sul tuo senso di appartenenza, senza sentirti giudicato/a.

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Un nuovo equilibrio possibile

Cambiare senza perdere ciò a cui tieni

Ho scoperto che le amicizie vere sono rimaste
Cambiare non mi ha allontanato da chi conta davvero

Smettere con la cannabis in un contesto di gruppo non significa necessariamente perdere le relazioni a cui tieni. Più spesso significa ridefinire il tuo ruolo al loro interno, e questo può richiedere tempo.

La paura di essere escluso/a è un'emozione legittima e diffusa, non un segnale di debolezza. Riconoscerla, invece di combatterla, può essere il primo passo per attraversarla con più consapevolezza.

Il cambiamento personale e l'appartenenza al gruppo non sono per forza in contrasto. Con il tempo, è possibile costruire un nuovo equilibrio che tenga insieme entrambe le esigenze, quella di trasformarti e quella di sentirti parte di qualcosa.

Ridefinire la propria vita sociale è probabilmente la parte più lunga e meno visibile di questo percorso, spesso più impegnativa della gestione del desiderio nei primi giorni. Ma può anche rivelarti quanto le amicizie autentiche sappiano resistere ai cambiamenti.

Se senti che da solo/a è troppo, valutare un percorso con uno/a psicologo/a può darti uno spazio in cui essere sostenuto/a in questa scelta, prendendoti cura di te senza sensi di colpa verso gli altri.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Un viaggio verso la pace
Ho avuto un rapporto stupendo con Simona, ci siamo trovati fin da subito ed è iniziato un rapporto durato 6 mesi di terapia, al termine dei quali mi sono trovato in pace con me stesso ed aver ripreso in mano la mia vita.
— Daniele L.
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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Professionalità e gentilezza che ti fan tornare a volare
Ottimo servizio che ti consente di parlare con un professionista qualificato direttamente dal salotto di casa. Le sedute anche se non in presenza non sono semplici chiacchierate fine a se stesse, il professionista si connette con te per riuscire a darti un aiuto ad affrontare situazioni che senza nessuno sembrano montagne insormontabili. Consiglio l'utilizzo del servizio, senza vergogna, a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto per ritrovare se stessi riscoprendo il proprio valore. Il professionista che mi è sato affidato è molto competente e mi ha aiutata a ritrovare la grinta che la vita mi aveva fatto perdere. Tu vali molto, quando ti serve aiuto affidati alle persone giuste, contatta Unobravo e tornerai a volare !
— Ludovica Pala
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FAQ

Domande frequenti

Fumare insieme può essere diventato negli anni il collante delle vostre serate, il gesto attorno a cui ruotano i momenti condivisi. Smettere, allora, non significa solo cambiare un'abitudine, ma ridefinire il tuo posto in quella rete di relazioni, e può emergere il timore di diventare qualcuno di diverso agli occhi di chi ti conosce da sempre. In un contesto dove tutti fumano e nessuno sembra in difficoltà, mettere in discussione il tuo uso può farti sentire come se stessi giudicando anche gli altri, e il dubbio può trasformarsi in autocritica. Il desiderio di fumare può riaccendersi anche per l'associazione emotiva con certe persone e momenti condivisi.

Sì, la paura di essere escluso è un'emozione legittima e diffusa, non un segnale di debolezza. La paura di restare fuori dal gruppo tocca qualcosa di profondo: il bisogno di sentirti parte di qualcosa non scompare quando cambi un'abitudine. Riconoscerla, invece di combatterla, può essere il primo passo per attraversarla con più consapevolezza. Il cambiamento personale e l'appartenenza al gruppo non sono per forza in contrasto, e con il tempo è possibile costruire un nuovo equilibrio che tenga insieme entrambe le esigenze, quella di trasformarti e quella di sentirti parte di qualcosa.

Le serate con il gruppo di sempre possono diventare una piccola prova, dove non è solo il desiderio fisico a mettere alla prova ma la sensazione di escluderti da un momento che prima era pura connessione. Il rischio più difficile non è il desiderio quando sei solo, ma la pressione silenziosa di quelle serate condivise. Può capitare anche di trovarti a mediare tra due mondi con aspettative diverse, come quando chi ami non fuma ma i tuoi amici storici la usano come momento condiviso, come se dovessi scegliere tra due versioni di te.

Puoi provare ad aspettare anche solo dieci minuti prima di decidere, perché il desiderio è spesso legato all'associazione con il gruppo e tende a calare di intensità se gli dai un po' di tempo invece di rispondere subito all'impulso. Può aiutare anche individuare in anticipo quali situazioni di gruppo senti più a rischio e arrivarci con qualche appiglio pronto, come una risposta già pensata o un impegno che ti fa andare via prima. Sapere in anticipo come muoverti può aiutarti ad affrontare quei momenti con meno senso di colpa.

No, smettere con la cannabis in un contesto di gruppo non significa necessariamente perdere le relazioni a cui tieni. Più spesso significa ridefinire il tuo ruolo al loro interno, e questo può richiedere tempo. Ridefinire la propria vita sociale è probabilmente la parte più lunga e meno visibile di questo percorso, ma può anche rivelarti quanto le amicizie autentiche sappiano resistere ai cambiamenti. Puoi provare a proporre gradualmente momenti con il gruppo che non ruotino intorno al fumare, sperimentando che la relazione regge anche senza quel rituale.

Se il gruppo che fuma insieme è diventato l'unico ancoraggio affettivo reale, l'unico posto dove ti senti accolto, ridurre o smettere può farti temere di restare isolato proprio quando ti senti già straniero ovunque. In questi casi può aiutare dedicare del tempo ad ampliare relazioni e contesti che non siano centrati sul consumo, magari riprendendo un'attività che piace o frequentando ambienti nuovi. Non serve abbandonare di colpo le amicizie storiche: si tratta di darti più punti di appoggio.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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